Palermo, una nuova stagione per una città che ha forte voglia di riscatto

(Dott. Paolo Caruso) – Tra le tante città che andranno al voto per rinnovare l’amministrazione comunale, il 12 giugno, spicca per la sua peculiarità la città di Palermo. La quinta città del Paese infatti è ancora alle prese con una pletora di candidati sindaci anche all’interno della stessa coalizione, creando confusione e disappunto tra i cittadini palermitani. Ben undici candidati si contendono al momento lo scanno più alto di “Palazzo delle Aquile”; una competizione elettorale quella per sindaco che ha brillato fino ad ora per il numero dei candidati e per la presenza quasi esclusiva di uomini, evidentemente la questione di genere non è patrimonio di questa città ne dei partiti che la rappresentano. L’aria che si respira tra la gente è quella di grande delusione, di una città frustrata dai tanti problemi che la affliggono, e che a ben ragione occupa nell’apposita graduatoria tra le città italiane le ultime posizioni per vivibilità. Nonostante tutto, ancora oggi, tra personalismi, sterili polemiche e schermaglie da prima repubblica, si assiste indecorosamente alla mancanza di un vero e concreto programma per Palermo. Un vero programma di rinascita per questa città distrutta da anni di incuria, una città in ginocchio violentata da tempo da una politica fallimentare. In questa competizione elettorale, a poco più di un mese dal voto amministrativo, viene a mancare addirittura il sano confronto tra i candidati, un distinguo tra i partiti, tra le coalizioni, che da sempre ha caratterizzato le campagne elettorali nel corso degli anni. Una calma piatta investe le forze politiche, un tragico vuoto di idee all’interno dei diversi schieramenti che di sicuro non fa ben sperare. La città oggi appare come una cartolina dal fascino eterno ma dai forti colori sbiaditi dal tempo, uno scrigno di tesori ricoperto da una fitto strato di polvere che ne offusca totalmente lo splendore. Così Palermo si appresta ad esercitare il diritto di voto, un voto disperso nel cassetto polveroso dei ricordi, di quello che fu questa città meravigliosa e di quello che tutti i cittadini si augurano possa presto ritornare. La vergogna del camposanto dei Rotoli è la storia che brucia più di tutte nel cuore dei palermitani, una ordinaria e cronica inefficienza, la punta di un iceberg che nasconde nelle profondità dell’abisso politico i mali di una città al collasso. Lo scenario che si presenta agli occhi di tutti è quello di una città che affonda sempre più nell’incuria e nella colpevole indifferenza dei cittadini, abbandonata al proprio destino di città disordinata e priva di regole. Un gioiello urbanistico cristallizzato in una rigida gabbia di cemento, privo di veri e propri polmoni verdi all’interno del quadrilatero cittadino frutto di anni e anni di speculazione selvaggia, una città ferita dalla precarietà dei servizi e dalla mancanza di infrastrutture, da una viabilità caotica condizionata dalla carenza dei mezzi di trasporto pubblici e anche dalle insufficienti aree di parcheggio, con vie costellate da innumerevoli buche e marciapiedi ridotti a trappole pedonali ai cui margini le erbacce crescono con grande rigogliosità. Uno spettacolo indecoroso che sicuramente affonda le sue radici nelle sabbie mobili del passato ma che oggi riemerge nella sua gravità per la incapacità gestionale dell’attuale Sindaco e della intera amministrazione comunale, e inoltre per il colpevole disinteresse degli stessi cittadini palermitani. Una città martoriata da anni di incuria, tappezzata selvaggiamente da innumerevoli manifesti elettorali con i tanti volti di candidati più o meno noti, dei quali molti responsabili delle politiche oscurantiste e dei disastri di questa città. A meno di due mesi dal voto, la frammentarietà e le divisioni dei partiti nei diversi schieramenti è sempre più palese e il numero eccessivo dei candidati a sindaco di per se la dice lunga, mentre la mancanza di programmi per la crescita e il risanamento di questa città danno l’idea esatta di quanto la politica sia assente e lontana anni luce dai reali problemi dei cittadini. E’ opportuno che proprio in questi momenti bui per la vita democratica del Paese prevalga da parte degli elettori la consapevolezza dell’importanza del voto evitando di ricorrere al semplice e sempre più diffuso astensionismo, o al solito deleterio voto clientelare, indirizzando il proprio consenso a individualità di maggiore spicco ben capaci di amministrare con assoluta correttezza e illuminata programmazione la città. A guadagnarci così sarà la buona politica e soprattutto la città.

1 reply

  1. Solo per il cimitero di Rotoli (un paese a … rotoli) ci sarebbe stato di portare un pò di bare davanti al comune. Ma dove sono le proteste contro o’ sindaco?

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