Era ora!

(Dott. Paolo Caruso) – Il 25 settembre è la data in cui è stata fissata la prossima consultazione elettorale per il rinnovo del parlamento nazionale, forse la più attesa di questi ultimi trent’anni. Così il popolo, dopo diciassette mesi di governo dei “migliori”, un governo imposto dal “Sistema” e notificato dall’Uomo del Colle, ritorna a respirare quello che di buono esiste nei sistemi democratici, la volontà di esprimere il diritto di voto per eleggere una nuova classe politica che oggi più che mai avrà il difficilissimo compito di risolvere i gravi problemi che assillano il Paese. Purtroppo in Italia la democrazia da un po’ di tempo è in sofferenza, infatti i cosiddetti rappresentanti del popolo grazie ad un pessimo sistema elettorale hanno perso  i legami con il territorio ed essendo dei nominati rispondono direttamente ai vari capibastone delle segreterie politiche. I partiti privi di ideologie e appiattiti quasi sulle stesse identiche posizioni si riempiono la bocca di parole come democrazia, centralità del Parlamento, diritto del popolo, ma ormai dagli anni novanta subiscono gli effetti deleteri del loro vuoto politico facendosi imporre dal “Sistema” in più occasioni  “L’Uomo della provvidenza”, il “Salvatore della patria”, il “Migliore” senza passare dal voto. Ora che il fallimento del Governo dei “Migliori” che ci è stato imposto dall’alto è evidente, e qualcuno chiede di porre fine alla legislatura dando finalmente la parola al popolo, si grida all’irresponsabile, al destabilizzatore della nazione in un momento di massima preoccupazione in cui guarda caso verrebbe a interrompersi il lungo e difficile processo di riforme. In tutte le Nazioni libere il voto rappresenta la massima espressione della democrazia, e si vota alla naturale scadenza della legislatura o tutte le volte  in cui si crea una crisi di governo irreversibile. In Italia al contrario la “Casta” assoggettata agli interessi personali e ben arroccata nei Palazzi del potere rigetta totalmente l’idea di andare al voto anche in presenza di una grave crisi come questa, così facendo i “poltronari” della politica vogliono farci intendere che andare alle urne è un vero rischio per il Paese in questo momento catastrofico per l’economia e per la crisi mondiale legata alla guerra in Ucraina, (Francia e Germania forse non fanno testo?). Il timore di non essere eletti, anche per la riduzione del numero dei parlamentari, di certo non incoraggia la scelta del voto, anzi… I media dopo il passo indietro del M5S nell’appoggio al Governo Draghi, motivato dalle mancate risposte ai nove punti richiesti dal presidente Conte hanno gridato alla irresponsabilità di chi ha causato la crisi coinvolgendo in questo virulento attacco, oltre al M5S anche la Lega, Fratelli d’Italia, e Forza Italia. La sconfitta di Draghi è stata interpretata dai media come la vittoria della Destra, l’apoteosi della irresponsabilità, la catastrofe per eccellenza, la fine dell’ordine precostituito. Andare invece alle urne per rinnovare il Parlamento, e scegliere un nuovo governo è il momento più alto di ogni democrazia. Oggi abbiamo l’opportunità, dopo questa ennesima esperienza di Governo Tecnico imposto al popolo, di riprenderci il nostro futuro scegliendo noi stessi chi dovrà rappresentarci. Auguriamoci che tutto questo ci serva da lezione e ci faccia comprendere una buona volta che Draghi, l’Uomo della Provvidenza, il Migliore, l’Assoluto  non rappresenta ne rappresenterà mai il popolo, non farà mai  gli interessi dei cittadini, ma solo quello delle lobby e di chi l’ha voluto al potere, imponendoci una globalizzazione economica e politica che sta lentamente distruggendo le fondamenta della nostra democrazia. Agli Italiani invece serve una Politica Autorevole capace di mediare che sappia rappresentare fedelmente le istanze della gente. Ora, e solo ora con il voto si potrà dare forza ad un popolo proteso alla ricerca, spero non vana, di una democrazia partecipata, di una politica sempre più inclusiva. 

6 replies

  1. Beato te che credi che in Italia ci sia democrazia e che gli eletti vengono nominati dal popolo e non dalle mafie.

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  2. Ribadisco che i parlamentari hanno perso il legame con i territori perché sono dei NOMINATI dalle segreterie politiche a cui devono rispondere. La stessa schifosa legge elettorale garantisce tali condizioni di subalternità al potere dei capobastone per cui siamo di fronte ad una democrazia malata. Voglio augurarmi che si possa cambiare registro e che il popolo possa trovarsi in una democrazia partecipata scegliendo liberamente il proprio rappresentante.

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