Campania, consigliera Muscarà fa saltare accordo Pd – Ciarambino: bloccate le assunzioni di amici e parenti

Volevano abolire la norma introdotta dal governo guidato da Stefano Caldoro

(Ciro Crescentini – ildesk.it) – Salta l’accordo tra i grillini e il partito democratico che puntava ad abolire una vecchia norma che bloccava le assunzioni in consiglio regionale di parenti entro il terzo grado nei gruppi politici regionali campani. Una norma introdotta dal governo guidato da Stefano Caldoro nel 2013. 

Il ritorno della parentopoli è stato impedito grazie alla combattiva e coraggiosa consigliera regionale Maria Muscarà che nelle ultime ore aveva annunciato la presentazione di un ordine del giorno in consiglio. Il documento invitava tutti i partiti a pronunciarsi ufficialmente sulla vicenda. La presentazione dell’ordine del giorno ha spiazzato, in primis, la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino che stando ai bene informati aveva raggiunto un accordo con la maggioranza per il superamento delle norme. Una situazione imbarazzante.

Alla fine sono stati costretti a correre ai ripari. Significativa la nota diffusa nelle ultime ore “L’ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, allargato ai capigruppo di maggioranza e opposizione, a conclusione di un lungo e articolato dibattito, è giunto oggi ad una soluzione condivisa ed unitaria sulla questione relativa alla delibera n. 279 del 2013 che impedisce l’assunzione, negli uffici regionali, dei parenti dei consiglieri fino al terzo grado“. “L’ufficio di Presidenza ha deciso, infatti, di adottare un nuovo provvedimento che restringe ulteriormente le maglie della disposizione del 2013, estendendo il vincolo del terzo grado di parentela anche agli uffici di diretta collaborazione, non contemplati dalla delibera n. 279 – continua la nota – Contestualmente, si afferma nella nota, “si aprirà  un confronto con l’Autorità  Nazionale Anticorruzione sui contenuti della delibera. Sarà avviato, altresì, un rapido iter legislativo per disciplinare definitivamente la materia”.

Laconica e ironica la dichiarazione di Maria Muscarà: “Gli stessi che la settimana scorsa hanno approvato la delibera che apre all’assunzione del parente in consiglio  oggi dicono di voler cancellare quello che hanno approvato la settimana scorsa, di cui si è avuto notizia solo grazie al Mattino. Il mio ordine del giorno che chiede  di cancellare la delibera vergognosa evidentemente li ha scoperti con il malloppo in mano.  Peccato che l’ufficio di presidenza tutto era coinvolto, evidentemente ‘sto tonno ha un gran buon sapore e crea dipendenza. Piace a tutti, compreso il movimento 2050 che lo vuole per sé e per la parentela”

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