Premier. Preavvisata di notte, reagisce a muso duro con Tajani e Fazzolari. FdI: “Donald parla ai Maga”. Ordine di disertare la festa il 4 luglio

Meloni rimane isolata: adesso teme ritorsioni  su dazi e spese militari

(estr. di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – […]Giorgia Meloni viene avvertita nella notte, mentre al Palazzo Justus Lipsius di Bruxelles i leader europei si stanno scontrando sul prossimo mediatore tra Ucraina e Russia. Non si capacita, ma la telefonata tra Donald Trump e il corrispondente di La7 Daniele Compatangelo è registrata, anche se la Casa Bianca non vuole si diffondano comunicazioni del presidente coi giornalisti. Insomma, non è una boutade di una rete di opposizione – come per qualche ora prova a far credere qualche maggiorente meloniano – ma un attacco personale, una derisione.

[…] La premier pensa che sia un’accusa anche a tutto il Paese. Quindi bisogna reagire subito. Si consulta con lo staff, con il suo fedelissimo Giovanbattista Fazzolari. La risposta è molto dura: Meloni non solo nega totalmente di aver “implorato” Trump e di avergli “chiesto una foto”, ma gli rinfaccia di non fare la faccia dura con gli altri “nemici dell’Occidente”, intendendo Vladimir Putin pur senza citarlo. È un ribaltamento, nonostante Trump sia lo stesso da dieci anni.

Nell’entourage della premier non si spiegano l’attacco se non con motivi di politica interna americana: raccontano che il video del G7 di Evian in cui Meloni parla con Trump gesticolando in maniera perentoria e decisa sia girato molto nei gruppi social dei Repubblicani. Con un messaggio in bottiglia al presidente: comanda lei. Uno di questi è il gruppo “Republicans against Trump” ma anche diversi gruppi Maga. Da qui l’attacco diretto alla premier. C’è un altro video a cui però sembra riferirsi il presidente ed è quello sul divano dell’hotel Royal con Meloni che sorride e il presidente che sembra visibilmente irritato.

Di buon mattino, la risposta. Poi la telefonata con il ministro degli Esteri Antonio Tajani con cui decidono di annullare la visita istituzionale a Miami al Business Forum di lunedì. Non sarà richiamato l’ambasciatore, fanno sapere dalla Farnesina. Le telefonate di solidarietà sono tante: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma anche i leader dei Paesi europei, da Pedro Sanchez con cui poco prima aveva litigato sui migranti al Consiglio Europeo al presidente francese Emmanuel Macron che vedrà in settimana prima al formato E5 a Berlino e poi ad Antibes.

[…]

Eppure, per quanto Meloni possa provare ad aggrapparsi ai leader europei, l’attacco di Trump la costringe a una nuova inversione a “U”. A cambiare di nuovo strategia rispetto al G7 e al Consiglio Europeo quando era arrivata provando a ricucire con Trump e a criticare i formati ristretti per la pace in Ucraina col coinvolgimento degli Usa. Difficile ora tornare a salire su quel treno.

E sarà proprio il vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio il primo appuntamento in cui Meloni e Trump si rivedranno. Il timore della presidente del Consiglio è quello che adesso si possano consumare ulteriori strappi. Ulteriori accuse e attacchi perché da Trump “ci si può aspettare di tutto”, sospira un ministro. Le minacce si sono già viste con altri leader europei: l’imposizione di nuovi dazi ma soprattutto una reazione dura alla decisione italiana di non aumentare le spese per la Difesa e di non aderire al meccanismo Purl. A Palazzo Chigi temono nuove ripercussioni e nuove ritorsioni. Anche la missione a Hormuz sembra subire una frenata in queste ore, per volontà dell’Iran.

Resta una conseguenza immediata: come prima reazione all’attacco di Trump dai vertici del governo sarebbe arrivato l’ordine di disertare l’annuale festa del 4 luglio all’ambasciata americana. Non solo la premier, ma anche i ministri quest’anno faranno a meno di hamburger a villa Taverna.