Ripartono le pagliacciate elettorali

(Tommaso Merlo) – Fino a ieri un soave inciucio, adesso guerra civile. Parrucca, naso rosso e via con le pagliacciate elettorali. Dicono che stavolta vincerà la destra, specializzata a ricompattarsi prima del voto e scannarsi dal giorno dopo. Ma non gradiscono la Meloni premier nemmeno i suoi alleati. Invidia del pene. Già, stare alla larga da Draghi era sacrosanto e la Meloni perlomeno si sforza di mantenere un minimo d’identità populista seppur nerastra. Gli altri due rammolliti son messi davvero male. Berlusconi ormai delira platealmente. Dentiere e pannoloni per tutti più mille euro e tre pentole in acciaio inossidabile. Più che alla politica siamo alla circonvenzione d’incapace. Quanto a Salvini ha fatto il Papeete a se stesso mettendosi a slinguazzare le natiche di Draghi. Da populista a pseudo tecnocrate e la sua bolla è esplosa. Se la Madonnina vorrà al massimo si beccherà una poltroncina ministeriale. Magari quella dell’interno perché pare che dopo anni a cui non fregava più una mazza a nessuno, di colpo sono ricomparsi i migranti e serve un ministro col pugno di ferro che ci salvi dall’estinzione della razza. Già, la sicurezza o meglio la paura rende sempre voti e nel copione delle pagliacciate elettorali non manca mai. Parrucca, naso rosso e via su qualche palco. Ma dall’altra parte son messi ancora peggio. Il Pd tenta disperatamente di colmare il proprio devastante nulla politico col povero Draghi. Un vero e proprio outing. Il Pd è un partito neoliberista di matrice tecnocratica. Un poltronificio al servizio dell’alta borghesia e del pensiero unico. E Draghi sarebbe davvero un segretario ideale. L’unica cosa che sorprende è che il Pd venga ancora votato da gente che si definisce di sinistra. Automatismi inconsci di natura autolesionista. Cittadini che votano le cause dei loro mali. Poi c’è la bolgia egocentrista. Partitini che esistono solo in parlamento e nelle farneticazioni carrieristiche. In giro non c’è una mezza idea politica e loro sono dozzine. Cosa diamine vogliano al di là di appoggiare le proprie natiche sul velluto, è davvero un mistero insondabile. Tra loro spicca la new entry Di Maio anche se rischia di far la fine di Calimero per colpa dei veti incrociati. Anche la politica italiana ha i suoi limiti del resto. Una prece. Quanto al resto del sedicente centrosinistra, parrucca, naso rosso e via su qualche palco. Poi ci sarebbero le spoglie movimentiste. Non li vota più nessuno da anni ormai dato che si son rimangiati il rimangiabile, ma erano elezioni locali. Adesso sperano in un profetico 5 percento a livello nazionale. Il Conte Quotidiano aizza la curva dell’ex premier, ma più che scaldare i social, serve convincere le periferie nostrane che si sentono brutalmente tradite. Gente in carne ed ossa, non like. Mancano all’appello milioni di voti, la parte più sveglia e anche incazzata dell’elettorato. Perché ai margini, ma anche perché culturalmente più evoluta. Mentre i portavoce superstiti disquisiscono se rimangiarsi pure il secondo mandato, i pentastellati attendono che il loro leader massimo indichi le nuove stelle polari. Democrazia indiretta. Pare che Conte abbia capito sia stata una minchiata colossale corteggiare il Pd per anni, ma pazienza. Anche chiedere conto ai capi è passato di moda. E poi mai dire mai, se ne riparla dopo il voto. Pare aleggi anche il nome di Di Battista di ritorno dalla steppa. Già, qualche voto lo porterebbe di sicuro, il problema è che faticherebbe a indossare parrucca e naso rosso. Troppo idealista, troppo libero. Nel fu Movimento finirebbe in depressione e alimenterebbe solo diasporine. Meglio per lui e per tutti se desse voce ad una genuina opposizione antisistema. Magari minoritaria, ma dannatamente utile in questa malconcia democrazia in cui non vota più nessuno. Già, il primo partito rimane quello di coloro che invece di recarsi alle urne fanno il segno dell’ombrello. Cittadini stanchi di farsi prendere per i fondelli dalle solite pagliacciate elettorali e che attendono progetti degni della propria fiducia. Altro che parrucche e nasi rossi.

12 replies

  1. Mi piacerebbe che questo pseudo “partito” di quelli che fanno il segno dell’pmbrello, degli irriducibili, di quelli che non sbagliano mai, si riunisse seriamente e, per citare una nota frase alla fassino: “fondasse un partito per vedere quanti voti prende” e, soprattutto per mostrare quello che saprebbe fare con tutti i problemi di convivenza e gestione interna avendo a che fare con tanti polli nello stesso pollaio, soggetti ai medesimi problemi che ha incontrato il M5S.
    Utopia!
    Manca la coscienza e consapevolezza, pure nelle tue parole, Merlo, si scorge.
    Tante cose buone sono state fatte, e anche tanti errori, ma le cose buone rimangono e questo non dovrebbe far demordere. Invece ti arrendi e come tutti quelli che chiami del tuo “partito”, ma vorrei proprio vederli, quelli del segno dell’ombrello, stai in attesa del salvatore.
    Aspetta e spera, chi vive sperando, muore…

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    • Parrucca e naso rosso lo ha indossato Grillo.Se Conte non apre gli occhi tra un po’ Grillo gli toglie il simbolo e addio all’unica possibilità di votare contro il sistema.Conte crea un nuovo partito con un nuovo simbolo…. oppure noi onesti non potremo votare.Saremo fregati ancora una volta.ATTENTO A GRILLO.

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      • Errori ne sono stati fatti tanti, tutti ne facciamo, ma non puoi dire che l’attuale M5S non contenga in sé tutte le pulsioni originarie, comprese quelle antisistema.
        “Parrucca e naso rosso”, nel senso che intende Merlo, significa che fanno i pagliacci sul palco, spettacolo, per attirare le simpatie ma che mentono spudoratamente. Ciò che non puoi attribuire al M5S o a Grillo, che sicuramente ha le sue colpe su determinate scelte, è che sia come gli altri e abbia interessi contrari al bene comune. Proprio per questo dico che sono stati fatti errori ma in buona fede e che non è intelligente smettere di votare i 5S, soprattutto da parte degli “onesti” che sarebbero poco “furbi” a lasciare campo libero e quindi peso elettorale maggiore alle altre forze politiche di cui conosciamo ampiamente gli interessi non proprio a favore dei cittadini per così dire e spesso di altro genere.

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  2. C’è poco tempo quindi si corre: tutti al “centro”, ammucchiata Draghi. Occorre portarlo al Quirinale quindi ogni voltafaccia è lecito: emergenza nazionale, ne va della “sicurezza dello stato”.
    La Mission è isolare i populisti che, si sa, non sono “responsabili”: 5stelle, Meloni, Salvini, ed ora anche Berlusconi.
    Quindi tutti assieme: Renzi, Calenda, Letta, la Gelmini col suo tunnel e persino Brunetta, che al Berlusca deve tutto ma che si scopre improvvisamente bullizzato e vittima di body shaming( l’argomento va molto, e i politici sono prima di tutto ottimi attori) .
    Grande visibilità a Cangini, fino a ieri giornalista non memorabile del Resto del Carlino ed ora usurpatore del glorioso Partito Repubblicano. Ovviamente rivisitato: qualcuno gli spieghi che era l’unico partito laico in circolazione ( e infatti ha fatto la fine che ha fatto).

    I somma, tutti al centro, tutti seri, tutti responsabili. Per il bene del Paese, tutti all’ assalto.
    Quasi quasi viene da tifare Meloni…

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  3. Però i pagliacci dovrebbero far ridere, non piangere.
    Attualmente la politica è un b-movie drammatico.

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  4. I partiti di Dx e Sx e i piccolini questo vogliono che il popolino si astenga, non votare per loro è una cuccagna. Chi vota per i soliti partiti sono i loro amici e amici degli amici che cos’ possono continuare a fare i loro interessi sempre a danno dei più deboli. mai possibile che non si riesca a cacciare questa gentaglia o almeno una parte di loro. Ci ritroveremo a settembre sempre con i soliti nomi…eletti dai loro amici, non ci lamentiamo dopo

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  5. Che succederebbe se Grillo,che ne è il titolare non concedesse a Conte il simbolo dei 5stellebper presentarsi alle elezioni?¿?? E per Conte fosse troppo tardi per presentarne un’altro??

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  6. Oggi sentivo i soliti sapientoni che voterà il 60% e ovviamente l’astensione sarà del 40% . Sono convinto, molto convinto, del contrario.

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  7. Il poppolo delle periferie (come dice il merlo) vota Berluscone (la mummia), Salvoini e la pesciarola, i partiti “poppolari” sono quelli. Il mov 5 stalle ha intercettato una quota der poppolo col reddito di cittadinanza, e chest’e’.

    In quanto alla tecnocrazia, ma magari ci fosse.

    Questo sarebbe il momento per la transizione energetica, l’informatica, la robotica, il telelavoro, c’e’ un mondo nuovo che ha bisogno di cervelloni, universita’, premi Nobel.

    Invece i “tecnocrati” itagliani sono tipo la macchietta Calenda, un buffone che pensa che nell’anno 2022 e seguenti ci vogliano le centrali nucleari. Un demente a livello legaiolo. lui e Salvoini li vedo bene a costruire la centrale a Baggio.

    Siamo scarsi, il poppolo e’ citrullo e i tecnocrati non esistono, se ci sono battessero un colpo (possibilmente in testa a Calenda).

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  8. Poco fà vedevo il TG2 delle 20,30. Interviste a “onorevoli” di tutte le specie. Tutti , di fronte alla telecamera dicevano le stesse cose : aiuti alle famiglie, iva allo 0% , 200 euro, tutti uguali, destri e sinistri e centri. tutti a sparare minghiate, tutti a dire la stessa filastrocca imparata a memoria. E io vi mando a dire : il 25/ 9 vado a trascorrere una bella giornata a mare, perchè ho l’imbarazzo della scelta a mandarvi tutti a un qualche paese.

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