M5S, sgomento vertici per Grillo indagato: “Brutta grana, non ci voleva…”

(di Ileana Sciarra e Antonio Atte – adnkronos.com) – Sgomento e sconforto. E tanta, tanta preoccupazione. La notizia di Beppe Grillo indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di traffico di influenze illecite piomba come un macigno sui gruppi parlamentari M5S, già tesi per la partita del Quirinale giunta ormai al fischio di inizio. La notizia rimbalza sugli smartphone, si rincorre tra Camera e Senato dove in molti temono ripercussioni. Sul futuro del Movimento, in calo di consensi, ma anche sul dossier Colle. Perché il timore è che le fibrillazioni dei gruppi parlamentari possano implodere la settimana prossima, quando l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale entrerà nel vivo. Con possibili conseguenze – se il nome di Mario Draghi dovesse avanzare – anche sulla tenuta del governo e sul futuro della legislatura.

In molti, nei giorni scorsi, confidavano in un intervento di Beppe Grillo, silente sul Quirinale coi suoi, nel caso in cui le cose si fossero complicate per i 5 Stelle e per Giuseppe Conte. Anche per questo l’inchiesta che lo vede coinvolto preoccupa le file di deputati e senatori, ma terremota anche i vertici pentastellati: “una brutta grana, non ci voleva”, lo sfogo ai piani alti del M5S. Dove, al momento, quasi tutti tacciono sulla vicenda. In pochi commentano anche tra deputati e senatori. Stasera non mancherà di spendere una parola di conforto per Beppe Grillo un ‘big’ ma ormai ex 5 Stelle: Alessandro Di Battista, ospite di Giovanni Floris a ‘Di Martedì’.

“Noi membri Commissione trasporti su questo tema abbiamo sempre adottato una linea dura, e non abbiamo subito alcun tipo di pressioni. Quando c’era da essere critici nei confronti dell’azione di ‘Moby’, lo siamo stati. Con Grillo non abbiamo mai parlato di emendamenti e da lui non è arrivata nessuna richiesta”, risponde all’Adnkronos la deputata Mirella Liuzzi, già sottosegretaria allo Sviluppo economico nel secondo governo Conte.

Bernardo Marino, anche lui componente della Trasporti, si dice “interdetto” e “basito” nell’apprendere dell’indagine a carico di Grillo. E aggiunge: “Sono titolare di una proposta di legge per la continuità territoriale da e per la Sardegna, fatta apposta per evitare che Onorato avesse il monopolio su quelle rotte. Non ho mai ricevuto sollecitazioni di alcun tipo, la mia proposta di legge probabilmente non andava molto giù a Moby… Mi limito a dire questo: ho sempre proceduto in completa autonomia. Detto ciò, spero ci siano chiarimenti al più presto”.

L’ex tesoriere del gruppo M5S Camera Francesco Silvestri, tra i firmatari della proposta di legge 5 Stelle sulla regolamentazione dell’attività di lobbying, si limita a rispondere: “Grillo non è un decisore pubblico, non c’entra con la nostra legge, questa non è una questione che interessa la nostra pdl”. Intanto sale la tensione nei gruppi parlamentari di Senato e Camera. In particolare a Palazzo Madama, dove oggi, alle 18, era in programma un’assemblea di gruppo per affrontare il nodo della comunicazione, ma l’incontro alla fine è stato rinviato a domani.

In vista del voto sul Colle i pentastellati devono fare i conti anche con una nuova defezione, quella della senatrice Elvira Evangelista che questa mattina ha annunciato il suo addio al gruppo M5S. “Per ora entrerò nel gruppo Misto, non iscritta ad alcuna componente, ma avvierò delle interlocuzioni perché la mia prospettiva non è quella di rimanere da sola. Con il gruppo si era chiuso ogni rapporto di fiducia, per tanti motivi. In questo momento regna una situazione di caos interno che per me è inaccettabile”, ha spiegato all’Adnkronos la parlamentare motivando la sua decisione. E sul Capo dello Stato, ha aggiunto, “voterò in scienza e coscienza, non avendo più diktat di partito”.

Nuove grane, dunque, per il leader del Movimento Giuseppe Conte, che domani vedrà il segretario Pd Enrico Letta e il leader di Leu Roberto Speranza per fare il punto sul dossier Quirinale. Nell’ultima ‘cabina di regia’ M5S, che si è svolta lunedì sera, sono emerse soprattutto due opzioni: candidare la senatrice a vita Liliana Segre o abbandonare l’Aula se il centrodestra dovesse insistere su Silvio Berlusconi. Nel summit sarebbe stata vagliata anche l’ipotesi Draghi al Quirinale. Ma il sentiment maggioritario continua a vedere nella permanenza del premier a Palazzo Chigi la scelta più utile al Paese.

“Un’eventuale elezione di Draghi per noi sarebbe la fine, il Movimento esploderebbe in mille pezzi…”, mette in guardia un pentastellato. E il fatto che l’ipotesi Draghi rappresenti uno spauracchio per i grillini lo dimostrano, in parte, anche le parole nette con cui l’ex ministro Danilo Toninelli – tra gli alfieri della proposta di un Mattarella bis – ha oggi commentato all’Adnkronos lo scenario di un trasferimento del presidente del Consiglio sul Colle più alto: “E’ impensabile, in un Paese normale, vedere un presidente del Consiglio, divenuto Presidente della Repubblica, suonare la campanella passandola poi al premier da egli stesso nominato. Questo non può rappresentare la scelta migliore dal punto di vista dell’assetto istituzionale del Paese. E anche il Movimento – chiosa Toninelli – avrebbe certamente grossi problemi, qualora ciò dovesse accadere”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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32 replies

    • Due chiavi di lettura:
      uno) un gentile avvertimento al Grullo
      di mantenere gli impegni presi
      (non dimentichiamo che lui è il Puparo
      del Vigliacchetto
      con ciurmetta
      a seguito).
      (visivamente immagino,
      una robusta fascetta
      di serraggio in plastica,
      che assesta una stretta a
      ” ‘e pall ” – lesson 3-
      in essiccazione
      per impiccagione, di questo Cristiano,
      che erano già di color
      ciclamino/melanzana).

      due) Si è rotto il tandem!
      allora Gioite Gioite
      perché il Puparo a brevissimo sarà trapassato,
      il Pupo Vigliacchetto non è animato..
      e presto il desiderio dei Fedeli sarà esaudito.
      P. s. Protendo per la seconda

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  1. Per chi se lo fosse perso ripropongo:

    Jerome B.
    18 gennaio 2022 alle 12:41
    BREAKING NEWS

    (MF-DJ)–La Procura della Repubblica ha delegato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano a notificare una informazione di garanzia nei confronti di Vincenzo Onorato e di Giuseppe Piero Grillo.

    L”ipotesi di reato per la quale sono in corso le indagini preliminari, spiega una nota, riguarda il delitto di traffico di influenze illecite.
    Dalle attivita” investigative svolte, e” emerso allo stato che la societa” Beppe Grillo Srl, di cui Grillo e” socio unico e legale rappresentante, ha percepito da Moby Spa 120 mila euro annui negli anni 2018 e 2019, quale corrispettivo di un “accordo di partnership” avente ad oggetto la diffusione su canali virtuali di “contenuti redazionali” per il marchio Moby.

    Nel triennio 2018-2020, Moby ha anche sottoscritto un contratto con la Casaleggio Associati Srl che prevedeva il pagamento di 600 mila euro annui quale corrispettivo per la stesura di un piano strategico e per l”attuazione delle strategie per sensibilizzare l”opinione pubblica e gli stakeholders alla tematica della limitazione dei benefici fiscali alle sole navi che imbarcano personale italiano e comunitario.
    Nello stesso lasso temporale Vincenzo Onorato ha richiesto a Giuseppe Grillo una serie di interventi in favore di Moby Spa che Grillo ha veicolato a esponenti politici trasferendo quindi al privato richiedente le relative risposte.

    E” stato pertanto ritenuto indispensabile, conclude la nota, acquisire la documentazione relativa ai contratti e alle prestazioni che ne costituiscono l”oggetto, nonche” ogni altro documento utile a comprenderne la natura e sono quindi state disposte perquisizioni presso la sede legale della Beppe Grillo Srl e della Casaleggio Associati Srl, nonche” nei confronti di ulteriori soggetti a vario titolo coinvolti nei fatti oggetto di approfondimento INVESTIGATIVO.

    E con questa notizia, applicando i metodi del M5S verso coloro che avessero ricevuto un avviso di garanzia, l’ esperienza politica dei fu pentastellati può dirsi che è DEFINITIVAMENTE CONCLUSA.

    Fossi in Giuseppe Conte abbandonerei quella massa di egoisti al loro destino e mi concentrerei su un nuovo partito.
    Porterei con me la parte sana dei rappresentanti lasciando inabissarsi i vari Dimma, Dibba, Cancelleri, i loro clan e tutti i disagiati NOVAX che ancor oggi ne affollano le fila.
    Ritengo sia inutile impegnarsi e sbattersi per quella massa di caproni poltronari.
    Il biglietto della lotteria lo hanno monetizzato, ora basta.

    Naturalmente è giunto qualche utile idiota in funzione di scudo umano, ma il mio sentimento viene confermato in questo articolo.

    Ah, la politica….

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    • Mi sfugge cosa c’entri l’avviso di garanzia recapitato a Beppe Grillo con tutti gli altri parlamentari del Movimento 5 Stelle che al momento risultano estranei alla vicenda… Basta una notizia riguardo un esponente di un partito o movimento che sia per metterne al rogo tutti gli eletti?

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      • beh, questa era la logica del M5S quando a ricevere gli avvisi erano gli esponenti (e ancor di più i leader) degli altri partiti.
        non si può essere garantisti solo quando fa comodo.

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      • @Maurizio

        Non fare il finto tonto, fino a poco tempo fa Grillo nel M5S contava come il Re Sole in Francia.
        Decideva i destini dei vari Di Maio.

        Ti sei accorto che è grazie a Grillo se il M5S ha sostenuto acriticamente Draghi e come ministro della Transizione di questa minchia abbiamo un imbecille scelto da lui che fa gli spot sul nucleare, sui termovalorizzatori….

        Cazzo vuoi inventarti ora? La storiella che Grillo “è solo un megafono” è finita!

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      • @Il Mazzuolatore: Non lo so, il tuo discorso può anche avere un senso, ma c’è un però: anch’io per coerenza con le mie idee vorrei vedere Beppe Grillo dimettersi dalla sua carica di parlamentare… SE NON FOSSE che non è mai stato eletto dai cittadini e non ha giurato sulla costituzione come i membri di governo né è tenuto ad adempiere funzioni pubbliche con disciplina e onore. Non so se è chiaro che è un membro di una struttura di partito, ma non ha ruoli elettivi, salvo che può sempre essere sfiduciato dalla base.

        Sarebbe come chiedere al PD di far dimettere un collaboratore, persino Berlusconi faceva politica dai servizi sociali, quindi fuori dalle istituzioni, quando è decaduto da senatore con la pena accessoria di interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. Ed è rimasto presidente di Forza Italia. E non lo si è mai criticato per questo, al limite è questione di opportunità continuare a fare politica all’interno di un partito nonostante aver ricevuto una condanna in via definitiva (che è ben diverso dal ricevere un avviso di garanzia).

        Nulla toglie che se un parlamentare dovesse essere sfiorato dalle stesse accuse dovrebbe dimettersi all’istante.

        Questa è la mia opinione (per quello che vale), so già che verrò insultato da qualche esagitato: amen, ritengo che dialogare civilmente sia un’esperienza più sana.

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      • @andreaex

        Io penso che Grillo sia stato sconfessato spesso e volentieri dagli stessi parlamentari eletti.

        Penso anch’io che abbia fatto un sacco di stronzate nell’ultimo periodo e abbia ceffato sia su Draghi sia su Cingolani. E probabilmente anche su Onorato, ora vedremo come si evolveranno le indagini.

        Bada che lo stesso vale per Conte. Nonostante nutra grande apprezzamento per le sue azioni, la sua abilità retorica e la sua onestà intellettuale penso che in questa fase il movimento stia vivendo il rischio di una deriva autoritaria e sarebbe utile coinvolgere in maniera più attiva truppe parlamentari e cittadini nei vari processi decisionali, compresa la scelta dei candidati alla presidenza della Repubblica.

        Ad esempio ho apprezzato il sondaggio promosso dal Fatto Quotidiano che restituisce la voce ai cittadini circa le loro preferenze sul candidato ideale (che è ciò che dovrebbe fare un giornale, promuovere un dialogo attivo con i lettori), ma non ho apprezzato la campagna anti-Berlusconi (non perché non sottoscriva ogni riga, ogni sillaba, ma per una questione “tattica”, non penso che smuova più di tanto il parere di 400.000 cittadini, si tratta comunque di un’elezione indiretta e Dio ci scampi da una riforma che ne prevede l’elezione diretta, io personalmente sono contrario).

        Questo per dire che come tutti ho le mie idee e fare di tutta l’erba un fascio dividendo il mondo in barbari fanatici e illuminati dissenzienti non risolve la questione.

        Io non mi voglio “inventare” niente, ma finché non verrà provato il traffico di influenze o verranno inquisiti altri esponenti politici del Movimento sei tu, con tutto il rispetto, che stai avanzando delle accuse senza averne le prove. Ripeto, con tutto il rispetto.

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      • Non ho condiviso l’idea della raccolta firme* contro Berlusconi, la campagna ci stava tutta. Non vorrei essere frainteso.

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      • “non penso che smuova più di tanto il parere di 400.000 cittadini,”

        Scusa Maurizio,
        Potresti andare a controllare la stessa operazione di segno opposto messa in piedi da libero? Giusto per avere il senso delle proporzioni e capire quanto invece smuovano, se non altro la memoria.
        Sei ancora in tempo per ripensarci e firmare.

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      • @paolapci Lo so benissimo, ma in primo luogo è stato un forte azzardo, perché avrebbe potuto rivelarsi un boomerang se non avesse avuto grandi adesioni. Per fortuna non lo è stato, ma rimane il fatto che 400.000 persone non sono neanche un centesimo della popolazione nazionale. E in secondo luogo sono piuttosto convinto che altrettante persone non vorrebbero Zagrebelsky al governo, magari senza nemmeno conoscerlo. E’ un’elezione di secondo grado e sta alla coscienza dei parlamentari eleggere la figura adatta a rappresentare l’unità nazionale e che si erga in difesa della costituzione. Meno “interferenze” esterne ci sono meglio è.

        Lasciare libertà di voto ai cittadini vuol dire, davvero, rischiare di ritrovarsi sedute su quella poltrona figure come Berlusconi o Renzi. Penso che i padri costituenti avessero visto lungo nel decidere in questo modo e mi piace pensare che le parole della nostra legge principe non possano essere messe in discussione da un Verdini o da una Meloni qualunque. Non a caso Conte è contrario a questa proposta di riforma e Berlusconi è a favore. Questo sì che è populismo. Sempre dal mio punto di vista.

        Vorresti mettermi in croce perché non firmo una petizione? Siamo davvero arrivati a questo punto? Mi auguro di no.

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      • Che si smuova la memoria è un conto (e infatti ben venga la campagna in trentasei puntate), ma sondaggi di questo tipo paiono azioni prodromiche di una proposta di riforma costituzionale che introduca l’elezione diretta del capo dello Stato. E io sono contrario. Spero di essermi spiegato.

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    • @Jeroma B

      Io non metterei sotto accusa solo Grillo ma tutta la base.
      Ora non ricordo le tue repliche ma io sull’argomento avevo scritto numerosi post, nell’indifferenza generale.

      Mettevo in evidenza quanto fosse assurdo ricevere “donazioni milionarie” (che chiamavo mazzette camuffate) da un prenditore in affari con lo Stato, ma stavate tutti zitti.

      Questo argomento l’ho sollevato SOLO IO su Infosannio, ci sono decine di miei post, senza repliche.

      TUTTI ZITTI

      Quindi il problema non è Grillo ma la mentalità da lacchè o da tifoso di tutta la base, della cosiddetta “militanza”.

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  2. Vedo che i rintronati non mollano la presa.
    La cieca appartenenza li preleva dalla realtà per catapultarli nel web senza alcuna presa di coscienza, incuranti delle dinamiche dei successi passati e delle odierne sconfitte.
    Mi faccio carico di illustrarvi alcuni passaggi che vi sfuggono.

    Nei gruppi parlamentari pentastellati ci sono delle brave persone che portano avanti la loro missione in buonafede, ma c’è (stata) pure una metà che si è distaccata dando il là alla disintegrazione del movimento.
    CHE MESSAGIO È PASSATO NEL POPOLO ITALIANO, DI AFFIDABILITÀ O DI OPPORTUNISMO?

    IL grido di battaglia, la ragione sociale che ha contraddistinto il m5s sin dalla sua nascita è stata la parola ONESTÀ ONESTÀ.
    QUALE MESSAGIO È PASSATO NEL POPOLO ITALIANO CON L’AVVISO DI GARANZIA AL SUO FONDATORE? DI MANTENIMENTO DELLE PROMESSE O DI OPPORTUNISMO?

    I portavoce dei cittadini (Seh, ciao core…) dovevano entrare nei palazzi del potere per aprirli come una scatoletta di tonno.
    QUALE MESSAGIO È PASSATO NEL POPOLO ITALIANO CON L’ABBARBICAMENTO ALLE POLTRONE DEI PORTAVOCE PIÙ PORTAVOCE DEGLI ALTRI? DI CARICARSI SULLE SPALLE LE ISTANZE PROVENIENTI DAL BASSO O LA CURA DELLA PROPRIA CARRIERA?

    Vogliamo parlare di Casaleggio e della sua piattaforma Rousseau, MAI CERTIFICATA DA SOCIETÀ Esterne, usata per pilotare, se non truccare, le votazioni degli iscritti?
    Oggi gli viene contestato un uso privatistico a fini di lucro, come un Renzi qualsiasi, del proprio ruolo di riferimento e coordinamento politico.
    QUALE MESSAGIO È PASSATO NEL POPOLO ITALIANO CON QUESTA ATTIVITÀ DI PROSTITUZIONE 2.0 ALLE LOBBIES? DI IMPARZIALITÀ E COERENZA O DI UNA PIÙ SOFISTICATA MANIPOLAZIONE DELLE VIRTÙ CHE AVREBBERO DOVUTO DIFFERENZIARLI, DI INTEGRITÀ MORALE E INCORRUTTIBILITA’?

    Oggi è facilissimo rinfacciargli quella che si è dimostrata una gigantesca presa per il Qlo.
    Nonostante alcune buone leggi.
    La pressione dei gruppi di potere attraverso i loro media non è più arginabile, perché troppo sono state le falle in quella diga di speranze contro il malaffare.

    Ecco perché reputo inevitabile e necessario un RESET totale.
    Il marchio M5s è ammaccato, sputtanato dalla mancanza di coerenza.
    Le ideologie saranno pure superate, ma trasferirsi armi e bagagli con la fascio coatta peracottara, col capitone sciacallo o con il pregiudicato mafioso aspirante PdR sono errori che si pagheranno nelle urne.
    Io non voglio sentirmi accumunato a simili 💩 in nome di una lotta alla “Casta” risoltasi con l’occupazione delle loro poltrone e privilegi dopo averglielo sottratte in abiti da rivoluzionari straccioni.

    Se Conte si presentasse da solo seguito da qualche valido elemento, uno su tutti Bonafede, potrei pensare di rinnovargli fiducia.
    Ma se vedessi che il mio voto fosse l’ennesima occasione per rinforzare le ambizioni di un incapace certificato come il bibbitaro prenderei un’altra direzione.

    Voi piccoli fans restate pure con lui ad adularlo, ad ammirare la sua coerenza nel affermare/smentire tutto e il suo contrario.

    Oggi è stato piantato l’ultimo chiodo sul coperchio della bara che contiene le spoglie del Fu M5S.
    Prendete e atto.
    E le critiche volgari e immeritate di Beppe Grillo a Conte sono diventate una medaglia al merito.
    Questo ai miei occhi di uomo libero e con autonomo pensiero critico.

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    • Al netto di peones e pochi elementi palesemente infiltrati, la parte migliore del fu M5S in questi anni è stata espulsa o se n’è andata con le proprie gambe, in ultimo fra quelli che hanno detto no a Draghi.
      Ora si salvano in pochissimi, neanche sulle dita di una mano, e non certo Buonafede che doveva essere il primo ad andarsene sbattendo sonoramente la porta, ed invece è rimasto a farsi allegramente sodomizzare la riforma.
      Ora con i Dimma, i Fico, le Taverna, i Crimi, le Lombardi e soprattutto con Grillo non si va da nessuna parte.
      Ma neanche con i Patuanelli e gli Spatafora.
      Prima c’era partecipazione, c’erano delle idee, e qui non ne è rimasta nessuna.
      Conte ne prenda finalmente atto, e se ne ha voglia cerchi di crearsi il suo onesto percorso politico.

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      • Distruggere i meet up sul territorio, poi cianciare di riorganizzazione territoriale (Di Maio, 2019, prima di diventare ministro delle vacanze all’estero), è stato imperdonabile.

        La pandemia ha fatto il resto.

        Di M(erd)aio è stato il principale artefice di questo, ma Grillo è totalmente complice e non ha mai detto una parola che una contro il suo gioiellino.

        E ora che ci penso, quand’é stata l’ultima volta che DiMa ha detto qualcosa contro la camorra?

        Strano, eh?

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      • FRANKIE

        ” la parte migliore del fu M5S in questi anni è stata espulsa o se n’è andata con le proprie gambe”

        Esatto, ciò che i metodi autoritari (antitetici alla democrazia dal basso) di Grillo hanno determinato è stata una base sostanzialmente di lacchè che si sono bevuti tutto o per mancanza di carattere o per sperare di razzolare qualche briciola sotto il tavolo.

        È questa la militanza in Italia.
        Grillo ha usato idee antipartitocratiche per farsi il suo partito personale, peggio che partitocratico.
        Ha iniziato a farlo quando si è accorto che, coi tifosi plaudenti che aveva radunato, poteva anche rimuovere il bidè in casa

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      • Andreaex
        Io resto sempre della mia convinzione che il M5S sia finito già molto tempo prima, con la scomparsa di Casaleggio sr. che ne era l’unica mente pensante, l’unico con una visione politica ben precisa: democrazia diretta, partecipazione, condivisione; per inciso, quello che è successo dal 2019 in poi, non lo avrebbe mai permesso.
        L’unico che facesse politica disinteressatamente, perchè già consapevole che non gli restasse molto da vivere.
        Grillo alla fine si è ritrovato solo e spaesato (e ricattato?) e si è rivelato per quello che è, una maschera vuota funzionale solo alla propaganda, un borghese piccolo piccolo privo di ogni visione (checchè lui ne dica) e di identità politica, se non quel “sopravvivi!” dell’estate salviniana.

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      • Brad, quanto ti ha dato siddisfazione ieri il tuo Dibba?
        Certo era proprio vincere facile: Sallusti non sa nemmeno a quanto è stato condannato il padrone. Le varie Sotis lasciamole perdere.
        Poi vabbé l’ideona di da milano: draghi al quirinale, Cartabia pdc.

        P.s. Deve migliorare un po’ la prossemica. Perché a volte sembra un bambino indispettito.

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      • Angelina
        Non ho avuto modo di vederlo, in questo periodo sono davvero affogato di impegni.
        Non ho dubbi che sia andata come dici tu, anzi anche meglio dato che oggi è facile vincere facile semplicemente esprimendo delle posizioni politiche nette e di buonsenso (ed oggi mancano entrambe), prometto di recuperarlo e ti faccio sapere 😉

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    • Jerome B

      Vorrei però farti notare che anche tu, come Travaglio, tendi a marginalizzare “verità scomode” che riguardano il tuo schieramento per non fare il gioco dei fasciocoatti.
      È comprensibile, per carità, soprattutto se l’alternativa sono Salvini, Meloni ed il Banana.
      Ma è un errore.
      È la partitocrazia che ci spinge a questo.
      Quando i partiti diventeranno il MEZZO e non il FINE, la politica riacquisterà una sua dignità.

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  3. Fine della storia ! Anche Grillo sarà seppellito dalla magistratura , perché il prossimo non potrà essere un Renzi and family? Ah saperlo ?

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  4. La stampa tutta ! Continua ad incensare Renzi come un novello Macchiavelli ! Un abile stratega poliforme , vuoi vedere che tenta , come il suo padrino , a tornare presidente del consiglio dopo avere piazzato Draghi al Viminale …?

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    • In questo frangente, e fino a fine legislatura, Renzi verrà sopportato perché il 60% degli eletti dal Pd, in parte migrati nella fallimentare esperienza di Italia viscida, sono stati da lui nominati.
      Al prossimo giro dovranno cercarsi un altro padrino politico.
      Quella odierna di Letta jr è solo un’alleanza tattica.
      L’Enrico stai sereno con cui fu scaraventato giù dalla poltrona di presidente del consiglio merita una vendetta che viene cucinata lentamente e da servire con freddezza.
      Il Bomba sa già che lui e la sua banda sparirebbero per sempre se si tornasse al voto.
      Si agita ma è un dead man walking.
      Non ha e non avrà più alcuna voce in capitolo nel momento in cui verranno allestite le liste elettorali.
      CHE QUESTO SIA CHIARO A TUTTI.

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      • JEROME B

        È quello che auspico anche io ma non ci scommetterei.
        La politica italiana è sangue e merda come un ogni Paese, cambiano solo le quantità, in Italia di sangue e merda ne abbiamo in abbondanza, più che in altri Paesi.
        Se poi aggiungi che anche le proporzioni dei due ingredienti cambiano, nel senso che il Italia abbiamo ora il 70% di merda ed il 20% di sangue, mi imporrei il pessimismo nell’analisi dei problemi.

        Insomma, Renzi purtroppo rimarrà con le mani in pasta, potrebbe migrare in Forza Italia, del resto B. è il suo papà spirituale, Tiziano è una pippa al confronto.

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    • Si parlava di Travaglio, non del FQ che non poteva certo occultare la notizia.
      Travaglio ha preferito occultare l’editoriale che avrebbe dovuto invece scrivere.

      E’ questo atteggiamento che temo a sinistra.
      La giustificazione di tutto perché altrimenti ci tocca Salvini, Meloni e B.
      Ma così facendo come potrà migliorare la qualità del personale politico di sinistra?
      Ovvio che alla fine pensano: “tanto voteranno noi, mica vorranno votare il Padre Prostituente”?

      Io sarei disposto a votare pure il Banana se potesse servire a fare una bella pulizia di facce da cazzo di sinistra.

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  5. Sia Grillo che Casaleggio sanno benissimo che in rete rimane tutto, anche se viene cancellato. Se fosse vero che dopo aver preso i soldi han fatto richieste ai parlamentari, dovevano sapere, a meno di non essere totalmente rimbambiti, che fosse una cosa illegale di cui non si doveva lasciare traccia. Se invece delle chat avessero fatto una telefonata, o incontri di persona, nessuno avrebbe scoperto niente.
    Possibile che siano così stupidi?

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