“Impegno civico è un plagio”. Problemi di copyright per il nuovo partito di Di Maio e Tabacci

“Non possono utilizzare quel nome. Il ministro e il sottosegretario dovranno spiegarci, valutiamo azioni legali”, dice Fabio Desideri, ex consigliere regionale del Lazio ed ex sindaco di Marino, eletto anche grazie ai voti della lista Impegno civico. Ieri l’ex grillino ha lanciato il nuovo soggetto politico

(RUGGIERO MONTENEGRO – ilfoglio.it) – Problemi di copyright: “Non possono utilizzare quel nome, è un plagio”. Nemmeno il tempo di lanciare il nuovo progetto, che per Luigi Di Maio potrebbero arrivare le prime grane. L’originalità, quando si tratta di scegliere il nome del “brand”, non è proprio il suo forte.

Ospite di Lucia Annunziata, nel corso di Mezz’ora in più, il ministro degli Esteri ha annunciato la nascita del nuovo partito creato in tandem con Bruno Tabacci: “La nuova forza politica si chiamerà ‘Impegno civico’ e vuole rappresentare quell’impegno civico che ieri anche Papa Francesco ha evocato dal Canada” ha detto il leader degli scissionisti grillini che nelle prossime ore presenterà ufficialmente il progetto con una conferenza stampa.  Impegno civico sarà una forza politica “il più plurale possibile”, che si rivolge agli amministratori locali e che guarderà anche alla transizione ecologica e digitale”, ha aggiunto il leader di Insieme per il futuro.

Un nome, quello scelto da Di Maio&Tabacci, che non brilla proprio per creatività e a un primo sguardo sembra richiamare quella Scelta Civica con cui Mario Monti si presentò alle elezioni del 2013. Ma c’è di più, perché scavando negli archivi elettorali si scopre che una lista denominata Impegno civico ha già concorso alle elezioni, sebbene a livello locale, proprio quello a cui Di Maio ha detto di guardare. Anche se la prima risposta non è quella che il ministro degli Esteri si attendeva. “Impegno Civico è già stata presentata in Tribunale nelle elezioni del 1996 e del 2000 e ha eletto propri rappresentanti in entrambe le tornate elettorali”, spiega Fabio Desideri al Foglio che anche grazie ai voti di quella lista è diventato sindaco di Marino, in provincia di Roma nel 2000, sostenuto da una coalizione di centrodestra. “E’ un fatto grave, non potranno usare la denominazione”, aggiunge l’ex primo cittadino e successivamente consigliere regionale del Lazio nel 2005 con la giunta Marrazzo, che valuta anche di “diffidare Di Maio e Tabacci”.

Il Ministro Di Maio, ed il Sottosegretario  Tabacci, dovranno spiegarci bene i loro proponimenti e cosa intendono fare, se non vogliono che avviamo un’azione di tutela nelle sedi competenti che impedisca l’uso della denominazione “Impegno Civco”, si legge poi nel comunicato stampa diffuso dallo stesso desideri, che parla di un vero e proprio “plagio politico”, di un partito fondato 28 anni. Tanto è passato infatti da quando è stata registrata l’associazione.

Si vedrà. Ma al di là delle beghe e in attesa dei tribunali (evocati), resta il fatto che quando si tratta di nomi e denominazioni Luigi Di Maio non faccia, come si diceva sopra, dell’originalità il suo tratto distintivo. Insieme per il futuro, il gruppo parlamentare fondato dal parlamentare partito da Pomigliano d’Arco con i grillini dissidenti con la retromarcia barricadera di Conte, riprendeva infatti una denominazione usata e abusata usata e abusata nell’ultima tornata delle amministrative: da Castronuovo di Sant’Andrea in Basilicata a San Marco dei Cavoti in Campania, da Alonte in provincia di Vicenza a San Potito Sannitico nel Casertano, per citare solo alcuni casi, ma la lista potrebbe essere più lunga.

“Diffidiamo l’onorevole Di Maio ad utilizzare il nome ‘Insieme’ per la sua nuova avventura politica”, aveva tuonato allora il direttivo di Insieme, il partito di ispirazione cristiana che fa capo a Stefano Zamagli e che alle ultime amministrative aveva appunto eletto dei consiglieri municipali in diversi comuni. Questa volta, vedremo come andrà a finire. Ma un pochino di attenzione in più, magari una ricerca su Google, forse non sarebbe stata di troppo.

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