La rilevazione di Demos: il presidente apprezzato in maniera trasversale nei partiti e tra le diverse generazioni

(di Ilvo Diamanti – repubblica.it) – Siamo alla vigilia della Festa della Repubblica, che celebra il referendum con cui gli italiani sancirono il passaggio alla Repubblica, 80 anni fa. Nel 1946. Una data “storica”. Davvero. Perché ha segnato la nostra storia. E ha dato significato al percorso della nostra democrazia. In questo quadro la figura e il ruolo del presidente della Repubblica è fondamentale. In particolare, di questo presidente. Sergio Mattarella. Per la sua storia personale e familiare. E, comunque, segna il nostro tempo, in una fase attraversata da tensioni e divisioni che mettono in discussione il fondamento stesso della nostra democrazia “rappresentativa”. Non per caso sono diffuse e crescenti le richieste che mirano a “presidenzializzare” il nostro sistema. Passando attraverso il premierato. L’elezione diretta del premier. Il “capo del governo”.

Naturalmente, si tratterebbe di un cambiamento sostanziale della nostra democrazia che, tuttavia, seguirebbe il percorso della personalizzazione, che ha segnato e segna la politica italiana (e non solo). Visto che, ormai da tempo, i partiti in Italia (e non solo), si sono personalizzati. Riassunti dalla e nella “persona“ del leader. Il “capo”. Il sondaggio di Demos conferma questa tendenza. Rileva, infatti, come la fiducia nei confronti del capo dello Stato, «nel corso del percorso» di Sergio Mattarella si sia consolidato e nell’ultimo decennio sia costantemente sopra al 60 per cento. I rapporti che Demos conduce, con “La Polis-Università” di Urbino, da molti anni confermano questo quadro istituzionale, che vede il presidente della Repubblica come il soggetto intorno a cui ruotano tutte le istituzioni e tutti gli attori politici. È interessante, per questo, osservare come Mattarella abbia “personalizzato” il Paese. O meglio, la nostra democrazia. Visto ciò che sta avvenendo nel sistema politico e nei partiti, possiamo affermare (e io, per quanto mi riguarda, affermo) che si tratta di una grande e fortunata opportunità. In quanto si tratta di una figura autorevole. E di grande valore.

Il consenso nei confronti di Mattarella, inoltre, è, ovviamente trasversale, sotto diversi profili. Anzitutto, sul piano generazionale. Visto che tocca i livelli più elevati fra i più giovani (sotto i 25 anni): 63 per cento. E, soprattutto, fra i più anziani, con oltre 65 anni. Ma il dato forse più sorprendente riguarda l’orientamento politico. Perché il presidente della Repubblica è una figura istituzionale, ma con poteri e ruoli politici.
Per questo motivo è interessante e significativo che il consenso nei riguardi di Mattarella sia davvero trasversale. E attraversi gli schieramenti e i partiti da destra a sinistra, passando per il centro, Con punte elevatissime dovunque. Quasi il 90 per cento fra i sostenitori di Pd, Italia Viva e +Europa. Ma poco meno anche fra chi è vicino a FI. E registra un sostegno oltre i 2 terzi anche nella base del M5S e della Lega.

E ciò riflette sicuramente la domanda di con-divisione che attraversa tutti i campi della politica. Più o meno larghi. In questi tempi attraversati da profonde divisioni. Interne e internazionali.
Per questo Mattarella non è «un uomo solo al comando». Ma di certo è il «solo uomo» che ci può guidare, E farci sentire sicuri. Speriamo (io lo spero) che duri ancora a lungo. Soprattutto per noi e la nostra democrazia.
se questa è l’opinione della maggioranza degli italiani, siamo fottut!
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A me sembra ovvio. Piace a quelli come lui .
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Com’è che nell’ultimo grafico il m5s è assente?
Troppo bassa la fiducia o è meglio, sempre e comunque, ignorarci?
Non facciamo parte dei principali partiti? Veniamo dopo Calenda?
Posto che sicuramente non ci strappiamo i capelli per Mattarella come i superlecchini in questione, quindi disturbiamo la tesi…
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