Ama i tuoi nemici

(Tommaso Merlo) – Per amare i nostri nemici dobbiamo evolvere come essere umani, dobbiamo maturare una consapevolezza più profonda su di noi e sulla vita. Dobbiamo evolvere oltre il nostro misero ego e riscoprirci anime di passaggio sul pianeta. Esseri umani parte di un mistero insondabile chiamato vita. Più è evoluta la nostra consapevolezza ed ampia la nostra visione sul mondo, più la guerra appare in tutta la sua follia autodistruttiva e la pace non altro che buonsenso. Guerra tra persone come tra paesi. Viviamo un mondo insanguinato da guerre sempre più insensate e sanguinarie. Con armi sempre più devastanti che vengono progettate e poi prodotte e vendute e prima o poi ovviamente usate. Per difendersi, per attaccare. Per autodistruggersi senza neanche un sensato perché se non l’ego. Quella falsa idea di noi stessi che ci divide in amici e nemici e poi ci sprona ad imporre la nostra volontà, i nostri interessi. Che ci sprona ad attaccarci ad ogni delirio materiale. Roba, simboli, potere, idee ammuffite, meschini sogni di gloria, ruoli che recitano sui palcoscenici della vita. Ego che ci sprona a vivere come se fossimo immortali, perché solo così le nostre piccolezze diventano importanti e noi con loro. Ego che prima ci intossica di miraggi effimeri e poi ci sprona a sfogare le nostre frustrazioni esistenziali sugli altri e sul mondo intero. Ego invece che anime. Odio invece che amore. Deliri materiali invece che verità. Più è evoluta la nostra consapevolezza ed ampia la nostra visione sul mondo, più la guerra appare in tutta la sua follia autodistruttiva e la pace non altro che buonsenso. Quando subiamo soprusi ed ingiustizie, il primo passo è mantenere un sano distacco dagli eventi e dalle emozioni che ci scaturiscono. Senza farsi sopraffare dalle rabbiose e viscerali reazioni egoistiche. Restando consapevoli della propria essenza di anime e della insignificanza e provvisorietà di quegli eventi rispetto al proprio destino. Il passo successivo quando subiamo soprusi ed ingiustizie è quello di accettare che non vuol dire subire. Vuol dire prendere atto della situazione e a quel punto valutare se e come reagire. Il nostro stato d’animo non dipende da quello che ci succede, ma da come noi reagiamo a quello che ci succede. La nostra reazione è sempre una scelta se siamo sufficientemente consapevoli di noi stessi. Una scelta che più evolviamo oltre l’ego più sarà di natura pacifica e democratica. Che non vuole dire debole, anzi. La forza deriva dalla profondità e dalla veridicità delle proprie ragioni. E più le rivendichiamo in modo pacifico e democratico più sono potenti perché abbattono i muri del pregiudizio e sono contagiose. La guerra e la violenza innalzano invece muri d’ottusità e di paura che impediscono quel motore evolutivo dell’umanità che è l’incontro delle divergenze. Il terzo passo quando subiamo soprusi ed ingiustizie, è quello del perdono. Non facile ma sempre possibile e assolutamente indispensabile. Il perdono serve a tagliare ogni laccio con gli eventi e le persone che ci hanno fatto soffrire così come coi cattivi sentimenti ad essi legati. Il perdono serve a vincere l’odio ed è quindi salvifico perché l’odio logora chi lo prova. Perdonare non è un atto né di superiorità né di sottomissione. È un atto intelligente. Questo perché permette di girare pagina e proseguire con lucidità. L’odio infatti accieca ed altera la realtà impedendo l’unico modo di risolvere i problemi che è ragionarci e dialogare. L’ultimo passo quando subiamo soprusi ed ingiustizie è il più nobile e consiste nell’amare i propri nemici. Un passo che suggella la propria totale evoluzione oltre l’ego e il ritorno alla propria vera natura di anima di fugace passaggio sul pianeta. Più si ritorna ad essere pienamente anime, più l’amore universale verso tutto diviene del tutto naturale. E questo tutto comprende anche i nemici. A prescindere da ogni evento e circostanza. Amore universale, amore incondizionato. Più si ritorna ad essere pienamente anime, più si rimuovono i paraocchi e crollano le fasulle divisioni ed appartenenze e ci si riscopre essere null’altro che esseri umani coi propri limiti e debolezze, esseri umani che condividono un mistero insondabile chiamato vita e un altrettanto misterioso destino comune. Essere umani che solo amando i loro nemici vincono davvero.

15 replies

    • forse era meglio che la sentiva Zelensky e i suoi mandanti, in fondo Putin la stava ripetedo dal 2007, ovvero da quando eri un pò meno mostruosa di adesso.

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  1. Amare i propri nemici è una cosa assolutamente cretina. Li si ama solo a parole, per farci bella figura o perché le loro azioni non ti toccano troppo: insomma, sono ,”,nemici” per modo di dire.

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  2. Da Hiroshima, Nagasaki, My Lai, Hanoi, Sarajevo, Iraq, Afghanistan, Yemen, Siria..
    Tutti luoghi del perdono.
    Di qualche corpo umano era rimasta solo un’ombra sul selciato o un mucchietto nero carbonizzato.

    Tout Est Pardonné
    West is the best.

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  3. Visione da Aquila più che da Merlo! Chapeau, condivido al 100%. Peccato che su sta terra dalla mela in poi l’Homo erra e ancora non ha imparato e colui che fu quaggiù scagliato sia ancora ben radicato nelle menti ed instradi i sentimenti verso un’azione che porta alla distruzione che è il suo obiettivo finale, il trionfo del male sul bene a portar pene fin su per il…ma si sa, il mulo ha la testa dura e finché una certa idea resta solo un’utopia…magari così non fosse ma tant’è…attendiamo fiduciosi apocalisse…

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  4. Tommaso, è più o meno dal 4000 a. C. Che parecchie anime belle sono sulla tua linea di pensiero. Risultato? Zero. Gli umani hanno una malvagità innata , o forse è destino che i piu malvagi ed inetti conducano le danze (di guerra)

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  5. Condivido, ma queste parole avrebbero senso se pronunciate da chi ha perdonato e amato l’assassino di un proprio caro, sennò è il solito giochino di predicare bene e razzolare male.

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  6. Restando consapevoli della propria essenza di anime e della insignificanza e provvisorietà di quegli eventi rispetto al proprio destino. Il passo successivo quando subiamo soprusi ed ingiustizie è quello di accettare che non vuol dire subire. Vuol dire prendere atto della situazione e a quel punto valutare se e come reagire. Il nostro stato d’animo non dipende da quello che ci succede, ma da come noi reagiamo a quello che ci succede.””

    Quando mai è stato che un popolo debba accettare e amare i propri nemici?

    Queste sono FARNETICAZIONI, lo stesso G.C: disse ‘non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra, ma la spada’.

    Non è mai esistito che chi subisce un’ingiustizia possa risolverla perdonando i nemici. Mai. A parte quando è lo stato che li perdona, e infatti i terroristi anche con una quindicina d’ergastoli, tipo Mambro-Fioravanti sono già da anni a piede libero.

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    • Dal Vangelo di Luca 6,27-38, io dissi:

      A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male

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    • Mio figlio disse: A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male

      Vangelo Luca

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      • Eh, e allora?

        Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,34-11.1

        In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

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  7. abbagliato con laser proibito sulla strada della vita, ok ora andiamo in pace diffondendo il tuo verbo, perdonare, mo va laaaaa, preferivo i tuoi post molto favorevoli sui 5*, quando era alle stelle, diventate poi stalle, ora hai fatto metamorfosi. Ti sei redento, hai trovato strizzacervello clericale. Hai trascorso lungo periodo di assenza, ti auguro tutta la salute possibile, forse la vita ha fatto una svolta. Ti comprendo, ma ora direi che può bastare.

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  8. tommaso,
    vedo che ancora nessuno ti ha mandato affan…!!!
    quanti milioni di bambini devono ancora morire in vietnam, in iraq, in afganistan, in libia, in yemen, in Cile, in Argentina, in grecia… per farla finita una volta e per sempre col nazicapitalismo?

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  9. … in Italia… ?
    Chissà perchè i poveri e i disparati e i bambini che soffrono non sono mai qui… Solo perchè l’ ennesima ONLUS alla cappero non ce li fa vedere fino allo sfinimento nelle pubblicità tassative?
    Potenza della propaganda!

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