OPPOSIZIONI ABBANDONANO COMMISSIONE COVID, FDI HA SUPERATO LA LINEA ROSSA
(ANSA) – Abbiamo abbandonato la commissione Covid “perché FdI ha superato una linea rossa”. Lo scrivono in una nota congiunta i Capigruppo di PD, M5S, AVS e Iv nella Commissione parlamentare di inchiesta sulla pandemia da Covid.
Il presidente ha delegato consulenti della Commissione a effettuare interrogatori di semplici cittadini in un commissariato di polizia.
Per questo motivo, abbiamo inviato una lettera ai Presidenti di Camera e Senato chiedendo lo sconvocazione dell’audizione di oggi, senza però ottenere risposta. Alle nostre proteste, FdI ha risposto che la delega sarebbe stata decisa in un Ufficio di Presidenza della stessa Commissione.
Fatto mai avvenuto, perché in Udp non si è mai tenuto un voto sulla delega a soggetti esterni. L’attività dei parlamentari risulta peraltro non delegabile e di conseguenza sia la delega che le attività svolte risultano nulle e illegittime”. Per questo “abbiamo abbandonato i lavori e chiesto le dimissioni di Lisei”.
SCONTRO IN COMMISSIONE COVID, IL PRESIDENTE ‘RESTO’
(ANSA) – ROMA, 08 GIU – E’ scontro, nella Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid, sulle audizioni, a giudizio delle opposizioni “illegittime, se non addirittura illecite”, svolte da soggetti estranei al Parlamento “attraverso discutibili deleghe”.
Il presidente della Commissione, Marco Lisei (FdI), ha respinto le accuse – contenute in una lettera inviata dai capigruppo della minoranza ai presidenti di Camera e Senato, come anticipato da alcuni quotidiani – e la richiesta delle opposizioni di dimissioni perchè “non è stato violato nulla”, ha sottolineato. Al termine dell’acceso confronto, i lavori della Commissione sono proseguiti regolarmente.
“COVID, AUDIZIONI ILLECITE LA COMMISSIONE VA SCIOLTA” AFFONDO DEL CENTROSINISTRA
(di Matteo Pucciarelli – la Repubblica) – Persone convocate per essere interrogate dai consulenti nominati da FdI, ma in commissariato di polizia, fuori quindi dalle aule parlamentari. «Una esternalizzazione dei nostri compiti fuori da ogni norma», dice il deputato del M5S, Alfonso Colucci.
Per questo motivo le opposizioni chiedono la sospensione dei lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid e mettono nel mirino il presidente, il senatore meloniano Marco Lisei, arrivando a ipotizzarne la rimozione e, come extrema ratio, perfino lo scioglimento dell’organismo parlamentare.
Al centro della contestazione, come detto, ci sono alcune audizioni che riguardano persone già ascoltate come informate sui fatti. Venerdì sera infatti le opposizioni hanno appreso, visionando la documentazione allegata alla convocazione per oggi, che gli interrogatori sono stati condotti senza che i commissari ne fossero informati, da soggetti considerati privi dei necessari poteri e in una sede estranea a quella della commissione.
Gli incontri si erano invece svolti negli uffici del commissariato di polizia di Trevi Campo Marzio a Roma. Una procedura che, sostengono i firmatari della lettera, sarebbe comunque illegittima anche qualora una qualche delega fosse effettivamente esistita.
Nel documento, sottoscritto dai capigruppo delle opposizioni presenti nella commissione Covid, istituita su forte volontà di FdI per mettere nel mirino la gestione dell’emergenza ai tempi del governo Conte due, si parla di una «gravissima criticità» che si aggiunge ad altre contestazioni già avanzate nei mesi scorsi.



