Niente pass? Resti senza pensione. Più che “migliori” questi sono matti

Il nuovo dpcm concede l’accesso agli alimentari a chi è privo di card, però interdice il ritiro dell’assegno alle Poste. Ormai è chiaro: ci governano degli squilibrati. Peccato che la camicia di forza la mettano a noi.

(Mario Giordano – laverita.info) – Senza green pass niente pensione. Dal 1° febbraio non si potrà entrare alle Poste per ritirarla. Evidentemente la pensione, nel Draghistan, non è ritenuta un bene essenziale. Come non essere d’accordo? Lo sanno tutti che la pensione, per milioni di italiani, è un optional, un dippiù, un lusso che ci si concede una volta al mese, giusto il tempo di fare una visita allo sportello. Gli anziani che vanno a ritirarla non ne hanno davvero bisogno per acquistare latte e formaggio. Macché. Vanno a ritirarla per sgranchirsi le gambe. Per fare due passi. Evidente, no? Per il governo dei migliori il ritiro della pensione è un attività ludico-sportivo. Dunque coloro che non hanno green pass possono farne tranquillamente a meno. E se poi non riescono a comprare il pane, pazienza. Che mangiassero le brioches.

Il nuovo dpcm, approvato ieri, dal Consiglio dei ministri è un sopraffino inno alla democrazia e alla libertà. Infatti prevede che senza green pass si possano comprare beni alimentari (vi pare poco?) e che essi si possano comprare (pensate un po’) persino nei supermercati e negli ipermercati. Lo vedete voi che parlate sempre di dittatura, che lezione di liberalismo vi sta arrivando? Il dpcm concede (e badate bene: dico concede) a chi è senza green pass di entrare perfino in un discount. Niente di meno. Ora, però, ci sono due problemi. Il primo è che se un povero Cristo non ha potuto ritirare la pensione, poi il conto al discount come lo paga? Gli fa un prestito Draghi? O Brunetta? O si ritiene autorizzato alla rapina? Il secondo problema è dentro i discount: si potrà davvero comprare di tutto? O solo ciò che è essenziale? Il dpcm non lo prevede. E ieri mattina Repubblica suggeriva una geniale idea: quella delle Sscc, Squadre speciali per il controllo del carrello, mandate a perlustrare i reparti dei supermercati per verificare se gli acquirenti comprano davvero beni essenziali oppure no. Il che lasciava aperto un altro dubbio (anche questo tipico di ogni società liberale): ma quali beni alimentari sono ritenuti essenziali dal governo e quali no? Le suddette brioches, per esempio? Sono essenziali? E una bottiglia di birra? E il gorgonzola? E la maionese? E la salsa rosa per il cocktail di gamberetti?

Nel pomeriggio è arrivata la precisazione del governo tramite Faq. Altra meraviglia, quest’ultima, che ci regala il governo dei migliori, ovviamente sempre molto liberale: al mattino fa un decreto che norma che cosa possiamo comprare o che cosa no e al pomeriggio lo deve precisare con apposita postilla ufficiale sul sito della presidente del Consiglio. Com’è che si diceva? La chiarezza delle norme è il fondamento della democrazia. Però, ecco, non bisogna sempre lamentarsi. Dall’alto della sua magnanimità (del resto non si è migliori, e nemmeno liberali, per caso) abbiamo scoperto per via Faq che il governo concede ai noi cittadini, pardon sudditi, di andare al supermercato e di «acquistare qualsiasi tipo di merce anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali individuate nel dpcm». Esultate, amici: abbiamo scampato le Sscc che decidono che cosa possiamo mangiare per cena e che cosa no. Potremo persino comprare i wurstel senza bisogno di apposita approvazione dell’ufficiale di polizia. Non c’è di che essere soddisfatti?

Il dpcm prevede poi che oltre ai beni alimentari (compresi i surgelati che godono di una inspiegabile attenzione specifica: variante Findus?), sia possibile comprare senza green pass alimenti per animali domestici, medicinali, articoli ortopedici, materiale per ottica, combustibile per riscaldamento, e articoli igienico sanitari. Nient’altro. Dunque: il borotalco e la saponetta alla lavanda (beni essenziali) li potrete comprare senza green pass, il giornale che state leggendo (bene non essenziale) no. A meno che non siate fortunati e lo troviate al supermercato, dove secondo la Faq che segue il dpcm, è consentito comprare tutto, anche i beni non essenziali. Per esempio: se vi si bucano i calzini (non essenziali a detta del governo liberale), senza green pass non potrete andare a comprarli in negozio ma potrete andare a comprarli al supermercato. Sempre, ovviamente, che la Faq che segue il dpcm non sia seguita da un’altra Faq che nega la Faq che segue il dpcm o da un altro dpcm che corregge la Faq che seguiva il dpcm. Chiaro?

In realtà, a parte l’immaginabile soddisfazione dei piccoli commercianti ancora una volta trattati come pezze da piedi, l’unica cosa chiara è che qui sono impazziti tutti. Un Paese in cui senza green pass non si può rinnovare il passaporto o ritirare la pensione, non si può andare a comprarsi un paio di mutande o un pacchetto di sigarette; un Paese che discute per due settimane quali sono i negozi in cui è possibile entrare liberamente e quali no; un Paese che produce un decreto ogni dieci giorni (è il quinto da fine novembre) così incomprensibili che appena pubblicati ci vogliono le Faq per interpretarli; un Paese che fa diventare legge una montagna di parole e di cavilli nell’ansia di regolamentare tutto senza accorgersi che regolamentare tutto è impossibile; un Paese in cui una donna viene condannata a due mesi di carcere (pena commutata in multa da 4.500 euro) perché durante la quarantena ha osato aiutare un motociclista ferito a non morire dissanguato; un Paese dove ci sono Comuni che organizzano sistemi per geolocalizzare i positivi (vedi Ravenna) e scuole che scrivono circolari per chiedere ai neonati di aprire le finestre (vedi asilo nido di Verona) e per ordinare ai professori come e quando mangiare e andare alla toilette (vedi istituto di Carrara); ebbene: questo è un Paese tecnicamente da manicomio. Soltanto che loro sono i matti. E noi abbiamo la camicia di forza.

16 replies

  1. Marietto!!!!!
    Ma non eravate voi che fino a pochi giorni fa osannavate il draghi disceso dal cielo, il brunetta alto 2 m e venti, il Giorgetti super genio e il cazzaro verde e il bomba di Rignano come due geni della politica?
    Coerenza mai???

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  2. Forse giordano non è a conoscenza dell’esistenza delle carte di credito. Prelevi dal bancomat e magari paghi anche con quella. Questo è il fine del governo bancario. Speculare su tutto, anche sui pensionati e non solo. Il problema è che senza pass non puoi pagare le reti di Equitalia se non hai un conto, ipotesi comune agli indebitati che sopravvivono sul filo del rasoio. Devi per forza vaccinarti e poi aprire un conto, altrimenti ti confiscano la casa. Se questa non è delinquenza, cos’è?

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  3. Non riesco a credere che Mario Giordano sia ignorante fino al punto di non sapere che, ormai, tutti i pensionati hanno una carta bancoposta, che permette loro di saltare le file agli sportelli, per ritirare quanto gli basta della pensione dai postamat. Piuttosto penso che lo abbiano imboccato perché i suoi padroni hanno deciso di lanciarlo contro i polpacci del dragotto.

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    • Non riesco a credere che Scontatico sia così intelligente da capire che se “…TUTTI i pensionati hanno una carta bancoposta…”, la disposizione in questo decreto della vergogna, per cui non si può entare in Posta nemmeno per ritirare la pensione, sarebbe non solo inutile, ma comica!

      Si vede che le reazioni avverse sul medio termine al siero magico, già stanno iniziando a comparire: segnaliamo all’AIFA per tutte le competenze del caso…

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      • Purtroppo non c’è una risposta all’improntitudine di chi ruba il nome ai felini per far fare ad essi una figura tanto barbina. Ma perché hai scelto proprio” gatto” come nickname, l’hai fatto perché li odi e volevi mettere i gatti in cattiva luce, sparando castronerie a loro nome? Chi l’ha detto che un pensionato non può entrare in posta? Si vaccina ed entra tranquillamente in posta. Non vuole vaccinarsi perché ha il cervello in pappa, per tutte le sciocchezze che gli hanno inoculato nel cervello i tanti novax che ha intorno, allora va allo sportello bancoposta e si ritira la pensione. Ci vuole l’intelligenza di uno pseudo giornalista d’accatto o di un odiatore seriale di felini?

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      • Ma secondo te, Scontatico, uno va dentro in Posta a ritirarsi la pensione perché gli piace fare la fila, adesso oltretutto, fuori al freddo d’inverno e al caldo d’estate?

        Voi avete deciso di vaccinarvi perché avete il cervello in pappa, per tutte le sciocchezze che vi hanno inoculato nel cervello i tanti cantori di Jingle natalizi: buona fila allora!

        Ci vuole proprio la stupidità di uno pseudo umanista d’accatto, odiatore seriale dell’intelligenza!

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      • In genere si usa dire repetita juvant perché si ha la disperata speranza che, l’interlocutore possa avere ancora almeno mezzo neurone funzionante. Ma quando la realtà è tale che naufraga o le più rosee speranze, ecco che bisogna fare di necessità virtù: perché tu, odiatore seriale di felini, ti ostini a vestire fette di salame sugli occhi, rifiutandoti di vedere la realtà delle cose? Hai forse dei ritorni economici nel caso? Il pensionato in oggetto, si deve vaccinare se può, anzitutto per il suo bene. Punto. Tutto il resto è aria fritta.

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      • “Il pensionato in oggetto, si deve vaccinare se può, anzitutto per il suo bene”:

        ecco, come volevasi. E chi lo stabilisce il suo bene: tu idi0ta e i cantori di jingle, pezzi di m3rd4 di nazivaccifascisti del ca22o?

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    • carissimo … noi vecchietti …. non siamo tutti “imparati” con le diavolerie IT (che anzi detestiamo perchè pericolose della liberta’..)… e, anche se lo fossimo, non è detto che, FIERAMENTE MEMORI DELLA NOSTRA LIBERTA’ conquistata CON SACRIFICI, memori della NOSTRA DIGNITA, siamo disposti ad accettare tutte le IMPOSIZIONI della dittatura che, col pretesto del virus, ci sta togliendo l’aria per respirare… oggi tocca a noi, domani? ci sarà la selezione? (biaNCHI O NERI? GRASSI O MAGRI? MASCHI O FEMMINE? GIOVANI O VECCHI’) RICORDATEVI gli ebrei di Auschvitz!!!

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      • Mai citare la storia a sproposito, a maggior ragione se, vecchietti come me, si rischia di passare per frescaccioni. Quando si cita la storia bisogna sempre contestualizzare. E non mi pare proprio che il nostro Contesto attuale possa dare adito a simili analogie. A meno di essere fuori di zucca come un pesce in padella. Dunque, se realmente vecchietto è lei, si faccia quattro conti sui costi e benefici. Vedrà che è molto meglio la punturina che rischiare di finire intubato. In ogni caso, mi stia bene.

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      • Posso dire una cosa? I pensionati e le pensionate non amano farsi vedere coi soldi in mano per strada. Da questo punto di vista il problema e’ reale.

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      • Neanche un pensiero originale, in anni e anni. Sempre a scopiazzare stai…

        E metti tutte e due le mani sul tavolo.

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