“Acqua del sindaco” in brick: l’ultima genialata di Sala

(nicolaporro.it) – Di cretinate se ne fanno nella vita. Tutti cascano nell’errore. Però l’ultima trovata del Comune di Beppe Sala supera forse ogni immaginazione. Avete presente chi cerca di svuotare l’Oceano con un bicchiere? Ecco: l’iniziativa dell’assessore all’Ambiente e al Verde, Elena Grandi, è più o meno a quel livello: Milano da oggi imbottiglia “l’acqua del sindaco”. Esatto: l’acqua che esce dai rubinetti di tutte le case, da 650 fontanelle e 53 cassette dell’acqua verrà chiusa in brick di cartone (eco-compatibili, ovviamente) e distribuita ai cittadini.

Direte voi: perché? In realtà non l’abbiamo capito neppure noi. “L’iniziativa – ha spiegato l’assessore – nasce dall’intento di sensibilizzare operatori, turisti e privati cittadini al consumo dell’acqua potabile del rubinetto”. Un modo per ridurre il consumo di bottiglie di plastica, le emissioni di C02 (“sarà a chilometro zero”) e quindi “la produzione di rifiuti plastici legati all’imballaggio”. Per carità, l’acqua di Milano sarà “buona, sana e controllata”. Sicuramente meno costosa e con pochi sprechi lungo le tubature. Ma che senso ha metterla nei brick se tutti possiamo comodamente farla sgorgare da un rubinetto?

In sostanza MM, l’azienda comunale, prenderà l’acqua dell’acquedotto e la inscatolerà nei contenitori solitamente usati per il latte. Ora, passi la scelta di destinarla alla Protezione Civile, che li utilizzerà per distribuirla alla popolazione in caso di guasto o interruzione localizzata del servizio. Passi anche l’idea di usarla in occasione degli eventi, dei concerti e delle varie manifestazioni, anche se questo riduce possibili finanziatori (Levissima, per dire, è sponsor della Milano Marathon: che fa, deve fornire “l’acqua del sindaco” invece delle sue bottigliette Levissima?). Ma che senso ha distribuirla negli uffici del Comune di Milano, a Milano Ristorazione, nelle scuole e delle sue controllate? Se sempre di acqua del rubinetto si parla, non sarebbe più logico – ed ecologico – dotarsi di un paio di brocche per ogni edificio pubblico?

La produzione dei brick, infatti, non sarà a impatto zero. Intanto perché non sono di semplice riciclo, come si vorrebbe far credere. E comunque per imbottigliarle si consuma energia (e l’energia inquina). E soprattutto per spostare i cartoni (l’impianto ne produce 2mila all’ora da 250ml o 500ml) serviranno camion, benzina eccetera eccetera.

Non è un caso se l’iniziativa ha scatenato la reazione dei verdi meneghini. “Un’idea senza né capo é coda, pensata male e comunicata peggio. Dai, torniamo seri e usciamo da Scherzi a parte”, dice Andrea Bonessa, portavoce meneghino dei Verdi. Il capogruppo Carlo Monguzzi è su tutte le furie: “Ho riletto tre volte, non ci credevo. Con 200 milioni di buco di bilancio spendiamo soldi per inscatolare l’acqua del rubinetto per cosa? Gli uffici comunali: ma il mio Comune non sa che ogni ufficio ha nelle vicinanze un bagno col rubinetto? Gli eventi : ma da tempo alle iniziative si utilizzano brocche di vetro con l’acqua del rubinetto vicino. Ora la svolta green è: si producono i brick, si riempiono, si trasportano fino al luogo dell’evento, poi i vuoti si raccolgono e si trasportano al riciclo. Non ho più parole”.

Non si capisce insomma come potrebbero dei brick sensibilizzare i privati cittadini “al consumo dell’acqua potabile del rubinetto”: non sarebbe stato meglio invitarli a comprarsi una borraccia?

10 replies

  1. All idiota e all idiozia non c è mai fine ! Si vede che deve alzare il budget per il prossimo anno .. cosi si spreca in idiote iniziative , per tutti i milanesi sono in arrivo multe sempre piu salate , sono anni che Sala tartassa di sanzioni chi osa vivere a Milano ( ammesso che ne abbia facoltà!

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  2. Monguzzi precisa che ” alle iniziative si utilizzano brocche di VETRO con l’acqua del rubinetto vicino”. Mi sembrava che fosse OBBLIGATORIO, dopo il disastro di p.zza S.Carlo a Torino nel giugno 2017, che alle iniziative fossero ammessi solo contenitori e bicchieri di carta o plastica. Buono a sapersi: Monguzzi non ha parole, io sì, ma debbo trattenermi per evitare querele.

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  3. Parlo da milanese……
    La colpa non è del sindaco ma di tutti i miei concittadini IMBECILLI che l’hanno votato nonostante nei primi 5 anni di mandato abbia praticamente rovinato la città
    Se ne avessi la possibilità me ne andrei immediatamente da questo schifo di città.

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    • Oh, ma pensa, io ho lo stesso tuo problema, ma su scala un po’ più ampia: se avessi la possibilità, me ne andrei immediatamente… da questo pianeta.

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  4. Hai detto bene Silvio! Sala ha rovinato Milano e continua a farlo evidentemente la ritiene una succursale di Capalbio ! Meno male che me ne sono andata via prima che arrivasse a castigarci , ma ci è comunque riuscito a massacrarmi per punirmi di avere lasciato Milano , con multe che se impugnate avrei vinto ! Ma non avendo voglia e soldi per avvocati ho pagato , mi piange il cuore , non è mai facile lasciare una casa e la vita di prima ! Ma sto molto meglio in campagna a lavorare la terra che in porta romana !

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  5. Beppe Sala… è un PD-ota, funzionale al sistema corrotto e mafioso di questo paese assieme a tutti gli altri, con qualche (sebbene comunque ormai ragionevolmente rara) eccezione per i 5S. Altro da dire non c’è. È semplice. 🤷🏻‍♂️

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  6. che si prepari per la vendita di frigo agli inuit?

    comunque propongo una idea, sempre che non ci abbia già pensato

    la bottiglia con l’aria del Sindaco
    sponsorizzata da noti influencer che renderanno la giornata più frizzante al solo stapparla

    ma, purtroppo esistono i mai, benedetti i ma
    – dovrà pagare le royalties ai napoletani in quanto detentori di brevetto sull’idea
    – spero che non ci sia chi fa allusioni ad un’altra svalvolata che ha messo in vendita la sua ‘aria da ventre’
    – spero che si fermi qui, perché le PM10 milanesi, in scatola, non ho idea a che potrebbero servire se non per tenere
    aperte le porte

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