Dalle Stelle alle stalle…

(Dott. Paolo Caruso) – La frantumazione della galassia grillina e la fuoriuscita di circa sessanta “peones” al seguito del ministro Di Maio ormai è cosa fatta. Il dado è tratto! La scia luminosa che aveva attraversato il buio fitto dei palazzi parlamentari si è ridotta di intensità ecclissandosi negli spazi siderali del Sistema politico economico italiano. L’antisistema è crollato sotto i colpi dei suoi stessi rappresentanti con a capo Luigi Di Maio, il “guappo di Pomigliano”, sempre pronto a tessere oscure alleanze rinnegando meschinamente la storia politica del suo recente passato. Così la flebile luce tenuta accesa dall’impegno di tanti sostenitori e dai parlamentari Contiani sembra ancora in grado di tenere accesa la speranza  di un elettorato sempre più frastornato dal repentino cambiamento di rotta dei vecchi notabili del movimento con l’inversione radicale dei valori che hanno contraddistinto la natura stessa dei 5 Stelle. Una macchia indelebile che si porteranno sulla coscienza per tutta la vita e nel prosieguo della loro attività parlamentare all’interno di questo neonato raggruppamento di “Insieme per il futuro”. Ma il futuro di chi? Forse di qualcuno che, come Giuda Iscariota, è stato lesto a tradire solo per  ambizione e sete di potere il suo “Maestro”, il Presidente Conte, e i suoi vecchi compagni di lotta. Quanto accaduto nella giornata di ieri con lo strappo di Di Maio e dei suoi consociati e la nascita frettolosa di un nuovo gruppo parlamentare, “Insieme per il futuro” rappresenta l’epilogo di una continua e drammatica lotta fratricida tra correnti, tra Di Maio e Conte. Una vera cartina tornasole del brutto andazzo intrapreso dal movimento nell’ultimo anno e che ha provocato continui sussulti e polemiche all’interno della galassia pentastellata. Sono passati quattro anni da quando il Movimento 5 Stelle con un grande consenso elettorale, con una gran voglia di cambiamento, e di riformare la politica, si è insediato nei Palazzi Istituzionali e pare che sia trascorso un secolo da quel trionfale 4 Marzo 2018. Il costante logoramento da parte di alcuni parlamentari e del ministro degli esteri Di Maio nei confronti del presidente Conte, eletto con un voto plebiscitario dagli iscritti pentastellati, denota  la trasformazione del proprio DNA di questi fuoriusciti che hanno perso nel corso del tempo le radici identitarie del movimento adagiandosi su vaghe e spesso fugaci attrattive del potere. Ora si assiste alla nascita della neoformazione Di Maiana legata anima e corpo al potere, ad un appiattimento pseudocentrista da prima repubblica e dall’altra parte ad un dimezzamento del M5S, forza popolare che ha saputo scrivere pagine importanti nella recente storia della politica italiana. La confusione correntizia, il mancato collegamento con la base e la sete di potere hanno provocato la frattura insanabile all’interno del Movimento e la fuoriuscita di una sessantina di parlamentari, lasciando a Conte il cerino acceso della recente sconfitta elettorale alle amministrative di giugno. Così Conte piuttosto che un presidente rischia di trovarsi ad essere un semplice giudice fallimentare, abbandonato da un gruppo di “peones” che come purtroppo e spesso accade in ogni rivoluzione attratti dal potere trasformano radicalmente i propri ideali, e la famosa scatoletta di tonno da aprire come il “Palazzo” rimane chiusa e ben salda nelle mani di pochi.

6 replies

  1. ho appena sentito che si ritiene missionario, la politica è una missione, ora convertili tutti in nome della poltrona, tutti scafati molto prima di te, ocio ai tagliagole nascosti nella foresta, puoi andar avanti tu che ai centristi scappa da ridere, come animale sacrificale sei al posto giusto nel momento giusto

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  2. a quanto pare, stante la miseranda parabola del guda “bibitaro”, pure due mandati paiono essere troppi…!

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