Il centrodestra ha bisogno di riprendersi i voti di Roberto Vannacci per puntare a vincere le prossime elezioni. La Lega continua a scendere, anche mentre FdI e FI risalgono. Nel campo largo c’è una leggera flessione di Pd, M5s e Avs. I risultati del nuovo sondaggio politico realizzato da Bidimedia.

(di Luca Pons – fanpage.it) – I numeri sembrano confermare quello che molti analisti sospettavano: ad oggi, il distacco di Roberto Vannacci dal centrodestra rischia di essere fatale per la maggioranza in vista delle prossime elezioni. Futuro nazionale, infatti, sembra essersi stabilizzato attorno al 3-4% dei voti. Punti sottratti soprattutto a Lega e Fratelli d’Italia, che si ritrovano indeboliti. L’attuale coalizione di maggioranza arriverebbe alle spalle del campo largo: lo mostra il nuovo sondaggio politico realizzato da Bidimedia, che confronta gli andamenti dei partiti dal 15 aprile ad oggi.

Fratelli d’Italia è al 27,8%, in crescita di due decimi. Un recupero che per il momento pare un riassestamento, dopo un periodo di calo per il partito di Giorgia Meloni. Il primato in ‘classifica’ non è a rischio, ma essere il partito più votato non basta: tutto dipende dai risultati della coalizione, e in questo momento la coalizione è in difficoltà.

Se è vero che anche Forza Italia risale al 7,8% guadagnando due decimi, è la Lega che crolla al 6,2% a cancellare tutti i progressi del centrodestra. Il bilancio della maggioranza, così, è di sostanziale stabilità (un decimo perso in tre settimane). Considerando anche Noi moderati con il suo 0,8% stabile, la coalizione arriva al 42,6% dei voti.

È un risultato che non può soddisfare, perché il centrosinistra arriva circa tre punti più in su. Con tutte le premesse del caso, ovvero che il campo largo di fatto non esiste ancora. La coalizione non ha un programma condiviso; si è presentata unita in molte Regioni ma a livello nazionale non è detto che tutti gli elettori siano ugualmente pronti a sostenerla; e poi c’è il problema della leadership, con l’ipotesi delle primarie che continua a circolare.

Il Partito democratico è al 22,5%, in calo di due decimi. È la stessa percentuale che perde il Movimento 5 stelle, al 13%. E ancora più basso scende Alleanza Verdi-Sinistra, al 6,8% con un calo dello 0,3%. Anche in questo caso sembra che si possa parlare di settimane di assestamento, dopo una crescita evidente seguita alla vittoria nel referendum sulla giustizia.

Peraltro, nella coalizione c’è anche chi sorride. Italia viva di Matteo Renzi è al 2,2% (+0,2%), +Europa all’1,2% (+0,2%). Insieme, i loro guadagni ‘attutiscono’ il calo complessivo a tre decimi in tre settimane. Il campo largo è al 45,7%.

Oggi, quindi, ci sarebbero circa tre punti di differenza tra le due coalizioni. E guarda caso ci sono due schieramenti, che al momento si tengono fuori dalle alleanze, che attirano proprio queste percentuali. Da una parte, i centristi di Azione di Carlo Calenda al 3% (in crescita dello 0,4%), vicini anche al Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin (0,7%). Dall’altra, Futuro nazionale di Roberto Vannacci al 3,3%.

Immaginare un’alleanza di centrodestra ‘larga’ che tenga insieme entrambi è praticamente impossibile. Calenda ha rotto in modo (apparentemente) definitivo con il campo largo, e c’è stato un avvicinamento a Giorgia Meloni negli ultimi mesi, ma il leader di Azione ha anche ribadito che non potrebbe mai allearsi con la Lega di Matteo Salvini.

Vannacci invece ha chiarito che sarebbe disposto a coalizzarsi con l’attuale maggioranza, a patto che il programma si sposti ulteriormente verso l’estrema destra. Ma, se il partito dovesse reggere fino alle prossime elezioni (ha perso lo 0,4% da metà aprile), la Lega sarebbe disposta a collaborare con il suo ex vicesegretario, che è uscito dal partito sbattendo la porta? E Forza Italia, spinta dalla famiglia Berlusconi verso una linea più ‘liberale’, sopporterebbe un alleato ancora più sfacciato ed estremista di quanto lo siano i leghisti? Sono le questioni che il centrodestra si trova davanti, a un anno dal voto. Entrambi gli schieramenti hanno parecchio lavoro da fare.