Breve storia dei principali fondi di investimento

(Alessandro Di Battista) – Sapete cos’hanno in comune Pfizer, Moderna, J&J con le principali industrie d’armi al mondo ed i colossi del web? Semplice, i fondi di investimento!

Molti di voi conosceranno BlackRock, la più grande società di investimento del pianeta, ma i fondi finanziari che, di fatto, scegliendo dove investire condizionano le nostre vite, sono molti. I primi tre investitori istituzionali di Pfizer sono fondi. Vanguard Group. possiede l’8,19% delle azioni, BlackRock il 7,32% e State Street Corporation il 5%. Lo stesso vale con Moderna: Vanguard ha il 6,7% e BlackRock il 6,63%. Considerate che BlackRock gestisce un patrimonio di quasi 8000 miliardi di dollari, più del PIL di Giappone, Germania, Francia o Gran Bretagna. Solo USA e Cina hanno un PIL superiore ad 8000 miliardi di $. Anche i primi due azionisti istituzionali di Johnson & Johnson sono fondi di investimento. Ancora una volta Vanguard Group. e BlackRock rispettivamente con l’8,8% ed il 7,4% delle azioni. Vogliamo parlare degli azionisti di FB? Primo Vanguard Group. con il 7,73%, secondo BlackRock con il 6,59%. Stesso discorso per Amazon, Vanguard Group. ha il 6,65% e BlackRock 5,55%. Vanguard, BlackRock e State Street Corporation sono anche i principali investitori istituzionali della Lockheed Martin Corporation, il primo produttore di armi al mondo e possiedono anche un mucchio di azioni della Boeing, numero 2 al mondo per produzione di armamenti. La Boeing è conosciuta per il Jumbo Jet ma non tutti sanno che produce anche i missili Patriot, gli elicotteri Apache e i cacciabombardieri F18. Vanguard Group, Morgan Stanley, Blackrock e State Street Corporation figurano, inoltre, nei primi quattro posti tra gli investitori di Twitter. BlackRock è, inoltre, il primo azionista di UniCredit, uno dei principali istituti finanziari italiani il cui Presidente è l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. La scorsa estate Atlantia (società dei Benetton concessionaria delle autostrade) ha accettato un’offerta da 8 miliardi di euro presentata da un consorzio di cui fa parte Cassa Depositi insieme ai fondi di investimento Blackstone e Macquarie, il primo colosso USA, il secondo australiano.

Nelle ultime ore un altro colosso finanziario americano, il fondo Kkr ha avanzato un’offerta per acquistare il 100% di TIM, un tempo una gallina dalle uova d’oro per le casse dello Stato. Se l’acquisto dovesse andare in porto Kkr (attraverso TIM) potrebbe ottenere l’appalto miliardario per il Cloud, ovvero la gestione dei dati delle Pubbliche Amministrazioni. Se iniziassimo a mappare i politici finiti a lavorare nelle banche d’affari, nei fondi di investimento e, in generale, nel mondo della finanza, faremmo notte. Le Repubbliche occidentali sono dilaniate dai conflitti di interessi e dalle pressioni esercitate dai giganti della finanza che, con un clic, di fatto, dispongono della vita di milioni di cittadini. I fondi finanziari stanno comprando di tutto, infrastrutture strategiche, case farmaceutiche, gruppi mediatici, social network. E la politica tace. Pensate che chi detiene tale potere non rischi di abusarne? Pensate che chi ha a disposizione una tale forza economica non sia capace di esercitare pressione sulle scelte di governanti o ministri? Nel mio libro “Contro” scrissi: “Non mi fido di Draghi per il suo passato, non mi fido di Draghi per i macroscopici errori che ha collezionato, non mi fido di Draghi per la scarsa empatia, non mi fido di lui perché è un tecnico che si è formato nell’humus del capitalismo finanziario, ovvero l’entità che, più di tutto, è alla base degli squilibri sociali ed economici della modernità”.

E ancora: “solo il rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta potrà far da argine all’allargamento della forbice tra l’indigenza più funesta e la sempre più oscena opulenza. Un tempo credevo che l’onestà fosse il requisito principale per occuparsi della cosa pubblica. Oggi la reputo una condizione necessaria, ma è l’indipendenza ciò che davvero può distinguere un buon rappresentante della nazione. E, sebbene appaia paradossale, l’indipendenza di un parlamentare, di un ministro o un presidente del Consiglio, è direttamente proporzionale alla dipendenza nei confronti di una moltitudine di persone. Si chiama democrazia e poco, ahimè, ha a che fare con il sistema in cui viviamo”.

Spero di avervi dato qualche spunto di riflessione.

5 replies

  1. Grazie per avermi dato non “qualche” ma parecchi spunti di riflessione. Anche io non mi fido di Draghi come non mi fiderei mai di chi considera la finanza come la priorità assoluta e che ragiona (e quindi fa scelte) con una calcolatrice nel cervello.

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    • Resta fuori dal contesto qualche altra domanda che aiuterebbe a comprendere la situazione.
      Ma alla fine di chi è Black Rock?
      Ha un padrone?
      E quella massa di miliardi che amministra da dove arriva?

      Per l’anno fiscale 2018 BlackRock ha registrato utili per 4,3 miliardi di dollari USA, con un fatturato annuo di 14,2 miliardi di dollari USA, con un incremento del 13% rispetto al precedente ciclo fiscale. Le azioni di BlackRock sono scambiate a oltre $ 414 per azione e la sua capitalizzazione di mercato è stata valutata a oltre $ 61,7 miliardi nell’ottobre 2018. Nel 2019, BlackRock si è classificato 221º nell’elenco Fortune 500 delle maggiori società statunitensi per fatturato.
      Fatturato è una cosa DIVERSA da masse amministrate.

      Dopo che il Fondo pensione statale della Norvegia, un fondo sovrano, ha ridotto la sua partecipazione al di sotto del 2% dall’oltre 5% detenuto dal 2014 al 2016, i cinque maggiori azionisti sono alla data del 21 marzo 2018:

      Servizi Finanziari PNC – 25,01%
      Gruppo Vanguard – 6,23%
      BlackRock Inc. – 5,27%
      Capital World Investment – 5,16%
      Wellington Management Group – 4,37%

      In sintesi è una pubblica company, a disposizione di chi volesse scalarla sul mercato.
      Il denaro che gestisce gli viene in larga parte affidato da investitori istituzionali come banche, assicurazioni, fondi d’investimento, fondi sovrani di stati stranieri, fondi pensione alimentati dai contributi di diverse categorie di lavoratori etc.
      Tutti questi soggetti gli affidano liquidità da far fruttare.

      Dove sarebbe lo scandalo?

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      • Lo scandalo è il perseguimento del guadagno, del profitto a tutti i costi, restare nella media del Benchmark di settore, senza curarsi delle conseguenze. Spostare capitali, che non sono loro, dove è più profittevole, perchè devono raggiungere certi margini per avere i bonus di merito, senza curarsi se mandano sul lastrico i coltivatori di caffè o di cacao, o se fanno impennare i costi dell’energia o se contribuiscono a deforestare l’amazzonia, causando l’estinzione di intere etnie, non importa se i vaccini sono venduti al 1000% del loro costo e solo a chi se lo può permettere. Però le pensioni degli insegnanti americani e il fondo sovrano saudita (che finanzia la guerra in Yemen) sono al sicuro. Parafrasando: è il capitalismo, bellezza!

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  2. A quindici anni lo credevo anch ‘io
    Che un uomo onesto, un povero minchione,
    potesse qualche volta aver ragione:
    Furbo, per Dio !

    Non vidi allor che barattati i panni
    Si fossero la frode e la giustizia
    Ah veramente manca la malizia
    A quindici anni!

    (G. Giusti)

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