La sinistra cocomerara cerca un posto al sole

Chi dice che la sinistra è sparita? Abbiamo seguito l’altro giorno la conferenza stampa di presentazione della nuova lista, composta da Europa Verde di Angelo Bonelli e Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, nell’ambito dell’iniziativa “Nuove energie” (ci torna come un’eco di una vecchia idea […]

(DI DANIELA RANIERI – Il Fatto Quotidiano) – Chi dice che la sinistra è sparita? Abbiamo seguito l’altro giorno la conferenza stampa di presentazione della nuova lista, composta da Europa Verde di Angelo Bonelli e Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, nell’ambito dell’iniziativa “Nuove energie” (ci torna come un’eco di una vecchia idea dell’ufficio marketing di Pisapia, quando i giornali lo volevano “federatore della sinistra”, ma fingiamo sorpresa). Stava andando tutto bene, tutti dicevano cose assennate: salario minimo, lotta alla povertà e alla disperazione (sic), ecologia, niente elogi del centro (non hanno psicopatici conclamati tra le loro file), fino a quando non hanno tirato fuori dei cocomeri, brandendone sul palco ciascuno una metà e sollevandoli in aria in segno di trionfo. “Rossi dentro e verdi fuori”, così si sentono: “Sono belli e buoni, mica ci vergogniamo”, ha detto Bonelli. Figuriamoci. Esaurita tutta la flora (querce, ulivi, margherite), la sinistra è fiera di mostrarsi alla frutta. Scavando un po’, pare che più che dalle idealità comuni e da un afflato di radicalità l’idea di unirsi venga da un sondaggio commissionato all’Agenzia Quorum che dà la lista a un potenziale 12,8%, partendo dal circa 2% che ciascuno dei componenti detiene. In pratica, i cocomeri potrebbero raggiungere il M5S (motivo per cui i giornali, che un tempo li avrebbero sbranati e del resto li hanno bellamente ignorati per un decennio quali frattaglie ininfluenti e guastafeste, guardano con sorridente benevolenza a questa nuova formazione). Non solo: con numeri del genere, acquisterebbero un considerevole potere contrattuale nelle negoziazioni col Pd in vista del famoso “campo largo progressista”, l’idea di Letta di buttare tutti dentro per battere Meloni e Salvini alle elezioni. E qui ci sono venuti una serie di dubbi (logici, politici ed etici) sui cocomerari.

Il primo: come fanno Bonelli e Fratoianni a volere l’alleanza col Pd, se sono, come dicono, all’opposizione del governo Draghi, pacifisti, critici con la Nato, laddove il Pd di Letta è draghista allo spasimo, favorevole alle armi, atlantista dogmatico? Il secondo: ad aprile Conte aveva bussato alla porta dei Verdi per portare avanti, anche al Parlamento europeo, le battaglie ecologiste invise al governo dei costruttori e dei banchieri, ma Bonelli si era indignato: per carità, “il M5S per storia e organizzazione non è conforme ai principi dei partiti verdi”; invece il Pd, che è Sì Tav, Sì trivelle, Sì inceneritori etc., è conforme, per non parlare, nel caso, di Renzi, che è Sì tutto purché frutti quattrini, e di Calenda, che oltre al resto è pure nuclearista. Il M5S, che ha dedicato una delle sue stelle all’ecologismo fin dalla formazione, no. E non per via dell’abbaglio di Grillo su Cingolani ministro “grillino”, perfetto per la transizione diciamo ecologica del governo Draghi, visto che, come detto, non hanno problemi ad allearsi col Pd. Il terzo: i nuovi energici dicono di essere contro la siccità (tema attualissimo, sfidiamo un partito a dire che è a favore), e per significarlo brandiscono il cocomero, una delle coltivazioni a più alto impatto ecologico quanto a utilizzo di acqua.Davanti allo sketch, francamente patetico-imbarazzante, ci troviamo a chiederci: ma gli entusiasti cocomeristi, schierati sul palco della sala conferenze di questo delizioso boutique hotel al centro di Roma (già sede delle convention fighette di Renzi) insieme a un gruppo di giovani che fanno molto movimento Fridays For Future (sebbene dotati di cartelloni patinati plastificati), che ne faranno di quei mezzi cocomeri? Li distribuiranno tra il pubblico? Li doneranno alle Feste dell’Unità in segno di alleanza? Li getteranno nell’umido, andando a incrementare la già esorbitante immondizia di Gualtieri, che comunque è molto più ecologica e pulita di quella della Raggi?

Intanto Speranza, ora che l’emergenza Covid è finita per decreto, su La Stampa investe il Pd del compito di federare la sinistra (con le armi?) liquidando Conte, Franceschini minaccia Conte che se esce dal governo tra loro è finita e i renziani del Pd salutano con favore l’entrata di: “Calenda, Renzi, Di Maio, la sinistra”; solo Conte non è il benvenuto. Di Maio invece sì, ben venga, anche se il suo “Insieme per il futuro” (quando dicono futuro, ce l’ha insegnato il grande Renzi, è ciarpame, paccottiglia per gonzi) ha lo 0% di voti e non rappresenta nessuno, se non i politici la cui precipua missione è auto-conservarsi, perpetuarsi in quanto puri esponenti della classe meno dignitosa d’Italia.

È il campo largo, e la sinistra, invece di radicalizzarsi alla Mélenchon, si posiziona per entrarci, se occorre smussando le sue radicalità sociali, pacifiste ed ecologiste. “Vogliamo governare”, dicono i cocomeristi, chissà se a ogni costo. (E comunque il cocomero dentro può essere bianco, ha semi neri e il suo nome latino è citrullus).

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4 replies

  1. “ma gli entusiasti cocomeristi, schierati sul palco della sala conferenze di questo delizioso boutique hotel al centro di Roma ”

    Ecco appunto: hotel boutique. Ma chi ci ha mai creduto ai verdi italiani, dai su, diciamo la verità.
    Sono fighettine che niente hanno a che fare con la sinistra.

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