Esterno Moro

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non c’è parola se non capolavoro per descrivere Esterno notte, la serie-film di Marco Bellocchio sul sequestro Moro che è già nelle sale con la prima parte (la seconda uscirà il 9 giugno) e che Rai 1 trasmetterà a settembre in tre serate. Dovrebbero vederla tutti per il livello artistico, degno dei migliori Rosi e […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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51 replies

  1. Esterno Moro

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non c’è parola se non capolavoro per descrivere Esterno notte, la serie-film di Marco Bellocchio sul sequestro Moro che è già nelle sale con la prima parte (la seconda uscirà il 9 giugno) e che Rai 1 trasmetterà a settembre in tre serate. Dovrebbero vederla tutti per il livello artistico, degno dei migliori Rosi e Volonté. Ma anche per il valore storico, civile e politico: era difficile raccontare la tragedia greca che segnò l’Italia del 1978 e di molti anni a seguire riuscendo a mantenere l’equilibrio fra commozione e melodramma, retorica e cinismo, misteri e complottismi, senza mai cadere in nessuno di quegli opposti. Merito del regista, dei produttori, degli sceneggiatori e di un casting che non sbaglia un colpo: Fabrizio Gifuni (Moro: non lo fa, lo è), Margherita Buy (la moglie Eleonora), Toni Servillo (Papa Paolo VI), Fausto Russo Alesi (Cossiga), Fabrizio Contri (Andreotti), Gigio Alberti (Zaccagnini), Daniela Marra, Gabriel Montesi e Davide Mancini (i brigatisti Faranda, Morucci e Moretti). E poi Paolo Pierobon nei panni di don Cesare Curioni, il capo dei cappellani carcerari che tratta sottobanco mentre il Papa raccoglie 22 miliardi di lire di riscatto che resteranno ammucchiati sul suo tavolo. Tutto intorno, un formicaio di macchiette, ridicole e inquietanti, come il presidente da operetta Leone, il consulente americano Pieczenik e gli altri acchiappafantasmi del Viminale, il sottobosco di diccì mollicci, untuosi e inadeguati alla gravità dell’ora. Ogni tanto Bellocchio solleva lo sguardo dal crudo realismo e si concede licenze poetiche, visionarie ma mai pretestuose. Moro schiacciato dalla croce di Cristo nella Via Crucis, la Faranda che sogna i cadaveri di Moro e dei cinque agenti di scorta trascinati da un fiume, Eleonora incatenata alla sede Dc. E poi il secondo finale che apre e chiude: Moro liberato e subito sigillato in una clinica, secondo il “piano Mike” di Cossiga e Pieczenik per evitare che divulghi i segreti di Stato già svelati alle Br (che inspiegabilmente li ignorarono), che dal letto scandisce un lento e feroce j’accuse al suo ormai ex partito davanti a Cossiga, Andreotti e Zaccagnini lividi e impietriti.

    I 55 giorni del sequestro Moro sfilano via in cinque ore di Via Crucis cinematografica che ci leva il fiato e ci restituisce un’Italia che, per fortuna ma anche purtroppo, non c’è più. Un’Italia già immersa da nove anni (dalle stragi nere al terrorismo rosso) nel sangue dei delitti politici e ora costretta pure a scegliere fra la vita di un uomo (sulla pelle dei cinque agenti della scorta assassinati in via Fani) e quella dello Stato (che non può riconoscere le Br) dal doppio ricatto dello statista con le sue lettere imploranti e dei terroristi con i loro comunicati deliranti.

    Nei sei episodi del film, Bellocchio infila la telecamera negli occhi di ogni protagonista della tragedia per mostrarla da ogni prospettiva. C’è il potente Moro che convince con un emolliente discorso la Dc riottosa ad accettare i voti degli odiati comunisti al primo governo Andreotti di solidarietà nazionale, poi nottetempo vede Berlinguer nella sua auto, poi rincasa, si frigge un uovo, controlla maniacalmente che le manopole del gas siano chiuse, raccomanda alla figlia Agnese di lavarsi le mani, raggiunge Eleonora in camera per l’ennesima notte insonne e l’indomani si ritrova addosso il sangue della scorta per finire in un loculo di cartongesso: uniche compagnie una branda, una Bibbia, una biro, qualche foglio e drappo rosso con la stella a cinque punte, finché non arriva un prete incappucciato per l’ultima confessione e comunione. Poi Cossiga che si macera nell’impotenza, preso tra amicizia e ragion di Stato, mentre giorno dopo giorno perde l’amico (che gli scrivere lettere di fuoco), la fiducia (sa di aver intorno piduisti e depistatori, ma anche di non poterli sostituire), il sonno (ascolta inutili intercettazioni e parla con i colleghi radioamatori), la salute (già compromessa dalla ciclotimia e dal dramma coniugale), perfino il colore della pelle (la vitiligine).

    A suo modo è una maschera tragica anche Andreotti: mai un’emozione su quel volto di cera, mai un gesto per liberare Moro se non il fioretto di rinunciare al gelato, la notte riesce a dormire perché tiene tutto dentro (ma lì dentro succede di tutto, tant’è che si vomita addosso alla notizia del sequestro). Poi ci sono i brigatisti, divisi fra la lotta armata, lo scetticismo sulla rivoluzione proletaria, gli affetti familiari, i barlumi di pietà e l’intransigenza sanguinaria. C’è la famiglia Moro: moglie e figli sempre con la tv accesa ad attendere novità dalle voci di Vespa e Fede, increduli e poi furiosi per i depistaggi dozzinali (le ricerche del cadavere nel lago ghiacciato della Duchessa quando Moro è ancora vivo) e il partito cristiano che al Vangelo preferisce la ragion di Stato, al punto di dichiarare pazzo l’”amico Aldo” per screditare qualunque cosa dirà. E infine papa Montini: diccì anche lui, li conosce tutti dall’Azione Cattolica, già malato consuma gli ultimi respiri torturandosi con cilicio, trattative segrete e appelli pubblici, tenta di trascinarsi all’ultima Via Crucis cercando un crocifisso abbastanza leggero da poterlo sollevare, infine celebra i funerali di Stato dell’amico con tutta la Dc ma senza il feretro e tre mesi dopo muore. Squarci di un’Italia in bianco e nero e di una politica davvero orrenda, che nessuno può rimpiangere se non per un aspetto: che il lutto e la paura costringevano tutti a un minimo di rigore e serietà.

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  2. chi ha vissuto quegli anni
    sperava di dimenticarli,
    sperava in un rigurgito di dignità e coraggio
    ci siamo ritrovati con B che paga le ragazzine
    e col gli ex dc e pc
    che provano ad allearsi con la pantomima del fascio
    per non perdere il potere

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  3. Ogni periodo storico ha i suoi drammi, li ho vissuti quegli anni ma avevo l’età dell’innocenza e dell’incoscienza, non ero angosciata come lo sono ora, la consapevolezza, è la sostanziale differenza. Quante persone hanno perduto la vita, sono morte invano? Per me sì, ma forse capirò poco, nemmeno le morti di Falcone e Borsellino credo siano servite a qualcosa, la storia si ripete ed i martiri ci saranno sempre perché intanto noi dimentichiamo..

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  4. Un film da vedere senz’altro.

    Ma nessuno mi potrà mai togliere dalla testa che il brigatismo assassino è servito soprattutto ad impedire, infangandone il nome e gli ideali, che PCI di Berlunguer rischiasse di andare al potere democraticamente attraverso una vittoria alle elezioni.

    Credo anche, purtroppo, che la verità su quelle vicende, rimarrà una chimera. Come chimera rimarrà quella di riuscire a far luce sulle stragi mafiose e fasciste che hanno insanguinato l’Italia in quegli anni.

    Certo, se vedo poi, che triste fine stanno facendo tutti quei dirigenti del partito che avrebbero dovuto rappresentare le idee (penso alla questione morale e all’austerità propugnate da Enrico Beringuer) da portare avanti una volta al potere (pur in coabitazione con altri partiti per avere la maggioranza assoluta)…
    Se assistiamo allucinati agli odierni tripli salti mortali a destra di tanti ex componenti della nomenclatura del Partito…
    Mi chiedo: ma quella abominevole mattanza quanto è stata gratuita e assurda?

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  5. I bravi ragazzi del battaglione Azov:

    Il presidente Poroscemo cerca ancora una volta di scappare dall’Ucraina ma i polacchi lo rimandano indietro:

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  6. Personaggi importanti quali un ex-presidente del Consiglio e capo del partito di maggioranza corrono ( da sempre) dei rischi mortali. Per questo c’è la scorta. Non si può pensare di ricoprire certi ruoli se manca il coraggio fisico.

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  7. Moro si sarebbe potuto salvare se fosse stato voluto. Ci sono i suoi assassini materiali, ci sono stati i suoi assassini morali. I primi erano dei criminali armati da una ideologia folle, i secondi dei criminali armati dal potere politico. Una delle notti più nere della Repubblica.

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    • e dietro a tutto sappiamo bene chi c’era e c’è ancora… e le br mosse da chissà che spirito patriottico, ignare, manovrate loro malgrado..

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      • Chi li manovrava inizialmente le definiva cosiddette BR si pur essendo nate nelle sue sedi, poi compagni che sbagliavano e solo quando i brigatisti credettero di essere troppo per potersi ribellare ai manovratori furono definite brigate rosse e debellate.

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  8. Dopo tutti questi anni, tornare alla favola dei soli brigatisti responsabili e alla pantomima degli scrupoli e delle resistenze di Cossiga e Andreotti, o della commozione del Papa, delle ricerche fantasiose (tutti depistaggi), è semplice ennesima e vile speculazione.
    Un’altro prodotto per far cassa sulla vicenda Moro, un’altro tentativo di santificazione, un ennesimo tentativo di assoluzione dello Stato. A leggere la descrizione di Travaglio, vedere questo lavoro, che appare semplice esercizio, è una gran perdita di tempo.

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  9. 1978 Tragedia greca?
    2022 cos’è ? Tragedia ukraina?
    Pagliacci erano allora e pagliacci sono adesso.
    Poi magari sarà anche un capolavoro cinematografico ma solo quello di storico x quello che posso capire dal racconto di MT solo le minuzie.
    Gli ameri cani come sempre non si vedono e non si sentono.

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  10. Rivedere la tragedia di Moro (anche solo cinematografica) può invogliare a riconsiderare la storia politica di quegli anni sotto un’altra luce per chi, in quel tempo, aveva vent’anni. Soprattutto per quanto è poi successo dopo… Ma soprattutto può servire ad incuriosire e fare riflettere chi, quella tragedia di Stato, non l’ha mai interessato perché nato successivamente.

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  11. In questo articolo di Travaglio non compare Craxi e lo scontro tra PSI, PCI E BR che ormai si credevano affrancate dalla protezione comunista e pensavano di aver conquistato tanto potere da poter dettare la linea politica della sinistra. Su quella tragedia non sapremo mai la verità, come non l’abbiamo saputa per tutte le stragi. I media di allora ci raccontavano di quelle stragi e di quella tragedia quello che voleva il sistema dominante, così come fanno oggi sulla guerra in Ucraina.

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  12. Si nomina Volontè solo di striscio…
    Ma il film Todo modo ( para buscar la voluntà divina ) che ho visto adolescente PRIMA DEL SEQUESTRO (!!!)
    mi è rimasto troppo impresso … ma in tutto il tempo che è trascorso da allora non mi è capitato di sentire parole o leggere testi che abbiano messo in relazione il film ai fatti successivamente accaduti.

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    • Visto il tema (sequestro Moro) propongo il film “piazza delle cinque lune” con Giancarlo Giannini, Sunderland etc…

      Vedo che e’ pure su youtube ora:

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  13. Da vedere senz’ altro quando arriverà in tv.
    Comunque ( spero solo nell’editoriale) non vengono nominate mafia camorra e banda della magliana.
    In romanzo criminale ( libro film e serie ) veniva data per scontata , da parte del governo di allora e relativi servizi segreti, la volontà di non liberare Moro anche se sapevano benissimo dove veniva tenuto prigioniero.
    Io all’epoca ero in quarta elementare e ricordo che la maestra ci aveva coinvolto nella cronaca con un lavoro di gruppo sul sequestro fatto di cartelloni con disegni e articoli di giornale ritagliati.
    Ovviamente appena tornati da scuola la paura dei terroristi veniva scacciata da una partita a pallone o una battaglia con i soldatini ( in caso di pioggia ) quindi non posso avere un ricordo oggettivo dello stato mentale in cui vivevano gli adulti di quegli anni.
    L’impressione che ho adesso è che comunque , seppure vivessero nel terrore di cadere vittime di una bomba nera o di una pallottola vagante rossa, la situazione fosse molto più limpida di quella attuale.
    In fin dei conti il terrorismo era percepito solo nelle grandi città ( io ero a Milano ) ma bastava allontanarsi una trentina di km e la vita continuava a scorrere tranquilla.
    Adesso puoi nasconderti dove vuoi ma prima o poi devi uscire per andare a comprarti da mangiare è nessuno ti salverà dal terrore che provi accorgendoti di non avere soldi per pagare la spesa.

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  14. Ti sbagli Elena, il film di cui ho visto la prima parte è magnifico! Ovviamente non tenta un’ analisi dei fatti accaduti e di chi in realtà ci fosse dietro al sequestro ed uccisione di Moro, il giorno stesso in cui avrebbe dovuto prendere vita il governo DC di unità nazionale con l’ appoggio esterno del PCI, fatti, responsabilità, colpe e misfatti noti ormai a tutti, il film descrive maschere, burattini e adepti intorno ad un rito sacrificale che non è solo ragione di Stato, è cinico servilismo ad ordini superiori, lacerante in un Cossiga legato da amicizia a Moro, ma che perdendo ogni forma di carattere umano, non è in grado al pari di tutti gli altri di esprimere sentimenti umani : compassione, dolore, rabbia, frustrazione…….Al tavolo della riunione con generali, capi di polizia, prefetti e quant’altro, da ministro degli interni pensa ” come può questa banda di fascisti, piduisti, mafiosi salvare Moro?” …..è una constatazione che fissa un destino ineluttabile, Moro non può essere salvato perché non DEVE essere salvato e la sola preoccupazione è per quanto potrà dichiarare e quindi velocemente si organizza non per la sua salvezza, ma per delegittimare le sue parole, pericolose…..è pazzo, inattendibile, delegittimato, isolato e lasciato al suo destino di sacrificabile, anche se chiede di essere salvato! E quello che colpisce è la descrizione dell’ assoluta anaffetivita’ ed immoralità, con cui la decisione viene presa dalle maschere che al massimo sono in grado di esprimere con manie, ritualità, fobie o con il cilicio la loro difficoltà, senza alcun vero sentimento od emozione, umani, per l’ uomo, amico, collega…..

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  15. 33 anni dopo la fine della 2^ GM l’Italia era già ridotta a letamaio, dato che buona parte dei vertici dello stato era in mano alla P2, servizi segreti inclusi.
    Il 28 settembre 1978 moriva “improvvisamente” un Papa dal carattere mite, figura minuta e apparentemente docile: stava per prendere decisioni che avrebbero tolto il sorriso dalla faccia di molti personaggi, a cominciare da marcinkus, capo dello IOR.
    Albino Luciani regnò 33 giorni.
    Tre anni dopo, marzo 1981, la lista della P2 veniva scoperta durante una perquisizione a casa di gelli; a luglio (1981) saltò fuori il piano di rinascita democratica, cioè il programma della P2: uno dei punti prevedeva il controllo totale del sistema mediatico e della grande stampa (oltre che del servizio pubblico) a difesa del bipolarismo.
    Eccolo accontentato. La P2 non se ne è mai andata.

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    • @Adriano58
      Ah già……mi ero dimenticato della seduta spiritica del mortadella…..
      Ma ci rendiamo conto?????
      A questo punto mi spiego tutto.
      La folle decisione di svenderci all’Europa cambiando l’euro a 2000 lire solo perchè gli avevano detto no a 1000 e a 1500 ( pur conscio del fatto che ci stavamo smenando alla grande) devono avergliela suggerita gli spiriti.

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      • Egregio Silvio, non cada anche lei nella propaganda di B. con ” l’euro di Prodi”. Vada a rileggersi i giornali del dic.1998 in cui si spiegava chiaramente che i nostri INDUSTRIALI volevano il cambio 1€ = 2.200 lire. Gli altri europei che non intendevano subire la concorrenza italiana proponevano un tasso MOLTO più basso. So arrivò così al compromesso di 1936,27 lire = 1 €. Se avessimo avuto 1.000 /1.500lire = 1€ non avremmo venduto all’estero nemmeno uno spillo. L’Italia è piena di eneroteche comunali, le suggerisco di consultarle così da sapere con ESATTEZZA di cosa si parla.
        p.s.
        Non ammiro Prodi per le privatizzazioni/ liberalizzazioni e l’allargamento ad Est dell’UE. Ma la questione del cambio lira/€ è tutta inconsistente propaganda di B ( sono stati molti suoi elettori commercianti che hanno raddoppiato i prezzi e B. ha la responsabilità di aver chiuso al 1.3.2002 gli osservatori provinciali dei prezzi stessi).

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      • @Paolo Diamante.
        Caro Paolo……
        Purtroppo questa non ė la mia opinione ma semplicemente ciò che ho sentito qualche anno fa dalla stessa bocca di prodi in un’intervista.
        ( credo che sia ancora su youtube)
        In parole povere il succo era questo:
        ” io sapevo benissimo che il cambio a 2000 lire sarebbe stato devastante per l’Italia.
        Infatti avevo proposto 1000 e me l’hanno bocciato…..allora avevo proposto 1500 ma mi hanno bocciato anche quello……A quel punto ho proposto 2000 e mi hanno detto ok.
        Tuttavia sono fiero di ciò che ho fatto perchè entrando nell’Europa unita avremmo evitato per sempre……….la guerra!”
        Il tono con cui il nostro grandissimo statista ha pronunciato queste parole era il solito tono da invasato e gli occhi erano a dir poco ” spiritati”.
        In altre parole era assolutamente consapevole che il giorno dopo ( a parità di stipendio) un caffè al bar sarebbe passato da 1000 a 2000 lire ma nonostante ciò continuava ( dopo più di 10 anni ) a sentirsi non solo il salvatore dell’italia ma addirittura dell’intera europa.

        Risultato?
        Dal primo febbraio 2002 ( mazzata iniziale ) ci siamo progressivamente impoveriti e ( come tutti sappiamo) dopo 20 anni la guerra…..ahimè…….. è arrivata comunque.

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      • Egregio Silvio: grazie per la risposta. Le vorrei far osservare, con simpatia, che nell’intervista di Prodi a Formigli, su Youtube ( basta digitare ” Prodi cambio”), il personaggio parla di 1000 lire = 1 MARCO tedesco DM, non di 1000 lire =1 EURO. In effetti il cambio DM/euro è di 1.95 DM = 1€. All’inizio dell’intervista Prodi afferma che gli industriali volevano il cambio a più di 2000 lire/€, ma che i Tedeschi si opposero. Prodi, non più giovane ( a essere generosi), si spiega molto male ingenerando confusione e fraintendimenti.
        Un saluto.

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      • @Paolo Diamante
        Quella di formigli l’ho vista anch’io e parlava del cambio lira/Marco
        Però l’intervista a cui mi riferivo non era quella.
        Era uno di quei faccia faccia tipo la confessione.
        Appena la trovo ( se la trovo) la posto.
        Buona giornata…..

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    • Magari fosse stata una copertura! Questi personaggetti sono molto più svampiti di quello che comunemente si crede. C’è, per certi versi, un intressantissimo libro della (fu) Gatto Trocchi intitolato Il Risorgimento esoterico (dico per certi versi perché, il taglio del libro è tutt’altro che competente: lo si evince anche dal titolo, in quanto l’aggettivo “esoterico” avrebbe dovuto essere scritto virgolettato, perché in realtà si trattava di puro e semplice occultismo/spiritismo…), nel quale si possono assaporare gli imbarazzanti retroscena degli statisti dell’epoca in materia di pratiche evocative, molto più creduloni ed ingenui di quello che certa “agiografia” ci ha riportato sulla loro personalità pubblica.

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  16. I civilissimo europei campioni di democrazia

    20 giugno il Belgio restituirà le spoglie del primo Primo Ministro della Repubblica Democratica del Congo, Patrice Lumumba, alla sua famiglia.
    I resti del leader politico – diversi denti e ossa delle falangi delle dita sono stati conservati dall’ex capo della polizia belga Gerard Soete, che nel 1999 ha ammesso di aver contribuito a uccidere il politico congolese ea liberarsi del suo corpo.
    Soete è morto nel 2000. Non è mai stato assicurato alla giustizia per questo crimine politico. I resti di Lumumba “passarono in possesso” della figlia di Soete. Sono stati “arrestati” dalle autorità nel 2016 durante una perquisizione della polizia. Le spoglie di Lumumba sono attualmente conservate presso il Palazzo di Giustizia di Bruxelles.
    Il gabinetto del primo ministro belga Alexandre De Croo ha annunciato mercoledì scorso che la restituzione delle spoglie di Lumumba avverrà con una cerimonia ufficiale al palazzo Egmont a Bruxelles. La cerimonia vedrà la partecipazione delle autorità congolesi e della famiglia di Lumumba.
    Si era permesso di attribuire ai belgi il genocidio del suo popolo.

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  17. Nessuno può mettere in dubbio che dal punto di vista cinematografico , ma anche storico sia un docufilm di spessore, il punto che nemmeno Marco Travaglio , (che si spertica in elogi a mio avviso un pò esagerati) riesce a cogliere e a sviscerare è il più importante a mio avviso e che nella storia di tutti i misteri italiani c’è un lungo e unico file-rouge che li unisce tutti e cioè la criminale mano del Deep -State americano.
    Questa è storia e non sterile Antiamericanismo , se leggete le trame , le indagini e i risultati politici ottenuti si evince chiaramente che i burattinai del mondo riescono sempre nei loro criminali intenti , ovviamente con l’altrettanto criminale supporto dei traditori nel nostro paese.

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    • Gentile Francesco, giusto per completare il suo pensiero, ma si è mai chiesto chi finanziasse i terroristi delle brigate rosse? Non credo fossero i soliti schifosi guerrafondai colonizzatori USA. Cordialità.

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      • Mi pare, ma forse me sbajo, anzi sicuramente me sbajerò, che @Franceso DS, non solo se lo sia chiesto, ma abbia anche dato la risposta, quindi: che vuole completare? Cordialità.

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      • Guardi egregio signore, se vuole far scendere la discussione a livello da bar , le lascio campo libero e purtroppo la sua insulsa domanda lo dimostra in pieno.

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      • Gentili, vedo che a qualcuno fa molto male ricordare le cose con onestà intellettuale ed in senso critico, piuttosto che tifare. Cordialità.

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  18. Nel film, almeno prima parte, quel filo rosso e la mano criminale del deep state americano non sono ovviamente ” sbattuti ” in faccia, ma sono presentati come la reale motivazione degli eventi, l’ immobilismo nel tentare di individuare il luogo della prigione di Moro, volutamente ignorato, la costante preoccupazione delle maschere/politici verso gli amici americani più che per la sorte del collega/amico, i depistaggi compreso quello del lago della Duchessa. ….sono raccontati in modo sottile, raffinato ma assolutamente comprensibile! Io credo che il film sia interessante anche per questo….

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