Sembra Draghi ma è Putin

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Per convincerli in appena dieci minuti, Draghi deve essere stato più che esplicito. Convocati d’urgenza i ministri, ieri pomeriggio li ha messi con le spalle al muro, spiegando che potevano approvare il decreto Concorrenza così com’è, senza altri favori a balneari e clientele elettorali, oppure assumersi la responsabilità di buttar via decine di miliardi dell’Europa.

Un rischio che però i partiti conoscono perfettamente, per cui il significato della riunione stabilita all’ultimo minuto è stato ben altro: o tornate ad ubbidire come soldatini o cercatevi un nuovo premier. Il Presidente del Consiglio, figlio dei giochi di Palazzo, insomma, ora minaccia esplicitamente quelli che sono i legittimi rappresentanti degli italiani, continuando a governare come un monarca assoluto – altro che Putin! – al punto di trincerarsi dietro un generico mandato parlamentare sulla vicenda ucraina, e così rifiutarsi di sottoporre al voto persino una decisione dirimente come l’invio delle armi a Kiev.

Finché non si troverà il coraggio di staccargli la spina, o terminerà la legislatura, la sovranità popolare resta dunque sostanzialmente ostaggio del Capo dell’Esecutivo, e di un metodo di governo che dovrebbe mettere in guardia chi si erge a sacerdote della democrazia, come un numero ogni giorno più cospicuo di deputati e senatori già in lista d’attesa per un possibile Partito di Draghi.

Tra questi, i più attivi sono nel Pd e in Forza Italia, forze centriste che di destra e sinistra hanno conservato ben poco, ma a cui va bene pure di essere tirati per le orecchie pur di acchiappare anche nella prossima legislatura la poltrona.

6 replies

  1. Barbara Lezzi
    “Tutti i quotidiani di oggi riportano l’ipotesi di un Draghi pronto alle dimissioni per mandare il Paese alle elezioni in ottobre.
    Quest’eventualità prende forma dopo la strigliata che il Presidente del Consiglio ha fatto ai suoi ministri ai quali ha chiesto di agire in modo da far stare buoni i rispettivi partiti di riferimento.
    E i ministri hanno assicurato al premier obbedienza cieca pur sapendo che il primo a non voler mollare la poltrona è proprio Draghi che aspira a diventare segretario generale della Nato e che, per riuscirci, gli conviene restare a capo del Governo.
    Proprio sfruttando la sua sfrenata ambizione, i partiti di maggioranza potrebbero mettere a posto il MIGLIORE tra i migliori facendogli presente che le riforme devono essere approvate dal Parlamento e non dai suoi dieci minuti di strapazzata in consiglio dei ministri.
    Ma le cose non sono andate e non andranno così. Immagino i vari ministri, da Di Maio a Giorgetti, da Carfagna a Franceschini, da Brunetta a Cingolani passando per tutti gli altri che, di fronte all’ira draghiana, si guardano impauriti e si piegano al volere del RE , probabilmente strappandogli la concessione di poter lasciare liberi i leader di partito di BLATERARE sui MEDIA per distinguersi gli uni dagli altri fermandosi alle sole parole.
    Perché, nei fatti, VOTERANNO le future FUDUCIE al governo BUONI BUONI come il MIGLIORE pretende”

    Piace a 4 people

  2. Angelo Rinascente Maragliano.
    ·
    Un merito a Draghi va dato: ha dimostrato che in Italia, si può fare a meno del Parlamento.
    In effetti già da molti anni era solo uno strumento utile a legittimare le porcate di un uomo che ha cambiato la vita, i costumi, la storia ed il futuro del Paese, per cui non ne sentiremo la mancanza, ma ci prude dover continuare a pagare tanti parassiti coi nostri soldi.
    C’è da dire, però, che Il Parlamento, non protestando ne accetta il ruolo.
    Ora però dovrebbe essere conseguenziale: non servendo più, dovrebbe togliersi dai coglioni e farci risparmiare un bel po’ di milioni e di privilegi abusati prima, rubati adesso che ufficialmente è stato esautorato.
    La Meloni non lo trova dittatoriale né criminale, come trovava Conte perché faceva i DPCM in pandemia.
    Tuttavia continua a dire di essere all’opposizione. Un modo per garantire l’immagine sbiadita di una democrazia in coma profondo.
    Un accorato grazie va espresso al presidente Mattarella per averci fatto provare “L’alto profilo” di un governo estratto dal cilindro magico in 1 solo minuto.
    Roba di alta magia.

    Piace a 6 people

  3. A me rivolta lo stomaco questo parlamento,incapace di avere e dettare una visione politica lungimirante e nell’interesse del paese.
    Come dice Viviana stiamo pagando profumatamente,
    dei parassiti,che oramai sono seduti in parlamento solo in attesa di riscuotere il l’auto stipendio.
    Di questo parlamento così com’è ne possiamo fare assolutamente a meno,è solo una palla al piede per lo sviluppo del paese.

    Piace a 1 persona