Super green pass: come la mettiamo con gli stranieri?

Si fa presto a dire super green pass, specie se di mezzo c’è il turismo. Come sappiamo, dal 6 dicembre gli italiani potranno entrare in bar e ristoranti al chiuso, palestre, impianti sportivi, cinema, teatri, discoteche, partecipare a spettacoli, feste e cerimonie pubbliche solo se in possesso del certificato “rafforzato” riservato esclusivamente a vaccinati e guariti. Ma come la mettiamo con gli stranieri […]

(di Stefano Caselli e Cosimo Caridi – Il Fatto Quotidiano) – Si fa presto a dire super green pass, specie se di mezzo c’è il turismo. Come sappiamo, dal 6 dicembre gli italiani potranno entrare in bar e ristoranti al chiuso, palestre, impianti sportivi, cinema, teatri, discoteche, partecipare a spettacoli, feste e cerimonie pubbliche solo se in possesso del certificato “rafforzato” riservato esclusivamente a vaccinati e guariti. Ma come la mettiamo con gli stranieri, in particolare con i turisti delle ormai prossime festività natalizie?

A oggi per varcare le frontiere italiane e dell’Unione europea – ma anche per i viaggi da e verso Gran Bretagna, Usa, Canada, Giappone, Norvegia e altri Paesi – è richiesto il certificato digitale Ue Covid-19 che può essere rilasciato a chi ha completato il ciclo vaccinale, è guarito o è risultato negativo a un tampone. Il paradosso, dunque, è che dal 6 dicembre il turista straniero in possesso di Green pass europeo rilasciato dopo un tampone negativo, possa fare ciò che non è consentito agli italiani non vaccinati, cenare in un ristorante o visitare un museo con il solo esito negativo di un tampone. Difficile che a questo non si ponga in qualche modo rimedio, poiché significherebbe attribuire a cittadini non italiani maggiori diritti rispetto a cittadini italiani, ma il punto non è di immediata soluzione. Sul tavolo esiste un’altra opzione, estendere ai turisti stranieri gli stessi vincoli imposti agli italiani: a cena e al museo solo se vaccinati o guariti, niente tampone.

Questa sembra essere la soluzione prediletta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ma il rischio di un contraccolpo per un settore vitale per il Paese come quello del turismo è evidente: “Stiamo riflettendo sui provvedimenti da adottare sugli arrivi dall’estero – ha detto ieri il presidente del Consiglio, Mario Draghi – e comunque il nostro intento è dare certezze alla stagione turistica”.

Oggi la Commissione europea, intanto, dovrebbe presentare le nuove linee guida sui viaggi nell’Ue passando da un approccio basato sul Paese di provenienza a uno incentrato sul pass digitale valido: “Proprio in queste ore – ha detto Speranza – è in corso un confronto importante a livello europeo e ci viene comunicato che con tutta probabilità, nei prossimi giorni, ci sarà un aggiornamento delle regole e raccomandazioni di viaggio dell’Unione europea. Noi leggeremo con attenzione gli esiti di questo confronto e poi valuteremo se adeguare le nostre misure”. Sembra tuttavia che la Commissione Ue non intenda prevedere restrizioni per i viaggi dei non vaccinati, il che potrebbe creare qualche problema al super green pass italiano.

Le mappe dei contagi elaborate settimanalmente dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo (Ecdc), inoltre, terranno conto non solo dell’incidenza del contagio e del tasso di positività, ma anche di dati come le percentuali di vaccinazione. L’ultima mappa Ecdc colora di rosso scuro Grecia, Bulgaria, parte della Romania, Ungheria, Croazia, Slovenia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, parte della Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Irlanda, Islanda, la Germania sudorientale, il Belgio, i Paesi Bassi e parte della Francia del centro del Sud. L’Italia (al momento quasi tutta in giallo tranne alcune province in rosso nel Nordest) è di fatto circondata. Altri Paesi si sono già mossi: la Germania ha imposto la quarantena per chi arriva dall’Austria. Entrano solo i vaccinati. I test non valgono più anche se ci sono eccezioni per i lavoratori transfrontalieri. In Francia chi arriva da Austria, Belgio e Germania dovrà essere in possesso di un test negativo fatto meno di 24 ore prima dell’ingresso. In Usa e Israele, infine, da settimane si entra solo se vaccinati.

1 reply

  1. Stefano Caselli e Cosimo Caridi non hanno capito come funziona.

    Innanzitutto fa confusione con cittadini EU e extracomunitari.
    Per tutti il cittadini EU il pass è lo stesso. Se ottenuto con un tampone riporta la sua validità e la sua modalità, se ottenuto con vaccinazione o per guarigione idem. Infatti anche in Germania esistono le regole 2G, 2G+ e 3G e già discriminano in questo modo chi può andare al mercatino di Natale, chi in sauna e piscina e chi in ufficio.
    Per gli extracomunitari la situazione è più complessa e non so come sia stata implementata la conversione del loro certificato di vaccinazione in un codice QR. Teoricamente i tamponi fatti qui dovrebbero essere registrati sull’app come per i comunitari, ammesso che abbiano l’app.

    Questa è quindi una sciocchezza: “l paradosso, dunque, è che dal 6 dicembre il turista straniero in possesso di Green pass europeo rilasciato dopo un tampone negativo, possa fare ciò che non è consentito agli italiani non vaccinati, cenare in un ristorante o visitare un museo con il solo esito negativo di un tampone.”

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