Da Berlino alla Spagna: più bombardieri per tutti

La fiera dell’industria bellica: i tedeschi prenotano gli F-35, Madrid gli Eurofighter. Se volete vedere un segno tangibile del riarmo in corso in Europa potete andare al Salone aerospaziale di Berlino (Ila), che si è aperto due giorni fa nell’aeroporto di Brandeburgo […]

(DI GIULIO DA SILVA  – Il Fatto Quotidiano) – Se volete vedere un segno tangibile del riarmo in corso in Europa potete andare al Salone aerospaziale di Berlino (Ila), che si è aperto due giorni fa nell’aeroporto di Brandeburgo. Quello – per intenderci – entrato in servizio con otto anni di ritardo in piena pandemia, il 1º novembre 2020. Per la visita c’è tempo fino a domenica. È una sorta di fiera. Qualcosa a metà strada tra l’esibizione di prodotti e l’attività commerciale e di lobby. Questa è la prima manifestazione del genere che si svolge in Europa dopo la pandemia, il precedente appuntamento due anni fa era stato solo virtuale. L’industria delle armi è ripartita alla grande. Lo schieramento delle aziende e di velivoli militari a Berlino è massiccio. Ci sono tutti i grandi gruppi tedeschi, gli americani, i francesi, c’è Leonardo, l’ex Finmeccanica, che si sente un po’ a casa perché all’inizio di quest’anno ha comprato per 606 milioni di euro il 25,1% di un’azienda tedesca di elettronica militare, Hensoldt, nella quale comanda però il governo tedesco. Questo dà l’idea dell’interesse per l’incremento delle spese militari annunciato da molti governi europei dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina, per inseguire l’obiettivo voluto dalla Nato di destinare alla difesa almeno il 2% del Pil nazionale. La Germania fa la prima della classe.

Per il riarmo ha stanziato una spesa aggiuntiva di 100 miliardi da impiegare nel giro di 3-4 anni, in più ci sarà l’aumento delle spese militari “ordinarie” dall’1,53% attuale del Pil al 2%, da centrare entro il 2024 (la spesa salirebbe così ad almeno 70-80 miliardi l’anno). All’inaugurazione della fiera, il cancelliere, Olaf Scholz, ha riaffermato la linea di spendere di più per le armi. La Germania ha bisogno del supporto “potente e innovativo” dell’industria per “essere tecnologicamente al passo con i tempi. Ciò significa, ad esempio, sviluppare la prossima generazione di aerei da combattimento insieme a partner come Francia e Spagna, qui in Europa”. L’obiettivo – secondo Scholz – è avere forze armate “efficienti e avanzate” per garantire la sicurezza della Germania e dei partner dell’Alleanza atlantica. Quattro anni fa proprio all’Ila fu firmato il memorandum d’intesa per il progetto di un nuovo aereo da combattimento, il Future combat air system (Fcas), tra la divisione tedesca di Airbus Defence and Space e la francese Dassault. Poi ha aderito anche la Spagna. Il progetto è in stallo per le liti tra francesi e tedeschi su chi ha il comando. In Europa c’è un altro progetto di aereo da combattimento, il Tempest lanciato dalla Gran Bretagna, al quale partecipano anche Leonardo soprattutto con le fabbriche oltremanica e la Svezia. L’Italia ha stanziato 2 miliardi per il Tempest, il via libera è arrivato dalle commissioni parlamentari Difesa prima di Natale, con l’intenzione di arrivare a sei miliardi per la prima fase, che non prevede i costi per comprare i velivoli.

Poiché è improbabile che in Europa ci siano i soldi per sviluppare due nuovi aerei da guerra, molti osservatori pensano che si dovrà arrivare a un compromesso su uno solo. Intanto la Lockheed e il Pentagono hanno già convinto la Germania a comprare 35 cacciabombardieri F-35; grazie all’extra budget, è prevista una spesa di almeno 8-10 miliardi. La Lockheed ha annunciato che i primi F-35 (un velivolo è schierato all’Ila) per la Germania dovrebbero arrivare nel 2026. C’è anche l’elicottero da trasporto Ch-47 Chinook, costruito da un’altra azienda americana, Boeing. La Germania intende comprarne 60, spesa prevista almeno 5 miliardi. Ieri all’Ila è stato firmato il contratto per la vendita alla Spagna di 20 Eurofighter (Efa), che andranno a sostituire gli F-18 americani di base alle Canarie, dal 2026. L’Efa è costruito dalle industrie di Germania, Gran Betagna, Spagna e Italia (soprattutto Leonardo). Il contratto ha un valore ufficiale di 2 miliardi e 43 milioni.

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1 reply

  1. Chiederemo lumi a D’Alema sul da farsi. Intanto i mangia avoli arretrati russi (sotto umani hitleriarmente e ucrainamente parlando) hanno I SARMAT capaci di andare a 25000 km all’ora, cioè di compiere il giro della terra in un’ora e mezza, cioè di colpire Newyork in 20 minuti dea Vladivostock. Caro D’Alema come ti vuoi regolare con le nuove vendite su ebay ? Vuoi il numero di Vladimir ?

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