Ora Kiev insegna al Papa come si fa la Via Crucis

Premessa Uno: Putin è un criminale. Premessa Due: il battaglione Azov avrà pure qualche nazista con la svastica tatuata sul petto tra le sue file, ma per lo più è un consesso di liberi pensatori kantiani e soldati da leggenda […]

(DI DANIELA RANIERI – Il Fatto Quotidiano) – Premessa Uno: Putin è un criminale. Premessa Due: il battaglione Azov avrà pure qualche nazista con la svastica tatuata sul petto tra le sue file, ma per lo più è un consesso di liberi pensatori kantiani e soldati da leggenda. Premessa Tre: la fiction di e con Zelensky non è brutta, come abbiamo improvvidamente sostenuto, ma un capolavoro: pare girata da Kubrick. (Delle tre, crediamo vera solo la prima).
Sperando di non essere accusati di prendere soldi da Putin (e sennò pazienza), ci permettiamo di dire che la pretesa da parte di autorevoli personalità ucraine di educare il Papa su come si fa la Via Crucis appare di un’arroganza decisamente fuori dalla grazia di Dio. Poiché il Vaticano ha deciso di coinvolgere nella Via Crucis di stasera una donna russa e una donna ucraina, chiamate a portare insieme la croce di Cristo, l’Ambasciata ucraina presso la Santa Sede si è risentita via Twitter: “L’ambasciatore Andriy Yurash capisce e condivide la preoccupazione generale in Ucraina e in molte altre comunità sull’idea di mettere insieme le donne ucraine e russe… Ora stiamo lavorando sulla questione cercando di spiegare le difficoltà della sua realizzazione e le possibili conseguenze”. Di che conseguenze parla l’ambasciatore?
Nel frattempo l’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, Svjatoslav Sevcuk, ha definito “questa idea inopportuna e ambigua, che non tiene conto del contesto di aggressione militare russa contro l’Ucraina”. “Questa idea” è una scelta autonoma dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, che evidentemente non ha chiesto il permesso su come rappresentare il supplizio di Cristo ad altre Chiese o alle autorità ucraine o, magari, ai nostri editorialisti in mimetica. Come ha spiegato il direttore di Civiltà cattolica Antonio Spadaro sul manifesto, il Papa ha anteposto le ragioni del Vangelo alle ragioni della guerra (e della propaganda di guerra, aggiungiamo noi, il che in questi tempi paradossali è ritenuto politicamente scorretto).
È l’apice di un attacco concentrico a Papa Francesco, colpevole di aver definito il riarmo una “vergogna” e una “follia”, quindi per i nostri interventisti da tastiera larvatamente amico di Putin. Non basta che abbia parlato di “atto sacrilego e ripugnante” e di “massacro”: deve nominare (scomunicare?) Putin. Per la nostra borghesia liberale smaniosa di guerra il Papa è un nénéista. Galli della Loggia su Libero definisce la posizione del Papa “filo-russa”, tout court, e ambigua. Forse dovrebbe inveire contro Putin, definirlo un “macellaio” come fa Biden, chiudere ogni speranza a un accordo di pace, e magari, perché no, fare anche lui un bell’elogio dei sani ragazzoni del battaglione Azov, che a guardar bene sono pure un po’ teologi. A chi marcia (da seduto), insufflato di retorica militarista, non basta che tutto l’Occidente stia dogmaticamente con Zelensky (un presidente-eroe in trance agonistica-bellica, che si mette in posa per le video-interviste e tiene i morti di Bucha nei sacchi per giorni per farli finire nell’inquadratura in occasione della visita di Ursula von der Leyen); che l’Europa mediti di staccarsi dal gas russo come ordinano Biden e Zelensky (il quale però continua a prenderne e a farsi pagare dalla Russia per il passaggio del gasdotto in Ucraina); che Zelensky stesso imputi a chi rifiuta di mandare altre armi la “responsabilità dei morti”: vuole pure che il Papa, il rappresentante (per chi ci crede) di Dio in Terra, si metta a discriminare i russi come un twittarolo qualsiasi. Ma “Pontifex” è costruttore di ponti. Come potrebbe l’esclusione di una donna russa dalla Via Crucis indurre Putin alla pace? Il Papa dovrebbe rinnegare il Vangelo, dire “Dio è con l’Ucraina, perciò escludo una russa dal rito cattolico della crocifissione di Cristo”? “Dio è con noi”, motto dei re di Prussia poi fatto proprio dal nazismo, è la più infame delle manipolazioni della credulità popolare per mezzo di Dio, arruolato in una guerra che si vuole far diventare santa. Ed è puro esercizio di cecità e arroganza voler amputare la sorellanza tra due donne i cui destini sono allo stesso modo schiacciati da una guerra che certo non hanno voluto. Si può essere più pedestri? (Forse sì: su ordine di Kiev, un corpo di ballo ucraino ha cancellato il Lago dei Cigni a Ferrara e Vicenza perché la guerra è anche un po’ colpa di Cajkovskij, e gli occidentali non devono godere dell’arte russa altrimenti collaborano con l’invasore).
Il Papa scuote le coscienze morali dei protagonisti di un frangente storico dominato dal tracollo morale, di attori refrattari alla moralità sostenuti dai loro cantori di corte. Il Papa agita i “Buoni”, col suo continuo richiamo ai princìpi del Vangelo: chi si crede di essere, Cristo? O forse Cristo, se tornasse oggi sulla Terra, farebbe la fine che fa nella parabola del Grande Inquisitore di Dostoevskij: verrebbe cacciato via a male parole?

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11 replies

  1. In compenso, qualcun altro ha ben ammaestrato il Patriarca Kirill, un vero uomo di pace come neanche Urbano II alle Crociate

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  2. Delle tre, crediamo vera solo la prima, però è vera solo l’ultima

    ma, visto l’altro capolavoro di Z. una serie TV dal titolo (traslitterato) Svaty
    che tradotto suonerebbe come l’anglofono Matchmakers e da noi qualcosa di simile ad “affinità comuni”
    trama
    I giovani coniugi Masha e Maxim Kovalev decidono di andare in vacanza in Italia ,
    e lasciano la figlia Zhenya, di cinque anni, sotto la supervisione dei genitori (chi non lo farebbe)
    ma loro, adducendo un impiego, rifiutano.
    seguono le peripezie della convivenza tra i rispettivi gruppi familiari con estrazioni sociali differenti
    che si manifestano in lassismo, per quelli del volgo, e rigidità, per quelli degli arricchiti

    in realtà è una serie comica e generalmente a finale felice, per cui Kubrick meglio non associarcelo
    tanto, nelle serie, generalmente sono più importanti gli sceneggiatori che i registi

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  3. Brava Daniela, sono d’accordo su tutta la linea. Criticare un’azione di pace è assolutamente fuori di testa!

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  4. Quanto bello sarebbe sto mondo se Caino amasse il Fratello…se anziché scagliar massi e spulciare pagliuzze s’evitassero tante bassezze a portar distruzione asserviti ad un certo padrone di questa terra dove vaga par senza meta colui che errò ed ancora erra

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  5. Ormai Zelensky detta la linea a tutto il mondo.
    Ha fatto un cazziatone e Macron perchè non ha definito come, Biden, Putin macellaio, un altro cazziatone a Sholz perchè dice che la Germania non può rinunciare a gas e petrolio russo perchè crollerebbe economicamente, è perennemente incazzato con l’Europa che non fa abbastanza sanzioni economiche e non gli regala abbastanza armi …
    Fra laltro l’Ucraina continua a percepire i diritti di passaggio del gas russo nei suoi territori/più di un miliardo l’anno credo), e il gasdotto non lo tocca …
    Ora il cazziatone al papa ….

    Ma nessuno che lo manda a fare in culo?

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