Concorso scuola, polemiche in tutta Italia. Bianchi: “Inadeguato”

Il 90 per cento dei 500mila partecipanti non ha superato il test a causa di un sistema definito antico e non adeguato anche dal ministero dell’Istruzione. Per i sindacati è una vera «strage di innocenti». E Bianchi annuncia che si andrà verso concorsi annuali.

(tag43.it) – Giornate intense e piene di rabbia per gli aspiranti docenti che in questi giorni stanno affrontando, in tutte le Regioni d’Italia, il concorso ordinario per gli insegnanti. Un momento atteso da diverse generazioni di candidati, che però si sono ritrovati di fronte a una bocciatura praticamente scontata. I test hanno ricevuto aspre critiche da migliaia di cittadini italiani e dei 500mila partecipanti oltre il 90 per cento è stato bocciato. Un problema su cui è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha parlato di «una modalità non adeguata».

Pioggia di critiche sul concorsone 

Il concorsone ha ricevuto una fitta pioggia di critiche da più fronti. Sul piede di guerra i tanti bocciati, che hanno segnalato a portali specializzati come Skuola.net come la prova fosse molto difficile, non soltanto per le tematiche proposte ma soprattutto per la composizione dei quesiti. C’è chi parla di «domande incomprensibili» e chi sottolinea come le risposte inducevano facilmente all’errore. I sindacati lo hanno definito «un terno al lotto» e l’Anief ha parlato di una vera «strage di innocenti».

Concorso scuola, polemiche in tutta Italia. Bianchi: «Inadeguato». Anche il ministro dell'Istruzione critica le modalità di reclutamento «eredità del passato»
Oltre 500mila gli aspiranti insegnanti al concorso (Twitter)

Anief: «Necessità di rivedere il sistema di reclutamento»

Ed è proprio l’Anief, uno dei principali sindacati del settore, a scendere in campo. Marcello Pacifico, presidente nazionale, spiega che «se si organizza una procedura concorsuale ordinaria per assumere oltre 30mila docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, anche di sostegno, e poi selezionarne all’orale meno del 10 per cento, c’è qualcosa che non va nel modo di selezionare». Il leader dell’Anief prosegue parlando di «paradosso di avere quasi tutti bocciati». L’attacco è al sistema: «Se ci ritroviamo con centinaia di migliaia di respinti, nemmeno meritevoli di essere ascoltati all’orale forse sono le prove il problema. È sempre più chiara la necessità di rivedere il sistema di reclutamento, aprendo al doppio canale, che salvaguardi i precari con oltre 24-36 mesi sulla metà dei posti liberi, e che non si accanisca gratuitamente sui candidati andando addirittura a respingere persone preparate e competenti».

Bianchi: «Andremo verso concorsi annuali»

E incredibilmente a non essere soddisfatto delle modalità è anche il governo. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha parlato di «impegni assunti in precedenza, che vanno onorati, ma con una modalità di organizzazione delle prove che si è dimostrata non adeguata». Poi l’annuncio che tanti aspiranti insegnanti attendevano: «Andremo verso concorsi annuali». Il reclutamento dei docenti, quindi, non si fermerà all’attuale concorso ma sarà rimodulato e riproposto a breve. «L’obiettivo», spiega Bianchi, «è trovare la maniera per permettere a tutti di trovare il proprio percorso di vita. Dobbiamo andare verso meccanismi per cui il passaggio allo Stato e al settore paritario deve essere considerato come una tappa della vita, ma non il destino finale».

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Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione (Getty)

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