Ma la Casa Bianca inonda l’Ucraina di dollari

Varata la sesta tranche di aiuti: 40 miliardi (90 totali da febbraio). Difficile negare che sia una guerra per procura.

(Giorgio Gandola – laverita.info) – Distopie in tuta mimetica. Mentre Mario Draghi chiedeva a Joe Biden «uno sforzo comune per ottenere al più presto un cessate il fuoco», il Congresso americano approvava a stragrande maggioranza lo stanziamento di 40 miliardi di aiuti soprattutto militari per continuare la guerra. Un fiume di denaro, un vero helicopter money (niente a che vedere
con le paghette pandemiche italiane) destinato a sostenere la resistenza di Kiev, ridare ossigeno all’economia ucraina in ginocchio e offrire un aiuto ai rifugiati. Ciò che le parole uniscono, i fatti dividono. Il segnale è inequivocabile: il premier italiano e in generale l’Europa chiedono «l’apertura di un negoziato per una pace immediata», l’amministrazione statunitense sorride nelle foto ricordo ma si attrezza a una guerra lunga.

Dopo essere passati alla Camera a larga maggioranza bipartisan (368 favorevoli e 57 contrari) i nuovi finanziamenti saranno approvati dal Senato entro la fine della settimana. Nel pacchetto spiccano anche 6 miliardi di dollari messi a budget specificamente per «l’assistenza alla sicurezza», a confermare l’impegno diretto americano nella supervisione delle operazioni sul campo (satelliti, droni, intelligence) a supporto delle forze armate ucraine. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha parlato di un «passo fondamentale» con un «messaggio chiaro, bipartisan all’Ucraina, alla Russia e al mondo. Gli Stati Uniti sono con gli ucraini che difendono la loro democrazia dall’aggressione russa. Finora la nostra assistenza, insieme ai contributi dei nostri alleati e partner, è stata fondamentale per aiutare gli ucraini a vincere la battaglia per Kiev e difendere le loro libertà».

Anche se la dicitura crea gastriti diffuse, dopo queste parole – e ancor più dopo l’ultimo pesante stanziamento – è difficile non chiamarla «guerra per procura» a Vladimir Putin. Per poterla finanziare con maggiore elasticità e senza pastoie burocratiche, Biden ha rispolverato il Lend lease Act che gli Stati Uniti non adottavano dal 1941, quando Franklin Delano Roosevelt lo inventò per armare gli inglesi, la resistenza francese e i sovietici impegnati a combattere contro le dilaganti armate di Adolf Hitler. Il Land lease consente di «prestare o affittare» materiale bellico senza che il Paese destinatario abbia l’obbligo di pagare subito. Deve saldare il conto entro cinque anni; se non riesce può risarcire il mutuante in contratti dello stesso valore del prestito. Questo significa mettere un’opzione importante sul business della ricostruzione e dello sfruttamento delle materie prime ucraine a fine conflitto.

Chiesto a più riprese da Winston Churchill, allora l’impegno fu gigantesco: 50 miliardi di dollari di allora, praticamente 700 miliardi di oggi. Per ora i finanziamenti totali all’Ucraina ammontano a 90 miliardi, stanziati in quattro mesi senza battere ciglio: 2,4 allo scoppio della guerra, 13,6 a marzo, 33 ad aprile, 950 milioni in due tranche di soli armamenti leggeri (missili anticarro a spalla, aerei ai polacchi e missili antinave) per contrastare l’avanzata della fanteria corazzata russa, per difendere i confini Nato più sensibili e per frustrare l’orgoglio della flotta di Putin. Infine i 40 miliardi di questi giorni con la formula Land Lease, voluta fortemente dall’inquilino della Casa Bianca per motivi di marketing bellico; alla firma, Biden era affiancato anche dalla deputata repubblicana dell’Indiana, Victoria Sparz, con la particolarità anagrafica d’essere la prima parlamentare statunitense nata in Ucraina.

Come già evidenziato, i 40 miliardi sono comprensivi anche di finanziamenti per rimettere in piedi l’economia di Kiev e scongiurare una crisi alimentare innescata dalla frenata delle esportazioni di grano e mais, dovuta al blocco dei porti. Novanta miliardi in totale, 13 in più rispetto a quanto gli Stati Uniti hanno speso per tutti i loro aiuti esteri e militari nel 2019. È anche più dell’1% dell’intero budget federale. A sera Draghi ribadisce: «Serve uno sforzo per sedersi al tavolo», ma da Washington arriva un implicito messaggio badogliano: la guerra continua.

L’escalation degli aiuti bellici e umanitari è stata immediatamente salutata dal presidente ucraino Volodymir Zelenski. «Sono grato al presidente americano e al suo popolo per il sostegno nella lotta per la nostra libertà e futuro. Sono convinto che insieme vinceremo ancora e difenderemo la democrazia in Ucraina e in Europa come 77 anni fa». Allora il battaglione Azov stava dall’altra parte ma nella società liquida governata dai social e dai talk show questi sono dettagli.

Categorie:Cronaca, Mondo

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3 replies

  1. Il gioGo è chiaro: prendi i soldi dei contribuenti e li ficchi nelle tasche delle lobbies; prima i farmaci miracolosi, ora le armi invincibili
    Si crea un problema, poi lo si risolve sempre con il sistema del gioGo; le bestie da soma trainano e il Padrone frusta.
    Se gli americani saranno contenti di riversare miliardi di dollari nella guerra, chi potrà ostacolarli?

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  2. A quelli che ragionano in termini di: paese-aggressore\paese-aggredito, vorrei chiedere come mai gli USA si sono presi questo incredibile innamoramento per l’Ucraina.

    90 miliardi in nemmeno tre mesi (più quelli degli ultimi 15 anni), più di un miliardo al giorno: perchè? Che risposta vi date Come ve lo spiegate?

    Perchè?

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    • Posso risponderti? Intanto gli USA stanno stampando moneta come carta straccia, senza nessun riferimento all’oro, Fort Knox è solo un ricordo. Tutti i giganti hi-tech, stanno perdendo in borsa dal 10 al 25% e parlo di Amazon, google, apple etc.. Gli USA.stanno creando dal nulla i soldi e fino a che il dollaro avrà credibilità andranno avanti.
      La ragione sta nel fatto che i militari ucraini sono rimasti pochissimi e i combattenti si devono ingaggiare a suon di 2 o 300 mila euro al giorno complessivamente, essendo la maggior parte mercenari specializzati nei tipi di armi che vengono rifornite all’Ucraina.
      I miliardi di dollari servono a mantenere attiva la guerra per impegnare la Russia nel conflitto.
      Gli Usa sono al collasso economico e stanno giocando il tutto per tutto.

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