Senza partiti

(di Carlo Fusi – laragione.eu) – Evviva. Sul “Corriere della Sera”, Francesco Verderami ci avverte che l’autodichia, ossia la prerogativa del Parlamento di gestire in autonomia le sue faccende, spalanca le porte alla pensione anche di chi non è arrivato ai quattro anni, sei mesi e un giorno di legislatura. Dunque le matricole possono scegliere senza affanni il nuovo capo dello Stato: anche in caso di scioglimento il vitalizio, ancorché decurtato, è salvo. Praticamente in contemporanea, Sergio Mattarella intona un doveroso peana nei riguardi delle assemblee elettive: è lì che risiede la democrazia, è lì che la libertà respira e i diritti vengono tutelati.

Perfetto. Resta solo da spiegare alla metà di elettori che disertano le urne: a) come mai sono finiti nell’emiciclo personaggi tremebondi e attenti all’interesse proprio assai più che a quello generale; b) perché il livello di fiducia dei cittadini nei riguardi del Parlamento è precipitato sotto zero. Una spiegazione possibile è che la colpa sia dei partiti politici che hanno abdicato alla loro funzione di collettori delle richieste dei cittadini per trasformarsi in taxi che accolgono non i più adeguati bensì gli amici del Capo, visto che agli italiani è da decenni impedito di scegliersi i propri rappresentanti. Non solo. I partiti diventati fluidi si sono trasformati in piedistalli elettorali funzionali al successo del leader di turno. Che poi quando perde le elezioni viene sostituito perpetuando il circolo vizioso.

Dalla Costituente erano usciti istituzioni deboli e partiti forti sorretti da ideologie che dividevano il mondo in due: i buoni da un parte (la propria), i cattivi (gli avversari) dall’altra. Nella seconda Repubblica è sembrato che il leaderismo potesse arrestare la crisi. Si sono avvicendati personaggi tipo Berlusconi, Prodi, D’Alema. Che almeno avevano le stimmate del voto popolare. Poi sono arrivati Monti, Conte e SuperMario Draghi: magari eccelsi, sicuramente non parlamentari.

Nel frattempo i partiti sono affondati sempre più. Senza di loro la democrazia langue; ridotti come sono fanno avanspettacolo al ritmo dei Vaffa day. E i demiurghi sono figli dello sgretolamento delle forze politiche: due mali, non uno la medicina dell’altro. Servirebbe una palingenesi. Oppure applicare l’articolo 49 della Costituzione: i cittadini «hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Con metodo democratico per dare loro corpo e renderli scalabili, contendibili e trasparenti. E riconsegnare alla politica il posto che le spetta: a capotavola. Sono 73 anni che quella disposizione è stata inapplicata dai partiti stessi: tutti. Il risultato sono forze politiche che invece di aiutare la democrazia la svuotano.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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5 replies

  1. Assolutamente vero! Io metterei a capo della repubblica il mio cane Pippo e poi pdc il mio cane Marta ! Senza alcun dubbio! farebbero meglio il lavoro che fanno sti farabutti al governo ( da 40 e passa anni) perlomeno sarebbero molto piu saggi e intelligenti di quei dementi che popolano la camera e il senato !no doubt!

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    • Ps . Il vantaggio è che costano poche crocchette ! E non chiedono pensioni e privilegi ! E poi aimè! durano troppo poco! Perlomeno sfoltiremmo sti parassiti seduti da 50 anni in parlamento!

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  2. Qualcuno non se ne è nemmeno accorto, ma i Ministri non discutono, i parlamentari non legiferano, la Magistratura applica qualunque legge liberatutti o iniqua, la certezza della pena è sparita, si applica un diritto che sembra di tipo feudale, dove c’è una Casta che ha tutto e può tutto e i servi della gleba che non hanno niente e non posso niente, la Corte dei Conti è morta, la Costituzione viene ignorata, i diritti dei cittadini sono scomparsi. E domina unico e incontrastato lui, il Drago, che si è autoimposto e governa e legifera come un autarca assoluto, facendo a meno dei partiti e delle forme e strutture della democrazia. E in questa dissoluzione di ogni stato di diritto, i partiti celebrano il proprio funerale, annegando nella melma confusa o sudicia dell’accozzaglia di Governo che ha delegato ormai ogni potere e ogni identità al servilismo più totale al nuovo imperatore. Ricordatevi che solo nelle dittature l’opposizione scompare e va fuori legge. E l’Italia al momento è l’unico Paese del mondo occidentale dove non esiste una opposizione e un uomo solo si permette di essere tutto e di fare tutto, come se un intero Paese fosse un’azienda di sua proprietà che si può comprare e vendere e dove chi dissente viene licenziato.

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  3. A questo uomo solo al comando Conte ha dimostrato di non sapersi opporre, perché non è nella sua natura usare maniere forti ma con la sua buona educazione e la sua diplomazia, il Governo Draghi sarà solo sempre più offensivo e letale.
    I motivi per cui questo Governo è stato conservato sono la pandemia e i 209 miliardi, ma di fronte alla protervia crescente di Draghi e al peggioramento di condizioni di tutto il Paese, meno una casta di super ricchi o super protetti che diventano sempre pù ricchi e protetti, questi due alibi valgono ogni giorno di meno.
    Io non credo che Conte abbia le palle per difendersi e difenderci da un crescente autoritarismo e Grillo ha perso ormai ogni mia stima e fiducia. Ipotizzo piuttosto che Renzi e Salvini non verranno meno alla loro smania di rottamare tutto per evidenziare se stessi e così saranno proprio loro a determinare la fine di questo Governo per protagonismo e perché, come dimostra la favola della rana e dello scorpione: nemmeno per salvarsi dalla morte lo scorpione desiste dalla sua natura di scorpione a costo di affogare lui stesso.

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  4. “Si sono avvicendati personaggi tipo Berlusconi, Prodi, D’Alema. Che almeno avevano le stimmate del voto popolare. Poi sono arrivati Monti, Conte e SuperMario Draghi: magari eccelsi, sicuramente non parlamentari.”

    E GIUDA? Opportunamente dimenticato?

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