
(di Michele Serra – repubblica.it) – Un propagandista di regime è quasi sempre un cretino, proprio in senso tecnico. Una persona predisposta a ignorare la realtà delle cose (che per essere còlta richiede un minimo di intelligenza), esaltare la sua parte politica e insultare il nemico. Tale dev’essere questo Solovyev, un ufficialetto bellicoso delle truppe mediatiche di Putin: e davvero dispiace lo scompiglio che i suoi insulti a Meloni hanno provocato. È uno scompiglio sproporzionato all’accaduto.
So che è un’utopia, ma ci vorrebbe una specie di apparecchio riduttore (un algoritmo virtuoso) che, in automatico, declassi le parole dei fanatici. Le classifichi e le segnali come poco importanti, una specie di rumore di fondo, di schiamazzo irrilevante.
Il pensiero totalitario (tale è il putinismo, in stereofonia transoceanica con il trumpismo), a parte i danni sociali e politici a scapito dei rispettivi popoli, ha come suo obiettivo anche l’avvelenamento del dibattito mondiale. Desidera abbassare il livello, ridurre le parole a proiettili o a randelli, insomma adattare le parole alla guerra. Un linguaggio violento e sommario è il sottofondo ideale per l’instaurazione di una cultura di guerra permanente.
In un mondo migliore di quello in cui viviamo, un Solovyev verrebbe liquidato come un patetico provocatore e ricollocato nella sua nicchia molesta, che è quella dei militanti esaltati. Scomodare i rapporti diplomatici tra Italia e Russia è, per quelli come Solovyev, una medaglia immeritata. Ora è autorizzato a credere che le sue parole siano gravi e pesanti. Che contino qualcosa. E un cretino di regime si sentirà un protagonista dei tempi.
Ha esordito con “propagandista di regime ” . A me quello di Serra mi sembrato un tentativo di autocritica inconscia . Poi ho continuato la lettura e mi sono chiesto : chissà chi era in Italia a utilizzare epiteti quali: macellaio,criminale ,nuovo Hitler per apostrofare il capo di stato russo . No, perché non riuscivo a capire qual è la differenza tra i propagandisti russi e quelli italiani .
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Quando Antonio Gramsci auspicava la connessione sentimentale tra gli intellettuali e le classi popolari, credo che avesse in mente gli intellettuali del suo tempo, e che non potesse certo immaginare che tra quelli di un secolo dopo ci sarebbe stato anche Michele Serra…
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Sapessi quanto gas e petrolio compriamo in giro per il mondo!
Sono prodotti che ci vendono autocrati buoni, perché amici, non ostili o momentaneamente privi di qualche interesse specifico Usa.
Scodinzolare, anche se in modo armonioso, credo sia una coreografia che sta passando di moda.
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Eh Michelino Michelino, quando il nostro PDR ha sproloquiato contro Putin no abbiamo detto nulla, era un intervento da gentleman. Quando ha sproloquiato il Giuda di Pomigliano e vari gerarchi dell’attuale governo non mi è sembrato di sentire qualcuno belare.
Ora come mai tutto questo astio?
Se cambiamo l’ordine dei fattori cambia il totale?
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Ben detto Serra, le dichiarazioni di Vladimiro e anche di Lavrov devono essere analizzate e studiate con cura:tutto quello che viene detto “sotto” … boiate da buttare nell’indifferenziata.
Peccato che
1) sei un minkione anche tu,che con il tuo articolo continui ad enfatizzare le dichiarazioni di un povero pirla.
2) l’apparecchio che invochi… è perfetto anche per quello che scrivi tu.
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