Il 21 gennaio, in piena corsa per il Quirinale, Berlusconi dovrebbe sedersi in un’aula di giustizia, sul banco degli imputati

(Giuliano Foschini – la Repubblica) – Nella corsa al Quirinale dell’ex premier Silvio Berlusconi, tra i tanti, c’è un ostacolo particolarmente importante. Il 21 gennaio, proprio mentre il Parlamento potrebbe essere chiamato al voto per la scelta del nuovo capo dello Stato, il Cavaliere dovrebbe sedersi in un’aula di giustizia, sul banco degli imputati.

A Bari il tribunale ha calendarizzato l’udienza del processo che vede l’ex presidente del Consiglio sotto accusa per induzione a mentire. Il leader di Forza Italia è accusato di aver pagato l’imprenditore Gianpaolo Tarantini perché raccontasse ai magistrati, come infatti aveva poi fatto, che quelli organizzati nelle residenze dell’ex premier non erano incontri con prostitute, bensì “cene eleganti”, perché Berlusconi non sapeva che quelle donne fossero escort.

Una tesi smontata, proprio in questi giorni, dalla Cassazione che confermando la condanna per Tarantini per sfruttamento della prostituzione ha scritto quello che a tutti, subito, era apparso chiaro: nelle cene, ogni sera, c’erano decine di ragazze che si prostituivano. E c’era un lenone, Gianpaolo Tarantini, che le pagava nella speranza che poi Berlusconi fosse riconoscente con lui in tema di appalti.

(…) I fatti contestati sono avvenuti tra il 2008 e il 2009. Dodici anni dopo non c’è nemmeno una sentenza di primo grado. Il rinvio a giudizio è del novembre del 2018, quasi dieci anni dopo. E questo perché l’udienza preliminare, normalmente un passaggio velocissimo, si era trascinata per quattro anni, tra rinvii chiesti dalla difesa di Berlusconi e problemi bizzarri: tipo che il palazzo di giustizia di Bari stava crollando, le aule furono trasferite nelle tende e fu bloccata ogni attività non urgente.

Oppure, beffa, perché i legali dell’ex premier- Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, oggi sottosegretario alla giustizia – erano impegnati nell’elezione del presidente della Repubblica.

Nell’udienza in calendario il 21 gennaio è previsto l’interrogatorio di un ufficiale della polizia giudiziaria, che all’epoca sbobbinò le intercettazioni: testimonierebbero come quei 500mila euro che Tarantini, per il tramite di Walter Lavitola, intascò dal Cavaliere (oltre al pagamento di avvocati e altri benefit) fossero il prezzo del suo silenzio.

6 replies

  1. Ma valà che a voi sta più che bene la candidatura di B. al Quirinale. Siete parte della élite reazionaria che lotta affinché il sistema non subisca scossoni. Certo, qualche articolo di cronaca lo dovete fare, è logico: serve per tenere buoni i pollastri che sono incapaci di decifrare la propaganda di un certo stampo.

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  2. Nutro ben poche speranze in certi soggetti, però voglio rivolgere loro una domanda, e mi riferisco agli ex pci, pds, ds e ora pd: vi siete chiesti come mai la vostra stampa di riferimento ha sempre combattuto aspramente il (fu) m5*, cioè una forza politica che voleva eliminare i conflitti di interesse, i delinquenti nelle istituzioni, battere la mafia e la corruzione, aiutare i poveri ecc ecc ?? Vi siete chiesti come mai il pd ha portato B. al Nazareno?? Vi siete chiesti perché i vostri figli/nipoti devono accettare paghe da fame o scappare all’estero mentre una élite inciucista sta al potere da 25/30 anni (il famoso bipolarismo marcio)??

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