La psicosi Covid più forte della legge. Clienti invitati a indossare il bavaglio

La mascherina ora non è obbligatoria, ma diversi negozi esortano chi entra a usarla. Un ricatto morale travestito da senso civico che, in nome della «Scienza», svuota diritto e istituzioni della loro autorità.

(Francesco Borgonovo – laverita.info) – Chi nei due anni passati si è fatto angosciare dall’invasività dello Stato divenuto Grande Igienista, ora può finalmente tranquillizzarsi: lo Stato non serve più. Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla trasformazione del Parlamento in una sorta di ente inutile, deputato a ratificare senza fare troppe storie gli estemporanei provvedimenti governativi. Adesso siamo passati alla fase successiva: nemmeno la funzione di copertura è più necessaria. La legge è passata in secondo piano, superata da regolamenti privati. Ecco la società anarchica, che apparentemente si autoregola, ma in realtà obbedisce alle istanze di privati i quali dispongono, nei fatti, della capacità di influire sulla vita della popolazione.

La forma più visibile del novello psicopotere è affissa sulla porta di una grande libreria milanese: un santuario del pensiero tramutato in tempietto votivo del pensiero unico. È un cartello non troppo grande, per metà occupato dalla foto di una mascherina. E poi la scritta: «Lo so, non è più obbligatoria, ma se la indossi ne siamo felici. Grazie».

Per prima cosa si nota lo stravagante utilizzo della lingua. Questo manifesto ci parla in prima persona («Lo so») e non si capisce bene a chi appartenga la voce. Alla coscienza collettiva? Al Grande Fratello? A una sulfurea divinità sanitaria? A rendere più inquietante la faccenda c’è che subito dopo la persona diventa plurale («Ne siamo felici»). E di nuovo ci si domanda: con chi stiamo interloquendo? Questo lui sono molti? Il suo nome è legione? Sorvoliamo però sui dettagli: il dramma sta nel contenuto più che nella forma.

Il cartello in questione è prodotto nell’ambito di una campagna organizzata da Confcommercio Milano-Lodi-Monza e Brianza e da Ali, associazione librai di Milano. Queste organizzazioni avrebbero, almeno in teoria, interesse a far entrare nei negozi quanti più clienti possibile, a farli sentire a loro agio, a spingerli a fare acquisti per fare ripartire l’economia dopo un periodo di magra. Invece, i clienti vengono invitati a tapparsi naso e bocca. Cioè a sottoporsi ulteriormente alle restrizioni che hanno reso così difficile la vita a imprenditori, commercianti e professionisti in questi tempi disgraziati.

A ben vedere, di tale iniziativa non ci sarebbe gran bisogno. La gran parte degli italiani sembra aver deciso di continuare a tenere la mascherina nei negozi anche se non è più obbligatorio indossarla. Il dispositivo di protezione è diventato un feticcio a cui aggrapparsi nell’era dell’incertezza, una copertina di Linus a cui si attribuisce chissà quale magica utilità. Certo la confusione e il disorientamento volontariamente creati dalle istituzioni non contribuiscono a fare sentire sicura la popolazione. Lo Stato, ormai perfettamente a suo agio nel ruolo di Madre perversa, stabilisce norme scritte e contemporaneamente invita ad attenersi a non ben specificate regole immateriali. Fa leva su una (presunta) morale non avendo la possibilità, e il coraggio, di imporla con i tradizionali metodi democratici. Tutto ciò fomenta la psicosi e fa crescere la paura.

Soprattutto, però, agendo in questa maniera i governanti sono riusciti a svuotare totalmente di senso le istituzioni e le procedure che le legittimano.

Il cartello esposto nella libreria milanese (e in vari altri esercizi commerciali) ci comunica quanto segue: le leggi non contano, anche perché sono inaffidabili. Sono un frutto del dibattito politico, quindi fallaci per definizione. Ergo non è più alla autorità dello Stato o del Parlamento che dobbiamo fare riferimento, ma a una forza superiore, quella che davvero legittima le azioni: la Scienza. O, meglio, la caricatura di scienza che abbiamo imparato a conoscere di recente. Perché si trattasse di scienza vera, ministero della Salute e (fu) Cts sarebbero in grado di esibire studi seri e chiari a sostegno delle loro decisioni.

Invece non riescono a farlo, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi: sulla necessità di tenere le mascherine al chiuso non possono produrre documenti. Possono solo appigliarsi al dogma, al comandamento de «Lascienza» elaborato da qualche sacerdote della Cattedrale sanitaria.

I risultati sono aberranti. Il fondamento della legge è questa nuova religione senza Dio: nasce il diritto scientifico, sostitutivo del diritto naturale. Non è più il popolo, tramite il Parlamento, a detenere la sovranità. Piuttosto sono i tecnici e i comitati composti dai feudatari contemporanei, forti dell’investitura scientifico/divina. I re taumaturghi dispongono, i poteri economici eseguono, i cittadini si devono adeguare.

Il governo ha deciso che la mascherina si può non portare, quindi in teoria chiunque di noi è autorizzato a girare libero. Ma nella pratica la situazione è diversa. Nella realtà non posso entrare senza mascherina nella libreria milanese, perché un cartello passivo-aggressivo mi intima di non farlo. Mi ricatta moralmente come, appunto, una mamma cattiva: «Non ti proibisco di uscite senza canottiera, ma non voglio che lo fai, quindi ti lascio decidere da solo addossandoti il peso della mia riprovazione».

È un meccanismo subdolo, però funziona. Se non si vuole litigare, non resta che coprirsi il volto. Così funziona nella teocrazia: la scienza non conta, la ragione non conta, le leggi umane non contano. Conta la parola divina. In questo caso, però, Dio non c’entra. Semmai, c’entrano uomini che si credono dei. E associazioni di categoria che hanno scambiato l’ottusità per senso civico.

25 replies

  1. Mi sembra giusto e rispettoso: io magari nell’arco della giornata incontro poche persone e più o meno sempre le stesse, ma il negoziante che sta tutto il giorno in negozio e si vede passare decine se non centinaia di clienti (con sua somma gioia) ha diritto a un piccolo sforzo collettivo per la sua protezione.

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  2. Segnalo:

    “In Germania effetti avversi 40 volte più alti dei dati ufficiali”

    DI PETER D’ANGELO
    13 MAGGIO 2022
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    Il numero di gravi complicazioni dopo le vaccinazioni Covid è 40 volte superiore a quanto precedentemente registrato dal Paul Ehrlich Institute (l’Aifa tedesca). È uno dei risultati dello studio dell’ospedale universitario Charité di Berlino. I sistemi di sorveglianza “passiva” (segnalazione è su base volontaria) dimostrano tutti i loro limiti, solo attraverso una sorveglianza “attiva” (gli enti monitorano i pazienti) si stanno intercettando i numeri reali delle reazioni avverse ai vaccini. Lo studio copre 12 mesi e ha coinvolto 40 mila persone.

    Il risultato dello studio è chiaro: 8 persone vaccinate su 1.000 lottano con gravi effetti collaterali (quasi l’1%). “Il numero è in linea con quanto si sa da altri Paesi come Svezia o Israele” spiega il Professor Harald Matthes, direttore dello studio. La questione centrale è capire che con i vaccini convenzionali, come contro la poliomielite o il morbillo, il numero di gravi effetti collaterali è significativamente inferiore.

    Alcuni effetti collaterali durano mesi e richiedono cure mediche. Questi includono infiammazioni del muscolo cardiaco, reazioni eccessive del sistema immunitario e disturbi neurologici, ovvero compromissioni del sistema nervoso. “La maggior parte degli effetti collaterali, compresi quelli gravi, scompare dopo tre o sei mesi, l’80% guarisce. Ma sfortunatamente nel 20 durano molto più a lungo”, riferisce il professor Matthes, che invoca “più attenzione per le persone colpite da eventi avversi ai vaccini”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/05/13/in-germania-effetti-avversi-40-volte-piu-alti-dei-dati-ufficiali/6589978/

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      • Io, a differenza tua, non credo.
        Tu resta pure nella tua viva fede.
        Ti anticipo che, oltre a aver cambiato le date di scadenza di interi lotti, posticipandole anche di 6 mesi, i nostri fantasisti della Scienzah di Fede e Speranza hanno già iniziato a ventilare che si andrà pure di quinta!
        So che stai pensando alla taglia di reggiseno e ti si accendono bollori da tarda primavera…..ma si tratta di dosi, cioè 5 dosi, con aggiornamento…..
        Buon viaggio! Crediti tu, loro hanno già ottenuto i loro lauti crediti.

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    • In accordo con la mia esperienza: infiammazione del precardio dopo la terza dose, diagnosticata da un cardiologo… per il medico del pronto soccorso era solo “paura del vaccino”… solo alla terza sarei rimasto vittima della paura!

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    • Gentile Carolina, qualcosa non funziona nei dati. Lo affermo non da ricercatore bensi da lettore e da padre di un figlio in Svezia. Cominciamo da Israele. Lì sono stati vaccinati TUTTI con una quasi militarizzazione dell’obbligo ( notizie giornalistiche del biennio scorso). In Svezia, al contrario, si è scelto il criterio del ” chi more, more; chi campa, campa.”.
      Come si accordano questi due estremi con l’uniformità sistematica pretesa dallo studio? Boh !

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  3. Infatti dati i numeri dei morti praticamente invariati dal 2020, se i soldi , la propaganda, e tutto l’ambaradan legato ai vaccini fosse stato speso in ristrutturazione del SSN, medicina di prossimità, purificatori d’aria, ristori per le attività che dovevano ( ripeto, dovevano) rimanere chiuse nei periodi più critici, sanificazione degli ambienti e ricerca per quanto riguarda nuovi materiali per le mascherine( sono sempre quelle di decenni fa) i risultati non sarebbero peggiori.
    Si è scelta la via più costosa e piena di incognite, che non ha portato ad alcunché. Ha solo diviso la popolazione e creato attriti dovunque in un momento in cui occorreva essere solidali.
    Ma era la via più facile e in tanti ci hanno guadagnato, anche dalla divisione di noi cittadini tra si vax e no vax.
    Lo vediamo ben ora in cui, riuscito l’esperimento, ci viene riproposto con Cattivi Putiniani versus Buoni Atlantisti.
    A ottobre saremo da capo?
    Per quanto mi riguarda a Pfizer ho già dato. Obtorto collo. Grazie.

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    • E i responsabili hanno nomi e cognomi, e con il famoso “follow the money”, valido anche per nomine, porte girevoli, e sponsorizzazioni, si potrebbero risalire le responsabilità fino si vertici, e all’origine. E anche se sappiamo che dietro a tutto ci sono Fondi e Speculatori, riciclati oggi a fare affari con la guerra e le sue conseguenze, sarebbe opportuno individuare i nostri carnefici.

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  4. L’articolo è assurdo: ti chiedono di usargli una cortesia. Puoi farlo o fregartene: dov’è la costrizione, l’obbligo ? Ti senti di essere cortese? Dai loro retta. Te ne sbatti della gentilezza, perchè ” ciavemo diritto”, e la Legge è dalla tua parte? Entri senza mascherina. Mi chiedo se costui frequenti davvero la libreria di cui scrive (o qualsiasi altra libreria) .

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    • @paolo io rispetto tutti gli ipocondriaci, quindi, se vedo sofferenza psicologica manifesta e intolleranza, uso la gentilezza di indossare la maschera…. da qui a tollerare imposizioni però ce ne passa.

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      • Come ben diceva qualcuno, la tolleranza va riservata alle persone (in questo caso sarebbe meglio parlare di compassione…), non agli errori che queste commettono. Di questo passo, per un motivo o per l’altro, non ci libereremo più di questa FOLLIA!

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  5. Esattamente come prima: ti chiedono una cortesia (consenso informato) di vaccinarti. Puoi farlo o fregartene, ma se non lo fai resti a casa dal lavoro: dov’è la cortesia, il garbo? Te ne sbatti della gentilezza, perchè “ciavemo da majà”, e la Legge non è dalla tua parte? Cazzi tua! E adesso questi che a ‘sto giro non hanno nemmeno la Legge dalla loro pretendono cosa: cortesia? Mi chiedo se costoro pensano seriamente che un esercizio pubblico possa essere gestito come si gestisce casa propria, nevvero “educato” paolo diamante Roma?

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      • È difficile iniziare a scrivere con un “Egregio” rivolto a un anonimo punto interrogativo.
        Comunque:
        Egregio ?, forse per Lei la cortesia è un optional. Per altri un ” dovere”.
        Anche nei riguardi di chi non la merita, intendo i cafoni.

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      • Mi consenta Egregio “È difficile iniziare a scrivere con un ‘Egregio'”: la prossima volta può prenderla facile e non iniziare a scrivere con un ‘Egregio’: semplice! Spero mi concederà la libertà di considerare la cortesia un optional verso le persone che la meritano e non un “dovere” verso tutti, cafoni compresi. Lei, ovviamente, è libero di fare quello che vuole, ma si risparmi di venire a menarcela facendo credere che i cafoni saremmo noi che non usiamo cortesia verso i cafoni: le è più chiaro adesso?

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      • …Volevo anche aggiungere, perché lei sembra non arrivarci, che se la questione fosse di entrare o meno in casa degli ipocondriaci, il problema di essere cortesi non si porrebbe affatto: nessuno come il sottoscritto andrebbe a cercarli, né potrebbe pretendere si togliessero la museruola se volessero indossarla anche sotto la doccia. Ma trattandosi di esercizi pubblici e non privati, Egregio, il discorso prende un’altra piega, al punto che si può e si deve considerare maleducato proprio l’esortare chi entra a usarla.

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  6. anch’io esorto la gente a non indossare dei luridi cenci sulla faccia, informandoli che fa male alla salute e non previene eventuali trasmissioni di virus, ma loro hanno tutto il diritto di mandarmi affanculo

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