La vicinanza del Pd di Letta a Cdp

Dall’investimento nel fondo Muzinich rappresentato da Pagani docente a Sciences Po alla nomina di Isabella Falautano, tra i promotori di Vedrò, fino all’allontanamento dei renziani. Gli incroci tra la Cassa e il Partito di Letta.

(Giovanna Predoni – tag43.it) – In passato succedeva nelle vecchie partecipazioni statali degli Anni 90. Si assumevano come autisti i compagni di calcetto per poi promuoverli a mansioni più importanti, si sceglievano persone per appartenenza e non per competenza. E, molto spesso, si nascondevano gli articoli scomodi, magari dimenticandosi di inserirli nelle rassegne stampa. Nel 2022 nessuno pensava, o per lo meno sperava, di vedere più queste cose, soprattutto dopo che il governo di Mario Draghi, quello dei Migliori, si era fatto vanto di essere impermeabile agli appetiti dei partiti e attento a non fare favoritismi. Il contrario di quello che invece sembra stia succedendo in queste settimane alla Cassa Depositi e Prestiti che dal maggio dello scorso anno per volere esplicito del premier è guidata da Dario Scannapieco, ex vicepresidente della Banca europea per gli investimenti.

l'interventismo del governo draghi nell'economia
Dario Scannapieco, ad di Cdp.

La Cdp, tra le tante attività, investe in fondi che a loro volta investono in aziende. Uno dei casi di maggior successo, ad esempio, è Cdp Venture Capital, lanciato due anni fa con una dotazione di 1 miliardo di euro per investire su start up italiane o in acceleratori. O Fsi – Fondo strategico italiano, la Sgr guidata da Maurizio Tamagnini che investe in aziende di successo. E altri fondi italiani in cui Cdp fa da anchor investor, cioè mette risorse finanziarie affinché i fondi possano attirare in Italia altro denaro da investire.

gli incroci tra Cassa depositi e prestiti e il Pd di Enrico Letta
Fabrizio Pagani (da Instagram).

Il fondo Muzinich e gli incroci col Pd

Pochi giorni fa la Cassa ha comunicato, per altro piuttosto in sordina, di aver investito 100 milioni di euro in un fondo dal nome straniero Muzinich Diversified Loans Fund II destinato a supportare finanziariamente le Piccole e medie imprese europee colpite dalla pandemia. Un’operazione che risale alla precedente gestione di Cdp, quando l’ad era Fabrizio Palermo, e confermata ora da Scannapieco. E qui iniziano le particolarità. Il fondo Muzinich, che fa capo a una società d’affari di New York, ha come rappresentante Fabrizio Pagani, economista e collaboratore dell’ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, oltre che uomo molto vicino a Enrico Letta. Come lui docente a Sciences Po, l’Istituto di Studi Politici con sede a Parigi dove il segretario del Pd ha insegnato prima di tornare in Italia. Ma gli incroci non finiscono qui. Da pochi giorni la Cassa ha reso noto di aver arruolato come direttore del Business Massimo Di Carlo, proprio uno dei fondatori di Muzinich, che lascerà Illimity, la banca fondata alla fine del 2018 da Corrado Passera. E, ciliegina sulla torta, chi è che si compiaciuto pubblicamente dell’arrivo di Di Carlo con un comunicato stampa? Il deputato del Pd Gianni Dal Moro, membro del commissione di Vigilanza della Cassa Depositi e Prestiti, cioè dell’organo parlamentare che dovrebbe vigilare sull’operato dell’ente. Per fare un parallelismo calcistico, è come se un arbitro esprimesse tutta la sua soddisfazione per l’arrivo di Vlahovic alla Juventus. Tutto questo è stata raccontato in un articolo del quotidiano La Notizia, che però i dipendenti e i consiglieri di amministrazione di Cdp non potranno leggere perché non è stato inserito nella loro rassegna stampa quotidiana.

gli incroci tra Cdp e il Pd di Letta
Isabella Falautano.

La nomina in Cdp di Isabella Falautano tra i promotori di Vedrò

Ma ci sono anche altre nomine che testimoniano la evidente vicinanza di Cdp al Pd. Una delle prossime che Scannapieco si appresta a firmare è quella di Isabella Falautano che andrà a lavorare nell’ambito della direzione comunicazione diretta da Marco Santarelli (ex addetto stampa di Scannapieco alla Bei), come responsabile della Sostenibilità. Anche Falautano, come Di Carlo, arriva da Illimity dove era responsabile della comunicazione. Il suo curriculum, pubblicato sul sito della banca, oltre a informare che ha un doppio passaporto, curiosamente manca di una particolarità che si trova però facilmente in Rete: la manager è stata tra i promotori del network Vedrò, cioè il think thank fondato da Letta nel 2012.

Renziani allontanati dalla Cassa

Il lettismo di Cdp non si limita solo ad arruolare uomini vicini al segretario, ma anche ad allontanare personaggi che politicamente gli sono invisi. Basta notare cosa è accaduto agli uomini vicini a Matteo Renzi, l’odiato senatore che nel 2015 aveva estromesso Letta da Palazzo Chigi, dopo averlo rassicurato con l’ormai celeberrimo «Enrico stai sereno». Federico Lovadina è un avvocato toscano, fondatore dello studio BL con soci importanti come il commercialista Emanuele Boschi, fratello della senatrice, e l’avvocato Francesco Bonifazi, accompagnatore per un certo periodo della Boschi e appartenete a quello che il padre di Renzi, Tiziano, ha recentemente definito «la Banda Bassotti». Entrambi esponenti di spicco di Italia Viva. Lovadina, al tempo di Palermo amministratore delegato di Cdp e Roberto Gualtieri titolare del Mef, era stato nominato presidente di Sia, l’azienda dei pagamenti elettronici che a dicembre 2021 si è fusa con Nexi. Nella governance seguita al matrimonio la Cassa aveva il diritto di nominare cinque consiglieri di amministrazione. Lovadina è rimasto fuori e gli è stata preferita come presidente Michaela Castelli, una professionista che era già presidente di Nexi, ma nominata dai fondi internazionali Bain e Advent. Un’esclusione che ha suscitato la forte protesta dei renziani, senza che questo tuttavia impedisse l’estromissione di Lovadina. Il quale, secondo quanto risulta a Tag43, sta promuovendo una causa a Sia-Nexi.

La vicinanza tra Cassa depositi e prestiti e il Pd di Enrico Letta
Andrea Marcucci.

Cdp ha venduto la sua partecipazione in Kedrion 

Last but not least, Cdp ha di recente venduto, lo scorso gennaio, la totalità della sua partecipazione in Kedrion, azienda toscana che produce emoderivati, al fondo statunitense Permira. Kedrion è stata fondata dalla famiglia Marcucci, che dopo la cessione è rimasta azionista. E di cui fa parte proprio quell’Andrea Marcucci, senatore molto vicino al fondatore di Italia Viva, Matteo Renzi, rimosso da Letta dall’incarico di capogruppo al Senato del Pd. Sarà un caso, ma è un’altra decisione che sembra rivelare una certa attenzione di Scannapieco a compiacere i desiderata del segretario dem.

3 replies

  1. Dopo che hanno distrutto l’IRI, cedendo ai privati, a prezzi di saldo, le floride aziende pubbliche, ormai spolpate e ridotte all’osso, i marpioni fatto comunisti, si stanno servendo di CDP per appropriarsi dei risparmi degli italiani custoditi da CDP. È facile capire perché stanno delegittimando la magistratura.

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