I 5Stelle e la cosa giusta

Per un Movimento che ha rappresentato la maggiore novità politica degli ultimi decenni sarà impossibile restare autonomo tra i due poli.

CONFERENZA STAMPA DI GIUSEPPE CONTE

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Per la serie la coerenza in politica è tutto, ieri la riforma della Giustizia rappezzata dalla ministra Cartabia è diventata legge col voto favorevole della Lega, malgrado i 400 milioni che Salvini ci ha fatto appena buttare per i referendum con cui voleva bloccarla, mentre il senatore Calderoli, che era arrivato allo sciopero della fame pur di non far passare una tale porcata (e di queste lui se ne intende) si è a malapena astenuto.

Ma alla coerenza si richiamano pure Di Maio e Conte, il primo chiedendo al Movimento di non presentare una mozione ambigua sull’appartenenza dell’Italia alla Nato, visti i trattati internazionali a cui aderiamo, e poi rivendicando quella democrazia interna ai 5S che con l’ex premier al comando si sarebbe perduta.

Accuse che Conte ha respinto al mittente, definendo una stupidaggine i dubbi sulla Nato, e lasciando intendere che il ministro degli Esteri sia in partenza verso un nuovo partito. Fatto sta che nonostante il tracollo delle amministrative, invece di far quadrato e cercare di allargarsi aggregando nuovi consensi, i 5 Stelle si avviano a tagliar via un altro pezzo, di fatto lasciando il controllo al solo Conte, fermi restando i poteri statutari di Grillo che per molti però è difficile da decriptare.

In ogni caso, per un Movimento che ha rappresentato la maggiore novità politica degli ultimi decenni in Italia sarà impossibile restare autonomo tra i due poli, e nonostante il consenso di cui Conte gode ancora il rischio è di diventare una provincia del Pd. Ci si pensi bene, dunque, prima di consumare la rottura. Ricordando che non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta.

2 replies

  1. Continuate a dire che Conte gode di consenso ma dove lo vedete? a livello nazionale alcuni sondaggio lo danno sotto il 10%, e stando a questi numeri è possibile. Il movimento ha dimostrato che non ti puoi fidare di semplici cittadini presi dalla strada, che vanno lì per fare i tuoi interessi, ma arrivati nel palazzo si ubriacano di privilegi che non ci capiscono più niente, devono fare i conti con la natura umana, le loro fagilità, la scarsa preparazione, le ambizioni e le remunerazioni che non vedranno mai nella vita fuori da lì. Quindi hanno fallito proprio nel motivo ispiratore di un Movimento di cittadini dal basso, nel senso proprio che più in basso non si può. Conte invece aveva già tutto nella vita, reddito, prestigio, e ogni tipo di gratificazione, solo che non va bene per il Movimento e rischia di andare a sbattere anche nella dignità personale.

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    • “Conte non va bene per il mv”
      Infatti conte non ha niente da spartire e da dare al mv, conte deVe iscriversi al PD suo alveo naturale,

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