Cosa l’Occidente non ha ancora capito o non vuole capire della Russia

«Un rebus avvolto in un mistero dentro un enigma». Così Churchill definiva la Russia nel 1939. Da allora non è cambiato molto, anzi. La narrazione occidentale non riesce a cogliere le reali intenzioni del Cremlino. E se le premesse sono errate, lo saranno anche le soluzioni. L’Ucraina purtroppo non fa eccezione.

(Stefano Grazioli – tag43.it) – Che l‘Occidente abbia capito sempre poco della Russia non è una novità. Correva l’anno 1939 quando Winston Churchill la definiva «un rebus avvolto in un mistero dentro un enigma». Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, della Guerra fredda e a oltre 30 anni dal crollo del comunismo, la Russia di Vladimir Putin rimane difficile da decifrare, soprattutto per chi continua a guardare Mosca con lenti occidentali: fra la percezione esterna degli osservatori di Stati Uniti ed Europa e quello che invece accade al Cremlino e ciò che ha in testa il suo inquilino da più di quattro lustri c’è una grande discrepanza che induce a gravi errori di interpretazione, a partire proprio dalla questione dell’invasione dell’Ucraina, del prosieguo della guerra e di tutto quello che succederà poi.

La Russia vista da Washington e Bruxelles non è quella che ha in testa Putin

La gran parte della discussione nel mondo occidentale, politica e mediatica, su come si possa adesso aiutare Kyiv sul terreno ed eventualmente arrivare a concessioni ucraine verso la Russia ha poco a che fare con la realtà. Così ha scritto in un breve articolo su Foreign Policy Tatyana Stanovaya, analista russa e profonda conoscitrice delle dinamiche intorno al Cremlino, che non si è mai lasciata trascinare nei duelli propagandistici e da qualche anno fornisce su R.Politik precise analisi della politica russa per quello che è, non per come l’Occidente vuole che sia o se la immagina. Le tesi di Stoyanova sono semplici e si basano appunto su quanto divergano gli assunti di Washington e Bruxelles da quello che Mosca ha realmente intenzione di fare. Questioni non solo di prospettiva, ma di conoscenza.

La poca conoscenza della Russia da parte dell'Occidente non aiuta l'Ucraina
Manifestazione anti-Putin a Sofia (Getty Images).

La più grande minaccia di Putin è Putin stesso

Innanzitutto sulla conquista dell’Ucraina: «L’obiettivo principale di Putin in questo conflitto non è mai stato quello di controllare parte del territorio ucraino, ma la distruzione dell’Ucraina come progetto anti-russo». La Russia vuole evitare che l’Ucraina venga utilizzata per progetti geopolitici contro la Federazione russa; per Putin è secondario avanzare o arretrare sul terreno: l’Ucraina non entrerà nella Nato e non potrà esistere pacificamente se non ci saranno accordi con la Russia. In questo senso il Cremlino è convinto di vincere la guerra. Allo stesso modo, l’Occidente è sicuro che la Russia possa perdere militarmente la guerra e che il sistema putiniano possa collassare, accompagnato da rivoluzioni dal basso e dell’élite. Per Stoyanova invece «la più grande minaccia per Putin è Putin stesso» e nonostante qualche crepa che c’è sempre stata e le rivalità fra i vari gruppi concorrenti l’architettura costruita in oltre 20 anni al potere è solida. Più pericoloso è invece il nazionalismo anti-liberale che il Cremlino ha risvegliato, che sarà in ogni caso un problema con il quale il mondo occidentale dovrà fare i conti, indipendentemente dalla fine che farà il presidente russo.

Le lenti dell'occidente non aiutano a comprendere la Russia
Vladimir Putin con il ministro della Difesa Sergei Shoigu alla parata del 9 maggio (Getty Images).

Premesse errate conducono a soluzioni altrettanto errate se non controproducenti

Quello che ha scritto Tatyana Stanovaya su Foreign Policy non è certo nuovo e riporta alla ribalta il classico problema di quanto l’Occidente, sia a livello politico che mediatico, ma anche analitico, con think tank e accademici che tendono sempre più spesso a declinare i loro studi a seconda di chi li commissiona, sia carente nella disamina delle vicende russe. Cosa che pone il problema non indifferente delle misure, politiche, da adottare per contrastare la strategia del Cremlino: premesse errate conducono a soluzioni errate e talvolta controproducenti. Oltre tre mesi di guerra dovrebbero aver insegnato che il conflitto, iniziato nella sua prima fase nel 2014, dopo quello che a Mosca è stato considerato un colpo di Stato avallato da Stati Uniti ed Europa, e proseguito dal 24 febbraio scorso con l’invasione dell’Ucraina, è parte fondamentale del duello geopolitico tra Russia e Usa, con l’Europa al traino in ordine sparso. Limitarlo alla volontà neo-imperialista, cioè di conquista, di Putin significa estrapolarlo dal contesto entro il quale deve essere trovato il bandolo della matassa per risolverlo. Il vero problema è che la narrazione occidentale tende a nascondere volutamente la fondamentale cornice di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni sul largo fronte dei turbolenti rapporti tra Mosca e Washington, alla guida della Nato, per non parlare dei dettagli nascosti, e in tempo di guerra preferisce appiattirsi tra veline e autocensura ai cliché di una Russia dove il dittatore è gravemente malato, sono in atto purghe dovute a una disastrosa campagna militare e il popolo sta per sollevarsi facendo ritornare indietro il calendario oltre mezzo secolo, quando a Mosca regnava Boris Yeltsin e l’Occidente raccontava di una Russia democratica. A proprio uso e consumo.

Categorie:Cronaca, Mondo, Politica

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29 replies

  1. Analisi oggettiva largamente condivisibile. Una sola nota : quello del 2014 fu un colpo di stato non solo per i russi ma ritenuto tale da tanti osservatori inernzionali. Del resto,quello che è accaduto successivamente da parte Usa e Nato ne è la riprova.

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  2. In ogni caso, non ritengo che l’annuncio di una probabile sollevazione popolare contro il tiranno sia solo un auspicio di USA Nato, in quanto a tecniche di regime change questi apparati non hanno maestri. È evidente che abbiano e stiano ancora stimolando in Russia, sempre con la pressione dei sequestri-dissequestri di beni-asset-denari, l’elargizione e la promessa di potere, personalità e soggetti vari in quel Paese. Non dubito che il denaro venga utilizzato anche per questo tipo di politiche. C’è da capire se questo progetto sarà realizzato o meno, e quando, e chi sarà disposto a giocarsi il tutto per tutto per spodestare il tiranno russo.
    Biden deve risolvere prima delle elezioni di mid-term…si sta muovendo con l’esercito in territori, dove conta di ottenere una vittoria facile e a basso costo, per presentarsi vittorioso liberatore e difensore della democrazia, e prepara le operazioni più complesse e onerose per il dopo elezioni….Putin invece non ha fretta e sebbene debba gestire anche altri conflitti, su questo dell’Ucraina si sta giocando una partita fondamentale per i futuri equilibri globali, quindi non desisterà. Bisognerà vedere se la Duma continuerà a appoggiare l’operazione che si va rivelando sempre più impoverente a lungo termine.

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    • Anche tu sei del coro abbasso Putin dittatore e viva biden e w la Merkel che, pur con tutto l’armamentario bellico e propagandistico non si riuscirà a farli fuori (Sic!) . Gli armamenti, che ERANO GIÀ PRONTI e sono stati inviati in Ucraina fal momento dell’aggressione di Putin, (voluta, indotta alimentata, no eh!!) E inducendo Stati (noi) e governi (loro) a task Force, tra l’altro, sotto la benedizione del 100 esimo remake del film Mission Impossible, in ogni cinema ancora aperto, coadiuvato dai gridi di Zelenski attraverso un maxi schermo !!! (sai che roba diplomatica e parvenza di Stato che l’Italia ha sbattuto al mondo!!?, Una seggiolina al bar del Parlamento non eh, quello è nostro nostro..) mentre il coro canta di traverso al sistema guerra fondaio americano che comunque si armi Ucraina e poi la Moldavia, già tracciata dai nostri Cinghialoni mandati apposta, non riusciranno a debellare le sue politiche antidemocratiche a casa sua..( per poi fare orge liberamente come a casa mia?)

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      • Sarebbe stato più giusto dire:
        Abbiamo mandato aiuti all’Ucraina, per alimentare la sua resistenza contro il governo russo di Putin, invasore e osteggiatore delle politiche liberal capitalistiche, secondo il modello occidentale propugnato dalla Nato, di cui noi siamo parte e per il quale parteggiamo anche per quella filosofia economica che prende il nome di atlantismo, anche se noi l’Atlantico lo possiamo vedere solo con un cannocchiale osservando un altro super cannocchiale sulla luna che lo riflette per noi che la osserviamo, essendo l’Italia, una penisola immersa nel Mediterraneo con l’africa al sud , la penisola Iberica e la Francia in asse sud/nord orientale, con le coste orientali spagnole e le coste della Provenza a formare la costa orientale del Mare Nostrum che si chiude su noi con i grandi golfii in Liguria e con le Alpi in Piemonte ;
        Ma nonostante la geografia ingannatrice, noi non possiamo non essere atlantisti in quanto debitori ad osanna degli USA, che ci mantengono in linea progressista con la loro economia grazie alla quale, abbiamo potuto mettere 2 computer e 5 cellulari in bocca e in mano ad ogni italiano.

        E adesso che tutta l’Italia è sotto il Digital sound di Facebook, Apple, Microsoft, WordPress, e molto, molto altro, vi dovreste sentire felici, visto che tutto viene assorbito nell’orbita spaziale della Nasa, grazie alle parabole di Tim, Wind, Infostrada etc, che invia i segnali, o meglio, i byte, che decodificano i nostri progressi, i quali verranno successivamente ricodificati dai loro super computer, alimentati ad energia nucleare, che manderanno a voi tutti la risposta che intanto attendiamo in voto da 3 a 8.
        La lotta per l’egemonia dello spazio digitale satellitare prosegue ad angoli e triangoli, ma voi guardate il sito Facebook della yuppy do per restare e credere di essere felici, sia mai che risponda veramente la persona invece che uno stupido, mica tanto, algoritmo di sistema a cui voi prestate, come veri scimpanzé, tutta l’attenzione possibile con tanto di gioia sincera e battimani!

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      • E.c Ad Occidente!!

        Ad occidente, un accidente! (2)
        Con un accidente ho perso un dente!

        Ah sì!!??

        Ad accidente, un occidente, ma ho perso un dente per accidente..

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      • Scusate la confusione sui cardinali, segni postumi della sbornia di articoli di ieri.
        Basta ! È indigestione!

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    • Non so dirti se questa operazione sia impoverente posso solo dirti che Nicolai Lilin giornalista russo che vive da molti anni in Italia ha affermato (lo puoi vedere su youtube) che i russi stanno già cominciando a staccare dall’Ucraina tutte le zone occupate e che Putin e Erdogan si sono già accordati per dividersi il Mar Nero

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      • @Massimo vero! Il punto però credo sia il sistema economico, bancario, commerciale che eventualmente la Russia, insieme agli Stati che vorranno, saprà creare in alternativa a quello atlantico/swift, o se gli effetti sanzionatori e militari non gli lasceranno il tempo di realizzare ciò che già Gheddafi provò a fare in Africa….. in ogni caso la Cia, con gli immensi capitali e il lavoro di intelligence e dei suoi killer starà provando a realizzare ciò che con successo ha fatto fino a oggi.
        Io credo sarebbe stato meglio trovare una via di accordo e collaborazione per garantire la sopravvivenza dell’umanità e del pianeta….ma il Potere non vogliono dividerlo, solo moltiplicarlo, cannibalizzando 3/4 dell’umanità, e questo vale per tutti.

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  3. Quando si parla dei governi degli altri paesi non lo si deve fare usando come termine di paragone i paesi occidentali. Gli USA hanno cercato di esportare la democrazia (sic! Anche se poi le ragioni sono altre) in paesi che non sapevano neppure che cosa significasse questa parola, legata alla filosofia degli antichi greci. Così adesso noi abbiamo la protervia di decodificare il sistema di potere russo, che racchiude in se tutto l’orgoglio di quel popolo, sue tradizioni, le sue celebrazioni e suoi valori che cercano di poter conservare, pensando che poverini, i russi, si sentano vessati perchè vorrebbero vivere tutti all’occidentale e non possono. Non è così! La Russia è formata da popoli diversi con diverse culture che nei secoli si sono consolidati a vivere uniti ed hanno trovato il loro filing.
    Lo scontro che sta avvenendo tra occidente e euroasia è dovuto solo alla volontà di supremazia della grande potenza USA, adesso giunta al collasso, tanto che il sogno americano si sta trasformando nel più terribile incubo. La classe medio bassa vive sotto la soglia di povertà, e solo pochi hanno diritto a sussidi per poter andare avanti. Anche la classe media trova molta difficoltà e non sia mai che qualcuno si scopra una malattia importante, allora è finita, per potersi curare si deve disfare di tutto ciò che possiede per far fronte alle spese. In questo quadro di fallimento totale della società, e non ho toccato le problematiche raziali, i governanti cercano il caos internazionale appoggiati dal Regno Unito che si trova nelle stesse condizioni, dove la classe medio bassa fa un pasto al giorno.
    Solo una persona cieca e intellettualmente disonesta non riesce a capire che si sta cercando paglia per cento cavalli, che ci trascinerà in un conflitto di proporzioni gigantesche perchè gli USA devono coprire il fallimento della loro politica interna ed estera.

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    • @PaolaBL Putin ha sempre dichiarato le sue intenzioni e i suoi interessi, non ha dichiarato gli obiettivi militari e territoriali definitivi che vuole raggiungere. D’altro canto il blocco occidentale non ha mai dichiarato chiaramente i suoi obiettivi di influenza sulle nazioni satellite e su quelle che vengono ritenute inferiori sine die.
      Il punto è che noi riteniamo che gli altri sistemi politici, in antitesi con il nostro, ci debbano rendere conto, debbano asservirsi o comunque rispettare i nostri diktat e non debbano mai superare la “linea rossa”, mobile, che noi tracciamo su colonie di fatto, e influenze territoriali.
      L’esempio lampante è ciò che avviene in Palestina, in Somalia, in Yemen etc…
      Vero è che questa farsa dei blocchi contrapposti si smaschera quando si scoprono compartecipazioni con i Paesi “nemici” in asset energetici, alimentari e scientifici che inficiano ogni velleità di separazione o indipendenza.

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  4. Cherchez l argent ! Non è altro che l egemonia e la politica di un paese al collasso ! Dove lo cerchi se anche a ” ca tua ” non controlli una beata mazza .. una bella guerra o come il digestivo Antonietto !

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  5. Nelle ultime elezioni un Russo su due ha votato per il partito di Putin ma più di uno su cinque per i Comunisti, appoggiati dall’ oligarca Navalny.
    Sarebbe il caso di tenerlo presente. Più di tante belle “analisi”.

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  6. La NATO non garantisce alla Russia di non schierare armi nucleari in Svezia e Finlandia se si uniscono all’alleanza. Lo afferma in un’intervista alla televisione svizzera RTS l’assistente segretario generale dell’alleanza Camille Gran.

    Frase retorica.
    Chissà come la prenderebbe lo zio Sam se mosca istallasse testate nucleari in Messico e a Cuba.

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    • Forse non avremo nemmeno il tempo di vedere il primo tempo.. di questo allucinante film ! Probabilmente potrebbe vincere l Oscar dei piu coglioni !

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  7. E i grulli stanno a guardare,

    L’efficacia delle sanzioni europee contro le esportazioni petrolifere russe è in serio dubbio, poiché il volume del traffico delle petroliere russe è raddoppiato dal 24 febbraio. Lo afferma nel materiale del quotidiano Independent

    Secondo il quotidiano, le aziende greche, maltese e cipriote stanno sfruttando maggiormente la situazione. Mentre le navi associate a queste compagnie trasportavano 31 milioni di barili di petrolio russo a febbraio, la cifra era di 58 milioni di barili a maggio. Alla fine di febbraio, le petroliere di questi paesi hanno esportato circa un terzo del petrolio dai porti russi e, a maggio, già circa la metà,

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  8. Non possiamo “capire” tutto e tutti. Non riusciamo a farlo con i nostri famigliari e amici, figurarsi con interi popoli.
    Occorre rispettare e prendere atto. Con un occhio – anzi, tutti e due – all’ interesse del nostro Paese, quello in cui viviamo e il cui benessere e la cui pace sono derimenti per il nostro futuro e quello dei nostri figli. “Salvare” pochi ( che per di più non erano in una gran bella situazione e in molti non hanno da guadagnarci ad essere “salvati”) e “perdere” noi stessi assieme ad altri milioni di persone non so se valga la pena. Anche e soprattutto nei confronti di coloro per la cui integrità territoriale intendevamo “intervenire”.

    Dipenderà comunque dalla propaganda: se continueranno a mostrarci il dito, non vedremo mai la luna. Dipenderà tutto dalla convenienza di chi ci mostra il dito, nascondendo l’ altra mano.

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      • Insomma, anche se creo un nuovo conto su WP, ovvero altro indirizzo e compagnia) non prende niente. Qui continua a discriminarmi, e tutti gli altri possono postare il piffero che gli pare.

        Emmo’ basta. Il primo di Luglio cade oggi.

        PS paolapci, puoi ricominciare ad usare la parola “ora”.

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  9. FRANCESCO ERSPAMER
    Una delle ragioni per cui ho sviluppato, fin da ragazzo, una forte simpatia per i russi (anche a prescindere dal fatto che all’epoca erano sovietici), è che quando fanno le guerre pagano sempre un prezzo molto alto. Per loro le guerre non sono passeggiate o esibizioni, come per gli americani: sono un sacrificio. Nel primo conflitto mondiale ebbero quasi quattro milioni di vittime; nel secondo, più di 25 milioni. Anche adesso in Ucraina stanno subendo in pochi mesi perdite più alte che gli Stati Uniti nei vent’anni di brutale occupazione dell’Afghanistan e dell’Iraq.

    Quale migliore garanzia, al di là delle chiacchiere e della propaganda, che non si faranno coinvolgere in un conflitto se non perché attaccati o minacciati? Gli americani, invece, che garanzie offrono? Nei due conflitti mondiali ebbero, rispettivamente, 100mila e 400mila morti; e nel Pacifico, per non rischiare qualche soldato in più, non esitarono a usare bombe atomiche. Immaginate cosa sarebbe successo se fossero stati loro, i paladini della democrazia, ad avere perdite di decine di milioni di uomini: non avrebbero esitato a distruggere l’intero pianeta. Con la totale indifferenza che spinse il generale Curtis LeMay a sostenere apertamente nel 1968 che piuttosto che cercare una soluzione diplomatica con Hanoi gli Stati Uniti avrebbero dovuto «bomb them back to the stone age», bombardarli fino a farli tornare all’età della pietra. Tipica arroganza di chi non sa cosa sia la sconfitta e la sofferenza perché non le ha mai provate. In Vietnam infatti per ogni soldato americano caduto combattendo in un paese altrui e quasi agli antipodi (13mila chilometri di distanza) vennero trucidate decine di cittadini di quel paese dai bombardamenti indiscriminati da alta quota (per non rischiare). Una percentuale da rappresaglia nazista.

    In ogni periodo storico ci sono persone, comunità, nazioni, popoli più forti e meno forti; c’è chi prevale e chi subisce, non so se sia inevitabile ma è sempre stato così. Tuttavia i prepotenti pagavano un prezzo; originariamente, spiegava Hegel, i padroni si distinsero dai servi perché disposti a mettere in gioco la loro vita in cambio del potere, mentre gli altri rinunciavano al potere pur di conservare la vita. Oggi non più. I padroni del mondo non intendono mettere in gioco nulla, tanto meno la loro vita. (NDR. Questo lo sostengo anche io da una vita; chi ha studiato la storia, lo sa. I re ed i loro generali ci mettevano la faccia nei combattimenti, non come adesso, che stanno chiusi in bunker come topi). Come la NATO che nel 1999 uccise qualche migliaio di serbi senza perdere neppure un soldato: e tutti a lodarne l’efficienza, felici di stare dalla parte degli Übermensch.

    Invece io penso che chiunque stravinca sia moralmente riprovevole e assolutamente non affidabile (a ben guardare si tratta della stessa cosa); per capire gli altri bisogna temerli almeno un po’ e possibilmente molto, ossia considerarli simili a noi o addirittura più forti; chi invece di senta o, peggio, si sappia molto superiore, inclina inevitabilmente verso il delirio di onnipotenza e verso l’abuso.

    Non mi illudo che questo ragionamento venga condiviso da tutti o da tanti, neppure fra i deboli. Trent’anni di neoliberismo hanno creato masse di edonisti che per consolarsi della loro insignificanza confondono il successo con la virtù e si accontentano di idolatrare i vincenti. Il culto delle celebrity, da Fedez a Briatore, da Cristiano Ronaldo a Valentino Rossi, è l’oppio dei popoli digitalizzati e induce ad ammirare coloro che dominano sempre e che comunque cadono in piedi, qualunque cosa facciano. I superbi alla Ibrahimovic, che Dante avrebbe sbattuto all’Inferno e costretto a inchinarsi sotto il peso di enormi macigni, sono invece esaltati dai giornalisti come supereroi proprio in quanto superbi. Vi piace tutto questo? Buon per voi. A me no e ciò ci rende irriducibili avversari in una lotta che ancora non è ma sarà all’ultimo sangue (presumo il mio ma lo venderò caro).

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  10. Mah.
    A proposito di Dante: chi più superbo di lui?
    E come tutti i superbi si autoassolve, fino alla visione di Dio. Buon per lui. E per noi. Sarebbe stato un ottimo propagandista. Anzi, lo è proprio stato. Il più geniale: ce ne fossero.🐱

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  11. “Gli Stati Uniti non hanno un quadro chiaro della strategia di guerra dell’Ucraina, affermano i funzionari”
    Julian E. Barnes
    mercoledì 8 giugno 2022, 14:08· 7 minuti di lettura

    WASHINGTON — Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy ha fornito aggiornamenti quasi quotidiani sull’invasione russa sui social media; post di video virali hanno mostrato l’efficacia delle armi occidentali nelle mani delle forze ucraine; e il Pentagono ha tenuto regolarmente briefing sugli sviluppi della guerra.

    Ma nonostante il flusso di tutte queste notizie al pubblico, le agenzie di intelligence statunitensi hanno meno informazioni di quanto vorrebbero sulle operazioni dell’Ucraina e possiedono un quadro molto migliore dell’esercito russo, delle sue operazioni pianificate e dei suoi successi e fallimenti, secondo gli attuali ed ex funzionari .

    ……….”Quanto sappiamo davvero di come sta andando l’Ucraina?” ha detto Beth Sanner, un ex alto funzionario dell’intelligence. “Riesci a trovare una persona che ti dirà con sicurezza quante truppe ha perso l’Ucraina, quanti pezzi di equipaggiamento ha perso l’Ucraina?”

    ……..Avril D. Haines, il direttore dell’intelligence nazionale, ha testimoniato in un’audizione al Senato il mese scorso che “era molto difficile dire” quanti aiuti aggiuntivi potesse assorbire l’Ucraina.

    Ha aggiunto: “In effetti, abbiamo più informazioni, probabilmente, da parte russa rispetto a quella ucraina”.

    ……..”Tutto riguarda gli obiettivi della Russia e le prospettive della Russia di raggiungere i propri obiettivi”, ha detto Sanner. “Non parliamo se l’Ucraina potrebbe essere in grado di sconfiggerli. E per me, sento che ci stiamo preparando per un altro fallimento delle informazioni non parlandone pubblicamente”.

    © 2022 The New York Times Company

    https://www.yahoo.com/news/u-lacks-clear-picture-ukraines-120806912.html

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