La spesa online vale 4 miliardi. La sfida è consegnarla in 15 minuti

Dopo il food delivery per avere la cena pronta, è l’ora delle app per avere la spesa a casa in 15 minuti. Si tratta di un fenomeno in grande espansione e in Italia ci sono già grandi gruppi internazionali che si stanno dando battaglia per avere una fetta di mercato.

(Gianluca Baldini – laverita.info) – Per capire l’entità del fenomeno basta un dato: nel 2021 il giro d’affari della spesa online degli italiani (veloce e tradizionale) è stato di 4 miliardi di euro secondo l’osservatorio l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano. La crescita, rispetto al 2020 è stata dell’38%, si tratta di una rivoluzione innescata dalla pandemia e non stupisce che proprio ora arrivino sul mercato app come Getir, Gorillas o l’italiana Macai. Nel 2020, il fatturato del settore era a quota 2,9 miliardi di euro, in crescita dell’84% rispetto al 2019.

«L’e-commerce del food&grocery in Italia ha vissuto una importante accelerazione negli ultimi anni», spiega alla Verità Roberto Liscia, presidente di Netcoomm, «nel 2021 gli acquisti online hanno superato i 4 miliardi di euro (+38% rispetto al 2020), trainati soprattutto dall’Alimentare (+40%). In questo scenario, il Food Delivery rappresenta una componente fondamentale, superando gli 1,4 miliardi di euro con una crescita del 56%: si tratta di un nuovo modello di business che sta scardinando a tutti gli effetti anche le dinamiche più recenti del retail, creando nuove aspettative sull’intero mercato. Tuttavia, in un settore dove la rapidità del servizio è sempre stata un elemento critico di successo, visto anche l’affacciarsi di sempre più realtà nel business del food delivery, occorre saper coniugare le esigenze del mercato e dei consumatori alla necessaria attenzione agli elementi di sostenibilità».

Gorillas, ad esempio, è considerata l’unicorno più veloce d’Europa, cioè la società che ha raggiunto in breve tempo la valutazione di oltre un miliardo di dollari. Nata a Berlino nel giugno 2020 grazie all’intuizione di Kağan Sümer, grandissimo appassionato di bici, la startup ha chiuso nell’arco di 12 mesi un giro di finanziamento da 290 milioni di dollari, raggiungendo così lo status di unicorno, con una valutazione complessiva di oltre un miliardo di dollari a marzo 2021. Basti pensare che in soli sei mesi dalla sua nascita la società aveva già raccolto finanziamenti per quasi
un miliardo.

Inoltre, i finanziatori sono tutti colossi del settore o provenienti dal mondo finanziario come Delivery Hero, Coatue Management, DST Global, Fifth Wall, Tencent, Atlantic Food Labs, Fifth Wall, Greenoaks, Alanda Capital, G Squared, Macquarie Capital, MSA Capital e Thrive Capital.

Dalla sua fondazione nel giugno 2020, Gorillas è cresciuta rapidamente fino a gestire oltre 200 magazzini in nove mercati internazionali, consegnando oltre 4,5 milioni di ordini solo negli ultimi 6 mesi. In Italia il gruppo è partito a maggio del 2021 ed è già presente in cinque città italiane (Milano, Roma, Torino, Bergamo e Firenze). Ad oggi la società conta circa 14.000 dipendenti.

Dalla Turchia arriva poi Getir, si legge Get Here, all’inglese. Per gli amanti del gergo finanziario, si tratta di un decacorno, società non quotata che ha già superato la valutazione di dieci miliardi di dollari.

Nata a Istanbul nel 2015, si tratta della seconda società turca ad essere diventata unicorno. Oggi, a sette anni dalla sua nascita è valutata 11,8 miliardi di dollari. Giusto a metà marzo il gruppo ha ricevuto un nuovo giro di finanziamenti per 768 milioni di dollari. Ad aver investito sono state società come l’Abu Dhabi Growth Fund (Adg), Alpha Wave Global, Sequoia Capital e Tiger Global.

L’app, tra i principali sponsor del Tottenham Hotspur, è stata scaricata da oltre 40 milioni di persone in nove Paesi. Si tratta di un gruppo che dà da mangiare a 32.000 dipendenti.

Ben più piccola rispetto a Getir e Gorillas, in Italia tre giovani imprenditori di meno di 40 anni, Giovanni Cavallo, Lorenzo Lelli ed Edoardo Tribuzio, hanno fondato Macai. Nata ad aprile 2020, si basa su dark store, negozi fisici chiusi al pubblico dove il cibo viene stoccato per poi essere distribuito in pochi minuti. Al momento Macai opera su Milano, Brescia, Modena, Torino e Bologna. L’obiettivo a fine 2021 è di aprire 40 nuovi dark store, di cui un terzo in Europa. La speranza è di superare i 100.000 utenti attivi entro fine anno e di arrivare a espandersi in oltre 30 città italiane nel 2022. Dal 2023, poi, c’è anche il progetto di andare all’estero. Per fare tutto questo, la società sta lavorando a nuovi giri di finanziamento per continuare a crescere.

1 reply

  1. Queste attività crescono perché le persone debbono lavorare sempre più e non hanno tempo di cucinare e sono stravolte. Il prossimo passo saranno le cavallette fritte da consegnare all’istante. Che vita di guano.

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