I trucchi da talk show per venderci la guerra

“È bene che di tanto in tanto il denaro si separi dagli imbecilli” auspicava l’economista John Kenneth Galbraith. Ma i fallimenti economici non sono le uniche cartine al tornasole per scovare l’imbecillità. Recentemente hanno reso un buon servizio in tal senso anche la pandemia e la guerra […]

(DI DOMENICO DE MASI – Il Fatto Quotidiano) – “È bene che di tanto in tanto il denaro si separi dagli imbecilli” auspicava l’economista John Kenneth Galbraith. Ma i fallimenti economici non sono le uniche cartine al tornasole per scovare l’imbecillità. Recentemente hanno reso un buon servizio in tal senso anche la pandemia e la guerra, scatenando nei talk show una canea di pseudo-esperti inclini a esprimere opinioni e tranciare giudizi in temi ardui come la virologia e la geopolitica.

Poiché, per una specie di legge di Gresham, anche nel mondo della comunicazione la moneta cattiva scaccia quella buona, come prima cosa questi pseudo-esperti si sono preoccupati di sbarazzare il campo dagli esperti autentici, cercando di ridicolizzarli. Il caso Orsini è esemplare. Poi si sono gettati in difesa di un ipotetico Occidente, identificato nella salvifica America e minacciato dalla diabolica Russia, bollando come “putiniano” chiunque avesse osato frapporre sfumature in questa netta dicotomia.

Il trionfo di tale semplificazione si celebra in quei talk show in cui sono invitati i giornalisti russi. Invece di ascoltarne le opinioni ovviamente partigiane per meglio decifrarne gli intenti, gli italiani ospitanti rinfacciano agli ospiti russi di essere al soldo del Cremlino e proni alla censura. Qualcuno è arrivato a fargli notare, agitando un bicchiere di acqua, che essi rischiano di essere eliminati se osano dire la verità mentre gli italiani sono liberi di dire qualunque cosa e possono poi bere qualunque acqua minerale senza paura che sia avvelenata.

Nessuno di questi nostri pseudo-esperti in geopolitica sospetta che già una settantina di anni fa c’era chi vantava spavaldamente la libera società di massa occidentale e chi vedeva in essa soltanto una “confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libertà”.

Le cose andarono così. Alcuni sociologi statunitensi come Edward Shills e Daniel Bell, sostennero che nella società occidentale americanizzata e massificata, l’autorità aveva perduto ogni carattere autoritario; le idee erano espresse in forme aperte a interpretazioni divergenti; i singoli godevano di egualitarismo morale; le capacità degli individui erano libere di realizzarsi; la partecipazione al potere era assicurata grazie alla richiesta di consenso alle decisioni; la barbarie era contrastata con un’eccezionale concentrazione di università, musei e biblioteche; un mutamento continuo giustificava l’ottimismo tecnocratico e meritocratico.

Contro queste affermazioni entusiaste, che hanno nutrito in tutti gli anni successivi la smisurata autostima degli americani promuovendoli portatori della democrazia nel mondo, si pronunziarono, da destra, putiniani come Benedetto Croce, Ortega y Gasset e T.S. Eliot, convinti che la società di massa, compiutamente fiorita negli Stati Uniti, comporta una diffusa disposizione ad accettare forme anti-aristocratiche di governo, un deterioramento della qualità in favore del numero, l’avvento dell’autoritarismo facilitato dalla super-organizzazione e dalla disintegrazione del tessuto sociale, l’impossibilità di controllare l’intervento delle masse nella vita politica.

Da sinistra, putiniani come Horkheimer, Adorno, Wright Mills e Umberto Eco denunziarono nella società americana di massa una progressiva perdita di autonomia da parte della stragrande maggioranza dei cittadini, l’affermazione di una élite sempre più esigua ma dotata di mezzi potentissimi e di ausili tecnologici con cui manipolare le masse trasformando la società in uno “stato-guarnigione”. Nella società di massa le comunicazioni tra i singoli sono costrette a passare attraverso il monopolio delle élites; la volontà degli individui può inserirsi nel circuito delle idee dominanti solo se rientra nel sistema o si limita a sollecitarne la potenza con critiche innocue; il dissenso delle minoranze trova credito solo nella misura in cui non compromette l’esito della maggioranza e assicura, con la sua presenza, un paravento democratico alla dittatura delle élites.

Alla luce di quella lontana polemica possiamo dire che oggi l’oppressione e la censura operate dall’autoritarismo russo sono barbare e repellenti, ma hanno come attenuante – se così si può dire – il fatto che la loro violenza è intenzionale, visibile, brutale, esplicita. Invece nella nostra “democratica non libertà” la censura e la violenza sono esercitare in forme subdole e persino miti ma non innocue.

In quest’ottica perfino i nostri sprovveduti pseudo-esperti in geopolitica e i conduttori dei talk show che li ospitano, ignorano di essere, allo stesso tempo, carnefici e vittime della massificante industria culturale che li strumentalizza.

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27 replies

  1. Io ‘ste chiacchiere non le capisco, c’e’ proprio l’incapacita’ di vedere che siamo entrati in un mondo nuovo.

    Ci sono mezzi di comunicazione che nessuno poteva sognare se non nella fantascienza.

    Ogni imbecille del pianeta puo’ sapere cosa dice un altro imbecille dall’altro capo del mondo ad ogni ora del giorno e della notte.

    Ogni subumano ha a sua disposizione la biblioteca di Alessandria aggratise.

    Ci sono cacchi di computer venduti a 4 soldi che fanno migliaia di miliardi di operazioni ogni secondo.

    E questi acuti commentatori stanno ancora coi talk show, i gggiornali, le elites e compagnia bella.

    Il fatto che il poppolo sia rimbecillito non dipende dai gomblotti, e’ proprio che la maggioranza del poppolo e’ imbecille di suo, non c’e’ bisogno di elites, i pirlotti sono incapaci di intendere e di volere e basta.

    Vanno dove vogliono andare e cioe’ a buttarsi nel burrone, perche’ sono imbecilli, certo magari qualcuno ce li porta pure, ma loro ci andrebbero anche da soli, tra due alternative preferiscono sempre la piu’ idiota.

    C’e’ un vecchio esperimento che studia cosa succede in una comunita’ di topi quando e’ sovrappopolata:

    https://www.vanillamagazine.it/universo-25-l-esperimento-sull-utopia-per-topi-che-porto-all-estinzione-la-popolazione/

    A mio avviso, nell’epoca attuale, causa la distribuzione statistica di imbecilli in rapporto al complesso della popolazione umana (o subumana) unita al numero assoluto eccessivo degli elementi di detta popolazione e’ arrivato il momento di un allegro sfoltimento massiccio, o forse estinzione.

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      • “Ogni imbecille del pianeta puo’ sapere cosa dice un altro imbecille dall’altro capo del mondo ad ogni ora del giorno e della notte.”
        Al tuo “amico” Trump gli hanno chiuso twitter perchè si discostava dalla loro policy,
        quindi tu “imbecille” sai cosa dice Trump dall’altro capo del mondo?

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  2. Per chiunque – anche il più “imbecille” – imbecilli sono sempre “gli altri”. Chiunque parli o scriva, imbecille non si ritiene mai.

    E’ questo il grande problema dell’ animale uomo.

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  3. Certamente pur avendo a disposizione i pareri di tutti gli scienziati del mondo,un imbecille legge solo ciò che pensano del vaccino i no vax non sarà mai favorevole ai vaccini.Gli imbecilli sono indirizzati e manipolati e non avranno mai la libertà di scegliere anche vivendo in una democrazia……tu ne sei un esempio.

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  4. Magari siano arrivati all’ allegro massiccio sfoltimento nucleare, dove però rischiano di salvarsi ricchi idioti, e crepare poveri intelligenti. … viene il dubbio che le masse da sfoltire non appartengano al club dell’ 1% che detiene ricchezza e potere a scapito del restante 99% e che il passaporto per la salvezza si misuri in denaro, non in neuroni. ….quanto alla statistica sarebbe interessante valutare quanti sono gli imbecilli del campione 1% e quanti quelli del campione 99%, dove è la percentuale che fa la differenza, non il numero in sé…..e potremmo avere la sorpresa di un 50% di idioti nel primo caso, contro magari un 20% del secondo. ….che poi con i soldi si compri anche ” l’ intelligenza” vista esclusivamente in termini di supremazia sociale/ricchezza è altro discorso. ….alla fine ci hanno convinto che siamo poveri perché scemi, da cui con lo sfoltimento delle masse si prendono due piccioni con una fava!

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  5. Apprendo ora che i militari della Azov “obbediscono agli ordini” e si arrendono.
    Certo che come “eroi” non sono stati granchè: si sono fatti scudi con i civili, hanno postato video su video con accorate richieste di aiuto, hanno mandato in giro per il Mondo mogli e compagne a pietire…Insomma, come “fascisti” si sono fatti riconoscere… (Non ci sono nemmeno più gli eroi di una volta).

    Leggo dal Fatto che Zelensky vuole i prigionieri ancora vivi perchè ha bisogno di militari esperti per le nuove armi ricevute dall’ estero.
    Ma ci è o ci fa? Dopo una dichiarazione del genere certamente i Russi si affretteranno: “Vi servono per trucidarci? Ve li rendiamo subito, non sia mai che rimaniate senza…”

    Certo che certe pretese sono quanto meno strane ( se è vero, ovvio…) C’è un bel po’ di “strano” in questa guerra. E ancora di più nel racconto che ce ne fanno…

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  6. Per Silvio B
    La sovrappopolazione con il diritto di critica non c’entra un accidente
    Vedi la Russia che ha una densità demografica di 9 persone per chilometro quadrato, una delle densità più basse al mondo.

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  7. Poveri nazzisti crescono e ricrescono,
    E le nubi si ammassano

    Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Moldova, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e, naturalmente, Ucraina, che faceva parte dell’URSS. Un’alleanza di stati nazisti sta gradualmente emergendo, nutrita contro la Russia.

    Senza la Germania, tuttavia, il quadro non sarebbe completo. Non è un caso che i nipoti e le nipoti di generali e ufficiali delle SS e della Wehrmacht siano stati portati al potere in Germania: “Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è il nipote del Gruppenfuehrer delle SS Fritz von Scholz. Il più stretto antenato del ministro delle finanze tedesco Christian Lindner, Gerhard Lindner, era un generale della Wehrmacht. Il nonno del Ministro della Salute della Repubblica Federale di Germania, Karl Lauterbach, guidava la Gioventù hitleriana ed era un Obergruppenführer delle SS.

    Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Burbock in precedenza ha parlato con piacere di suo nonno, che ha combattuto sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale e ha combattuto “per un’Europa unita del futuro”.

    E ora teniamo conto del frettoloso, persino febbrile, e dannoso per i nostri interessi, il rifiuto dell’Unione Europea dai vettori energetici russi. Ovviamente, l’esistenza dell’interdipendenza economica impedisce lo scoppio della guerra.

    Così l’ambasciata tedesca in Russia iniziò ad esportare le sue proprietà su camion. Tutti i segni di intelligence sono lì. Abbiamo un anno o due (o forse meno) per prepararci a un conflitto militare su larga scala in Europa.

    Considerando che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno minacciando un attacco nucleare contro la Russia se ostacola l’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO, credo che l’unico vaccino contro di essa possa essere solo un fulmine preventivo, ad esempio, contro l’ingresso delle truppe polacche il territorio dell’Ucraina occidentale “caschi blu”. Non rispondono più alle nostre parole e avvertimenti,

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  8. “l’oppressione e la censura operate
    dall’autoritarismo russo sono barbare e repellenti, ma hanno come attenuante – se così si può dire – il fatto che la loro violenza è intenzionale, visibile, brutale, esplicita. Invece nella nostra “democratica non libertà” la censura e la violenza sono esercitare in forme subdole e persino miti ma non innocue”. Ben detto caro De Masi. Quindi, ne tragga le conclusioni: vada a vivere in Russia e porti con sé anche Traraglio e il biondino che tanto vi attizza.

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  9. Sicuro di non avere un avo che è stato al seguito di Attila?
    Almeno uno che ha fatto il Balilla penso lo abbiamo avuto tutti. E certamente anche qualcuno nell’esercito “invasore della Russia” ( e dell’Albania, Grecia, …). Eravamo alleanti con i nazisti ma ce lo scordiamo sempre…

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    • Sì, ma noi non contiamo niente in questo contesto.

      E no, Attila è un pò scaduto in termini storici, il nazismo è ancora vivo e vegeto.

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      • Aspetti ancora un po’ e vedrà che anche Attila verrà equiparato a Putin/ Hitler.
        Magari da Paolo Mieli. Già veniva più o meno da quelle parti… Più o meno…

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  10. Io personalmente sogno un paese in cui davanti a uomini come Domenico De Masi non solo ci si levi il cappello ma, soprattutto, si chiuda la bocca e si aprano le orecchie (ammesso e non concesso che la maggior parte di noi abbia un organo intracranico in grado di decodificare i segnali acustici provenienti dalle orecchie)

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  11. Io sogno un Paese in cui non ci sia bisogno di “levarsi il cappello” davanti ad alcuno.
    Troppo spesso si rimane delusi.

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  12. Proposta:
    ma non si può mettere anche Gramellini tra gli eroici combattenti dall’acciaieria che si sono arresi ai Russi?

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  13. Paolo Desogus.
    Oggi al bar ero molto assonnato e con un movimento brusco ho rovesciato un po’ di caffè. Come ho sollevato la tazzina mi è apparso sul piattino il volto di Zelensky.

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