Financial Times: il reddito minimo universale è utile e poco costoso

Se prendesse la forma di una deduzione sulle tasse e fosse accompagnato da un paio di semplici riforme di ottimizzazione fiscale, il basic income potrebbe essere versato alla totalità della popolazione e garantire 8.500 euro l’anno a tutti, con l’ulteriore vantaggio di abbattere l’elusione e l’evasione delle imposte. Ecco la ricetta per un reddito universale sostenibile, basato sull’economia del Regno Unito […]

(DI MARTIN SANDBU) – In due semplici mosse, si può portare il costo netto del reddito minimo universale (Universal basic income) a circa il 5% del prodotto interno lordo di un Paese, garantendo comunque un importo significativo ai cittadini. I calcoli qui di seguito dimostreranno in che modo, lo stesso ragionamento è spiegato in un video pubblicato sul sito del Financial Times.

L’idea da cui partire è considerare il reddito minimo universale come un’imposta negativa sul reddito, ossia come deduzione fiscale piatta rimborsabile. Un pagamento “rimborsabile” significa che le persone che non hanno reddito, o hanno un imponibile molto basso, riceverebbero l’importo del reddito minimo, o comunque la differenza tra il valore del reddito e le tasse, in contanti.

Facciamo un esempio. Supponiamo che il reddito universale venga pagato a tutti gli adulti. Per la maggior parte delle persone il pagamento avverrebbe in busta paga, nella forma di una deduzione fiscale sulle imposte in busta paga o nella dichiarazione dei redditi. Il pagamento in contanti scatterebbe soltanto quando il carico fiscale comprensivo del reddito di base diventasse negativo. A seconda della loro situazione fiscale e lavorativa, le persone potrebbero scegliere liberamente di ricevere la deduzione del reddito di base su base annuale oppure di riscuoterlo in contanti tutti i mesi e poi pagare un consuntivo al momento della dichiarazione dei redditi. Tutti gli adulti residenti avrebbero, naturalmente, un modo semplice per registrarsi se per qualunque ragione non facessero già parte del sistema fiscale nazionale. Anzi, il reddito di base darà loro un incentivo a farlo.

Ora, parlando dell’importo, quale potrebbe essere un valore decente per un reddito minimo universale in un’economia come quella inglese, per esempio? La mia proposta è che dovrebbe valere un terzo del reddito medio disponibile pro capite. Ovvero un terzo dell’importo che le famiglie britanniche spendono al netto di tasse e trasferimenti, diviso per la popolazione. Il che equivale a poco più di 7.150 sterline l’anno, o quasi 600 sterline al mese, usando il valore del reddito familiare disponibile pro capite del 2019, pari a 21.475 sterline, per escludere qualsiasi effetto della pandemia.
Il reddito familiare disponibile rappresenta il 64% del Pil britannico, che nel 2019 era di 33.568 sterline pro capite. Infine, il 79% della popolazione del Regno Unito ha 18 anni o più, quindi il reddito minimo universaleproposto in questo esempio ammonterebbe a 0,79 x 0,64 x (1/3), ossia circa il 17% del Pil.

Messa così la cifra è sconvolgente: nessun governo scriverebbe mai un disegno di legge con una misura del genere. È a questo punto che bisogna notare che, nel progetto di reddito universale come imposta negativa sul reddito, gran parte della spesa pubblica non apparirebbe in realtà come un esborso diretto dello Stato, ma come una riduzione delle tasse. Quando il reddito minimo universale è versato nella forma di una deduzione fiscale, infatti, è denaro che lo Stato non prende, non qualcosa che paga attivamente. Le tasse verranno incassate da tutti i contribuenti che dovranno all’erario una somma più alta del valore dell’importo del reddito che portano in deduzione.

Questo meccanismo renderebbe superflua una misura che esiste in tutti i sistemi di imposizione fiscale sul reddito che conosco: la soglia di guadagno sotto la quale non è dovuto versare nessuna imposta o oneri sociali. La logica di queste “esenzioni” è che le persone che guadagnano poco vanno risparmiate dall’obbligo di pagare imposte dirette (va aggiunto che difficilmente gli Stati estendono questo atteggiamento caritatevole alle imposte indirette). Una detrazione fiscale rimborsabile ottiene lo stesso risultato. Quindi ecco la mia prima proposta: facciamo sì che il reddito minimo sostituisca le fasce d’imposta zero sul reddito, così tutti riceveranno il reddito minimo universale come deduzione ma saranno tassati dal primo centesimo in più guadagnato. Nel contesto del Regno Unito, ciò significherebbe eliminare l’indennità personale dell’imposta sul reddito e le soglie dell’assicurazione nazionale.

I dati più recenti che sono riuscito a trovare sul sistema fiscale britannico dicono che Londra valuta il peso di queste “spese fiscali” (ossia il denaro che non prende in tasse sul reddito e sull’assicurazione nazionale, ma che potrebbe ricevere se non esistessero le fasce fiscali a zero per cento di imposizione) in circa 150 miliardi di sterline nel 2016, ovvero circa il 7,5 per cento del Pil di quell’anno. Questo calcolo include anche la cosiddetta “soglia superiore”, legge che fa pagare ai più ricchi residenti del Regno Unito un tasso molto più basso di assicurazione nazionale rispetto ai redditi medi.

Questo 7,5% di Pil è un gettito fiscale che non è stato incassato per via delle soglie minime di reddito, e che con il reddito minimo universale universale invece continuerà a non essere incassato per via dell’introduzione del reddito di base come deduzione fiscale. In altre parole, non solo questa riorganizzazione fiscale non è un costo netto del passaggio al sistema del reddito universale, ma anzi riduce la stima del costo netto del passaggio al modello di reddito universale a meno del 10% del Pil.

Passo successivo: in alcuni casi, il reddito minimo potrebbe sostituire altri benefici esistenti. Questa possibilità è controversa, e infatti molte persone sono contrarie al reddito minimo universale perché temono che possa riservare ad alcuni un trattamento peggiore dell’attuale. Per questo motivo propongo solo uno delle diverse riforme possibili. La mia proposta è che con il reddito detraibile il Regno Unito elimini la pensione statale minima. Perché proprio la pensione? In parte perché il livello di questo sussidio è quasi esattamente lo stesso del reddito di base che lo sostituirebbe (7.155 sterline per 52 settimane); in parte perché la maggior parte dei beneficiari della pensione minima hanno probabilmente pochi altri redditi da lavoro e quindi non avrebbero beneficiato in precedenza delle fasce defiscalizzate. In altre parole, gli attuali percettori di una pensione minima verrebbero sussidiati allo stesso modo dallo Stato anche dal reddito di base.

Secondo l’Office for Budget Responsibility, il costo della pensione statale minima al livello nazionale si aggira intorno al 5% del Pil del Regno Unito. Ecco dunque che togliendo questo sussidio, quindi, il costo netto della mia proposta di riforma del reddito universale si riduce ulteriormente e scende al 5% del Pil. Siamo arrivati alla cifra enunciata all’inizio dell’articolo.

A questo punto, la questione è dove trovare i soldi per finanziare questo 5% del Pil nazionale. Si può pensare di ottenerlo con l’aumento delle tasse: sarebbe una riforma ingente ma concepibile. Per esempio, una tassa sulle grandi ricchezze netta dell’1% calcolata sul 10% più ricco del Paese raccoglierebbe, da sola, circa il 2% del Pil. Ma senza dubbio ci sono anche altri benefici che questo livello di reddito minimo universale potrebbe rendere superflui, da usare per ammortizzare il conteggio, come il sussidio per chi è disoccupato in cerca di lavoro, che ha un importo molto basso in Gran Bretagna.

Ma lo scopo del mio esempio, al di là dei calcoli, è soprattutto illustrare in modo concreto due idee di fondo. La prima è che, anche se i numeri utilizzati si basano sull’economia del Regno Unito, la maggior parte dei sistemi fiscali dei Paesi ricchi sono strutturati allo stesso modo e quindi potrebbero calcolare lo stesso rapporto di costi. I regimi di indennità e di esenzioni esistenti nei regimi fiscali occidentali sono variegati ed estesi in tutti i Paesi, perfino negli Stati Uniti, e rappresentano dei costi nascosti per il sistema. La seconda questione è che un reddito minimo universale concepito come una deduzione fiscale che sostituisce le spese fiscali esistenti costa molto meno in termini netti di quanto spesso si pensi. È ancora una misura costosa, certo, ma nella giusta prospettiva acquisisce una dimensione che rientra nell’ambito di quello che si può, e si dovrebbe, discutere tra persone serie. È ora di cominciarla, questa discussione seria.

19 replies

  1. Ok, non sono contrario in linea di principio.
    Ma poi qualcuno potrebbe spiegarmi come mai ci sono i soldi per tutti, Ecobonus 110 (capito? non solo te lo regalo ma aggiungo un 10%, tante volte dovessi spendere due soldi), RdC, Esodati… ma poi se a questi provi a chiedere di abbassare IRPEF e contributi di qualche punto percentuale ai redditi medio bassi, per far respirare impiegati, operai e soprattutto partite iva e piccoli commercianti, ti rispondono che è impossibile, altrimenti il sistema implode.

    Allora è vero, hanno modificato la Costituzione e non c’è ne siamo accorti.
    L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro altrui.
    E scrivetelo.

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      • Se hai la necessità di acquistare materiali, non puoi aderire al forfettario anche se fatturi poco, nin conviene perché non puoi portare in deduzione i costi.
        Un avvocato non ha molte spese, un impiantista purtroppo sì.
        Eppure tasse e contributi dovrebbero essere in funzione del solo reddito, non del tipo di attività che svolgi.
        È il reddito che definisce la tua ricchezza , non il fatturato.

        È scritto in Costituzione che dovremmo contribuite proporzionalmente alle proprie possibilità.

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      • Ah, ho capito (credo)!
        Sì hai ragione, non dovrebbe basarsi sul fatturato!
        Quindi questo regime fa comodo solo ai professionisti. Ecco una ragione di più per disprezzare quel bifolco demm…a che va in giro a esaltarsi per questa sua grossa invenzione!!

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    • Può piacere o meno ma sarà il futuro, perchè l’avanzare della robotica e dell’I.A. renderà l’uomo sempre meno indispensabile per la produzione di beni e servizi. Nonostante la nostra sia l’era del consumismo, abbiamo milioni di appartamenti sfitti, cimiteri sterminati di auto invendute e tonnellate di cibo scaduto che ogni giorno finisce in discarica.

      Il reddito minimo per campare diventerà in futuro una cosa normale, come lo è oggi la sanità per tutti.
      Ci sarà gente a cui starà bene avere una vita (materiale) modesta, ma con più tempo libero, e gente a cui starà bene avere meno tempo libero, ma con più soldi per comprare ciò che desiderano.

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      • Sì @Guido, tutto molto bello, peccato che le persone con meno tempo libero (espressione aulica per indicare quelli che si fanno il culo per campare) mantengono coloro a cui sta bene (ma tu guarda?) “una vita materiale più modesta”.

        Quindi i nuovi spirituali, che disdegnano il lavoro per dedicarsi allo studio dell’arte, della letteratura, dell’architettura, potremo trovarli a fare gli umarell davanti ai cantieri insieme ai vecchi e a pagargli lo stipendio saranno anche quei coglioni di operai che si fanno il culo, non chiedono nulla allo stato, brutti incolti, bruti senza spiritualità.

        Una repubblica fondata sul lavoro altrui, appunto

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      • @andreaex

        Da come è spiegato nell’articolo, non credo che il R.U. sarà pagato aumentandoti le tasse, a meno che tu non guadagni molto ma molto bene. Al massimo ne pagheresti una piccola cifra che assicurerebbe a te, e ai tuoi discendenti, di avere sempre di che vivere anche in caso di fallimento (capita!) o dopo aver subito furti/truffe.

        Se poi il tuo disappunto è per i sussidi attuali, cioè il RdC, anche se venisse abolito non cambierebbe quasi niente per te. Se dividiamo i 6 MLD per tutti gli italiani, ne esce fuori circa 10 euro mese a persona. Anche volendo escludere chi non paga le tasse, la redistribuzione del costo del RdC arriverebbe a 20 euro a persona. Se poi fosse redistribuito in base alle tasse pagate, probabilmente ti ritornerebbero indietro pochi spiccioli al mese.

        Sul fatto di fare gli “spirituali”, prova tu a vivere senza mai riscaldamento, vacanze e regali più costosi di una banana. Io credo che in pochissimi ambiscano a fare una vita del genere.

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  2. @Guido
    Per te suppongo che gli stipendi troppo bassi e le tasse e i contributi troppo alti non siano una priorità.
    Punti di vista.

    Magari conviene anche a me, chiudo sta partita iva che sono solo lacrime e sangue e mi metto a lavorare in nero, come fanno la maggior parte di quelli col reddito di cittadinanza.
    Poi a chi viene a farmi la morale gli sputo in un occhio.
    Il bello è che lavorando in nero sarei una vittima del sistema, da sostenere, con la partita iva un bottegaio da spolpare.

    Questione di priorità.
    Diciamo che le priorità dipendono pure da come e quanto te li sudi i soldi.

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    • “Per te suppongo che gli stipendi troppo bassi e le tasse e i contributi troppo alti non siano una priorità”
      ————————————–

      Credo che per chiunque la priorità dovrebbe essere aiutare chi ha più bisogno.
      Coi soldi del RdC, ipotizzando di dare ZERO euro ai poveri, le tasse ti diminuirebbero solo di una manciata di euro. Se vuoi cambiare qualcosa, devi impedire la maggioranza delle truffe, oltre all’evasione fiscale, non le briciole dei furbetti del RdC.

      Tʀᴜꜰꜰᴇ ᴀʟʟᴏ Sᴛᴀᴛᴏ, ᴅᴀ ɪɴɪᴢɪᴏ 2020 sᴏᴛᴛʀᴀᴛᴛɪ 15 ᴍɪʟɪᴀʀᴅɪ: ᴏᴛᴛᴏ ᴅᴀ ᴅᴀɴɴᴏ ᴇʀᴀʀɪᴀʟᴇ. Lᴇ ꜰʀᴏᴅɪ ᴘᴇʀ sᴇᴛᴛᴏʀᴇ: sᴇɪ ᴍɪʟɪᴀʀᴅɪ sᴏʟᴏ ɴᴇɢʟɪ ᴀᴘᴘᴀʟᴛɪ ᴘᴜʙʙʟɪᴄɪ

      Pᴇʀsᴏɴᴇ ᴄʜᴇ sɪ sᴏɴᴏ ꜰɪɴᴛᴇ ᴘᴏᴠᴇʀᴇ ᴇ ᴄʜᴇ ɪɴ ᴀʟᴄᴜɴɪ ᴄᴀsɪ ʜᴀɴɴᴏ ᴘᴇʀᴄᴇᴘɪᴛᴏ ᴀɴᴄʜᴇ ɪʟ ʀᴇᴅᴅɪᴛᴏ ᴅɪ ᴄɪᴛᴛᴀᴅɪɴᴀɴᴢᴀ: ɢʟɪ ɪʟʟᴇᴄɪᴛɪ ʀᴇʟᴀᴛɪᴠɪ ᴀʟʟᴀ ᴍɪsᴜʀᴀ ɪɴᴛʀᴏᴅᴏᴛᴛᴀ ᴅᴀʟ ᴘʀɪᴍᴏ ɢᴏᴠᴇʀɴᴏ Cᴏɴᴛᴇ ᴀʀʀɪᴠᴀɴᴏ ᴀ ᴜɴ ᴀᴍᴍᴏɴᴛᴀʀᴇ ᴅɪ 217 ᴍɪʟɪᴏɴɪ (127 ᴍɪʟɪᴏɴɪ ɪɴᴅᴇʙɪᴛᴀᴍᴇɴᴛɪ ᴘᴇʀᴄᴇᴘɪᴛɪ, 90 ᴍɪʟɪᴏɴɪ ʀɪᴄʜɪᴇsᴛɪ ᴍᴀ ɴᴏɴ ᴀɴᴄᴏʀᴀ ʀɪsᴄᴏssɪ).
      https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/18/truffe-allo-stato-da-inizio-2020-sottratti-15-miliardi-6-solo-per-appalti-truccati-col-covid-frodi-per-158-milioni-nella-spesa-sanitaria/6358423/

      127.000.000 su 15.000.000.000 = 0.84% di tutte le truffe scoperte (esclusa evasione fiscale).

      Io mi preoccuperei più del restante 99,16%.

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      • @Giido

        “Credo che per chiunque la priorità dovrebbe essere aiutare chi ha più bisogno”

        Forse non ti è chiaro che allo stato attuale conviene lavorare in nero col RDC.

        Evidentemente tu non frequenti i cantieri in epoca di ecobonus.

        Forse non ti è chiaro che alcune partite Iva in questo frangente lavorano per guadagnare può più di 1000 €.

        In un Paese con paghe da fame che si riducono ulteriormente grazie ad una elevata tassazione e contribuzione, il RDC è una istigazione a delinquere.

        Sti dicendo che è sbagliato?
        Assolutamente no.
        Sto dicendo che la priorità è agevolare il LAVORO, non renderlo impossibile per indurci ad avere un RDC. Chiaro?

        Ora però vorrei sapere che lavoro fai.
        Non dove vivi, quanti anni hai.
        Vorrei sapere che lavoro fai.

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  3. “mi metto a lavorare in nero, come fanno la maggior parte di quelli col reddito di cittadinanza”
    ———————–

    Non credo siano la maggioranza, anche perchè il 37% dei beneficiari sono lavoratori, pensionati, invalidi e minori che fan parte del nucleo famigliare che percepisce il sussidio.

    Ma poi non ha senso fare il tuo ragionamento solo sul RdC, perchè comunque sarebbe un reato come lo è fingersi falso invalido con relativa pensione, falso nullatenente con casa popolare, mettere i genitori morti nel congelatore e prendere la loro pensione, spacciare droga, fare rapine etc etc. La scelta è ampia, non c’è solo il “furbetto del RdC” come alternativa disonesta al lavoro onesto.

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    • “Non credo siano la maggioranza, anche perchè il 37% dei beneficiari sono lavoratori, pensionati, invalidi e minori che fan parte del nucleo famigliare che percepisce il sussidio”

      Sei sicuro di quello che hai scritto?
      Dove vivi?
      Fatti un bel giro tra i cantieri.
      Oppure guarda quanti giardinieri sono senza partita iva (e quindi col RdC).

      L’assistenza è importante ma lo è più il lavoro.
      Salario minimo.
      Decontribuzione.
      Riduzione tasse.

      E non vuol dire far piovere sul bagnato, vuol dire aumentare il potere di acquisto di operai, commesse, cassiere dei supermercati….

      Si tratta di persone che pur lavorando molto, SONO POVERE!
      HAI CAPITO?
      POVERE!
      E SI FANNO PURE IL CULO, perché molti di loro fanno lavori usuranti.

      Uno Stato serio aumenta il numero dei lavoratori, incentivando e detassazione il lavoro, e riduce il più possibile il numero dei percettori di reddito, per rispetto di chi lavora e perché è logico, lo suggerisce un minimo di buon senso.

      Se ogni sperpero di denaro pubblico lo suddividi per il numero degli abitanti in Italia, sono sempre pochi euro ciascuno. Ma l’ammontare è quello che determina questa alta tassazione e contribuzione, altrimenti come te la spieghi?

      Se credi che il RdC o altri servizi ce li pagano i ricchi, non hai capito nulla di come funziona questo Paese.

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  4. “Uno Stato serio aumenta il numero dei lavoratori, incentivando e detassazione il lavoro, e riduce il più possibile il numero dei percettori di reddito, per rispetto di chi lavora e perché è logico, lo suggerisce un minimo di buon senso”.
    —————————–

    “Secondo quanto spiegato dai tecnici di Berlino, la spesa totale in welfare (tabella sopra) vale 918 miliardi di euro (dati 2016), il 30% circa del Pil tedesco, di cui oltre un terzo – 367 miliardi – è a carico del bilancio federale di Berlino, che finanzia anche poco meno di un terzo della spesa per pensioni (92 miliardi di euro su un totale di 300) e 𝟒𝟔 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 per il “reddito di cittadinanza” tedesco (Sgb II, Burgergeld II) di cui 37 sono a carico del governo federale e gli altri 9 finanziati dai Lander tedeschi (vedi tabella 3).

    Oltre ai 𝟒𝟔 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 per il Sgb II, le casse dello Stato tedesche si fanno carico di finanziare anche 36 miliardi di sussidi per la disoccupazione (un equivalente della cassa integrazione italiana). Della spesa totale per welfare fanno parte anche il budget per la difesa (circa 38,5 miliardi) e le risorse destinate alla pubblica istruzione, a carico sia dello Stato che dei Lander e Comuni (192 miliardi)”.
    https://www.affaritaliani.it/economia/germania-578181.html

    GERMANIA 46
    ITALIA 6

    O son rincoglioniti i tedeschi o siam fessi noi. Scegli tu.
    ———————————————————————–

    “l’ammontare è quello che determina questa alta tassazione e contribuzione, altrimenti come te la spieghi?”

    – 15 MLD di truffe

    – interessi sul debito

    – evasione alle stelle

    – alti stipendi dei manager statali

    – carcere quasi inesistente per i colletti bianchi

    – opere pubbliche che costano il doppio è durano la metà

    – mafie

    Di certo non risolvi niente se dall’ammontare togli lo zero virgola zero dei soldi rubati dai furbetti del RdC.
    Dividi tutti i soldi del RdC per tutte le imprese italiane è ottieni un piatto di lenticchie al mese per ogni azienda. Non è come dice Salvini che dando quei soldi alle aziende avremo poi milioni di assunzioni. Non c’è niente da produrre in più perche già si produce più di quel che serve.
    Oltretutto c’è già la legge che da i soldi del RdC a chi assume un percettore, ma nessuno o quasi approfitta di questa possibilità. Chiediti come mai.

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