Parlando in Orsinese

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Noi orsiniani della prima ora siamo affascinati dalla dialettica sinuosa del professor Orsini, che, depurata dall’uso ossessivo di «Signori miei» e «Il punto fondamentale è…», funziona più o meno così.

Io detesto Putin, nessuno lo detesta quanto me, ma lui è dominante e sta sventrando l’Ucraina… Io sono un amante degli Stati Uniti, nessuno è più atlantista di me, però, come ho più volte dimostrato, è tutta colpa della Nato… Io mi sento europeo, lasciatemi dire che nessuno apprezza l’Europa più di me, ma l’Italia farebbe meglio a uscire momentaneamente dalla Ue per trattare coi russi… E gli ucraini? Io soffro per gli ucraini, nessuno soffre per loro quanto me, però devono accettare di perdere un pezzo del Paese pur di evitare altro sangue…

(Non è chiara la ragione per cui i tagliagole ceceni al servizio di Putin, rimasti padroni del terreno, dovrebbero rinunciare a infierire sugli ucraini, come non è chiaro chi concretamente potrebbe loro impedire di farlo: forse Orsini medesimo).

Io sono per l’autodeterminazione dei popoli, nessuno eccetera eccetera, ma è più importante salvare i bambini, come mi chiedono le mamme di Mariupol… (che dai bunker vedono la tv italiana e hanno la mail di Orsini).

Io sono antifascista, nessuno è più antifascista di me, eppure mio nonno durante il fascismo ha avuto una vita felice…

Adoro questo modo di argomentare e voglio subito farlo mio: io sono un fan dell’Orsinese, nessuno lo è più di me, però penso che il professor Orsini sia un gran paraculo.

46 replies

  1. “…uscire momentaneamente dalla Ue”: dalla NATO, non dalla UE (che peraltro si scrive così). Manco il filo dei propri “ragionamenti” riesce a seguire.

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    • “L’Italia deve rompere con l’Unione europea, e dirsi disponibile a riconoscere Donbass e Crimea”

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  2. povero piccolo granellino, deve essere dura per te prendere atto che nonostante tutte le evidenze che ci avete rovesciato addosso per mesi l’orco Putin è più in sella che mai, grazie anche ai gramellini sparsi nel pianeta.
    faccio mio il gramellinese: mai ammettere di aver sbagliato. mai!

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  3. All’inizio pensavo Gramellini scrivesse in cattiva fede, ora invece comincio a sospettare che quando Orsini parla lui non arrivi proprio a capirlo.

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    • Beh ,bisogna accettare i propri limiti…Però si consoli se riesce a condividere il pensiero di di Gramellini è un uomo fortunato : ha tutte le porte aperte dal pd.

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  4. Io penso che voi giornalisti, a cominciare da lei Gramellini, avete una grande opportunità di uscire dall’orsinisita’ facendo giornalismo serio.Chiedetegli a gran voce di pubblicare “tutte”

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  5. a differenza di Orsini (di cui non ho letto nulla e nulla ho sentito, seguo solo la propaganda russa, mi spiace)
    a Gramellini manca il prefisso “para”, vista la produzione che riesce ad emettere

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  6. Povero Gramellini, bisogna capirlo, un discorso solo un pochino articolato per lui è incomprensibile come un trattato di fisica quantica.

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    • come mi chiedono le mamme di Mariupol… (che dai bunker vedono la tv italiana e hanno la mail di Orsini) 🤣🤣🤣
      L’attore, guitto, pupazzo di Putin, non poteva che finire su un palcoscenico…

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    • Beh capisco che per voi terzaguerramondialisti è difficile accettare posizioni non appecoronate alla Nato. Quindi Orsini parla un linguaggio incomprensibile per voi che conoscete solo gli eialalà dei guerrafondai che manderebbero al muro chiunque non voglia partire per il fronte 😉

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      • Ecco, prima di partire per il fronte, chiedo a tutti questi guerrieri guerrafondai di farsi dare, dal loro generalissimo comandante in capo Mario Draghi, la lista desecretata delle armi che stiamo inviando ai nazi e ai mercenari di ogni dove. Sarebbe utile, per tutti noi, sapere quanto stiamo spendendo e cosa stiamo mandando alla democratica Ucraina.
        Grazie

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  7. ” Però penso che il professor Orsini sia un gran paraculo.” Ecco che il “GERARCA DI PELUCHE” proietta sul malcapitato quello che e’ palesemente il suo “ruolo”, antico e becero trucco dei vili burattini della propaganda, ma non abbiamo tutti l’ “anello al naso”.

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  8. “Paraculo”, detto dal Gramo, corrisponde all’incirca a “persona con la schiena dritta, che esprime ciò che pensa, pur stando dalla stessa parte di coloro che critica”.
    Per il Gramo, che riesce a battere i tacchi anche nella posizione prona e con la lingua fuori, è impensabile.

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  9. ” depurata dall’uso ossessivo di «Signori miei»”

    Se lo dice il bomba «Signori miei» suona esortativo, se lo dice Orsini suona ossessivo.
    Gramelot ha un problema coi capelli di Orsini, è evidente.

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  10. Io sono antinazista, nessuno è più antinazista di me, eppure nessuno può negare che i……….(fate voi) del battaglione Azov leggano Kant per acculturarsi e utilizzino la svastica cone simbolo religioso

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  11. Ormai questo giornalista si comporta come un hater, è una ossessione, lo paghiamo con denaro pubblico sul canale del partito per ascoltare l’elogio al glorioso battaglione Azov e tutti zitti e buoni

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  12. Fortunatamente il coglionazzo del prof(?) Orsini si vede sempre meno in TV. Forse sarà che se appare cambio canale o anche che abbia esaurito l’argomento e mezzo che continuava a ripetere come un disco rotto.

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  13. Dopo quel suovarticolo dove prendendo spunto da un banale messaggino telefonico, trasformava un sanguinario nazista ucraino in un Salvo D’Acquisto, credo che Gramellini dovrebbe vergognarsi a presentarsi in pubblico.

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  14. Quando si nomina Gramellini il PENSIERO UNICO dei fan di Pagliarulov si stringe a coorte, a prescindere da quello che scrive.
    A me invece sembra che quello descritto nell’articolo sia un ritratto super veriterio del Conte Orsini. Tranne il finale. Più che paraculo, il nuovo guitto della rv italiana è un GRANDISSIMO paraculo. Tanto di cappello, e buona tournée.

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  15. gramelot, che ne pensi dalle analisi politiche, condite con profusione di smorfiette e occhi spalancati in primo piano, formulate dalla ballerina ospite ormai fissa di cartabianca? Non credi che affiancarle un nano altrettanto competente sarebbe giusto? Di puttane, per completare il quadro, ce ne sono anche troppe, tanto che per quelle sarebbe il caso di sfoltire il parterre…capito?

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  16. Come descrivere Gramo, sei un c0glione, nessuno è più leccacul0 di te. Ma vai a combattere con i tuoi intellettuali del battaglione Azov. In Italia bisognerebbe denazificare la rai, totalmente in mano ai ‘sinistri’ piddini.

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  17. Con tutto quello che succede nel mondo, con tutto quello che succede in Italia, con tutto quello che succede ai nostri politicanti che si fanno mettere scorte non perché minacciati dalla mafia ma, udite udite, dai NoVax (vorrà dire che la mafia non ha più necessità di minacciarli perchè è tuttapposto?), Gramellini occupa il suo tempo, il nostro e pagine di giornale provando a screditare Orsini.

    “ Tu dimmi chi è il vero nemico dello stato chi vive nella crisi oppure chi ci ha guadagnato?”
    Conosci il tuo nemico

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  18. In quanto a paraculaggine asservita al Sistema della “presunta informazione italiana” TU hai una laurea con tre Masters dedicati. La cosa fantastica è che le critiche ti scivolano addosso o ti rimbalzano proprio. Ciò che ti interessa è solo la carezza del Padrone e l’osso da succhiare (per allenare la lingua). Viscido come pochi hai fatto la tua scelta di campo ma non pretendere di dare lezioni.

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  19. Le notizie certe dal fronte , le avremo sicuramente quando la ballerina ucraina alzerà il culo dalla sedia dei vari talk show, per andare finalmente a difendere il suo paese….è il suo, non il mio! Se poi si porta dietro pure Gramellini, saremo certi che starà combattendo per liberare due paesi, il suo ed il nostro! Un sentito ringraziamento!

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    • Ma poi, sta’ ballerina la mettono in onda perchè è con il viso angelicato…..il livello di argomentazioni che porta è infimo!
      Zero informazioni, zero ragionamento, zero intuizione, zero proposte.
      Una specie di cartonato lagrimoso.
      Bellissimo, ma sempre cartonato.

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  20. La Roby guerriera da tastiera ha appena lanciato una bomba….dal cesso! Perché non ti vai a misurare con la guerra vera, se ti piace tanto? L’ Ucraina non è il mio paese, se è il tuo vai a difenderlo! Se la guerra si vince
    con le stronzate, le tue sono un’ arma di distruzione invincibile…parti e la Russia dichiara la resa senza condizioni!

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  21. Di Francesco Fustaneo per L’AntiDiplomatico

    30 aprile 2020

    “Giorno 25 Aprile alla Rai nel corso del programma condotto da Massimo Gramellini “Aspettando le Parole” con tema il 25 aprile dinnanzi all’ospite in collegamento esterno, Walter Veltroni, il primo affermava che i fratelli Cervi non fossero comunisti, senza che Veltroni con trascorsi politici nella F.g.c.i e da dirigente nel Partito Comunista si sentisse in dovere di smentirlo.

    Da anni nel nostro Paese, parallelamente ad un processo revisionista, si assiste ad un tentativo mediatico di sminuire l’approccio comunista alla Resistenza e alla causa antifascista in genere, ma anche il suo contributo alla nascita e alla maturazione di quello che è attualmente la Repubblica Italiana.

    Essendo venuto a mancare un contraddittorio televisivo in quello che appare quanto meno una forzatura (se non una falsificazione storica), ho contattato chi forse è tra i più titolati a potersi esprimere in merito: Adelmo Cervi, figlio di Verina ed Aldo Cervi terzogenito dei sette Fratelli Cervi, fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943. Adelmo all’epoca infante, aveva da poco compiuto 4 mesi.

    Attualmente Adelmo si trova a Celle Ligure, ospite di un amico. Prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria era impegnato nella presentazione del suo libro “Io che conosco il tuo cuore” scritto con Giovanni Zucca, un testo in cui si racconta la storia umana e politica del padre Aldo, partigiano con i suoi sei fratelli nella banda Cervi.
    “Dovevo partecipare alla trasmissione in questione- mi riferisce- ma per motivi tecnici poi mi hanno comunicato che non c’era spazio.”

    – Signor Cervi che cosa ha pensato quando ha visto in t.v. Gramellini affermare testualmente “che i fratelli Cervi non erano neanche comunisti”?

    In relazione alle affermazioni in questione sono rimasto stupito, lo dico in tono non polemico: vorrei sottolineare però il fatto che se non tutti i Cervi erano comunisti mio padre lo era e i suoi fratelli lo appoggiavano pienamente. Aggiungo che mio padre era considerato il capo Politico dei fratelli Cervi.

    Aldo Cervi era convintamente comunista e ha lottato per la libertà e la giustizia. La mia famiglia era una famiglia contadini, mezzadri sfruttati, una famiglia di cattolici.
    Mio padre finisce in carcere nei primi anni ’30 e finirà per incontrare tanti antifascisti, molti di ideologia comunista e finirà anche per lui per diventare un’antifascista comunista.

    Ha partecipato nei gruppi clandestini del Partito Comunista di lotta alla liberazione e ha combattuto orgogliosamente con tutti i suoi fratelli contro il nazifascismo.
    Spesso si dimentica che i comunisti sono quelli che hanno pagato il prezzo più importante nella resistenza.

    Dire questo non significare sminuire il fatto che nella Resistenza contro il comune nemico fascista si unirono tante esperienze: comunisti, socialisti, democratici, ecc, I valori della Resistenza sono fondamentali e tutt’oggi sono da portare avanti. Divido il mondo in due categorie: gli sfruttati e gli sfruttatori. Chi condivide certe idee non può che essere dalla parte dei primi e le battaglie grandi o piccole che siano vanno portate avanti nel quotidiano”

    Un Gramellini per ogni stagione ed interlocutore….la storia rivisitata secondo il ” fai bei sogni” dal divano, dalla tastiera, basta il ” coraggio” dell’ armiamoci, o armiamoli, e partite. …voi….perché non alzate il culo e vi misurate con la guerra, invece di invitare gli altri ad alzare il proprio?

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  22. Ha parlato il re dei parasederi che in un mondo sano dovrebbe fare giusto il paracarro sui bordi delle strade. Gramellini, vai in quel posto dove ce ne sono stati mandati già tanti, sei una persona indegna del tuo mestiere.

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  23. Oggi non passa un commento, tutti in moderazione. ….non c’è verso di rispondere a Roby, che si preoccupa del mio culo sulla tastiera, mentre dovrebbe occuparsi del suo. ….per le emorroidi! Con tutto lo sforzo di pensiero, alla fine escono e sono peggio del vomito che almeno passa velocemente! Pensa alla tua salute, cara, che le emorroidi possono complicarsi ed essere molto fastidiose!
    PS
    Qualcuno ha capito i criteri della moderazione?

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  24. Gli stati generali
    GIORNALISMO
    IMBECILLITÀ E BARBARIE

    UGO ROSA:
    21 Aprile 2022

    “…egli non ama andar soldato, cerca l’esonero militare e non crede nelle virtù guerriere, ma piange appena ode gli inni della patria” Leo Longanesi

    “Zelensky segue una logica: deve sconfiggere i russi e vendicarsi…questa è una guerra del risentimento dove non bisogna più aver paura di odiare, dove non bisogna più vergognarsi di essere fanatici: loro meritano tutto il male, ci hanno quasi condotto alla rovina, basta sottigliezze, ci vuole il coraggio di essere grossolani!” Domenico Quirico, La Stampa 20.04.2022

    “Esiste ciò che si potrebbe definire una logica dell’imbecillità. E’ proprio in base ad essa che gli imbecilli si riconoscono empaticamente e fanno branco. Per quanto possa apparire grottesca questa logica non va sottovalutata perché può trasformare – e lo ha già fatto in passato – l’imbecillità in barbarie” Thomas Redblack

    Comunque la si voglia vedere, si deve ammettere che il compatto dispiegarsi dell’esercito mediatico, schierato, quasi senza defezioni o eccezioni, dalla parte del BENE ASSOLUTO, è una magnifica manifestazione di geometrica potenza. Sembra di assistere dall’alto a una grandiosa battaglia campale dei tempi di Wellington e di Napoleone; che poi si tratti invece, in questo caso, del trionfo della stupidità, del cinismo e dell’ipocrisia non inficia certo il colpo d’occhio. Lo spettacolo rimane impressionante perché un formidabile esercito di imbecilli, cinici e ipocriti mercenari resta pur sempre un esercito formidabile. Non si pretende certo, da chi è prezzolato per marciare al passo, alcun attestato d’intelligenza o di buona condotta.

    Prendiamo uno qualsiasi degli ospiti quotidiani di un qualunque talk show televisivo che ci raccontano la guerra in Ucraina come fosse Star Wars: l’Impero del Male contro l’Alleanza del Bene, i Sith contro i Jedi. La loro levatura è sotto gli occhi di tutti ma…fossero pure degli Einstein…che cosa cambierebbe? Fanno già il loro lavoro e lo fanno a perfezione.

    Per quanto riguarda le regole d’ingaggio e per quello che sono tenuti a fare – e che del resto fanno con solerzia e passione – l’intelligenza e l’onesta intellettuale che si ritrovano basta e, di gran lunga, avanza. Disporne in quantità superiore sarebbe, più che superfluo, controproducente. La truppa, inoltre, è fortemente motivata. Tra gettoni di presenza ai talk show, stipendi, fatturazioni occasionali per prestazioni particolari e possibilità di fare marchette televisive al libro appena uscito, ciascuno di quei militi – magari momentaneamente ignoti ma presto notissimi – sa bene che, per continuare a godere di quelle prebende, gli serve qualche mostrina da incollare all’elmetto o cucire alla divisa. In occasioni come questa ha la possibilità di guadagnarsela senza rischio; l’unica cosa che potrebbe rimetterci sarebbe la dignità che per lui però è a costo zero.

    La porca guerra che si combatte da circa due mesi s’è rivelata un’occasione ghiottissima per questa soldataglia, benestante ma endemicamente stracciona, alla ricerca insaziabile di ulteriori spazi di potere, successo e quattrini da aggiungere al pur pingue conto in banca. Nel mondo dei mass media, in cui il cinismo da bottegai è egemonico, questa è la truppa ideale e una guerra così è uno spasso.

    Sufficientemente vicina da garantire un’audience imponente ma abbastanza distante per poterla condurre dal divano di casa o dalla scrivania di redazione, sbattendo guerrescamente i pugni sul tavolo. Ci si può dichiarare “resistenti” per procura con un fazzoletto bicolore nel taschino senza rischiare nulla e, anzi, guadagnandosi elogi ed encomi istituzionali. Il padre di famiglia, la mamma di casa, il nonno alpino e il figlio di papà di ritorno dal suo master a pagamento possono a loro volta tifare per i “resistenti” e commuoversi sui bimbi mutilati e sugli eroi caduti, ma farlo comodamente a cena. Tra il dessert e la frutta (o viceversa se preferiscono concludere col dolce).

    Sarebbe bello, lo ammetto – e sarebbe anche più comodo – ridurre tutta questo eroismo da diporto, questa frenesia di menare le mani, queste smargiassate da sceneggiata napoletana ad una grande macchinazione geopolitica.

    Un complotto, come piace dire.

    La tragedia, invece, è proprio che non c’è alcun complotto perché non ce n’è la necessità. I mass media lavorano infatti eorum sponte nel senso della massima spettacolarizzazione possibile. In conseguenza devono, per così dire, “manicheizzare” la fiction. Il teleutente medio deve essere in grado di riconoscere con chiarezza il buono e il cattivo perché uno spettacolo ha tanto più successo quanto più i ruoli vi sono chiari e definiti e quanto più ci si identifica con una delle parti in gioco (quella dei buoni).

    La trama del reale, al contrario, è sempre incomparabilmente più complessa. I fili del bene e del male vi sono spesso quasi inestricabili e occorre dipanare la matassa con attenzione estrema. Un’attenzione che non è lecito attendersi dal telespettatore e che, in ogni caso, non sarebbe adeguata agli ingranaggi mediatici. E’ per questo che i mass media devono, dovendola immettere sul mercato per venderla, manipolare la “realtà”. Lo fanno senza macchinazioni segrete. Semplicemente perché non c’è bisogno di alcun complotto da parte di misteriose organizzazioni che operino nell’ombra. Tutto avviene alla luce del sole perché tutto persegue la logica e la legge del mercato che, qui da noi, equivale alla legge di Dio. Nel sistema di mercato solo una realtà opportunamente “lavorata” può essere appetibile e assumere il suo valore di scambio, laddove il suo valore d’uso rimane presso che irrilevante: come accade quasi a ogni bene di consumo.

    E’ a questo punto che l’imbecillità del gazzettiere d’assalto diventa addirittura un valore aggiunto ai fini della condotta bellica. Se, per ipotesi egli non fosse un irresponsabile imbecille e non agisse secondo la paradossale “logica” della sua imbecillità non potrebbe non essere fulminato dal sillogismo che l’unico risultato cui può condurre questo folle spirito da crociati senza Cristo né croce è un conflitto planetario spaventoso in cui, più di chiunque altro, ha da perdere l’Europa.

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  25. Comunque è ufficiale: Gramelot è un troll. O un Bot che scrive in automatico con un programma nato a Langley.

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    • Eh, magari un Bot di Langley, almeno dietro si poteva pensare che comunque ci fosse una certa intelligenza…
      Temo che invece sia proprio lui, il Gramella, semplicemente nato menomato, letteralmente minus habens.

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  26. Ciao senti, mi dai uno Strelkov? Va bene pure se Girkin… Io ti do uno Zhirinovsky del 2019. Se azzecchi la traduzione te fa taja’!

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  27. Secondo te uno Zhirinovsky (secondo il suo punto di vista liberaldemocratico) che dice che la Galizia è una cosa e il resto dell’ucraina è un’altra (non conosco il russo ma cosi ho capito), è assimilabile ai quei maestri di scuola dell’Ucraina del dopo golpe di Maidan che addestrano bambini a odiare e uccidere russi?

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    • No – e tralascio la tua interpretazione di “punto di vista liberaldemocratico” di un ultranazionalista come Zhirinovsky perche’ fa troppo ridere – semplicemente auspica e prevede l’invasione azzeccando anche il mese di Febbraio.

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    • “… quei maestri di scuola dell’Ucraina del dopo golpe di Maidan che addestrano bambini a odiare e uccidere russi”

      Ti sei fumato un nuraghe?

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