Spese militari: l’aumento slitta al 2028 ma resta il problema della copertura

L’aumento delle spese militari slitterà al 2028. Ma non è ancora chiaro come si troverà la copertura. Le ipotesi sul campo sono tasse ad hoc, i soliti tagli, lo scostamento di bilancio. O speciali eurobond. Ma solo in caso di soluzione europea.

(Stefano Iannaccone – tag43.it) – Tagli alla spesa o nuove tasse. Al massimo uno scostamento di bilancio o addirittura il ricorso agli eurobond, ma solo se la questione diventa di respiro europeo. La caccia alle risorse per l’aumento delle spese militari non ha tante soluzioni, se non quelle tradizionali. Che lo chieda la Nato o meno, i soldi vanno sempre tirati fuori dal bilancio dello Stato. Non esiste la bacchetta magica. Gli ormai famosi 13 miliardi in più per le spese militari necessitano di copertura. E, al momento, il governo Draghi non ha chiarito quale sia la strategia, nonostante dal Movimento 5 stelle siano arrivate richieste in tal senso. Di fatto, Palazzo Chigi ha preso tempo, assecondando la richiesta di Giuseppe Conte di spalmare i costi sul lungo periodo. «È impensabile una corsa al riarmo ora», ha scritto il leader dei 5 stelle su Facebook. «È fuori dalla realtà pensare di aumentare di almeno 12/15 miliardi la nostra spesa militare in due anni. Significherebbe stanziare almeno 6/7,5 miliardi l’anno nelle prossime due leggi di bilancio». Così si è arrivati a una mediazione: l’aumento concordato nel 2014 con la Nato, arrivando cioè al 2 per cento del Pil, slitterà al 2028 (il M5s spingeva per il 2030). Ma questo non cancella la problematica di dotazione economica. Del resto era già trapelato un ragionamento: difficile che l’aumento sia messo in conto prima della prossima Legge di Bilancio. Va ricordato che nell’unica Finanziaria varata dal governo Draghi, quella del 2021, le spese per la Difesa per il 2022 (divise su più ministeri) sono state pari a 25,9 miliardi per diminuire nel 2023 a 25,5 miliardi e nel 2024 a 24,9 miliardi.

Piano A: aumento della tassazione sull’esempio delle accise sui carburanti

La soluzione più immediata, da un punto di vista strettamente contabile, sarebbe quella dell’incremento della tassazione. È la strategia classica. Come si fa? Semplice: si introduce un apposito prelievo e quindi si hanno maggiori introiti. Un esempio arriva dalle accise sui carburanti per finanziare le guerre combattute in passato o il sostegno economico a zone colpite da calamità. La strada, tuttavia, resta «impraticabile da un punto di vista politico», spiegano diverse fonti parlamentari a Tag43. La ragione è sotto gli occhi di tutti: sarebbe impossibile raccontare agli italiani che l’imposizione fiscale aumenta per favorire ulteriori investimenti sulla Difesa.

L'aumento delle spese militari slitta al 2028 ma non c'è chiarezza sulla copertura
Giuseppe Conte, leader M5s (Fb).

Piano B: tagli a precisi settori. Ma quali?

Resta così in piedi il piano B, quello praticato in quasi tutte le occasioni: reperire le risorse tra le pieghe del bilancio pubblico. Detto in altre parole: si farebbero dei tagli in precisi settori. Il punto, in questo caso, è che le risorse necessarie sono davvero considerevoli: 13 miliardi di euro rappresentano una sorta di manovra correttiva. Come già raccontato, sarebbero un tesoro per investire su capitoli spesso trascurati. Al di là di voci ormai mitologiche, come il recupero dell’evasione fiscale o la spending review, il bacino principale da cui attingere rischiano di essere quei capitoli di spesa più ampi. Ovviamente viene agitato lo spauracchio dei tagli alla sanità, un settore che storicamente viene colpito quando si tratta di reperire risorse. Tuttavia, la tesi è tutta da suffragare. È impensabile che i fondi per le spese militari siano attinti da un solo comparto di spesa. Alla coppia Draghi-Franco la soluzione del dilemma. E la rotta più saggia pare quella di prolungare l’orizzonte di vari anni, rendendo la misura più attuabile.

Resta la strada in salita dello scostamento di bilancio 

L’ulteriore strada che viene prospettata sarebbe poi quella dello scostamento di bilancio. Solo che da Palazzo Chigi e via XX Settembre c’è sempre stata una netta contrarietà di fronte a questa ipotesi. Già durante la pandemia, le misure sono state finanziate in deficit. E Conte, tanto per piazzare un paletto, ha già detto che non se ne parla di pensare allo scostamento di bilancio per finanziare l’acquisto di nuove armi.

l'aumento al 2% del Pil delle spese militari slitta al 2028 ma non c'è chiarezza sulla copertura
Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco (Getty Images).

La via di fuga: la creazione di specifici eurobond legati al progetto di difesa comune

Tuttavia, per il governo italiano ci potrebbe essere una duplice via di fuga, sia politica che di sostenibilità finanziaria, a Bruxelles. L’incremento potrebbe essere legato al progetto della difesa comune europea, che dopo la guerra in Ucraina sembra aver subito un’accelerazione. Seppure non sia di immediata realizzazione. Le spese militari, dunque, potrebbero beneficiare di specifici eurobond. Ma questo allungherebbe inevitabilmente i tempi, rispondendo a quel principio di gradualità chiesto proprio dal leader del Movimento 5 stelle e che il governo, anche attraverso il placet del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è intenzionato ad assecondare. E del resto, al netto delle fibrillazioni politiche immediate, la questione era nei fatti già rinviata di qualche mese. «Se ne discuterà nella manovra di fine anno», spiegano a Tag43 dalla commissione Bilancio della Camera. Ma anche in quel caso occorrerà comunque reperire le risorse da qualche parte. Peraltro in un clima di piena campagna elettorale.

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4 replies

  1. Quando si trattava di reperire 2 0 3 miliardi per il rdc ,i nostri giornalistiin servitù della cofindustria e dei partiti scoppiavano in isterismi demenziali mentre ponevano 100 volte la stessa domanda : dove reperire i fondi senza fare incazzare la troika ? Ora invece i miliardi fioccano al solo sguardo del ex direttore della bce e della troika. Ma credete che gli italiani e gli altri europei siano tutti lobotizzati ? W Putin, verrebbe da dire per reazione all’offesa insopportabile.

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  2. qualcosa mi fa pensare, anzi sperare, che un rinvio di 6-8 anni significhi un rinvio a mai più…

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    • Spese militari ma quali? A che pro? E da soli dove vogliamo andare? E l’Italia da sola da chi si deve difendere? Dalla Serbia? Ma non facciamo parte di un’alleanza che solo per la parte europea spende, in armamenti, 4/5 volte più della Russia? Ma perché non razionalizziamo le spese, nell’ambito di un piano di difesa comune, per spendere di meno? Al di fuori di questo piano ci vuole un genio per capire che si tratta solo di regalare soldi ai signori delle armi? Che schifo!

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  3. San Gennà famme a grazia, cada sto govenno de incapaci, lo spazzacorrotti entri in funzione , ormai senatori e deputati ladri non avranno più il beneficio attuale, saranno decaduti e per ora mi basterebbe. Avrei altre richieste per la stampa che almeno si mantenesse con chi la legge, per chi non paga tasse in Italia, per chi ha sfruttato le autostrade incurante dei morti, per chi si fa pagare per far finta di lavorare in riunioni politiche inutili, infine per chi è servo degli usa ma anche dei russi ,di chiunque spenda in armi e faccia guerra facendo morir di bombe, di fame , di malattie, di schiavitù più di metà pianeta. Ma poi in realtà non credo in dio e mi dispiace per questo pianete di merda.

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