Da un mese e più le meglio menti del Partito del Freezer – quelli che vogliono comandare “al riparo del processo elettorale” (Monti) – s’affannano a trovare un modo di perpetuare Draghi dopo Draghi, persino in assenza del soggetto: una summa di questi pourparler è uscita domenica su La Stampa […]

(di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano) – Da un mese e più le meglio menti del Partito del Freezer – quelli che vogliono comandare “al riparo del processo elettorale” (Monti) – s’affannano a trovare un modo di perpetuare Draghi dopo Draghi, persino in assenza del soggetto: una summa di questi pourparler è uscita domenica su La Stampa a firma del direttore Giannini (“La road map anticrisi”). Una ricostruzione che – non essendo stata smentita né da Chigi né dal Quirinale, come pure sarebbe stato doveroso – ci permettiamo di prendere seriamente . Riassumendo: prima o poi bisogna votare e siccome tutto sta andando a ramengo, non è detto che il benedetto astensionismo faccia vincere il Partito del Freezer e il suo leader naturale (Enrico Letta). Certo, il caos dopo il voto sarebbe perfetto per far tornare Draghi, ma quello ha detto che non se la sente. E allora, intanto va messa in sicurezza “la roba”. Mossa 1: stiracchiare la legislatura fino al limite e fissare le urne tra fine maggio e inizio giugno. Questo consentirebbe all’attuale governo, in carica per gli affari correnti, di nominarsi i vertici di Eni, Enel, Leonardo, Terna, Poste, Enav e Consip, che vanno rinnovati entro giugno 2023 (con tanto di avviso di sfratto a mezzo stampa ai manager di società quotate: “In carica ne resterà uno solo: Descalzi”). Mossa 2: il mandato di Ignazio Visco in Bankitalia scade a ottobre, dopo il voto, quindi perché non farlo dimettere (“per lui ci sarebbe un’exit strategy in Goldman Sachs”) e scegliersi subito il successore? Sarebbe Mattarella, scrive Giannini, il più convinto sostenitore di questa ardita soluzione. Mossa 3: Paolo Savona in Consob scade nel 2026, ma va cacciato e allora si pensa a una riforma dell’Autorità di Borsa per far decadere l’anziano presidente (e tanti saluti ai mille peana sull’indipendenza di Bankitalia e delle Authority). Il tutto al fine di far blindare a un governo scaduto – prima che dal deserto arrivino i tartari – “poteri e poltrone che contano e conteranno nei prossimi anni”. Se questo fosse un progetto del governo polacco di Marius Draghynski a Bruxelles starebbero già attivando le clausole sullo stato di diritto, qua non gli puoi neanche dare dei poltronari da quattro soldi perché alla fine lo fanno solo per il nostro bene, no?