Omicron, la nuova sottovariante Centaurus preoccupa gli esperti: cosa sappiamo

Cos’è la nuova sottovariante Cenaturus e perché le autorità sanitarie europee l’hanno definita come “da monitorare”.

Cos'è la nuova sottovariante Cenaturus e perché è stata definita come "da monitorare" dalle autorità sanitarie europee.

(Debora Faravelli – tag43.it) – Dopo la variante Omicron 5, che sta causando un aumento dei contagi in diversi paesi compreso il nostro, gli esperti stanno tenendo sotto osservazione la sottovariante Omicron Ba.2.75, ribattezzata Centaurus e rilevata per la prima volta in India a inizio maggio: vediamo quali sono le informazioni note finora e perché la sua diffusione preoccupa i virologi.

Variante Centaurus: cosa sappiamo 

Registrata in totale in una decina di paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Germania e Canada, il 7 luglio l’ECDC (il centro europeo per il controllo delle malattie) l’ha definita come “variante da monitorare”. Dalle prime rilevazioni è infatti emerso che “potrebbe essere più trasmissibile o associata a malattie più gravi, anche se i dati su questo fronte sono ancora deboli“.

I virologi sono stati in particolare allertati dal numero di mutazioni extra contenute in BA.2.75 rispetto a BA.2 da cui è probabilmente si è evoluta. La caratteristica della nuova sottovariante è infatti quella di avere nove nuove mutazioni della proteina Spike in posizioni chiave dei geni, che permettono un’alta evasività all’immunità favorita dai vaccini ma anche dalle precedenti infezioni prodotte dalla stessa Omicron.

Tom Peacock, virologo dell’Imperial College London, ha spiegato che a destare preoccupazione non sono tanto le singole mutazioni ma il numero di combinazioni di mutazioni. “È difficile prevedere l’effetto di così tante mutazioni insieme, un quadro che conferisce al virus una sorta di proprietà ‘jolly’ in cui la somma delle parti potrebbe essere peggiore di ciascuna di esse“, ha evidenziato. Sicuramente, ha continuato, Centaurus è un potenziale candidato a sostituire BA.5 oppure “è il genere di cose con cui faremo i conti dopo, ovvero una variante di una variante“.

Infettività doppia rispetto al morbillo

I dati preliminari rilevati durante la stagione in India hanno inoltre indicato un’infettività doppia rispetto a quella del morbillo. Considerando che l’erre con zero di quest’ultimo è valutato tra 12 e 18, che quello dell’influenza classica è minore di 1, che quello del Covid originario è stato stimato tra 1 e 3 e che quello di Omicron è tra 15 e 17, quello che appare come un virus profondamente mutato potrebbe avere una capacità di contagio quasi doppia a quella attuale.

2 replies

  1. Ho provato quattro volte a condividere un’immagine: oggi il moderatore è incazzato e non la fa passare…..
    Consiglio: la variante giamaicana.

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