Svegliati Silvio

Il Cav ha creduto fino in fondo di poter sostituire Mattarella al Quirinale. Ma poi Gianni Letta, suo consigliere di sempre, lo ha convinto che non aveva alcuna possibilità. E che Meloni e Salvini lo stavano prendendo in giro.

(tag43.it) – In molti si sono stupiti, leggendo le cronache politiche di questi giorni, del fatto che Silvio Berlusconi ha finalmente capito quello che avrebbe dovuto essergli chiaro fin da subito: ovvero che lui ha zero chance di andare al Quirinale. Dopo un inizio di campagna tambureggiante, basta leggere l’intervista che mercoledì 10 novembre Augusto Minzolini gli ha fatto sul Giornale per comprendere come il Cavaliere sia arrivato alla conclusione, contrastante con il suo indomito ottimismo, che per la successione a Sergio Mattarella,  come dicono a Milano“ghe n’è minga”. Non fosse altro perché né Matteo Salvini né tantomeno Giorgia Meloni hanno davvero intenzione di chiedere ai loro gruppi parlamentari di sostenere la sua candidatura.

L’eminenza azzurra con durezza ha aperto gli occhi al Cav

Ma Berlusconi, che pur essendo tornato in buona forma alterna momenti di lucidità a momenti assopimento, ci è arrivato da solo a questa conclusione? No, ci ha dovuto pensare Gianni Letta ad aprirgli gli occhi. Lui, dopo il vertice a Villa Grande, la sua nuova residenza romana che fu la dimora di Franco Zeffirelli, con gli altri due galli del pollaio del centrodestra, era davvero convinto di essere sostenuto e di avere delle concrete possibilità. Ma dopo quella riunione, che Letta ha giudicato improvvida, il suo fidato consigliere è andato a trovarlo dicendogli senza mezzi termini che quei due lo stavano prendendo per il fondoschiena, e che lui non poteva certo concludere la sua carriera politica con uno smacco clamoroso.

Il rischio di chiudere la carriera politica con un flop clamoroso

Il colloquio è stato un faccia a faccia senza testimoni, ma coloro che hanno raccolto le confidenze dei due, raccontano (e le due versioni coincidono perfettamente) che mai si era visto un Letta così arrabbiato e che mai Berlusconi si era sentito dire dalla sua “eminenza azzurra” che se avesse continuato in quella direzione le loro strade si sarebbero separate. Naturalmente i (non pochi) nemici di Letta hanno subito fatto presente al Cavaliere che giravano voci su una possibile candidatura al dopo Mattarella del suo stesso fidato consigliere, facendogli perfidamente intendere che quanto gli aveva detto era strumentale: «Gianni gioca per sé». Ma Letta sa perfettamente di non avere possibilità, né le va cercando, e quindi non coltiva nessuna illusione. L’unica speranza che ha è di aver tolto dalla testa del Cavaliere le sue, di illusioni.

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