Cairo novello von Clausewitz, l’unico che sta vincendo in Ucraina

Lo strano caso dell’editore Urbano Cairo: dottor Jekyll con il Corriere della Sera e Mr Hyde con La7 sulla questione dei filoputiniani

(Antonio Murzio – true-news.it) – “Ogni attacco deve terminare con una difesa”. C’è il sospetto che Urbano Cairo tragga ispirazione da queste parole di Carl von Clausewitz, generale e scrittore, vissuto a cavallo tra 1700 e 1800.

C’è il sospetto che l’editore del Corriere della Sera e de La7 applichi alla lettera i precetti del teorico militare prussiano. Sospetto che trae forza da come i media di sua proprietà stanno trattando il conflitto Russia-Ucraina.

Cairo con il Corriere toglie, con La7 dà

Il Corriere della Sera guida l’attacco ai presunti filo-putiniani che imperversano su giornali e tv, pubblicando le foto di ciascuno di loro. Nell’insieme fa molto “Most wanted fugitives” del sito dell’Fbi.

Gli inviati sul campo del quotidiano di via Solferino nelle loro corrispondenze dall’Ucraina hanno in più di una occasione esaltato il coraggio dei militari del battaglione Azov.

Scomodando in una occasione perfino Kant. Come se la brigata fosse sempre stata un simposio di fini intellettuali, abituati a discernere di questioni filosofiche.

Ma se il Corriere guida l’attacco, a chi toccherà la difesa?

Lo si è visto domenica sera con la (a dir poco) catastrofica trasferta a Mosca di Massimo Giletti con il suo Non è l’Arena. Il programma si è rivelato più un circo, a dirla tutta. Con uno spettacolo al quale un indignato e incazzatissimo Alessandro Sallusti, direttore di Libero, ha preferito non partecipare, abbandonando il collegamento.

E se quello di Cairo fosse cerchiobottismo?

Giletti è andato a Mosca dando spazio per un’ora a Maria Zakhaarova, portavoce del ministro degli Esteri russo Lavrov, in collegamento via Skype con il conduttore che era davanti al palazzo del Cremlino, di cui magnificava l’architettura, e avendo accanto a sé il giornalista russo Vladimir Soloviev (proprietario di tre ville sul lago di Como “congelate” nell’ambito delle sanzioni anti-Russia), amico personale di Putin e conduttore di punta della tv di Stato russa.

Nella black list pubblicata dal Corriere della Sera, attribuita da Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini alla ricognizione sulla presenza filo Putin nei media italiani che il Copasir starebbe compiendo (smentita direttamente dal presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Adolfo Urso) c’era anche l’ormai arcinoto professor Alessandro Orsini, docente di Sociologia del terrorismo alla Luiss.

Ma non è lo stesso Orsini che è spesso ospite su La7 in programmi come Piazza Pulita e Non è l’Arena?, si è chiesto qualcuno.

Idem per l’economista e pubblicista Alberto Fazolo, che racconta il suo passato di combattente nel Donbass. Se non avessimo visto il suo volto sulla tv di proprietà di Cairo e ascoltato le sue parole (spesso deliranti) probabilmente non sapremmo neppure della sua esistenza.

Cairo, dottor Jekyll e Mister Hyde dei media

Orsini e Fazolo per le loro ospitate vengono pagati dallo stesso editore che retribuisce i loro più accaniti critici (primo tra tutti, Massimo Gramellini guida la nutrita pattuglia nella sua rubrica quotidiana in prima pagina sul Corriere della Sera.

Urbano Cairo, rispetto alla guerra in Ucraina, ha scelto di essere dottor Jekyll sulla carta stampata e Mister Hyde in televisione. O, forse, ha ragione Paolo Desogus, ricercatore associato per l’Équipe littérature et culture italiennes dell’Université Paris-Sorbonne, quando scrive “Egemone non è chi toglie la parola al proprio oppositore, ma chi gliela dà e controlla i canali che la veicolano”.

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6 replies

  1. Veramente su La7, a parte Caracciolo, Travaglio e pochissimi altri è tutto un fiorire di ultras ucraini con elmetto d’ordinanza, a cominciare da quel ridicolo Cremonesi, inviato nel Donbass e collaboratorie, guarda caso, sia del Corriere che dell’Aria che Tira che, fino a qualche giorno fa, dava i russi per spacciati e in fuga

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  2. Mi sono sforzata di guardare “Non è l’Arena” in replica sul sito de la7tta, ho passato quasi 3 ore in perfetta letizia, sembrava una commedia del grande Scarpetta: comunicazioni equivoche; provocazioni; insulti; parolacce; sparizioni; svenimenti, sostituzioni. Insomma una perfetta rappresentazione del teatro dell’arte. Una figura demmerda, al grido di Giletti “italiani-russi una fazza una razza”, dell’Italia con l’apparato russo che ci potevamo risparmiare.
    L’unica cosa interessante è stato il servizio conclusivo sugli stoccaggi, le sanzioni e gli USA che comprano a prezzo di strozzo asset strategici italiani.
    Per il resto solo fuffa con parecchi colpi di scena utili a far impennare gli ascolti.
    Cairo è un vecchio volpone 🦊.

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  3. Cairo ! Ancora ne deve fare di strada prima di sfiorare il suo maestro ! Scalate e scalate poi perdi il fiato e non solo quello! Raccogliere dall immondizia altrui prima o dopo ti porta alla deriva !

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  4. Credo che a Cairo non interessi per niente schierarsi,
    Mette dentro tutto in un minestrone per cercare di prendere ascolti un po’ di qua,un po’ di la.
    Se gli dicessero con certezza che un programma di filoputiniani facesse il 20% di share lo farebbe al volo invitando chi di dovere.
    Se il giorno dopo gli confermassero che un programma di proNato facesse il 25% si adeguerebbe in un batter d’occhio.
    Se il giorno dopo gli dicessero che un talk show sulle camomille alpine facesse il 30%, farebbe scomparire il tema guerra dalla sua tv.
    A quello gli interessano gli ascolti, cioè “la grana”….
    Su Travaglio e company sono d’accordo con lei…io guardò solo quelli

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  5. Cairo, bridge Devil, like Berlusconi, , ha scalato la montagna facendo stragi di donne scelte al suo seguito!
    Stragista culturale come il compare, che IMPONE il pilota automatico, mantenuto al 59% da tasse pubbliche, per nutrire le nostre menti e rendere festosa la stanza con la TV, perennemente accessa!
    Di cui ci nutriamo VOLONTARIAMENTE ma a nostra INSAPUTA.
    It’s likes a drugs .. for our mind.
    In quanto abbiamo appreso a ragionare secondo il suo schema di imput (immagine su piano americano dello speaker e butade che passa il convento, tra l’altro mai mormorato ne decantato per non svelare i pulcinella a fronte man dell’osso.)
    E quindi accendiamo la TV per immergerci nel flusso del mondo, mondi vicini e lontani e attraverso di lei apprendiamo anche la violenza, la volgarità, falsità e ricette che spamma lei stessa sul teleschermi che guardiamo come inebetiti per il nulla esterno. Abbiamo appreso della mafia e dei super poliziotti a guardiani del convento con suore o professoresse più acute di un segugio e che vi è ancora un paradiso per signore (ahh che bello !!)

    GRAZIE!

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  6. Nessuna “strage di donne”, non facciamo torto all’ intelligenza femminile, suvvia! Hanno fatto e fanno tutte carte false per essere “usate”!!!
    Ma voi uomini siete ancora così tonti?

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