Scandaloso: ai Benetton anche il “regalo Covid”

Aggirata ogni norma sui ristori per dare ad Autostrade 1 miliardo per un anno di diminuzione di introiti. Il calo del fatturato, infatti, non raggiungeva il 33% previsto, ed è stato rimborsato al 100% anziché al 10-20% come a tutte le altre imprese. Sfondato pure il tetto dei 150.000 euro. Lo stesso meccanismo per Gavio e Toto.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Quando il Ponte Morandi crollò, a cadaveri ancora caldi, Giuseppe Conte corse a Genova per rassicurare gli italiani, garantendo che il suo governo non avrebbe atteso i tempi della giustizia per punire i responsabili del disastro. Così è passata alla storia la promessa in puro legalese della «caducazione della concessione», da attuarsi in tempi brevissimi. Come tutti sanno, è finita dopo due anni con una maxi donazione di oltre 9 miliardi ai Benetton, i quali oggi si concedono il lusso di scalare la loro società, per impedire che qualcuno metta le mani sul congruo tesoretto ottenuto con i soldi degli italiani. Sì, perché invece di dover pagare per ciò che era accaduto, i magliai di Ponzano Veneto sono stati ripagati dallo Stato per aver mollato l’osso di Autostrade. Ovviamente dopo averlo spolpato.

Ma a quanto pare il generoso esborso non è stato ritenuto sufficiente, perché il governo è tornato a mettere mano al portafogli, questa volta per risarcire direttamente la società che ha in gestione la concessione autostradale. La notizia è di questi giorni, perché si è scoperto che a differenza delle centinaia di migliaia di aziende che hanno chiuso a causa della pandemia, Aspi ha ricevuto un trattamento di favore che le ha consentito di ammortizzare al cento per cento la perdita di fatturato. Ricordate il decreto Ristori, quello che doveva assicurare un aiuto immediato a chi era stato costretto a interrompere l’attività per effetto del lockdown? Secondo il ministero, l’aiuto statale si è aggirato tra il 10 e il 20 per cento dei mancati ricavi, ma con un tetto di 150.000 euro per ogni singola azienda. La regola era dettata da una legge varata in piena epidemia, ma come si sa la legge non è uguale per tutti e basta la circolare di un funzionario per ampliare i benefici.

E questo è appunto ciò che è accaduto, dato che a pochi giorni dal varo del cosiddetto decreto Rilancio, nel maggio di due anni fa, i concessionari autostradali hanno potuto batter cassa direttamente con il direttore generale del ministero, chiedendo un occhio di riguardo per il settore. Detto fatto, il sovrintendente alle concessioni a ottobre invitava le società che gestiscono le autostrade per conto dello Stato a riformulare i piani finanziari «in relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria». In questo modo il governo si dichiarava disponibile ad aprire i cordoni della borsa e non per poche centinaia di migliaia di euro, ma per centinaia di milioni. Il caso di Aspi, la più grossa delle concessionarie, è clamoroso. Il ministero infatti, avrebbe proposto alla società un totale ristoro dei minori incassi. Così, per i soli quattro mesi di inizio 2020, ad Autostrade sono stati riconosciuti 542 milioni.

Se fosse stata applicata la regola in vigore per tutte le altre aziende, cioè quella che imponeva un rimborso solo a fronte di una perdita di fatturato superiore al 33 per cento, Aspi in realtà non avrebbe dovuto incassare neppure i famosi 150.000 euro, perché la diminuzione dei pedaggi rispetto al 2019 è stata pari al 26 per cento. Ma ciò che vale per bar, ristoranti e imprese, a quanto pare non vale per i concessionari e nemmeno è valsa la regola del 10-20 per cento di ristoro, che avrebbe fermato l’esborso a un massimo di 163 milioni. Considerando il resto dell’anno, cioè
l’intero 2020, la cifra che entrerà nelle casse di Aspi però sfiorerà il miliardo, perché ai 542 milioni per i primi quattro mesi bisognerà poi aggiungere il ristoro dovuto al resto dell’anno, vale a dire altre centinaia di milioni.

A onor del vero, Autostrade non sarà la sola società del settore a ricevere questo trattamento, perché da quanto si capisce, accogliendo il grido di dolore del capogruppo Pd in commissione Trasporti, il quale una settimana fa si dichiarava preoccupato per i pesanti passivi rischiati dalle concessionarie dello Stato a causa del Covid, il ministero dell’Economia ha intenzione di applicare lo stesso meccanismo anche ad altre aziende che gestiscono la rete autostradale. Dunque, mentre gli automobilisti si leccano le ferite per gli aumenti della benzina e del gasolio, i concessionari si leccano i baffi per i profitti che potranno registrare nonostante la crisi e la guerra.

Qualcuno potrebbe pensare che il gioco sulla pelle e il portafogli degli italiani sia fatto da un oscuro funzionario all’insaputa del governo. Difficile da credere, perché il maxi regalo è stato approvato dall’ex Cipe prima di Natale e in quella riunione, che di solito è presieduta dal ministro dell’Economia, c’era anche il presidente del Consiglio. Insomma, tutti d’accordo: la pandemia può pesare sui conti degli italiani, ma non su quelli di chi gestisce le autostrade. Tanto paga Pantalone.

5 replies

  1. cosa mi tocca leggere da 1 di destra che fino a ieri santificava Draghi come il migliore dei migliori.

    oggi e uno che critica e il governo dei migliori coglio—–

    Renzi soddisfatto di aver fatto cadere il governo di conte ,una famiglia che dovrebbe stare in quei posti dove non si deve uscire

    neanche con una amnistia .

    ultimamente mi tocca leggere gli articoli di VENEZIANI e BELPIETRO COME SONO CADUTO IN BASSO.

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  2. LO stato in questo caso è stato cosi generoso perché quando si stipulò il contratto di concessione con i Benetton quel contratto non lo scrisse il governo ma gli stessi benetton. Visto che questi individui non sono degli sprovveduti, secondo lei, le varie clausole furono scritte a favore dello stato o a favore di loro stessi?. Si dia una risposta e vedrà che successivamente tutti i partiti che si sono succeduti al governo del paese non hanno avuto mai niente da dire su quel contratto. Evidentemente tutti hanno preso finanziamenti dalla Aspi esclusi il M5S stelle. Naturalmente l’esborso che lo stato ha dovuto effettuare per estromettere i benetton va addebitato alla imbecillità del M5S e non a quelle clausole scritte dai Benetton e controfirmate da tutti i partiti compresi quelli che lei appoggia velatamente.

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  3. Un miliardo ai benetton?????
    Avrebbero dovuto darglielo di multa,non di ristori.
    E questo solo per risarcire le vittime.
    A livello penale avrebbero dovuto sbattere in galera a tempo indeterminato i benetton insieme a tutto il cda di aspi.
    Vergogna.
    43 morti ammazzati e insultati.

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