Mancano 14.000 medici e infermieri. Pronto soccorso in mano a dilettanti

(Antonio Di Francesco – laverita.info) – È drammatica la carenza di personale sanitario nei pronto soccorso italiani: mancano 14.000 tra medici e infermieri. Le strutture tappano i buchi rivolgendosi a cooperative che forniscono medici a tempo. Ma spesso questi camici bianchi sono poco preparati e privi di esperienza. In Liguria alcune strutture hanno revocato gli incarichi alle coop dopo appena tre mesi dall’affidamento, mentre in Valtellina i sindaci sono andati a protestare con il prefetto per le carenze del pronto soccorso dato interamente in appalto a una cooperativa. Più pazienti, ma meno posti letto e meno medici. L’equilibrio precario in cui per anni sono stati lasciati i presidi di pronto soccorso si è rotto di fronte alla pandemia. In Italia si contano circa 24 milioni di accessi all’anno, 1 ogni 90 secondi. Peccato che il numero di specialisti in grado di accoglierli si stia via via assottigliando: secondo le stime della Società italiana della medicina di emergenza e urgenza (Simeu), all’appello mancano 4.000 specialisti e 10.000 infermieri. Nei reparti si fatica a ricoverare entro le 36 ore, i camici bianchi si dimettono per protesta contro le condizioni di lavoro e in alcuni ospedali si ipotizza l’arrivo di medici militari e della Croce rossa per fronteggiare le difficoltà, come succede a Isernia.

«Il disagio dei pronto soccorso, che fino a qualche tempo fa era limitato ad alcune aree, è ormai diffuso ovunque», racconta alla Verità il dottor Fabio De Iaco, appena eletto alla presidenza della Simeu. «Siamo di fronte a una catastrofe nazionale». Anche quando ci sarebbero i soldi per dare un po’ di respiro ai distretti, si preferisce restare a guardare. Basta dare un’occhiata, per esempio, a quanto rilevato dal procuratore regionale della Corte dei conti della Calabria, nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione per il 2020: la casella «rafforzamento dei pronto soccorso» resta desolatamente vuota. «Nessun lavoro è stato avviato», scrive il magistrato contabile Stefania Anna Dorigo. «Il completamento degli interventi è fissato per il 2022 inoltrato, in alcuni casi per il 2023».

Nel frattempo, le corsie si riempiono di «medici in affitto»: liberi professionisti forniti da società di intermediazione o cooperative sociali, alle quali le aziende sanitarie si rivolgono per provare a mettere una pezza ai buchi di organico. «Non c’è alcun controllo sulla qualità di questi medici», denuncia Beniamino Susi, vicepresidente della Società dei medici e degli infermieri di pronto soccorso e 118. «Molti di loro non hanno alcuna specializzazione nella medicina di urgenza, altri sono neolaureati senza alcuna esperienza pregressa». L’emergenza sanitaria ha imposto una deroga continua, così che possono bastare anche corsi di appena 6 mesi per accedere in corsia. Come denunciano diversi sindacati di categoria, per i medici delle cooperative non esistono riposi: può capitare che restino in turno anche per 3 giorni di fila, passando da un presidio all’altro. Con buona pace della lucidità richiesta in situazioni di emergenza.

Reclutamento sui social

Il reclutamento può avvenire addirittura via social network: «Ricerchiamo specialisti per incarico di libero professionista presso strutture ospedaliere in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia», si legge in uno dei post pubblicati negli ultimi mesi dalla cooperativa Novamedica di Bologna. E anche nelle sedi della Medical line consulting si affidano a Facebook per trovare urgentisti, rianimatori e ginecologi. Così, nel calderone dei «professionisti in affitto» può finire un po’ di tutto, anche medici a rischio radiazione. Al punto di primo intervento di Montagnana, in provincia di Padova, ha ripreso servizio il dottor Vieri Riccioni, per il quale l’ordine dei medici di Pistoia aveva chiesto la radiazione, dopo che le Iene lo avevano pizzicato nel 2019 mentre faceva finti esami per i quali chiedeva pagamenti in nero. Il procedimento è congelato in attesa che si pronunci la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, così il medico è rientrato in corsia grazie alla Mst group srl, che si è aggiudicata l’appalto dell’Ulss 6 Euganea per i punti di Montagnana e Cittadella.

Addio regole

Tutto lecito, al momento. Di fronte alla carenza di camici bianchi, meglio non farsi troppi problemi di opportunità. Pur non volendo commentare l’aspetto deontologico della vicenda, il presidente dell’ordine dei medici di Padova, Domenico Maria Crisarà, ha espresso non pochi dubbi sulle motivazioni «meramente economiche» che giustificano la scelta della cooperativa. «I nodi sono venuti finalmente al pettine», spiega ancora il presidente di Simeu, De Iaco. «Il caos nei pronto soccorso è frutto dell’errata programmazione che si è fatta per anni. Denunciamo l’insufficienza delle borse di studio a livello nazionale da quando è nata la specializzazione, eppure non si è fatto nulla. A questo, si aggiungono le condizioni insostenibili in cui sono costretti a lavorare tanti colleghi. Non c’è da stupirsi se le altre realtà professionali sono più ricercate».

Per provare a invertire la rotta, la Società dei medici e degli infermieri di pronto soccorso chiede di poter almeno integrare i propri specializzandi negli organici in servizio. «La formazione deve essere fatta nei presidi ospedalieri e non nelle università, che spesso non hanno neanche i servizi di pronto soccorso. Li formiamo per poi inserirli progressivamente. Oggi, da un punto di vista operativo, i medici delle cooperative non ci sono di alcuna utilità, se non quella di coprire i turni di lavoro vacanti».

18 replies

  1. Il 90 % degli accessi in Pronto soccorso sono impropri, cioè non si tratta di emergenza urgenza, sono cioè problematiche di competenza della medicina generale, territoriale e specialistica! La risoluzione del problema non è allargare i presidi di pronto soccorso ed aumentare il personale, ma far funzionare il servizio/medicina territoriale ed educare i cittadini ad un buon uso dei servizi a loro disposizione, che ovviamente dovrebbero essere efficienti! Se ogni anno quasi la metà della popolazione italiana va in Pronto soccorso, pare evidente che c’è un abuso di un servizio ospedaliero che dovrebbe essere riservato alla sola medicina d’ urgenza! E questo crea un enorme disservizio cui si vuole rimediare senza affrontare il rapporto/problema fra medicina del territorio ed ospedale che va completamente riprogettato!

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    • Esattissimo: se stai male non sai a chi rivolgerti. Il medico di famiglia è introvabile, quindi… Pronto soccorso.

      Ma, e dobbiamo dirlo, il pronto Soccorso è la Cenerentola degli Ospedali.
      In mano spesso ad incapaci e sempre – mia personale esperianza – a supponenti maleducati.
      Gli spazi sono inadeguati – eufemismo – il personale sempre scocciato quando non offensivo. Il caos regna sovrano, la chiacchiera tra addetti non si ferma neanche durante il triage dei pazienti. Pare che nessuno controlli (pare?) e ciascuno faccia, e si comporti, come vuole. Ma questa purtroppo è una costante in ogni ospedale: quando entri non hai più diritti.

      Eppure il Pronto Soccorso salva vite e dovrebbe essere il luogo con i professionisti più esperti (dalla loro frettolosa diagnosi dipende a volte la tua vita, e la cronaca ce lo mostra ogni giorno) ed il personale più formato anche dal punto di vista psicologico: chi accede è spaventato e va preso in carico con gentilezza ed empatia. Purtroppo non è così. Gli spazi dovrebbero essere puliti ed ordinati, la privacy garantita. ma non si fa.
      Perchè? Per disicentivare il suo uso senza dover mettere mano alla sanità territoriale e pretendere (molto) di più dal medico di base – ora per lo più un passacarte – limitandone il numero di pazienti e quanto meno raddoppiandoli di numero?
      Non si farà: si disincentiverebbero gli affari della sanità privata (coi soldi pubblici). Infatti se hai bisogno paghi, altrimenti… ti arrangi ed aspetti.

      Ho avuto un paio di anni fa l’ avventura di dovermi recare al Pronto Soccorso nella grande clinica universitaria di Francoforte. Un cliente si era tagliato ed occorrevano punti. Avevo già apprezzato di persona le differenze di gestione della Sanità tedesca, ma il Pronto soccorso mai.
      Mi è sembrato di sognare: Nessuno in attesa. Registrazione immediata. Subito in un ambulatorio immacolato dove un’ infermiera – spagnola – si è rivolta al mio cliente in perfetto inglese. Camice pulitissimo, capelli raccolti, zero gioielli e pochissimo trucco. Poi è arrivata la dottoressa, anche lei perfettamente vestita e calzata, capelli raccolti, cartellino con nome e cognome sul camice. In pochi minuti ha suturato sempre parlando in perfetto inglese. Ci ha fatto una ricetta per un possibile Ibuprofene. In pochi minuti siamo usciti. Il cliente è andato a pagare la prestazione : 40 euro.
      E’ tornato stupefatto: il tiket da noi sarebbe costato di più.

      Questa è la mia esperienza. Ma noi siamo “migliori”, quindi i disservizi (cronici) dei nostri Pronto Soccorso sono solo percezioni.
      O forse è stata solo questione di “fortuna” : ho sempre beccato il peggio qui ed il meglio lassù. Fate un po’ voi…

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      • D’accordo su tutto, ma… a pagamento?
        Io non ho mai pagato alcunché… e sì che, purtroppo, ci sono finita molte volte, per motivi seri.
        Com’è ‘sto fatto? 🤔
        Comunque, mi sono sempre trovata meglio con la Guardia medica, sia come COMPETENZA (sembra, effettivamente, che in Italia il PS sia considerato un reparto di serie Z), che come condizioni generali, velocità e, ultima, ma non ultima, gentilezza/educazione.

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      • Se il numero degli operatori sanitari è costantemente insufficiente perché tutti, troppi, italiani vanno in pronto soccorso, anche per problemi risolvibili altrove, rischi disservizio, personale maleducato, percezione di scarsa competenza, di cui in genere si lamenta chi vi accede impropriamente, pensando che il pronto soccorso sia equivalente alla guardia medica, che invece non si occupa di emergenza urgenza! La guardia medica ha la stessa funzione del medico di base! Gli operatori di pronto soccorso si trovano nella spiacevole situazione di doversi occupare velocemente e completamente di chi è in pericolo di vita o ha situazione clinica grave, per cui è ovvio che gli utenti che hanno, per esempio, la lombalgia da un mese aspettano, visto che la loro problematica non è emergenza urgenza! Una ferita,non grave, che richiede sutura è una prestazione di pronto soccorso definitiva urgenza , differibile, ma sempre urgenza, che non prevede il pagamento di alcun ticket, a differenza dei codici non urgenti, cui giustamente viene posto il ticket perché l’ utente avrebbe dovuto rivolgersi alla medicina generale di base, cioè medico curante, o alla guardia medica, assolutamente gratuiti! Ti informo inoltre che per fare il medico di pronto soccorso occorre la specializzazione, di 5 anni, in medicina di urgenza, e prima specializzazioni equipollenti, come cardiologia, medicina interna, chirurgia……certo professionisti formati per l’ emergenza hanno difficoltà a trattare la cisti sebacea o altra roba che non ha alcun carattere di emergenza urgenza, è come pretendere che il macellaio ti venda un branzino perché sono entrambi animali, e poi affermare che il macellaio non sa fare il suo lavoro! Forse è l’ utente che ha sbagliato negozio! Spiace constatare che il pronto soccorso sia considerato una cenerentola dopo che ogni anno tratta la metà della popolazione italiana, numeri che gli altri reparti neppure si sognano, ed un carico di lavoro e stress che allontana gli operatori , tanto che nessuno ci vuole più lavorare. ….un calcolo di quante persone sono state salvate su 24 milioni di utenti sarebbe più congruo a definire competenza o incompetenza!

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  2. Ma non è solo questo…

    Il fatto è che molti medici e infermieri che hanno rifiutato le punturine, sono stati SOSPESI… è successo anche a poliziotti, carabinieri e pompieri. Quelli che l’anno scorso erano EROI adesso sono visti come RENITENTI. Per questo c’é tale scarsità di personale sanitario, anche se ti dicono che sono tutti vaccinati.

    Negli USA ci sono quartieri a corto di poliziotti, ha fatto scalpore un market che di notte mette il filo spinato perché non c’é più polizia in giro, per esempio, per via di questa carenza di poliziotti vaccinati.

    Da noi, un colonnello dei carabinieri di 59 anni è morto 10 giorni dopo la vaccinazione, perché… dicono, causa COVID. Ma la tempistica è sospetta: l’uomo non voleva vaccinarsi ed è stato costretto a farlo per dare l’esempio, e un suo stretto amico, avvocato, ha detto alla stampa locale che lui non è morto di COVID, ma causa vaccinazione.

    Nessun dubbio invece sulla morte di un altro 59enne di Frascati, commissario di polizia. 2 dosi ma non ce l’ha fatta contro il COVID.

    Nessuna di queste notizie viene spiegata dai nostri ‘giornalisti’, ovviamente.

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    • @sm
      Ma quanto nsei intellettualmente disonesto?
      Devi trovare sempre un appiglio alla tua propaganda da novax.
      La risposta te l’ha data adriano 58.
      Questi bugiardi della FALSITÀ sono i soliti piromani che si scagliano contro i pompieri.
      Solo oggi si accorgono dei problemi dell’assistenza sanitaria?
      Ma la (sciagurata) riforma del titolo V della Costituzione non ha ceduto la competenza in tema di sanità alle REGIONI?
      Il ministro Giorgetti, casualmente fascio legaiolo, non era il teorico dello smantellamento dell’assistenza territoriale di base, perché tanto la gente provvede autonomamente a curarsi, cercando su internet?
      Perché sti pennivendoli di 💩💩💩 non fanno nomi e cognomi, degli amministratori e delle regioni, dove il sistema è al collasso?
      A Belpietro suggerisce qualcosa il nome di Formigoni, colui che ha SVENDUTO a pochi privati il diritto costituzionale alla salute, dirottandogli risorse finanziarie copiose?
      Se lo ricordano questi venduti che il solo ospedale San Raffaele delle spretato Don Verze’ creò un buco da 1 MILIARDO DI EURO, fallendo?
      Io ho vissuto 4 anni a Bologna e 15 a Milano.
      Sono due mondi all’opposto.
      Mi ricordo che una volta dovetti ricorrere al Pronto soccorso dell’ospedale di Saronno, perché il mio ginocchio si era bloccato dopo una fitta lancinante che mi aveva tranciato il respiro.
      Dopo 8 ore di attesa dovetti andare via.
      Con la sorpresa che il parcheggio dove avevo lasciato l’auto, in una piazza poco distante, fosse chiuso. Quindi mi estorsero altri 30€ per liberarla dopo chiamata telefonica fuori dall’orario di chiusura, le 20:00.
      Mi trasferiti nel nuovo ospedale di Legnano, voluto dal “Celeste” dopo aver ristrutturato quello in centro città con una spesa tra i 40 e i 50 milioni di euro, mastodontico e piazzato in aperta campagna, lontano dal centro abitato con grande disappunto dei pazienti anziani.
      Ospedale naturalmente dato in gestione a privati e convenzionato, per il rimborso delle prestazioni, con la regione.
      Ma pure là carenza di personale, perché il Pronto Soccorso NON RENDE ECONOMICAMENTE. alla fine tornai a casa alle 2 di notte, dopo essere arrivato a Saronne verso le 16!!!
      E mi rifilarono un antidolorifico particolare, il celebre, un Fans velenosissimo vicino all’idea di psicofarmaci.
      Naturalmente non lo assunsi e il giorno successivo, privatamente, Pagando, andai in un centro diagnostico per una risonanza magnetica. La diagnosi fu un’infiammazione del legamenti collaterale esterno.
      Prognosi, del mio dottore in provincia di Benevento, fu curarlo con impacchi di ghiaccio, evitando movimenti bruschi e sollecitazioni anomale, tipo la corsa prolungata.
      Tutto un altro mondo il Sant’Orsola di Bologna.
      Parcheggio di 3 piani interrato di fianco alla struttura, allargata 10 anni fa con un altro Padiglione.
      Si accedeva all’ingresso,, dove un touch screen chiedeva di scegliere il tipo di prestazione richiesta emettendo una ricevuta col numero. Si restava in attesa seduti o in piedi e nel giro di 10 minuti venivi chiamato per registrarti e parlare di cosa ti occoressee dopo il pagamento del ticket venivi smistato presso i locali dove operavano gli specialisti.
      APERTO H 24 7/7.
      Lo sanno questo i FALSISTI che sostenevano l’ignorantissima sfascista Lucia borgonzoni durante la campagna elettorale per le regionali?
      Scommetto che i troll legaioli che all’epoca esibivano mani giunte, fiorellini, esibizioni del vangelo e provocatorie parole di invocazione alla FALSA Madonna di Medjugorje, siano ancora presenti su questo blog con un nuovo nickname.
      Siete sempre la solita feccia ignorante, oggi No-Vax che sono la principale causa di contagio e i maggiori candidati ad entrare in terapia intensiva e a crepare.
      Faccio mio l’appello dei medici anestesista.
      LOCKDOWN FEROXE PER I NOVAX, con o senza Green Pass.
      I loro Ricoveri intasano le terapie intensive e COSTANO TROPPO.
      Perché devo continuare a pagare la loro follia?
      Dai pretty Peter, per una volta sii onesto. Ci riesci?
      Ovvio che no. Stai facendo ANMUINA per spianare la strada alla fascio coatta peracottara a rotelle, che sa strillare e accusare ma…
      Problema:
      Come fare ad azzerare i decessi e ad espandere la crescita economica?
      RISPONDETE FASCIO LEGAIOLI.
      Proposte non indice accusativo puntato.

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      • Ti rispondo così.

        Aspetto SCUSE.

        Hai accusato me di essere intellettualmente disonesto dopo avermi accusato FALSAMENTE di avere taroccato una lista di deceduti dopo vaccinazione. Ho confermato ogni singolo caso di quella lista.

        E te niente. Sparito e nessuna scusa.

        E parli di onestà… TU?

        Che accusi falsamente il prossimo perché ti porta una realtà sgradita alla tua squilibrata attenzione?

        Allora, LE SCUSE per quello che hai detto a suo tempo. Te le ho già richieste e ZERO risposte.

        E parli TU di disonestà?

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      • Caroli’, non toccarmi il Sant’Orsola.
        Perché là sono riusciti a guarirmi da una malattia del sangue che altrove ritenevano non possibile.
        E comunque la mia critica è al sistema lombardo, tutto lasciato in mano ai privati.
        Idem in tante altre regioni.
        Perché la falsità lancia continuamente accuse sparando nel mucchio invece di distinguere?
        Stessa tattica usata per parlare di Covid.
        Perché guardano solo al fatto che i contagi crescano e non approfondire che a finire intubati e a crepare siano i NOVAX?
        Ammuina appunto, per alimentare l’insofferenza di una popolazione fiaccata e depressa, che dovrà trovare risposta nell’ascesa della fascio coatta peracottara a rotelle e del capitone sciacallo e BACIASALAMI.
        Cioè coloro che alimentano, su base regionale, i guasti denunciati.
        VERMI della 💩💩💩🤢🤢🤮🤮🤮

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  3. ehhhhh, ma la sanità privata è tutta un’altra cosa, essa funziona!
    andate andate, poveri villici negli ospedali pubblici, pieni di imboscati, raccomandati e di sprechi
    la sanità privata è più virtuosa ed efficiente!!

    questo in sintesi è quello che spesso dicono diversi politici e funzionari che gestiscono la sanità pubblica regionale
    in effetti sono loro i primi responsabili della situazione, ma se qualcuno osa protestare minimo perde il posto.

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  4. E. C.
    Saronno e non Saronne
    Celebrex e non celebre
    In genere la tastiera la tastiera Microsoft SwiftKey scrive quello che le pare, correggendo autonomamente le parole secondo un vocabolario italianofono precaricato da cinesi su input americano.

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    • Vai a raccontarlo a quella cima di Gatto…
      Lui carbura a Word, che gli corregge tutto ciò che NON SAP, e se scrive “strafalcioni” che, casualmente e a sua totale insaputa, sono forme rare, se ne vanta come se lo avesse sempre saputo… mentre noi lottiamo per correggere le fesserie della nostra tastiera, armati solo della NOSTRA conoscenza dell’italiano e, se ci sfugge qualcosa, lui si permette di eccepire!

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      • AHAHAH … L’elefantessa scor3ggiona sempre in agguato, non dimentica! ahahah…

        “Lui carbura a Word, che gli corregge tutto ciò che NON SAP (immagino sia la tastiera), e se scrive ‘strafalcioni’ che, casualmente e a sua totale insaputa, sono forme rare, se ne vanta come se lo avesse sempre saputo…”

        Come al solito, la campionessa mondiale della specialità, gira la frittata.

        1) Prima di tutto non mi sono mai vantato di nulla.

        2) A volte carburo a Word (che bavbavie: da una cosi raffinata… ahah…), a volte no.

        3) Se sono forme rare, non possono essere anche strafalcioni, altrimenti Word li segnalerebbe.

        4) Le forme rare possono esistere a mia insaputa, ma non possono essere casuali, in quanto c’è una ragion sufficiente molto evidente invece che si trova sui dizionari.

        5) L’ignorante non sono stato certo io, ma la SCOR3GGION4 che si è permessa di correggere con sicumera quello che credeva uno strafalcione, mentre invece era solo una forma rara: fa piacere aver contribuito ad aumentare la sua conoscenza.

        6) Propongo al blog una colletta per regalare ai due vaccinazisti una tastiera meno indipendente e sprovvista di libero arbitrio, di modo che non potranno più addurre scuse ridicole a difesa della propria ignoranza.

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  5. Io mi interesso di attualità da circa 30 anni. Non sono un esperto politico né tanto meno un tuttologo. Mi limito ad osservare che da sempre, i politici di turno siano essi di destra o di sinistra, hanno tagliato la spesa per la sanità. Ora, questa notizia non mi sembra una novità. Se si continua a togliere denaro dalla sanità pubblica vien da se che poi si rimane senza personale. Facciamoci una domandina ogni volta che abbiamo la possibilità di votare. Se continuiamo ad eleggere i soliti banditi poi non ci lamentiamo se le cose vanno così. PS: mi raccomando continuiamo a ripetere che i 5S hanno tradito e mandiamo al macero le uniche persone oneste entrate in parlamento negli ultimi 50 anni. Buone feste a tutti.

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    • È tipico degli italiani, prima non muovono un dito se vengono tagliati 37 miliardi di euro al sistema sanitario, per poi prendersela con i lavoratori del pronto soccorso chiamati a tamponare un sistema al collasso, per numero di utenti ingestibile, con il 90% di accessi impropri, con risorse umane, logistiche ed economiche limitate! Durante la prima ondata di Covid i pronto soccorso erano un inferno, ed è stato solo grazie agli operatori sanitari se il sistema ha retto, visto che era già stato devastato da tagli di personale, di presidi, di strumentazione o farmaci, nella totale indifferenza dei cittadini! Hanno continuato a votare gli stessi come se niente fosse, perché è più facile accusare i lavoratori, che criticare le proprie scelte politiche!

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    • Leggo in alcuni commenti ” mi sono trovata meglio con la guardia medica” ….confrontare il pronto soccorso con la guardia medica e credere che siano lo stesso tipo di servizio, è la dimostrazione del perché il 90 % degli accessi al pronto soccorso sia impropri, con il risultato di un affollamento che dipende dalla non conoscenza e disinformazione dell’ utenza! Se il problema medico è stato risolto dalla guardia medica, che ha la stessa competenze e professionalità del medico di base, significa che non era emergenza urgenza! Chi ha un infarto del miocardio, un embolia polmonare, un ictus o un’ insufficienza respiratoria acuta e va dalla guardia medica rischia di morire e quindi dubito che possa trovarsi bene! Se invece ha una banale faringite , ha scelto il servizio idoneo, e se fosse andato in pronto soccorso, impropriamente, avrebbe aspettato ore e si sarebbe ovviamente lamentato, senza considerare che nel frattempo gli operatori sanitari siano impegnati con le vere e reali emergenze! Il pronto soccorso fa parte dell’ area critica, ospedaliera, insieme alla terapia intensiva, mentre la guardia medica è un servizio di medicina generale di base, territoriale, non ospedaliero, che non fa diagnosi e cura di patologie/problematiche di emergenza! Confondere le pere con le mele è un pessimo metodo per fare una critica costruttiva, utile a risolvere il problema, in genere serve soprattutto ad aumentare i luoghi comuni dell’ ignoranza!

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  6. Gentile Jerome B delle 11.13

    Ognuno impara ciò che vive: a me è successo l’ esatto contarario: operazione inutile, mal riuscita e conseguenze per oltre un anno. Per non parlare della “cortesia” degli addetti e della continua negazione dell’ evidenza.
    Purtroppo è un prenderci, e nel privato non è certo meglio: purtroppo un mio stretto parente lo ha toccato con mano in una delle Istituzioni milanesi più celebrate ( un tempo, ora è un’ altra, meno laica…).
    Occorre essere fortunati, purtroppo…

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