Gad Lerner: “Malafede paragonare Zelensky e Putin”

(affaritaliani.it) – Sulla pagina accanto c’è invece la tesi di Gad Lerner. “Se mi fosse richiesto, con la brutale semplificazione in voga di questi tempi, risponderei dunque che sull’Ucraina aggredita la penso come Furio Colombo. E aggiungo l’ovvio : nonostante le fallimentari politiche imperiali di cui Washington con la Nato si sono rese protagoniste, dovendo scegliere, preferirei vivere negli Stati Uniti che in Russia”, si legge sul Fatto.

Prosegue Lerner: “Il nazionalismo ucraino si rispecchia nel nazionalismo russo, entrambi condizionati da fazioni che calpestano i diritti umani. Ma solo in malafede si può sostenere che Putin e Zelensky si equivalgano. L’argomento polemico secondo cui l’Occidente se ne infischia della sorte di altri popoli soggetti a occupazione straniera, come i curdi e i palestinesi, non può diventare l’alibi per negare sostegno agli ucraini. Semmai: cosa stiamo facendo per aiutare anche i curdi e i palestinesi?”, conclude Lerner.

(DI GAD LERNER – Il Fatto Quotidiano) – Anziché cercare il pelo nell’uovo delle imprecisioni contenute nella lettera di Furio Colombo, vediamo di cogliere la sostanza dello sfogo veemente inviatoci da questo splendido novantunenne. Che, non dimentichiamolo, di fronte al berlusconismo imperante, scelse di lasciare la comoda posizione acquisita nell’establishment per contribuire a dar vita al giornalismo corsaro di cui l’Italia aveva un gran bisogno.

Se mi fosse richiesto, con la brutale semplificazione in voga di questi tempi, risponderei dunque che sull’Ucraina aggredita la penso come Furio Colombo. E aggiungo l’ovvio: nonostante le fallimentari politiche imperiali di cui Washington con la Nato si sono rese protagoniste, dovendo scegliere, preferirei vivere negli Stati Uniti che in Russia.

Una democrazia, benché malata, è sempre meglio di un’autocrazia. Non a caso ci teniamo stretta la nostra Costituzione nata dalla Resistenza antifascista.

Ciò detto, sappiamo che la guerra lacera le relazioni fra gli uomini, fomenta i loro peggiori sentimenti, solo di rado li migliora. Succede anche fra noi. Per questo considero una ricchezza la varietà di posizioni che si esprimono liberamente su questo giornale, quando attingono a effettive competenze di studio e di vita vissuta, e non ai riassuntini di Wikipedia.

A una condizione, però: che si salvaguardi l’umana pietà, il rispetto per chi sta soffrendo gli effetti catastrofici della guerra. Trovo vile, né più né meno, dare del “burattino” a Zelensky rimasto nel bunker a guidare la resistenza del suo Paese martoriato, trasformandosi da attor comico in figura tragica shakespeariana. Trovo ignobile definire “piagnistei” i suoi appelli disperati al soccorso di un popolo bersagliato dal secondo esercito del pianeta. Trovo bieca maldicenza – di fronte alla denuncia delle stragi perpetrate – avanzare il dubbio che si tratti di messinscena propagandistica. Badate, non è questione di bon ton ma di disposizione d’animo. Proprio in quanto rivendichiamo la necessità dell’esercizio critico, e contestiamo le dissennate politiche di riarmo, e riteniamo che la Nato non possa più essere garante della pace, a maggior ragione dobbiamo guardarci dalla tentazione di liquidare la resistenza ucraina come pericolosa minaccia al nostro benessere. Quando vedo ingigantire il ruolo del Battaglione Azov mi torna in mente Salvini che dava dei “palestrati” ai naufraghi eritrei della nave Diciotti. Niente di peggio che lo scherno riservato alle vittime.

L’Europa dell’est è funestata da nazionalismi aggressivi che precedono di gran lunga il nazionalsocialismo hitleriano e incancreniscono dopo essergli sopravvissuti. Il nazionalismo ucraino si rispecchia nel nazionalismo russo, entrambi condizionati da fazioni che calpestano i diritti umani. Ma solo in malafede si può sostenere che Putin e Zelensky si equivalgano. L’argomento polemico secondo cui l’Occidente se ne infischia della sorte di altri popoli soggetti a occupazione straniera, come i curdi e i palestinesi, non può diventare l’alibi per negare sostegno agli ucraini. Semmai: cosa stiamo facendo per aiutare anche i curdi e i palestinesi?

La settimana scorsa, a Tel Aviv, ho partecipato a una commemorazione congiunta delle vittime israeliane e palestinesi di quel conflitto, promossa dai parenti che hanno trovato il coraggio di mettere in comune la propria sofferenza, a costo di sopportare l’accusa di tradimento che gli piove addosso da ambo le parti. Erano una minoranza, sì, ma comunque migliaia di persone, unite in una cerimonia struggente. I semi della pacificazione germogliano così, con un duro lavoro di conoscenza reciproca. Il contrario del distanziarsi, del chiamarsi fuori.

Anch’io, come Furio Colombo, mi sento ferito dalla perentorietà di certe ricostruzioni frettolose della storia che hanno il fine di spacciare la geopolitica per una scienza esatta. Nella quale pazienza se non trova posto la volontà degli ucraini di mantenere l’indipendenza ottenuta da soli trent’anni. Troppo comodo sentenziare da Roma sulla convenienza di una resa incondizionata o su quali porzioni di territorio, cioè di insediamenti umani, concedere alla bramosia di Mosca. Solo una volta messo in chiaro ciò, col dovuto rispetto, potremo affrontare il dilemma tragico dei pro e dei contro sugli aiuti militari. O sul paradosso per cui continuiamo a finanziare la guerra di Putin perché non possiamo fare a meno dei rifornimenti energetici. A questo serve la preziosa varietà di posizioni che possono esprimersi senza censure sul nostro giornale.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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39 replies

      • Ma non dire minchiate @Martello. Chi se ne frega di Zelensky.
        Una delle frasi che più mi è piaciuta invece è: “Anch’io, come Furio Colombo, mi sento ferito dalla perentorietà di certe ricostruzioni frettolose della storia che hanno il fine di spacciare la geopolitica per una SCIENZA ESATTA”.

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      • La Teoria dei Giochi ritengo fornisca indicazioni più affidabili di “strategia ottimale” da seguire in qualunque tipo di conflitto, certo più di quelle proposte da “Storici da Strapazzo”. Riassunta in termini “non matematici”, è questa: “Dimostrati accomodante e disponibile al dialogo ma se ti attaccano violentemente rispondi con la medesima violenza”.

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      • X M.T.

        tu dovresti giocare al limite, al risiko, o anche con il pacman.

        Ti reputi tanto intelligente, ma sei una patacca con contorni quasi tragicomici.

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      • Evidentemente uno SceMo, come SM, non ha neanche una pallida idea di cosa sia la Teoria dei Giochi… e del fatto che sia largamente utilizzata proprio nelle “simulazioni” di scenari di guerra… la stanno sicuramente usando, proprio ora, sia i russi che gli americani anche se gli strateghi russi avranno più difficoltà di quelli americani. Un dittatore non deve rispondere a nessuno delle sue azioni, mentre il presidente degli Stati Uniti può essere un qualunque cretino, tanto le decisioni le prendono altri.

        p.s. naturalmente questa risposta non è indirizzata allo SceMo che, ovviamente, non è in grado di comprenderla.

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  1. Sono d’accordo con Gad Lerner:o si ha il coraggio di affermare che non bisognava muovere un dito e pazienza se l’armata russa si mangiava tutta l’Ucraina ,la Moldavia e qualcos’altro ,oppure affermare che bisognava non inviare armi ma diplomazia si vuole prendere per il sedere non solo gli ucraini ma soprattutto se stessi.

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  2. Lerner scrive : “…nazionalismi aggressivi che precedono di gran lunga il nazionalsocialismo hitleriano…” . Dunque Hitler è arrivato molto dopo, quello che ha combinato ( una guerra mondiale, uno sterminio specifico) è stato solo il frutto tardivo di una stagione già avviata. Capisco tutto, anche l’età avanzata, ma che si giustifichino i nazisti vecchi e nuovi mi sembra superare un limite invalicabile.

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  3. Se il Fatto in un colpo solo si liberasse di 2 sionisti prodotti dell’establishment di sinistra salottiera al prezzo di uno, aumenterebbe le vendite (e la credibilità) di parecchie unita

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  4. Anche stavolta Lerner non ci dice o prospetta come finirà questa inutile guerra.
    Come ha chiesto pubblicamente Bersani nessuno si esprime ipotizzando le condizioni di fine guerra ?
    Finirà :
    1) ucraina rasa al suolo ma con i confini intatti ?
    2) ucraina rasa al suolo ma senza crimea e dombass ?
    3) europa coinvolta, 10 mln di morti, ucraina libera ? 20 anni di carestie e discussioni su chi è il colpevole?
    4) catastrofe nucleare, qualche superstite nascosto in bunker sparsi per il pianeta?

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    • Concordo, a qualunque attacco di qualunque genere è meglio “arrendersi immediatamente senza condizioni”, in questo modo renderemo più facile il compito a: ladri, rapinatori, stupratori, assassini, tiranni, dittatori ecc. ecc.
      Ma perché non ci abbiamo pensato prima? Accettare in silenzio qualunque sopruso è’ una soluzione talmente EVIDENTE!!!

      p.s. La Teoria Matematica dei Giochi, che ritengo fornisca indicazioni di “strategia ottimale” più affidabili di quelle proposte da “Storici da Strapazzo”, suggerisce una strategia diversa che riassumo in termini “non matematici”, per essere compreso da tutti: “Dimostrati accomodante e disponibile al dialogo ma se ti attaccano violentemente rispondi con la medesima violenza”.

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      • sbaglio o dopo due bombette atomiche
        il Giappone si arrese subito?
        ah già ma noi eravamo tra i buoni
        o eravamo tra i cattivi?
        cmq i buoni vinsero e tutti vissero felici e contenti

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      • “La teoria dei giochi ha svolto un ruolo fondamentale nel corso della Guerra Fredda, in cui è stata applicata per determinare le risposte che avrebbero dovuto attuare gli Stati Uniti in caso di attacco dell’URSS”. (cit.) Libro di John von Neumann e Oskar Morgenstern che sancisce la nascita della teoria dei giochi moderna.
        Se il Giappone avesse avuto le “bombette”, ovviamente gli americani non le avrebbero lanciate… non mi pare difficile da comprendere, la guerra sarebbe durata ancora a lungo con innumerevoli morti. Comunque il dibattito su quel tragico evento non si può riassumere in una “battuta”, cretina e pure fuori luogo…

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      • al mark del twain de noialtri
        “Dimostrati accomodante e disponibile al dialogo…”

        quando si sono dimostrati tali?
        quando hanno imposto un embargo energetico al giappone? causando la sua reazione?
        quando hanno imposto la resa incondizionata all’Italia che era già vinta?
        dimmi markdeltwain Tuttoattaccato
        anche allora funzionava la teoria dei giochi di John von Neumann?
        è bene sapere che il teorico di questa disciplina
        fu l’artefice di come lanciare la bomba atomica per creare il maggior numero di danni e di morti, fu lui a intervenire nella costruzione della bomba al plutonio, ancora lui incentivò la costruzione di ordigni nucleari sempre più potenti, propose alle autorità militari di bombardare preventivamente l’Unione Sovietica per scongiurare il pericolo rosso. La sua teoria dei giochi fu utilizzata in questo contesto per studiare e ipotizzare tutti i possibili scenari bellici che si possono sviluppare in seguito a certe decisioni.
        Per fortuna il suo fervore lo portò ad avvicinarsi troppo agli esperimenti delle eplosione della bomba H che lo portò alla morte (mai troppo presto)
        dobbiamo a questo scienziato pazzo le varie crisi economiche devastanti, e l’avventurosa aggressività dell’establishment USA con guerre in tutto il mondo.
        CERCATE: RAND Corporation e chiedetevi a cosa serve

        LA TEORIA DEI GIOCHI FUNZIONA SOLO CON LE MACCHINE
        NON CON LA VARIABILE IMPAZZITA DELL’UONO
        SEI UNO SCEMO DI GUERRA
        marktwaintuttoattaccato

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      • Prima di esprimere giudizi, Adriano o Adriana (a giudicare dal logo potresti anche essere un trans, Maria) su argomenti dei quali ignori tutto, vai almeno a leggere un riassunto su wikipedia alla voce “Teoria dei Giochi”, almeno eviteresti di fare la figura da cretino… BUFFONE, tanto IGNORANTE quanto STRAFOTTENTE!

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      • Samuele, avevi cominciato bene… Mi sono sempre piaciute le rappresentazioni positivistiche del comportamento umano. Un tipo chiamato Valerio Verra per condensare in termini “atomici”, ur che piu’ ur non si puo’, della filosofia di Hegel diceva “un questo per questo”. A me piace, in un certo senso mi conviene, ma alle volte al mercato rionale trovo logiche piu’ efficaci. Cerca di non essere offensivo, il mondo non casca se non ti danno ragione. Per le memorie di Adriano, 1980 o 1989, i dividendi ottenuti sono stati una funzione del sistema di produzione in vigore nel paese del vincitore. A me e forse a te e’ andata bene, per altri fuor d’Italia molto meno. Come andare al ristorante e nonessere sicuri di quel che in cucina han messo nel piatto: mangiare si mangia, ma…

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  5. Mi è piaciuto l’accento all schiena dritta di Colombo quando il delincuente di Arcore regnava incontrastato. Per il resto , giustissime le osservazioni sullo stile di vita che tutti, credo, privilegiamo. Ma rispetto al resto, via, ne abbiamo abbastanza di case distrutte, gente disperata, atrocità da una parte e dall’altra….Ovviamente, se alla gente piacciono (ma davvero piacciono?) i racconti di morte e distruzione come scusa per mandare armi, si accomodino i conduttori e giornalisti con il ciglio umido ed il seguito di prefiche ucraine tacco 12.
    Il discusso, e per me stimabile Vittorio Orsini, ha un approccio diverso : una volta dato per scontato che la Russia aggredisce e l’Ucraina si difende, come un crudele ricercatore che pratica una vivisezione, cerca di spiegare 1) come mai si è giunti a questa situazione 2) qual’ è il percorso militare e/o diplomatico per disinnescare una spaventosa minaccia alla nostra stessa sopravvivenza. Lui non è d’accordo che la strada maestra sia imbottire ancor di più di armi l’Ucraina ed addirittura incentivare Zelensky a portare la guerra in Russia. Proponete le vostre ricette invece di soffermarvi sulle sofferenze dei poveri Ucraini. In ogni guerra ci sono vittime e distruzioni e anche sela guerra durasse 10 anni, non provocherà tanti morti come quelli di Hiroshima o anche di Amburgo o Dresda in una settimana.
    Infine, io l’intervento non l’ho visto, ma pare che Orsini in una audizione in parlamento nel 2018 previde quel che poteva avvenire tra Russia e Ucraina. Evidentemente, sarà gelido, ma non fesso. E su YouTube si trova una conferenza di Marco Fabbri di Limes di circa un anno fa. Andate a cercarla, illuminante

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  6. al solito sposta l’argomento su un piano semplicistico
    preferisce stare negli Stati Uniti
    e chi l’ha mai chiesto di scegliere?
    “di fronte al berlusconismo imperante, scelse di lasciare la comoda posizione acquisita nell’establishment”
    Gad stai imbrogliando: leggiti la sua biografia in quegli anni è stato DIRETTORE DELL’UNITA’ (poi fatto fuori dai suoi “amici”
    poi parlamentare per diverse legislature, quale altra comoda posizione ha lasciato?

    ma sarebbe troppo lungo per confutare tutto quello che scrive, non ho voglia di farlo per il GAD,
    secondo la mia cattiveria
    sembra un pretesto per poter tornare a Repubblica o avere un prg in TV,
    e ha preso al balzo lo sfogo di COLOMBO, accostandosi a lui, sperando che i lettori non vedano la differenza.

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  7. Volevo sapere dai grandi estimatori della democrazia Ucraina cosa prospettano ai filorussi in Crimea o Donbass. Ok, l’Ucraina “eroica”, con l’aiuto di USA, Gran Bretagna ed Europa intera, sconfigge l’orco russo. E lo caccia dalla Crimea e dal Donbass. Il 90 e passa per cento che in Crimea, in un referendum, ha votato per “stare con la Russia” che facciamo lo deportiamo? O lo convinciamo della bontà del sistema ucraino, con annessi angioletti di Azov e compagnia? E nel martoriato Donbass che fine si prevede per quei “maledetti” filorussi? Fateglielo sapere, così si regolano.

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    • Aggiungici anche Kherson, che il referendum lo vuole fare a breve…se gli angioletti taaanto democratici non la distruggono prima.
      Ah… e pure l’Ossezia vuole volare dalla Georgia alla dittatura putiniana…
      Nessuno che si chieda come mai?

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  8. mi ricordo che gli USA hanno chiamato alleati molti popoli o stati,
    non sempre quegli stessi “alleati” ne hanno trovato giovamento
    a parte i due secoli precedenti che tralascio (troppo lungo)
    voglio solo ricordare gli ultimi che hanno “abbracciato”
    gli afgani/e che per anni si erano compromessi e creduto in un luminoso futuro e mollati/e all’improvviso ai talebani, in cambio di qualche promessa subito sconfessata.
    Gli iracheni sunniti, che ora si ritrovano con un regime sciita.
    I curdi, che dopo essere stati utilizzati quale fanteria, sono stati mollati sotto le bombe ed occupazione turca.
    Che fine faranno i nazionalisti ucraini, dopo che sono stati addestrati, armati ed esaltati per combattere lo sporco russo?
    Non vorrei che finisse come l’Afghanistan, dove dopo il ritiro sovietico, sopra le macerie rimase Al-Queda.

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  9. “E aggiungo l’ovvio : nonostante le fallimentari politiche imperiali di cui Washington con la Nato si sono rese protagoniste, dovendo scegliere, preferirei vivere negli Stati Uniti che in Russia”

    Si provi a sostituire l’edulcorato
    “nonostante le fallimentari politiche imperiali di usa e nato”

    Con

    “nonostante le centinaia di migliaia di morti causati dalle politiche fallimentari di usa e nato”

    Magari corredando il tutto con dei dati specifici

    Vergognati. E siete in tanti a doverlo fare.

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  10. Gad ha sentito il dovere di scrivere le sue solite p.. senza nemmeno sfiorare il problema: come un ucraino sotto le bombe e che però vivrebbe a Ny piuttosto che a Mosca … ciaone !!

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  11. Non so cosa sia la maggioranza e da chi sia composta; anche il dissenso è un enigma, perché bisogna valutare da quale parte lo si guarda.
    Credo però che ci sia una parte di cittadini (io compreso) che ne ha i cgln pieni di morti di serie A e di serie B.
    Quelli fatti a pezzi per giusta causa (occidentale) hanno come epitaffio “ero dalla parte sbagliata della storia”, oppure “sono una statistica, vittima collaterale” e anche “volevo vivere in un paese democratico e avere due pensioni, che è meglio di una sola” (cit)

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    • Hanno le mani che grondano sangue al pari dei delinquenti che li/si giustificano con ” eh sì, ma ci sono state manifestazioni oceaniche contro quelle guerre..”

      Farabutti! Come se i popoli contassero qualcosa in caso di guerra, ancorché scoppiata con prove false o pretesti risibili. I governi erano tutti alleati o passivi, questo contava.
      Quanto viene tenuta in considerazione, oggi, la contrarietà degli italiani all’invio di armi in ucraina? Zero.
      Decide il banchiere, al di là dei compiti che gli erano stati assegnati quando fu installato oltre un anno fa.

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  12. Tra l’altro, Gad Vermer potrebbe scrivere qualcosa sulla giornalista assassinata dai suoi amici di Gerusalemme?

    O è troppo difficile?

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