Alessandro Di Battista: “In teoria è quasi tutto aperto. In pratica viviamo in un deserto”

(Alessandro Di Battista) – In teoria è quasi tutto aperto. In pratica viviamo in un deserto. Saracinesche abbassate, ristoranti vuoti, negozi in crisi. Ma nel Paese alla rovescia si parla molto più di Berlusconi Presidente della Repubblica.

Le mafie fanno affari d’oro grazie alla crisi economica. Gli strozzini si moltiplicano così come la sofferenza di imprenditori disperati costretti a rivolgersi agli usurai. Ma nel Paese alla rovescia si parla di Berlusconi Presidente della Repubblica.

Disturbi mentali, ansia, panico e depressione sono sempre più una piaga. Molti bambini vivono male, molti adolescenti praticano autolesionismo perché cercano di contenere dolori più grandi e decine di migliaia di persone non possono permettersi percorsi di psicoterapia. Ma nel Paese alla rovescia si parla di Berlusconi Presidente della Repubblica.

“La parola mafia è sparita dall’agenda politica del Governo” sostiene il procuratore Nicola Gratteri, ma nel Paese alla rovescia si parla della lettera inviata da Verdini a Confalonieri e Dell’Utri sulla strategia per eleggere Berlusconi. Una lettera scritta da un pregiudicato e inviata ad un altro pregiudicato (tra l’altro per reati di mafia) e che riguarda l’elezione di un terzo pregiudicato a Capo dello Stato. Da vomito.

Migliaia di genitori sono abbandonati e fanno salti mortali per mettere insieme lavoro, educazione, gioco e quarantena. Ma nel Paese alla rovescia si parla soprattutto di Berlusconi Presidente della Repubblica.

Nelle ultime settimane sono uscite notizie sconvolgenti sulla morte di David Rossi. Un colonnello dei carabinieri sostiene che fu il pm a inquinare la scena del (sempre meno probabile) suicidio di David Rossi. Ma nel Paese alla rovescia si fanno molti più speciali su Berlusconi al Quirinale che sul disastro MPS.

La crisi economica e sociale è infinitamente più grave di quel che raccontano. Ma nel Paese alla rovescia il Messia Draghi al posto di parlare ogni giorno di mafia, usura, ristori, caro-bollette, caro-carrello, aumento delle patologie depressive etc, resta zitto sperando che il silenzio lo avvicini al Quirinale.

Non credo che Berlusconi ce la farà. Ma temo che il berlusconismo ce la stia facendo. Gli interessi privati dei politici ed i desideri di bottega dei partiti hanno messo in secondo piano le esigenze dei cittadini. E’ il “berlusconismo” che intende sopravvivere a Berlusconi stesso.

6 replies

  1. Da alcuni media me la posso aspettare una difesa del berlusconismo.
    Da altri, pure. Sono i cosiddetti media “progressisti”, cioè il retro della medaglia: rincoglioniscono gli utenti con i diritti civili (a gettone) ma in definitiva sono schierati con la élite che sta distruggendo il paese, e B. ne è una componente fondamentale. Perciò fanno poco o nulla per denunciarne le porcherie.

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  2. con 386,6 milioni di finanziamenti pubblici nel 2021 (tasse di chi le paga…), diretti e indiretti; dall’editoria cosa ci si può aspettare che contribuiscano alla costruzione di un paese più giusto, meno diseguale e democratico?
    ci riempiono di falsità, mistificazioni e inganni e, volenti o nolenti, li dobbiamo pure pagare…!!!
    così funziona nel paese delle banane…!!!

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  3. Il berlusconismo è un metodo, mediatizzazione e spettacolarizzazione della politica che partorisce i suoi prodotti politici, all’ apparenza diversificati e differenti, in sostanza sovrapponibili , salvo per la teatralità di conflitto da dare in pasto al pubblico, che potrebbe accorgersi della stessa marca di produzione del laboratorio! Metodo ed organizzazione non è che ce la stanno facendo, hanno vinto e continueranno a vincere fino a quando il pubblico/cittadini continueranno a credere che esista una qualche differenza fra Salvini, Meloni, Renzi, Letta, Zingaretti, Calenda o qualsiasi altro prodotto uscito dal laboratorio, che non più quello dei partiti, ormai defunti come contenitore di ideali, proposte o programmi, come area di confronto, opinioni, aggregazione, attivismo, al posto di interesse collettivo e dialettica politica, abbiamo affarismo, carriera, conoscenze funzionali al proprio interesse e portafoglio, e non per responsabilità del contenitore, neutro, ma degli ospiti da decomposizione del cadavere! Alla politica ,dal 1994 , si è sostituita ed imposta la discesa in campo di un’ organizzazione che esige fedeltà assoluta visto che è in grado di creare miti, leader, segretari, sindaci, presidenti, forze parlamentari , attraverso un controllo manipolatorio dell’ intera informazione, attività collaterale ed indispensabile al potere economico e finanziario che ne è proprietario e padrone! Creare miti, o distruggere gli oppositori , al metodo, utilizzare la propaganda come esclusivo meccanismo emotivo di acquisizione o perdita di consenso, è attività dell’ organizzazione/laboratorio che crea argomenti, tematiche, interesse, falsi problemi, pericoli o bisogni, in un consumismo di chiacchiere, notizie, narrazioni e slogan , con un uso sistematico di omissione e censura, il cui ultimo interesse è la reale condizione e difficoltà dei cittadini! E qualcuno ancora si meraviglia se non ci sono voci e politici indipendenti! La casa madre sforna servi fedeli, da premiare con la visibilità mediatica, utile a successo e consenso politico, mentre il dissenso, il merito, il pensiero critico ,non avendo alcun spazio, semplicemente sparisce da ogni contesto accessibile ai cittadini che devono restare tele e social pubblico ad azzannarsi fra loro in difesa dei propri miti mediatici gettati loro in pasto come l’ osso al cane, fedeli ai fedeli!

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  4. Caro cittadino D.B. ,parlare del pregiudicato o deliguente ,che dir si voglia, e delle sue intenzioni di diventare capo dello stato, è doveroso se non altro per denunciare lo sfacelo delle istituzioni costrette a tale scandaloso attacco . Se stessimo tutti zitti ,questo silenzio potrebbe essere considerato consenso.

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