Draghi chiede gas agli amici di Putin

Per smarcarsi dalla dipendenza dallo zar, il premier va in tour in Algeria, Congo, Angola e Mozambico. Poi busserà anche alla porta di Nigeria e Qatar. Tutti Paesi che all’Onu si sono rifiutati di votare contro il Cremlino. Da cui l’Ucraina continua a comprare energia.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Per cercare di sottrarsi all’abbraccio di Vladimir Putin, Mario Draghi è pronto ad abbracciare altri dittatori. Dato che da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, all’improvviso Palazzo Chigi ha scoperto che l’Italia dipende dalla Russia per le forniture di gas, il presidente del Consiglio ha deciso che è ora di darci un taglio e occorre trovare fonti alternative. Prima ha mandato in avanscoperta Luigi Di Maio, noto esperto di strategie geopolitiche e abile tessitore di relazioni internazionali dallo stadio San Paolo. Poi il premier ha pensato che, se vuole ottenere risultati concreti, tocca a lui metterci la faccia. E così, si sono intensificati i rapporti con una serie di Paesi che potrebbero aiutarci, sostituendo il metano che ora compriamo da Mosca con il loro. Tuttavia, per comprendere quanto sia furba e lungimirante questa mossa, bisogna mettere a confronto la lista dei Paesi alla cui porta il governo intende bussare, con quella dei Paesi che l’altro giorno, quando all’Onu è stata presentata la mozione per escludere la Federazione russa dal Consiglio dei diritti umani, hanno votato contro o si sono astenuti.

Allora, come è a tutti noto, lo Stato su cui noi facciamo più affidamento per rimpiazzare il gas russo è l’Algeria. Premesso che un anno fa l’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni unite ha sollecitato la fine della detenzione arbitraria degli oppositori politici e dei giornalisti praticata da Algeri, e che il Parlamento europeo ha votato una risoluzione in materia, ci permettiamo di segnalare che il Paese da cui intendiamo rifornirci per sostituire il gas russo l’altro giorno ha votato contro la decisione di escludere Mosca dal consiglio dell’Onu. In pratica, l’Algeria pare stare dalla parte di Putin e non da quella dell’America e dell’Europa.

Ma Draghi ha fatto capire di avere anche altre carte da giocarsi, lasciando intendere che gli idrocarburi che ci mancano potremmo acquistarli in Congo o in Nigeria, dove già l’Eni si approvvigiona. Non stiamo neppure a elencare le segnalazioni sulle diffuse violazioni dei diritti umani avvenute nella cosiddetta Repubblica democratica del Congo e in quella federale della Nigeria: l’Europarlamento, l’Onu e Amnesty international se ne sono occupati a più riprese, e l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati ha lanciato innumerevoli appelli. Del resto, basti dire che in Congo l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, che aveva il «vizio» di ficcare il naso negli affari sporchi della Repubblica, è stato ucciso insieme con Vittorio Iacovacci, il carabiniere che gli faceva da scorta, senza troppi complimenti. Beh, ma a prescindere dagli affari interni dei due Paesi, come hanno votato l’altro giorno quando nel Palazzo di vetro si è trattato di schierarsi a favore o contro Putin? Il Congo ha votato contro l’esclusione della Russia, mentre la Nigeria si è astenuta. Astenuti pure Angola e Mozambico, alle cui porte sta per bussare il premier.

E il Qatar, l’altro grande fornitore di gas su cui il nostro governo riversa molte delle sue aspettative? A prescindere che di recente alcuni deputati del Pd (tra i quali Lia Quartapelle, Luca Lotti, Alessia Morani e Laura Boldrini, per restare ai più noti) hanno lanciato un appello per il rispetto dei diritti umani, l’emirato è una monarchia assoluta retta dalla famiglia Al Thani, che finanzia i Fratelli musulmani e dove vige la sharia e, oltre a ricevere un centinaio di frustate se si fa uso di bevande alcoliche, gli adulteri rischiano ancora la condanna a morte. Ma tanto per capire che idea hanno dei diritti umani, è sufficiente osservare che al voto dell’altro giorno, quello che ha censurato la Russia, il piccolo Stato del vicino Oriente si è astenuto, come pure hanno fatto l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l’Iraq, il Kuwait e l’Egitto.

Dall’elenco dei Paesi che hanno votato contro o si sono astenuti di fronte alla proposta di cacciare Mosca dal Consiglio Onu dei diritti umani, non figurano il Venezuela e neppure l’Azerbaijan: nessuno dei due risulta un campione di rispetto delle libertà civili e infatti entrambi sono stati sanzionati, dall’America o dall’Europa, per gli arresti indiscriminati contro oppositori e giornalisti. In pratica, se si fa l’elenco degli 11 Paesi che fanno parte dell’Opec, a parte Ecuador e Libia, la stragrande maggioranza dei produttori di petrolio non se l’è sentita di censurare Putin e per quanto riguarda Tripoli il suo voto vale poco, perché la maggior parte dei pozzi petroliferi non è controllata dal governo centrale, ma dalle milizie, alcune delle quali in combutta con Mosca.

Insomma, per non dipendere più da un dittatore, Draghi si mette nelle mani di altri tipini fini simili allo zar del Cremlino. Dunque, se Putin è brutto, sporco e cattivo (come certamente è) non ci pare che gli altri siano meglio. L’Arabia ha fatto a pezzi un giornalista attirandolo in una trappola e da anni massacra i civili, bambini compresi, nello Yemen. Ma forse, essendo lontani e poveri, i milioni di profughi in fuga dalle bombe non turbano il nostro governo.

11 replies

  1. Draghi è il peggior incubo di questo Paese.
    Una macchietta.
    Sembra sceneggiato dagli stessi di “Pierino”…… una vergogna che sia ancora sostenuto dal Parlamento (vabbè Parlamento….dai poltronari!).
    Dalla siringa 💉 alla tomba 🪦.

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  2. Sembra che draghi abbia chiesto ai distributori di gas di mettergli a disposizione un ventina di bombole da 15 kg vuote, e ogni volta che visiterà i paese protettori di gas se le farà riempire, per la sua villa in Umbria beninteso.

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  3. Draghi Mario-netta dell’alta finanza e’ di una mediocrita’ politica veramente imbarazzante, grazie “mozzarella”di questo “migliore” .

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  4. e poi, se lo ottenesse, come lo porta in Italia?
    con le orecchie o fa il cestino con le sue manine?

    non ci sono rigassificatori con capacità operative che possano compensare
    un possibile ammanco, che tra l’altro avverrebbe per volontà del governo
    visto che Gazprom, al momento, non ha smesso neppure un giorno di pomparlo via Ucraina,
    che se non fosse noto, ci guadagna con il transito, non è che lo fa per il bene degli europei

    gli unici nel Mediterraneo ad avere capacità di ri gassificare il GLN pare siano spagnoli e portoghesi
    ma poi, se ho capito correttamente, non ci sono metanodotti per portarlo da noi

    progettare e costruire un punto di rigassificazione non è cosa che si fa in una legislatura
    al massimo potrebbero decidere che si devono fare, un po’ come il ponte sullo stretto in Sicilia

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  5. Anche ammesso che riesca, il Coglion… ehm, il Migliore, a stipulare accordi con questi paesi al altissimo tasso di democrazia e rispetto dei diritti umani e civili, anche ammesso questo, un bel giorno poi verrà fuori che questi fanno più schifo della Russia e i rispettivi leader sono ampiamente più merdosi di Putin, e si dovrà ricominciare a cercare in giro, ricordando paternalisticamente che “con gli Stati assassini non si fanno affari”, ma sarà troppo tardi (sempre ammesso, eh! Siamo alle mere ipotesi, ma DEL CASO, poi succederà così! Garantito al limone verde!). Come al solito. L’ignobile solidarietà pelosa da salotto (o da divano in villa, o anche in studio televisivo) dei ricconi che decidono per il popolino in questo paese, fa veramente (ma veramente) vomitare!

    Come Elena scrive giustamente sopra, questo Draghi e la congrega che gli si stringe intorno, è il peggior incubo che questo paesucolo, (invero mafioso fin nell’animo, diciamolo), poteva beccarsi, per gli interessi di industrie, lobby e banche per mettere le mani sul Recovery Fund ottenuto da Conte e fare quest’ultimo fuori, operazione compiuta primariamente poi da due simpatici personaggi, ovvero Mattarella e Renzi.

    Non dico che Conte – disegnato oltre ogni misura come il peggior incompetente della galassia dai giornaloni al soldo delle lobby e industrie di cui sopra – non facesse ANCHE cavolate, ma faceva ANCHE cose secondo me valide a iniziar dal piano sociale. Questo Migliore coi suoi sodali, fa invece ESCLUSIVAMENTE schifezze, oltretutto senza capirci nulla e facendo figure internazionali (ma anche nazionali, tipo questa della “guerra o condizionatore” che neanche all’asilo) di merda, tali da andare a nascondersi dall’imbarazzo: mi pare tra i due, Draghi e Conte, passi tutta la differenza del mondo. Dei Presidenti del Consiglio dei Ministri prima di Conte non parliamo neanche, che anche lì la vergogna raggiunge livelli stellari…

    Senza dimenticarsi che all’ultimo G20, il Migliore insieme a “qualcun altro”, stava davanti alla fontana di Trevi a Roma a divertirsi a lanciar monetine nella vasca. Ripeto, roba da asilo. Il mondo è in mano a ‘sta gente qua. A questo punto non so neanche se basterebbe la rivoluzione in Italia, se non ci fosse anche in altri paesi più o meno limitrofi. Secondo me, no: probabilmente non basterebbe.

    “Le statue di De Gasperi e di Einaudi si inchinano al passaggio del Migliore” (cit. libera)… quando invece penso che le si vedan piegarsi semplicemente perché… si disintegrano. Dalla vergogna.

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    • ““Le statue di De Gasperi e di Einaudi si inchinano al passaggio del Migliore” (cit. libera)… quando invece penso che le si vedan piegarsi semplicemente perché… si disintegrano. Dalla vergogna.” oppure si piegano dalle risate al passaggio di dragula e i suoi scgherri…

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    • Un vero peccato sprecare sto ” migliore ” che oramai sta sul caxxo anche a se stesso ! A me da l impressione di un vero capriccioso,

      che non avendo ottenuto la merendina a cui aspirava annaspa nel vuoto della sua incontinenza politica pari a quella di chi siede in senato e parlamento! Na banda Bassotti perlopiu sgamata da tutti ! Ma non si riesce a buttarli fuori! Grazie Mat!

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  6. Articolo ROCCIOSO da parte di Belpietro, come al solito. Peccato che il Migliore non legga La Verità, ma più che altro che continui a fare porcherie a getto continuo.

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