Conte: la caccia senza fine del “sistema”

Dal Papeete a Renzi: buttato fuori due volte da Palazzo Chigi. E adesso la richiesta di Draghi a Grillo di allontanarlo (dopo la scissione del governista Di Maio). Giuseppe Conte sembra rappresentare un incubo per il mondo politico e giornalistico, al di là della sua forza e della sua volontà. […]

(DI SALVATORE CANNAVÒ – Il Fatto Quotidiano) – Giuseppe Conte sembra rappresentare un incubo per il mondo politico e giornalistico, al di là della sua forza e della sua volontà. I tentativi di estrometterlo, indebolirlo, di macchiarne l’immagine sono sproporzionati rispetto alla quantità di potere davvero esercitata e le telefonate di Mario Draghi a Beppe Grillo con invito a sbarazzarsi dell’“avvocato del popolo” rappresentano solo l’ultimo di questi tentativi.

1. Il caso Savona. Maggio 2018, Conte viene strappato all’anonimato da Luigi Di Maio che lo propone a Matteo Salvini come possibile premier di mediazione tra M5S e Lega e già risuonano le trombe del giudizio universale. Mario Calabresi, allora direttore di Repubblica, lo paragona ad Ambra Angiolini “che riceveva nell’auricolare le indicazioni sul da farsi”, ma sarà il presidente della Repubblica a sbarrare la strada al suo primo tentativo di formare il governo rigettando la nomina di Paolo Savona all’Economia. Troppo euroscettico, un rischio eccessivo per “la fiducia dei mercati”, dirà Sergio Mattarella, e così Conte viene costretto a rinunciare all’incarico. Dopo l’improvvido incarico all’uomo con il trolley, Carlo Cottarelli, Conte sarà richiamato, formerà una nuova lista di ministri con Giovanni Tria all’Economia e Savona agli Affari europei (ma non era un problema per l’Europa?) e tutto rientra.

2. L’estate del Papeete. Estate del 2019, Conte sfugge al tentativo di affossamento da parte di Matteo Salvini e viene salvato dal Pd di Nicola Zingaretti, ma anche di Matteo Renzi. La storia è nota: Salvini ebbro per il 34% e rotti raggiunto alle Europee di maggio, vuole far saltare l’alleanza giallo-verde e andare alla resa dei conti con il governo. In realtà non ha ben chiaro dove vuole andare e quando in Senato il premier risponderà alle sue accuse lo ridurrà politicamente uno straccio. A quel punto la spallata della Lega si infrange sulla spregiudicatezza di Renzi che, paradossalmente, si tira dietro il più restio Zingaretti. Grazie alla compattezza del M5S, Conte riesce a imporsi di nuovo come premier, ma a lui il fatto di aver guidato consecutivamente due governi di diverso colore politico non sarà mai perdonato, mentre le manovre di Renzi vengono osannate come puro machiavellismo.

3. Il Patto del Chianti. Al Machiavelli di Rignano, però, bastano pochi mesi per iniziare a picconare il governo, che ha così decisamente contribuito a far nascere. A settembre del 2019 rompe con il Pd e fonda Italia Viva e per Conte iniziano i guai. A dicembre, Renzi e Salvini si vedono a Pian de’ Giullari, residenza di Denis Verdini (in carcere a Rebibbia) e siglano simbolicamente il “Patto del Chianti” il cui scopo è rovesciare Conte a inizio del 2020. Gli attacchi si concentreranno sul tema della giustizia, con la decisione di Italia Viva di votare insieme al centrodestra la mozione di sfiducia al ministro Alfonso Bonafede. “Se Renzi vuole andarsene se ne vada”, dice Conte assicurando al capo dello Stato che avrà comunque i voti in Parlamento. Mattarella però dichiara che “se cade il governo, subito elezioni”. Si entra in una fibrillazione da Prima Repubblica, ma tutto viene messo a tacere dal generale Covid.

4. L’uomo dei Dpcm. Neanche l’emergenza pandemica ferma l’ossessione anti-Conte. Sulla base degli attestati internazionali e soprattutto del consenso interno, il presidente del Consiglio gestisce positivamente la crisi, e la popolarità di cui ancora gode è frutto di una gestione in cui la salute e la sicurezza dei cittadini sono state messe davanti all’economia. Eppure viene denigrato qualsiasi cosa faccia. Fissa in ritardo l’orario delle conferenze stampa, nonostante le defatiganti trattative con le Regioni; governa con i Dpcm anche se nell’ottobre 2021 la Corte costituzionale sancisce che non c’è stata nessuna illegittimità; ha attuato una “dittatura sanitaria” semplicemente per aver privilegiato la sicurezza dei più fragili. Gli si rovescia di tutto mentre all’estero l’Italia guadagna stima e apprezzamenti.

5. Recovery Italia. Il tiro al piccione continua anche quando Conte sarà protagonista del successo del Recovery Fund. Il governo non fa in tempo a luglio a strappare 209 miliardi che già in agosto si accendono i riflettori su Mario Draghi. Le sue parole al Meeting di Cl a Rimini “scuotono la maggioranza” e la sua “agenda” è destinata a segnare i destini della nazione. A settembre rincara la dose Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, che attacca le misure economiche del governo definendole un “sussidistan” e invita a rivedere la gestione del Recovery Fund.
Nonostante l’Italia sia il primo Paese ad approvare il documento in Parlamento e il governo coinvolga costantemente tutti i ministeri, basta la proposta di una “cabina di regia” che preveda, oltre agli organi politici, sei manager e 300 esperti per far gridare al “golpe”. Conte è accusato di “voler fare tutto da solo”, si scomoda addirittura Mussolini e i suoi “quadrumviri”, i giornali iniziano a titolare sui “ritardi del Pnrr”, Renzi a dichiarare che la fiducia al governo verrà meno. Il Conte-2 sta per cadere.

6. Ancora Mattarella Il secondo governo Conte, in realtà, non cade in Parlamento, il capo dello Stato accetta le dimissioni senza rinviare il governo alle Camere. Anche l’incarico esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico, viene sabotato. La strada verso il governo Draghi è stata già preparata in estate e Sergio Mattarella non offre nessuna stampella istituzionale e costituzionale al governo in carica, imponendo d’autorità il governo Draghi. Dopo due anni e mezzo di leadership istituzionale, Conte deve lasciare la scena

7. Grillo e Draghi. Il tiro al bersaglio a questo punto si mescola con le vicende interne al M5S. Nel luglio del 2021, sarà lo scontro con Beppe Grillo a rappresentare un nuovo tentativo di far fuori Conte addirittura per mano amica. Il nodo è quello del nuovo Statuto 5 Stelle, ma il vero motivo dello scontro è la guida politica del Movimento. Grillo la vuole più draghiana, Conte no. I due si scontrano duramente, Conte minaccia di fondare un nuovo movimento, alla fine si trova una mediazione, ma resta l’affermazione del Garante: “Conte ha creato un’illusione, ma non ha visione”. La leadership non sarà ovviamente tranquilla. Ad aprile del 2022 un gruppo di dissidenti di Napoli decide di impugnare gli esiti delle assemblee M5S per confermare il nuovo statuto e la leadership di Giuseppe Conte. Che riesce a spuntarla in appello. Poi la scissione di Di Maio che da oggi si illumina di nuova sostanza. L’accerchiamento è totale, lo scontro è politico, ma esprime anche un’ossessione psicopolitica e forse antropologica. Riflesso impazzito di un mondo che sembra non essersi mai ripreso dall’irruzione dell’anonimo avvocato di Volturara Appula dentro la scena politica. Da cui deve essere espulso, perché tutto continui come prima.

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16 replies

  1. Conte è stato un eccellente pdc!! Soprattutto perché ha lavorato nell’interesse degli italiani (che non se lo sono meritato perché ingrati)! Nessun pdc, si è mai trovato in una situazione così drammatica e difficile da gestire, eppure con estrema umiltà e determinazione si è comportato in modo ineccepibile!! Tanto da attirare l’odio e l’invidia dei pessimi politici italiani!! Pretendere la perfezione è folle, lui è stato semplicemente un grande pdc!! Chi lo critica aspramente è perché non ha le sue capacità di mediazione e di azione… La politica è compromesso totale, Conte lo ha imparato subito da buon avvocato però, non si è mai sporcato le mani per arrivare al compromesso cercando di rimanere sempre fedele ai suoi principi… Il che non è per niente facile in certi ambienti.. Chi tra i politici italiani può dire altrettanto? Forse Bersani e pochissimi altri ma non hanno avuto un ruolo in un momento così pesante e drammatico.. l’Italia è un paese governato da sempre da persone arroganti e presuntuose, megalomani, incapaci, piene di sé stesse, interessate al proprio tornaconto! ciò ha portato alla rovina questo povero paese!! Se tutti i politici italiani avessero anche solo la metà della morale etica di Conte, l’Italia sarebbe magnifica.. teniamoci i cazzari tutti, nessuno escluso del panorama politico!! Ridicolizziamo ancora una persona di statura morale eccellente un vero signore capace oltretutto!! Che vadano quelli che lo dileggiano in continuazione a trattare con gli squali e poi vediamo cosa portano a casa!! Questo il mio pensiero, sarà semplice e potrò essere ridicolizzata ma il mio pensiero credo non si discosti molto dalla realtà! Le brave persone in Italia hanno vita molto difficile in tutti i campi!!

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  2. E, dopo tutto ciò che ha subito e a cui ha resistito, viene ancora considerato debole e bamboccio… mi sa che il termine “Pnrr”, piano di ripresa e resilienza, si riferisce proprio a LUI!
    Tutto questo odio, questo continuo RIGETTO, da parte di un mondo politico corrotto e senza spina dorsale, senza dignità e valori, ma solo convenienza, rappresentano per Conte una medaglia al valore.
    È di un altro livello… persino quelli che consideriamo difetti derivano dalla sua estrema correttezza, che appare quasi sovrumana.
    Sarà sempre il miglior PDC che abbia mai conosciuto.
    E certo non gli farà concorrenza Draghi, nella stima delle persone oneste ed obiettive..e lui LO SA, nonostante i fiumi di bava e i cori osannanti il NULLA.

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    • *Anail,
      Secondo me, al ritorno da Bruxelles raggiante per aver ottenuto ( e prima ancora pensato ) il recovery fund, pensava che finalmente lo avrebbero apprezzato e non più ridicolizzato.
      Invece ESATTAMENTE quel giorno si è scavata la fossa da solo.
      MAI gli avvoltoi ingordi e rapaci degli altri politici gli avrebbero lasciato gestire quei soldi.
      Perché i soldi pubblici devono essere rubati, of course.
      Gestiti da lui , avrebbero creato sviluppo da nord a sud. O almeno, ci avrebbe provato.
      Invece…

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  3. Concordo.
    Dissento solo sul fatto che i fiumi di bava e i cori osannanti, secondo me, non osannano il nulla, ma la realizzazione di una dittatura di fatto

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    • Leo, sono molto d’accordo!
      Mi riferivo solo al “meraviglioso” lavoro che continuano ad attribuirgli e ad una superiorità inesistente, sia politicamente che moralmente.

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  4. Dopo tutti gli accadimenti, un interrogativo sovrasta gigantesto : ma per quale caz..di motivo m5s è entrato in questo governo a fare da olocausto ? Ai posteri o allo storia la risposta concreta : ENIGMA .

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  5. Incredibile come il bradipo Mr.tentenna penultimatum riesca a fare solo passi di lato e indietro,
    Mai un colpo di reni mai uno scatto in avanti e come capo squadra un fallimento dietro l’altro.
    Questa è la sua ultima occasione per dimostrare di avere le palle vedremo se le tira fuori

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  6. Sono abbastanza d’accordo su tutti i punti espressi nei commenti,principalmente sul fatto che sei i noti farabutti cercano di fargli sempre le scarpe allora vuol dire che è veramente fastidioso per i gianin ( vermi da pesca)

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