Mario Draghi senior member del G30 e la Distruzione Creativa

(Fernande Tan) – Il Gruppo dei Trenta o Group of Thirty (G30) di cui Mario Draghi è membro senior, è un’organizzazione internazionale nata nel 1978 con Geoffrey Bellm. Quest’ultimo, dando seguito ad un’iniziativa di J.D. Rockefeller della Rockefeller Foundation, (Imprenditori, industriali, politici, banchieri e filantropi, i Rockefeller hanno creato una delle più grandi fortune mondiali, specialmente grazie al petrolio), ha riunito finanzieri e accademici di tutto il mondo con lo scopo di confrontarsi sulle questioni economiche globali.

Cos’è il Gruppo dei Trenta e di cosa si occupa?

Scoperto dai più dopo che Mario Draghi è stato eletto Presidente del Consiglio incaricato, il Gruppo dei Trenta è costituito da personaggi i cui nomi risultano sconosciuti alla massa. Mario Draghi fa parte del Gruppo dei Trenta da quando ha iniziato a lavorare alla Goldman Sachs. Anche in seguito, quando è stato eletto Presidente della Banca Centrale Europea, ha
continuato a far parte dell’organizzazione internazionale. Il Gruppo dei Trenta analizza le decisioni che vengono prese nel settore pubblico e privato, studiando i grandi fenomeni economici e le possibili conseguenze. I compiti dell’organizzazione internazionale senza scopo di lucro sono: analizzare le questioni economiche e finanziarie ed esaminare gli aspetti collegati allo scambio di valute, ai mercati di capitali e alle banche centrali.

Composto da figure di rilievo del mondo della finanza, dell’economia e dell’ambito accademico, ha sede a Washington e si riunisce due volte l’anno. Inoltre, il Gruppo dei Trenta organizza convegni, seminari e gruppi di studio. Il documento preparato dal G30 si chiama ‘Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid: Designing Public Policy Interventions‘, (https://www.oliverwyman.com/our-expertise/insights/2020/dec/reviving-and-restructuring-the
-corporate-sector-post-covid.html), cioè rinnovare e ristrutturare il settore delle grandi imprese dopo il Covid, e si propone come guida ai politici in modo che essi considerino come meglio intervenire per supportare il settore corporate.

Il Prof. Mario Draghi è estensore di un documento che ha l’obiettivo di aiutare il settore corporate, cioè quello delle grandissime imprese. Il documento aggiunge: “l’intervento del Governo è meglio che sia focalizzato sul bisogno di distruzione creativa“.

Sembra quasi un testo scritto da un oracolo più che da un autore di economia. In breve, il G30 teme che una politica pubblica di aiuti troppo accomodanti potrebbe favorire la crescita delle cosiddette «imprese zombie», cioè quelle aziende decotte che non sono in grado di coprire finanche gli interessi sui debiti con i profitti correnti.

Queste, mantenute in vita da sussidi e nuovi crediti distribuiti a pioggia, senza un più ferreo controllo, rappresenterebbero un fardello e una minaccia ai settori dell’economia ben funzionante. Si rileva, invece, che la situazione «potrebbe richiedere una certa quantità di «distruzione creativa». Si propone la creazione di istituti ad hoc, delle bad bank, per raccogliere i debiti corporate inesigibili. Non è detto, ma forse è proprio qui che gli esperti del G30 vedrebbero volentieri il contributo dello Stato. Il che suscita più di qualche perplessità.

Nel documento è evidente una forte contraddizione. Si sottolinea più volte il timore che la crisi di insolvenze possa colpire anche il settore finanziario, per cui si ripete con forza che «il governo potrebbe dover intervenire per proteggere o rafforzare la capacità del settore finanziario di sostenere la ripresa economica». Il rischio, o meglio la certezza, di una massiccia disoccupazione di massa, con evidenti e pericolose derive sociali, è, invece, sbrigativamente affrontata con generici riferimenti a riqualificazioni e trasferimenti di lavoratori.

Perché l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi scriveva a fine 2020 del bisogno di distruzione creativa?

Inutile dire che Draghi è lì dentro come carica generale, perché c’è scritto che sono due i banchieri del mondo ai quali gli altri 28 fanno i loro ringraziamenti perché hanno preso posizione per tutelare le grandissime imprese per, si legge nel documento, “la loro astuta leadership dietro al gruppo di lavoro dei Trenta”: Mario Draghi e Raghuram Rajan. Con l’espressione ❜distruzione creatrice❜ indicò il processo evolutivo dell’economia capitalistica, nel quale innovazioni tecnologiche e gestionali trasformano il ciclo produttivo, scompaginando l’equilibrio dei mercati ed eliminando le imprese incapaci d’innovare.

Nell’ambito della distruzione creativa, le aziende devono adattarsi alle nuove dinamiche del settore. Pertanto, possono chiudere linee di business per aprirne di nuove. Quelle aziende che non si adattano dovranno cambiare la loro attività o semplicemente scomparire. In altre parole, “distruggi” qualcosa per “creare” qualcosa di nuovo e di solito migliore.

Dietro i Recovery Fund si nascondono enti privati mascherati sotto l’egida della UE. Il PNRR è parte del progetto di stampo neoliberista “Agenda 2030” per cui Draghi è stato IMPOSTO alla guida. Consiste, nello spostare lo sguardo pubblico fuori di noi, dipingendo il nemico (Venezuela, Corea del Nord, Cina, Russia, Iran, ecc.) con i colori più tetri, in modo da far sospirare di
sollievo le proprie cittadinanze “per fortuna non siamo così!”. Distogliendo l’attenzione dalla devastante e perdurante crisi interna, che si palesa in una decadente contrazione sociale, economica e soprattutto democratica, con una costante riduzione della rappresentatività della politica e degli spazi della libera espressione.

In cima alla top-ten abbiamo: Vivremo tutti in un futuro più luminoso, in cui grazie alle nuove tecnologie, le pratiche amministrative e modelli produttivi verranno controllati dall’intelligenza artificiale, e dalle connessioni ultraveloci. In un futuro prossimo i turisti potranno rimanere a casa e gli uomini d’affari e impiegati lavorare con Zoom, mentre le navi fantasma automatizzate e i treni semi-automatici manterranno l’economia globale in movimento.

L’ultimo sviolina così: “Non avrai nulla e sarai felice”.

Vorranno portare la loro rapina alle sue ultime conseguenze. Per decenni ci hanno tolto diritti, libertà, posti di lavoro, salari, pensioni, terre, territori, foreste, acqua, piante, semi, tutto ciò che potevano strapparci, spesso con immensa violenza. Continueranno a farlo finché non avremo più niente. Ci hanno tolto perfino la paura. Ci verrà sottratta la proprietà, e avremo un reddito stabilito dal sistema sovranazionale bancario, che deciderà in base al nostro credito sociale a quali servizi avremo diritto.

La realtà è che, avendo sbagliato completamente l’impostazione del loro operato su tutti i fronti, il governo Draghi si trova incastrato nella spiacevole posizione di chi non può ammettere i propri errori.

Usando il neo-linguaggio orwelliano, errori calcolati, in quanto imposti a modello del pizzo mafioso, dalle grandi corporation di origine atlantista.

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