Natale, perché si celebra il 25 dicembre

Nessuna fonte attesa la nascita di Gesù in questo giorno. Storia di una festa che ha radici antichissime, legate ai cicli della natura

(tag43.it) – Lo scambio di regali, l’albero addobbato, Babbo Natale con le sue renne, il presepe, le luminarie che rendono magiche le città, il bacio sotto il vischio, il cenone della vigilia e il pranzo con i parenti cene e pranzi con i parenti, la voglia di essere un po’ più buoni, come lo sono pandori e panettoni (al netto dei canditi che in tanti non amano). Tutti conosciamo i simboli e le tradizioni del Natale, ma perché questa festa viene celebrata il 25 dicembre?

Natale e il solstizio d’inverno

Anche se nel corso dei secoli è molto cambiato, il Natale è una festa religiosa che celebra la nascita di Gesù. Nessuna fonte, però, attesta questo evento al 25 dicembre. Come ci siamo arrivati? Beh, come capita spesso, le celebrazioni religiose “odierne” si basano su ricorrenze più antiche, pagane. Anche per quanto riguarda le “tempistiche”. E questo è successo anche con il Natale. Il periodo del solstizio d’inverno era importantissimo per i popoli antichi, in quanto segnava l’inizio dell’allungamento progressivo delle giornate, dunque la “rinascita” della natura. Attorno al solstizio d’inverno, le popolazioni pagane, specie del Nord Europa, accendevano fuochi e celebravano rituali propiziatori di fertilità. Ma erano giorni importanti per tutti: gli antichi egizi celebravano la nascita di Horus, i persiani Mitra, i babilonesi Tammuz, i greci Helios e i romani Mitra, una delle tante incarnazioni del Sol Invictus, il cui culto era radicato in tutte le civiltà.

Natale, perché si celebra il 25 dicembre. Nessuna fonte attesa la nascita di Gesù in questo giorno. Storia di una festa che ha radici antichissime.
Chiesa della natività, Betlemme (Photo by ABBAS MOMANI/AFP via Getty Images)

Natale, dal Sol Invictus a Gesù Cristo

Il 25 dicembre “salta fuori”, per così dire, più di due secoli dopo la nascita di Cristo, quando Eliogabalo (218-222) introdusse il Dies Natalis Solis Invicti, festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra). Fu poi Aureliano a istituire ufficialmente il 25 dicembre come data della ricorrenza: era il giorno che seguiva la fine dei Saturnali, celebrazioni che prevedevano l’allestimento di sontuosi banchetti, a cui in via eccezionale potevano partecipare anche gli schiavi. Meno di un secolo dopo, la nascita del Sol Invictus fu sostituita da quella di Gesù, il vero sole del Cristianesimo, nel frattempo diventata una delle religioni più praticate dell’Impero Romano. Fu il pontefice Giulio I, nel 352, a stabilire che il 25 dicembre venisse celebrata come data di nascita di Cristo, sovrapponendola alla precedente festa pagana. La celebrazione del Natale si diffuse rapidamente festa si diffuse in tutto il mondo cristiano e fu adottata anche nelle Chiese orientali, nelle quali fino ad allora era celebrata il 6 gennaio, unita con l’Epifania.

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1 reply

  1. Anche Woitila cercò di cancellare la festa del primo maggio istituendo la festa della gioventù proprio in quel giorno.I pagani e gli operai sono odiati dalla religione cattolica,preferiscono i padroni e i bigotti

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