La variante Draghi “il Colle”

(Fernande Tan) – Era il lontano 2015 quando si ipotizzava ad uno dei nomi più quotati per sostituire Napolitano
al Quirinale, il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi.
Ma Draghi si tirò fuori dalla corsa al Colle: “Io non voglio essere un politico” afferma al
quotidiano tedesco Handelsblat, sottolineando che il suo mandato a Francoforte proseguirà
fino al 2019.
Si sa il tempo va avanti, le situazioni cambiano,le idee cambiano, i progetti cambiano da non
voglio essere un politico a poi diventarlo.
Nell’estate del 2019, la famiglia Draghi rivela che ci fu una prima chiamata da parte di
mattarella, il motivo?
Proporgli il ruolo da premier o Senatore a vita?.
Sta di fatto che nel 2020 ci fu un via vai a città della Piave, a casa di draghi da diversi politici,
Renzi, Berlusconi, zio Letta il braccio destro di Berlusconi, D’Alema e addirittura un incontro
con Giggino.
Il 7 Aprile 2019 Luigi Bisignani scrisse su Il Tempo che il Quirinale stava lavorando sull’idea
di Mario Draghi senatore a vita, per dare una sferzata al governo giallo-verde in carica,
notizia mai smentita dal Quirinale.
L’eventuale nomina di Draghi a senatore a vita il 2 giugno significa che a dettare l’agenda
del governo è il Capo dello Stato.
Una carta che Mattarella potrebbe calare replicando l’operazione Monti.
Il Presidente della Repubblica è infatti molto irritato per le risse in corso tra Di Maio e Salvini
e per la macchina che hanno scatenato contro Giovanni Tria.
Mattarella non vuole ripetere però l’errore del suo predecessore. Giorgio Napolitano, infatti,
fu costretto a nominare senatore a vita Mario Monti per convincerlo a fare il premier di un
esecutivo tecnico che venne annunciato come “salvifico”, ma che nella percezione degli
italiani resta ancora oggi come uno dei capitoli più bui….
Draghi divenne Presidente del Consiglio dei Ministri il 13 febbraio 2021
Il 7 dicembre 2021 il Pd vuol far fare a Mario Draghi la fine di Mario Monti.
Sostenerlo, per poi silurato senza dare all’occhio. Il Foglio riporta “l’ultima fantasia che gira
sul Quirinale”, definita ironicamente “la variante”, come un virus.
L’idea è quella di far nominare il premier senatore a vita, previo ovvio via libera di Sergio
Mattarella, visto che ogni decisione in questo senso spetta al presidente della Repubblica.
Draghi, insomma, andrebbe “istituzionalizzato”, come se non lo fosse già a sufficienza
stando sullo scranno di Palazzo Chigi.
Una follia che da sola dà idea, sottolinea il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, di “a che
livello è l’emergenza”.
Corsi e ricorsi: nel 2011, in piena crisi del governo Berlusconi, l’allora presidente in carica
Giorgio Napolitano decise di nominare senatore a vita Monti, che da lì a pochi giorni sarebbe
diventato premier al posto del Cavaliere.
Cosa ci fosse dietro quella scelta era il segreto di Pulcinella, un colpo di mano istituzionale
per forzare la mano anche agli onorevoli più riottosi e far capire loro che non c’era altra
possibilità se non dare il potere all’ex commissario europeo.
Era l’alba del “golpetto tecnico”.
Oggi, però, la situazione sarebbe del tutto diversa: Draghi ha già il potere, potrebbe
tranquillamente restare premier fino al 2023.
Se con Monti fu un “golpetto tecnico” con Draghi cosa è stato?
Poteva restare fino al 2023, ma attualmente non è più in carica.
Dimettendosi pur avendo la fiducia, Mattarella non accoglie le dimissioni di Draghi e lo rinvia
al parlamento, ma perde la maggioranza.
Sono trascorsi 3 giorni dalle dimissioni di Draghi, il presidente Mattarella ha sciolto le
Camere: l’Italia al voto il 25 settembre, ma resta in carica per gli affari correnti.
Oggi si ritorna a parlare che Sergio Mattarella starebbe accarezzando l’idea di nominare
Mario Draghi senatore a vita. Successivamente potrebbe dimettersi e lasciare spazio
(sempre che i partiti stavolta lo vorranno) proprio all’ex presidente BCE. Ma andiamo con
ordine.
Il sogno di Draghi, il Colle, il motivo per cui accettò di diventare premier.
I partiti si preparano alla campagna elettorale (anche se ci sono sempre stati).
“Il Pd ha preso al volo l’agenda Draghi come “il nostro programma”, non avendone mai avuto
uno. La soluzione più semplice sarebbe il partito di Draghi, ma Draghi non si candida.
Così si ripiega sull’Area Draghi e l’Agenda Draghi, cioè sugli abusi della credulità popolare:
la gente crede di votare per lui e si ritrova Renzi, Brunetta e Di Maio”. (Marco Travaglio).
Ma lui non ha intenzione di candidarsi, lui vuole il Colle.
Nella conferenza stampa di fine anno, rispondendo all’ennesima domanda sul Quirinale,
fece capire di essere disponibile:
«Io non ho particolari aspirazioni di un tipo o dell’altro. Sono un uomo, se volete un nonno, al
servizio delle istituzioni. Un nonno. La responsabilità della decisione è interamente nelle
mani delle forze politiche»
Al Colle avrà più probabilità, rispetto ad un voto popolare, che in base all’analisi di
Termometro Politico il 70% degli italiani non lo voterebbe.
Mario Draghi deve portare avanti ciò che ha iniziato, un documento che ha l’obiettivo di
aiutare il settore corporate, cioè quello delle grandissime imprese.
Il documento aggiunge: “l’intervento del Governo è meglio che sia focalizzato sul bisogno di
distruzione creativa“, ( https://tinyurl.com/yeyjchry).

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

7 replies

  1. La colpa è di noi cittadini che gli lasciamo fare di tutto e di più anche ai presidenti della Rep. Infatti non imparano neanche dai loro errori visto il successone avuto da monti e draghi. Tutta questa importanza a gente abituata solo a comandare e che non sa come si vive con uno stipendio da fame.

    "Mi piace"

  2. “La legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, approvata con referendum del 20 e 21 settembre 2020 e in vigore dal 5 novembre 2020, stabilisce definitivamente che il numero complessivo dei senatori di nomina presidenziale non può in alcun caso essere superiore a cinque.

    Attuali senatori a vita

    Al 2022 sono in carica sei senatori a vita: il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e altri cinque di nomina presidenziale (Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia, nominati da Napolitano, e Liliana Segre, nominata da Sergio Mattarella).”

    Egregio Fernande Tan, mi dica quale dei cinque senatori sopra indicati eliminiamo (fisicamente) per far posto a Draghi?

    "Mi piace"

  3. Capisco che non c’è alcun obbligo di scrivere in italiano, però sicuramente aiuterebbe la comprensione del testo da parte di chi legge.

    "Mi piace"

    • Scusate la mia ignoranza, ma non conoscendo altre lingue se non l’italiano, mi pare che il pezzo scritto sopra da tal Fernande Tal ” rispetti ” tale idioma, a meno che non si condivida il merito, ma questa un’altra cosa !!!,..Ossequi …

      "Mi piace"