La moltiplicazione dei pani e dei pesci nella politica italiana

(Dott. Paolo Caruso) – L’effetto moltiplicatore nella politica italiana è quello attuato dai partiti con le ammucchiate variabili che esitano nel consociativismo delle coalizioni oggi sempre più fluttuanti e dai contorni indefiniti. Tutto lo sforzo dei partiti all’interno delle coalizioni è proteso non al raggiungimento di un programma comune e di un progetto valido per la rinascita del Paese, bensì alla ricerca di un collegio uninominale sicuro e di un numero di seggi da spartirsi con i compagni di “merenda” congruo alle pretese di ogni singolo partito. Del resto la legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum”, la porcata 2 dopo quella più originale del leghista Calderoli, costringe i partiti a rincorrere una collocazione sicura all’interno delle coalizioni, utili queste esclusivamente a rafforzare la posizione elettorale di ogni forza politica facendo solo da sommatoria in termini di valori percentuali e tralasciando come fatto secondario la diversa identità politica di ogni raggruppamento. L’effetto sommatorio si ripercuote sulla coalizione dei partiti con un meccanismo moltiplicatore nella assegnazione dei seggi. A tutt’oggi però le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra fortemente impegnate nella gestione della prossima campagna elettorale, attente a definire le alleanze determinate anche da un fiorente mercato di nuovi acquisti e vecchi ritorni, risultano prive di validi e concreti programmi utili alla rinascita del Paese.  Che serietà! Un PD a trazione Calenda, e con un Letta impantanato con le new entry forziste, Carfagna e Gelmini provenienti direttamente da Villa Certosa e collocatore di voltagabbana come Gigino ‘o poltronaro, D’Incà, e l’eterno Tabacci, l’uomo taxi della politica italiana, sempre pronto ad imbarcare personaggi “bolliti” impresentabili. Di contro un centrodestra a trazione Meloni  Salvini con il centrino di Arcore a guinzaglio non promette nulla di buono, diviso com’è su tutto e unito solo sulle poltrone. Tutto questo la dice lunga sulla mediocrità della classe politica e sullo stato di sofferenza della democrazia in Italia. Le subdole lotte di potere, i personalismi, i frequenti cambi di alleanze e di casacca fanno si che i cittadini abbiano netta la percezione di quanto i partiti privi di identità politica siano ridotti a veri e propri contenitori vuoti di ideologie e lontani anni luce dagli interessi della gente. La crescente astensione è il segno tangibile di grande sfiducia del popolo verso la politica, stanco come è di assistere a questi spettacoli indecorosi con rappresentanti improvvisati incapaci di gestire la Cosa pubblica. Ormai nel Paese dalle mille contraddizioni si cambia la casacca di partito come si cambiano i calzini o le mutande senza avere idea del concetto di responsabilità politica. Le persone oneste non cadono di fronte alla menzogna, ma le persone squallide cadono prima o poi di fronte alla verità! (Franco Battiato). 

2 replies

  1. Mai che questi parassiti pieni di privilegi pensino al “bene del paese” di cui si riempiono sempre la bocca. L’unico pensiero è arricchirsi a spese nostre.

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  2. Si lavora per lo stipendio, tutti.
    Il problema è che siamo convinti che, in certe professioni, lo si faccia per ” gli altri” ( il Paese, i malati, gli alunni, i fedeli, i clienti…)
    In realtà non è così. E quei pochi che “lo fanno per…” difficilmente sono i migliori. Generalmente dei frustrati.
    Dovremmo smetterla di sognare “bontà” e cominciare a pretendere, da clienti quali siamo,
    professionalità e rispetto. E controlli su controlli da parte di chi di dovere.
    La carità degli “eroi” non la vuole nessuno. E non fa mai bene.
    Altrove pagano meglio? Si vada, allora, ma se si resta si taccia e si lavori.
    Piagnistei a parte pochissimi lo fanno, per mia diretta e reiterata esperienza. E nessuno viene messo in riga. Mai. Basta non ” rompere le scatole” al sistema.

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