Cosa c’è dietro gli attacchi a Report sui vaccini

(DAVIDE MARIA DE LUCA – Domani) – La trasmissione si è occupata di terza dose e green pass ed è stata accusata di fare propaganda per i novax, ma quali sono le critiche che Report ha mosso al governo e quanto c’è di vero?

Un servizio sulla somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid-19 andato in onda lunedì sera nel corso della trasmissione Report è accusato da giornalisti e politici di aver fatto propaganda a favore dei novax e di aver diffuso informazioni false e allarmistiche. 

La polemica va avanti da giorni e martedì, il conduttore della trasmissione, Sigfrido Ranucci, ha difeso le sue ragioni nella trasmissione DiMartedì, su La7. Ieri, invece, i parlamentari Pd che siedono nella commissione di vigilanza Rai hanno chiesto ufficialmente chiarimenti all’amministratore delegato della televisione pubblica Carlo Fuortes con un durissimo comunicato contro la trasmissione.

Al di là delle critiche che si possono fare ai toni della trasmissione o alla sua opportunità, il servizio di Report formula tre distinte critiche al governo su altrettanti aspetti della somministrazione terza dose, critiche che vanno esaminate singolarmente per stabilirne il merito effettivo.

QUANTO A LUNGO PROTEGGE IL VACCINO?

Il primo tema trattato dalla puntata di Report riguarda la durata della protezione fornita dai vaccini contro il Covid-19. Nel servizio, una serie di infermieri e loro rappresentati sindacali, una dei quali con il volto coperto, affermano che i casi di contagio tra il personale sanitario sono in aumento e che una delle possibili spiegazioni potrebbe essere l’attenuazione delle difese fornite dal vaccino, visto che la vaccinazione dei sanitari risale ad oltre sei mesi fa.

Il calo nel tempo della protezione fornita dai vaccini è un dato di fatto, ma studiarlo non è affatto semplice. Altri infermieri intervistati affermano che negli ospedali vengono effettuati pochissimi test per verificare l’effettivo stato della protezione nel personale sanitario.

A questo punto, la trasmissione sembra suggerire che il test sierologico, che misura la quantità di anticorpi nel sangue, è sufficiente a misurare la protezione garantita dal vaccino. In realtà, misurare la protezione garantita dai vaccini è un esercizio più complesso e che fornisce risultati meno certi di quanto si potrebbe pensare. 

In ogni caso, il servizio sottolinea che a livello nazionale non è ancora stato ultimato nessuno studio sull’efficacia dei vaccini nel tempo. Quello annunciato dall’Iss lo scorso dicembre è iniziato solo a febbraio e non ha ancora prodotto risultati.

Il servizio mostra che, nel frattempo, soltanto il laboratorio dell’ospedale Niguarda di Milano guidato dal professor Francesco Scaglione sta misurando sistematicamente i livelli di protezione nel personale ospedaliero. A sei mesi dal vaccino, sostiene Scaglione, la protezione è ridotta del 50 per cento, un livello che per il momento è ancora sufficiente a garantire una buona protezione.

L’ESTENSIONE DEL GREENPASS

Dopo aver stabilito che la protezione fornita dal vaccino cala nel tempo e che in Italia non si è ancora fatto molto per misurare di quanto e in quanto tempo, il servizio passa a occuparsi di come, lo scorso settembre, il governo ha deciso di raddoppiare la validità del green pass da 9 a 12 mesi.

Il problema che pone Report è: su che base è stata fatta questa scelta se non sappiamo quanta protezione garantisce il vaccino a mesi di distanza?

Tra gli intervistati c’è il microbiologo Andrea Crisanti, secondo cui si è trattato di una decisione «senza nessuna base scientifica», una delle numerose «stupidaggini» fatte dal Comitato tecnico scientifico, il principale organo di consulenza del governo in materia di pandemia.

Due dirigenti della sanità con i volti oscurati, uno dei quali indicato come presente alla riunione del Cts in cui è stato deciso il prolungamento, spiegano che la decisione è stata presa per ragioni politiche e burocratiche.

La richiesta di estensione era arrivata dal ministero della Salute ed è stata approvata all’unanimità dal Cts senza particolari dati sull’efficacia dei vaccini a 12 mesi di distanza. Il problema principale che avrebbe motivato questa scelta, spiegano le due fonti anonime, era che senza la proroga tra ottobre e dicembre circa 3 milioni di italiani si sarebbero trovati in un limbo, con il green pass scaduto e allo stesso tempo senza possibilità di ricevere la terza dose.

BOOSTER O MEZZO BOOSTER

L’ultima parte del servizio è quella che ha ricevuto la maggior parte delle attenzioni e delle critiche. In questa sezione, Report critica il governo per aver fatto somministrare una terza dose di vaccino Moderna a migliaia di persone, nonostante fossero disponibili informazioni che indicavano come mezza dose di vaccino fosse più indicata. Secondo la trasmissione, il governo avrebbe commesso una «leggerezza».

La questione è abbastanza delicata e non è semplicissimo farsi un’idea né delle responsabilità effettive né della gravità dell’episodio.

La cronologia degli eventi è questa: il 2 settembre, l’agenzia farmaceutica europea Ema esorta i paesi membri ad attivarsi per distribuire la terza dose di vaccino alla popolazione più fragile.

Il giorno successivo, il 3 settembre, il produttore di vaccini Moderna propone alle autorità farmaceutiche di Europa e Stati Uniti di autorizzare un trattamento con solo mezza dose di vaccino anti Covid-10 in occasione della terza somministrazione. La richiesta viene presa in esame ed Ema che non fornisce immediatamente un parere.

Il 9 settembre, in Italia viene autorizzato l’inizio delle somministrazioni di terze dosi. In assenza di indicazioni specifiche, si inizia a somministrare una dose intera di Moderna.

Soltanto un mese e mezzo dopo, il 25 ottobre, l’Ema autorizza la terza dose di Moderna con dosaggio dimezzato rispetto alla seconda vaccinazione. Il 29 dello stesso mese il governo italiano si adegua. Nel frattempo, diverse migliaia di persone hanno ricevuto una dose intera.

Secondo Report, si è tratta di un errore che ha condotto allo spreco di dosi di vaccini ed esposto migliaia di persone a rischi di effetti collaterali maggiori dovuti a una dose superiore a quella raccomandata dai produttori.

Secondo i critici della trasmissione, invece, Report avrebbe contribuito a generare «allarmismo» sottolineando i rischi maggiori di un dosaggio eccessivo.

Inoltre, avrebbe accusato ingiustamente il governo che, in realtà, non avrebbe potuto che agire come ha fatto. «Cosa avrebbe dovuto fare il governo? – si chiedono sul Foglio Luciano Capone e Giovanni Rodriguez – Decidere di somministrare agli anziani la mezza dose solo sulla base delle comunicazioni di Big Pharma senza l’autorizzazione dell’Ema? E se poi non fosse stata sufficiente avrebbe dovuto richiamare i fragili per fare una quarta dose per l’altro mezzo richiamo?».

9 replies

  1. è colpa della tempesta solare (anche se è iniziata questa notte)
    che è arrivata inaspettata (quindi non è quella di cui avevo scritto la settimana scorsa)
    a causare la nuova tempesta magnetica dovrebbe essere stato un brillamento solare di livello M1.7
    (classe M significa forti brillamenti che precedono la massima classe X), avvenuto due giorni fa
    la velocità del vento solare rilevata è aumentata bruscamente da 400 a più di 800 metri al secondo (2.880 km/h)
    e la densità del plasma interplanetario – quasi 100 volte.
    l’effetto è una tempesta magnetica di terzo livello su una scala a 5 punti
    causando l’instabilità del campo magnetico che persisterà per almeno due o tre giorni
    mentre la tempesta dovrebbe durare una quindicina d’ore
    per questo Report ha sbarellato, è un programma meteoropatico a livello astrale

    che poi le case farmaceutiche ci vadano a nozze, con la pandemia, è evidente
    che spingano la terza dose è da provare come che il virus sia d’origine antropica
    tante chiacchere, ma alla fine niente sostanza, robe che neanche il peggior tribunale di Caracas accetterebbe

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      • A proposito di tribunali di Caracas o di altri paesi…,forse è il caso che qualcuno inizi a fare quello per cui è pagato,e non dal “governo”,ma dai contribuenti Italiani…

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  2. ma quando i giornaloini al guinzaglio del regime si degnerà di far conoscere i conflitti di interesse tra big phrma, politica, alta dirigenza sanitaria e enti di controllo?
    chi sono coloro che dettano legge; come e da chi vengono nominati i responsabili degli “enti di controllo” e gestione dei farmaci e non solo…?
    qualcuno può dare indicazioni?
    forse, la risposta ai quesiti farebbe capire perché e per come un paese con la più bella costituzione del mondo sia finito in pasto al naziliberismo…!!!

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    • E tutta colpa delle “tempeste solari”….,ma quante ca…zo di tempeste ci vogliono per fare un disastro come questo?
      Attendiamo l’esperto di “tempestite” che ci spieghi “scientificamente” questi fatti misteriosi… 🙂

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  3. Riporto:” La Pfizer ha affrontato migliaia di cause legali per lesioni e pratiche di vendita illegali. È diventata famosa per aver ricevuto la multa più salata della storia per un’azienda farmaceutica, oltre 2,3 miliardi di dollari. Di seguito solo alcune delle cause affrontate dall’azienda:

    Protonix (Protopranzolo, utilizzato per problemi gastrointestinali)

    Nel 2013 l’azienda ha patteggiato 55 milioni di dollari di risarcimento per le pratiche di marketing off-label legate al prodotto, ma la società potrebbe ancora essere oggetto di cause legali per le lesioni renali.

    Prempro (usato per trattare i sintomi della menopausa e per prevenire l’osteoporosi)

    Contro il Prempro sono state aperte ben 10.000 cause da parte di donne a cui era stato prescritto impropriamente il medicinale per curare il cancro al seno. Le cause sono state in gran parte risolte entro il 2012 per circa 1 miliardo di dollari.

    Chantix (farmaco utilizzato per trattare la dipendenza da nicotina)

    Pfizer ha affrontato circa 3.000 cause per lo Chantix intentate da persone che affermavano di aver sperimentato pensieri suicidi e disturbi psichiatrici dopo aver usato il farmaco. Anche in questo caso la Pfizer risolto una parte delle cause con un risarcimento di 288 milioni di dollari.

    Depo-Testosterone (utilizzato per ipogonadismo, oligozoospermia, impotenza)

    Contro il D-T sono state intentate migliaia di cause dovute all’inefficacia di terapie sostituite con il farmaco. Molte di queste cause purtroppo sono state archiviate a beneficio della Pfitzer.

    Zoloft (prescritto per il trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia nei pazienti adulti ed adolescenti)

    L’accusa mossa alla Pfizer da oltre 250 consumatori è quella di aver promosso attivamente l’uso del medicinale alle donne incinte nonostante la conoscenza dei rischi di malformazioni per nascituri. I casi sono stati in gran parte archiviati nel 2016 per mancanza di prove.

    Effexor (prescritto per curare depressione, ansia e attacchi di panico )

    Anche in questo caso le accuse mosse dalle vittime dell’Effexor vanno dalle malformazioni dei feti fino ai frequenti pensieri suicidi dei pazienti. Anche in questo caso, nel settembre 2015, le cause contro Effexor sono state archiviate.

    I casi Bextra, Geodon, Zyvox e Lyrica e la maxi-multa da $ 2,3 miliardi

    Il gigante farmaceutico Pfizer ha pagato nel 2009 2,3 miliardi di dollari per il più grande accordo di frode sanitaria nella storia del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. La Pfizer ha accettato di pagare l’ingente somma in seguito alle responsabilità civili e penali derivanti dalla promozione illegale di quattro farmaci: Bextra, un farmaco antinfiammatorio; il Geodon, un farmaco antipsicotico; il Zyvox, un antibiotico; e Lyrica, un farmaco antiepilettico.

    L’azienda incaricava i suoi venditori di trasferire i medicinali ai medici per patologie diverse da quelle indicate e in dosi superiori a quelle approvate, nonostante i rischi per i pazienti (rischi che hanno portato al ritiro definitivo del Bextra nel 2005).

    La strage di Kano

    Negli anni 90 la Pfizer sperimentò un nuovo antibiotico, il Trovan, la cui efficacia era comprovata da 87 studi in 27 paesi diversi. Mancava “solo” un test pediatrico in caso di patologia infettiva acuta come la meningite. Nel 1996 a Kano, in Nigeria, ci fu un’epidemia di meningite che portò alla morte di 12.000 persone. L’Oms lanciò un programma di emergenza e la Pfizer vide in quell’epidemia l’opportunità per effettuare finalmente i test pediatrici. Aderì al programma proponendo di curare 200 bambini con il Ceftriaxone, il miglior farmaco anti-meningite a quei tempi. Tuttavia solo la metà dei bambini furono curati con questo farmaco mentre agli altri fu somministrato il Trovan per valutare le differenze tra i 2 medicinali. Dei 100 bambini curati con il Trovan, 5 morirono e molti altri rimasero vittime di cecità, malformazioni e paralisi. Per i medici della Pfizer fu comunque un buon risultato. L’antibiotico nel 1996 venne commercializzato in Europa solo per gli adulti e, due anni dopo, fu ritirato dal mercato per l’alta tossicità”

    https://ilsimplicissimus2.com/2021/04/02/bugiardi-e-bugiardini/

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